<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428</id><updated>2011-07-29T02:01:00.759+02:00</updated><category term='amenità'/><category term='Polemiche e dibattiti del Bel Paese'/><category term='Buddismo'/><category term='Umorismo da latin lover'/><category term='Spettacolo'/><category term='Ricerca analitica'/><category term='Poesie'/><category term='Italia Furba'/><category term='Mafia'/><category term='GOVERNO MACHO 2009'/><category term='politica'/><category term='films'/><category term='Incipit'/><category term='Dalla Parte delle Bambine'/><category term='Xenofobia'/><category term='Interviste'/><category term='Luoghi da vedere'/><category term='Gialli'/><category term='Premesse'/><category term='Libera Parola e Opinione'/><category term='Governo ignorante'/><category term='Fiducia per il Governo'/><category term='Catene'/><category term='italia 2010'/><category term='Roba Estiva'/><category term='S.O.S.'/><category term='Pace nel Mondo'/><category term='storia'/><category term='Orrori e Distruzioni'/><category term='Editoriali'/><category term='Italia in piazza'/><category term='Donne nella Res Publica'/><category term='per riflettere?'/><category term='Sfruttamento dell&apos;immigrazione'/><category term='Awards'/><category term='Decadimento'/><category term='giochi'/><category term='Diari'/><category term='Link'/><category term='Riflessioni'/><category term='P come PAUSA'/><category term='premesse e riflessioni'/><category term='Sincera Privacy'/><category term='Emergenza Abruzzo'/><category term='Favole'/><category term='GIUSTIZIA?'/><category term='Filosofia sul quotidiano'/><category term='Vietato ai minori'/><category term='Galimberti'/><category term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category term='Blogosfera'/><category term='Carteggi'/><category term='Indagini'/><category term='Curiosità'/><category term='Esercizi di Scrittura'/><category term='Interventi reali'/><category term='Res Publica'/><category term='Letteratura'/><category term='pensieri di anonimi'/><category term='LIBERA STAMPA'/><category term='Democrazia'/><category term='Foto'/><category term='Sito da segnalare'/><category term='Commenti'/><category term='Notizie di cronaca'/><category term='L&apos;Italia in America'/><category term='Governo LADRO'/><category term='Meme'/><category term='Nonviolenza'/><category term='Opinioni internazionali'/><category term='LEGGI'/><category term='Coraggio italiano'/><category term='Governo &quot;promettente&quot;'/><category term='racconti'/><category term='la donna attraverso i Media nel 2009'/><category term='Racconti di 15 righe x 2'/><category term='Favola italiana'/><category term='Gli Augurali'/><category term='Citazioni'/><category term='Italia 2009'/><category term='Storie di vita'/><category term='Anti-italianismo'/><category term='Canzoni'/><category term='Attualità'/><category term='estratti'/><title type='text'>Setalend</title><subtitle type='html'>Viaggiare amplia la visuale, si conoscono posti nuovi, gente diversa, si guarda il mondo, mentre piedi e gambe divorano distanze; si scattano foto, si catturano immagini, colori e forme, e il mondo riempie dentro...
Qui chi viaggia è l'anima...nel mondo dell'interno, le istantanee emergono in superficie come le cartoline una volta incollate sulle valigie...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>290</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-7009576990913533309</id><published>2010-02-26T11:51:00.002+01:00</published><updated>2010-02-26T11:55:36.364+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia 2010'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia Furba'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LEGGI'/><title type='text'>Responsabilità IN PRIMA PERSONA: la responsabilità di sapere.</title><content type='html'>&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/politica/2010/02/26/news/prova_menzogne-2433189/"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;La prova delle menzogne&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;DAVID MILLS è stato corrotto. È quel che conta anche se la manipolazione delle norme sulla prescrizione, che Berlusconi si è affatturato a partita in corso, lo salva dalla condanna e lo obbliga soltanto a risarcire il danno per il pregiudizio arrecato all'immagine dello Stato. Questa è la sentenza delle Sezioni unite della Cassazione. Per comprenderla bisogna sapere che la corruzione è un reato "a concorso necessario": se Mills è corrotto, il presidente del Consiglio è il corruttore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Per apprezzare la decisione, si deve ricordare che cosa ha detto, nel corso del tempo, Silvio Berlusconi di David Mills e di All Iberian, l'arcipelago di società off-shore creato dall'avvocato inglese. "Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conosco neppure l'esistenza. Sfido chiunque a dimostrare il contrario" (Ansa, 23 novembre 1999). "Non conosco David Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l'Italia" (Ansa, 20 giugno 2008). Bisogna cominciare dalle parole  -  e dagli impegni pubblici  -  del capo del governo per intendere il significato della sentenza della Cassazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Perché l'interesse pubblico della decisione non è soltanto nella forma giuridica che qualifica gli atti, ma nei fatti che convalida; nella responsabilità che svela; nell'obbligo che oggi incombe sul presidente del Consiglio, se fosse un uomo che tiene fede alle sue promesse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Dunque, Berlusconi ha conosciuto Mills e, come il processo ha dimostrato e la Cassazione ha confermato (il fatto sussiste e il reato c'è stato), All Iberian è stata sempre nella sua disponibilità. Sono i due punti fermi e fattuali della sentenza (altro è l'aspetto formale, come si è detto). Da oggi, quindi, il capitolo più importante della storia del presidente del consiglio lo si può raccontare così. Con il coinvolgimento "diretto e personale" del Cavaliere, David Mills dà vita alle "64 società estere offshore del group B very discreet della Fininvest". Le gestisce per conto e nell'interesse di Berlusconi e, in due occasioni (processi a Craxi e alle "fiamme gialle" corrotte), Mills mente in aula per tener lontano il Cavaliere da quella galassia di cui l'avvocato inglese si attribuisce la paternità ricevendone in cambio "somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali" che lo ricompensano della testimonianza truccata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Questa conclusione rivela fatti decisivi: chi è Berlusconi; quali sono i suoi metodi; che cosa è stato nascosto dalla testimonianza alterata dell'avvocato inglese. Si comprende definitivamente come è nato, e con quali pratiche, l'impero del Biscione; con quali menzogne Berlusconi ha avvelenato il Paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Torniamo agli eventi che oggi la Cassazione autentica. Le società offshore che per brevità chiamiamo All Iberian sono state uno strumento voluto e adoperato dal Cavaliere, il canale oscuro del suo successo e della sua avventura imprenditoriale. Anche qui bisogna rianimare qualche ricordo. Lungo i sentieri del "group B very discreet della Fininvest" transitano quasi mille miliardi di lire di fondi neri; i 21 miliardi che ricompensano Bettino Craxi per l'approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi (trasformati in Cct) destinati non si sa a chi mentre, in parlamento, è in discussione la legge Mammì. In quelle società è occultata la proprietà abusiva di Tele+ (viola le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le "fiamme gialle"); il controllo illegale dell'86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l'acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche. Da quelle società si muovono le risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma (assicurano al Cavaliere il controllo della Mondadori); gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato, favoriscono le scalate a Standa e Rinascente. Dunque, l'atto conclusivo del processo Mills documenta che, al fondo della fortuna del premier, ci sono evasione fiscale e bilanci taroccati, c'è la corruzione della politica, delle burocrazie della sicurezza, di giudici e testimoni; la manipolazione delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La sentenza conferma non solo che Berlusconi è stato il corruttore di Mills, ma che la sua imprenditorialità, l'efficienza, la mitologia dell'homo faber, l'intero corpo mistico dell'ideologia berlusconiana ha il suo fondamento nel malaffare, nell'illegalità, nel pozzo nero della corruzione della Prima Repubblica, di cui egli è il figlio più longevo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;E' la connessione con il peggiore passato della nostra storia recente che, durante gli interminabili dibattimenti del processo Mills, il capo del governo deve recidere. La radice del suo magnificato talento non può allungarsi in quel fondo fangoso perché, nell'ideologia del premier, è il suo trionfo personale che gli assegna il diritto di governare il Paese. Le sue ricchezze sono la garanzia del patto con gli elettori e dell'infallibilità della sua politica; il canone ineliminabile della "società dell'incanto" che lo beatifica. Per scavare un solco tra sé e il suo passato e farsi alfiere credibile e antipolitico del nuovo, deve allontanare da sé l'ombra di quell'avvocato inglese, il peso di All Iberian. È la scommessa che Berlusconi decide di giocare in pubblico. Così intreccia in un unico nodo il suo futuro di leader politico, responsabile di fronte agli elettori, e il suo passato di imprenditore di successo. Se quel passato risulta opaco perché legato a All Iberian, di cui non conosce l'esistenza, o di David Mills, che non ha mai incontrato, egli è disposto a lasciare la politica e addirittura il Paese. Oggi dovrebbe farlo davvero perché la decisione della Cassazione conferma che ha corrotto Mills (lo conosceva) per nascondere il dominio diretto su quella macchina d'illegalità e abusi che è stata All Iberian (la governava). Il capo del governo non lo farà, naturalmente, aggrappandosi come un naufrago al legno della prescrizione che egli stesso si è approvato. Non lascerà l'Italia, ma l'affliggerà con nuove leggi ad personam (processo breve, legittimo impedimento), utili forse a metterlo al sicuro da una sentenza, ma non dal giudizio degli italiani che da oggi potranno giudicarlo corruttore, bugiardo, spergiuro anche quando fa voto della "testa dei suoi figli". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;© Riproduzione riservata (26 febbraio 2010)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 0);"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-7009576990913533309?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/7009576990913533309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=7009576990913533309&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7009576990913533309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7009576990913533309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2010/02/responsabilita-in-prima-persona-la.html' title='Responsabilità IN PRIMA PERSONA: la responsabilità di sapere.'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-8850486116655393089</id><published>2010-02-16T10:19:00.002+01:00</published><updated>2010-02-16T10:24:20.030+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia 2010'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia Furba'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LEGGI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Dormendo sonni tranquilli, ci pensa "LUI"...</title><content type='html'>&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/politica/2010/02/16/news/ma_adesso_bertolaso_deve_lasciare-2314726/"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Ma adesso Bertolaso deve lasciare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di EUGENIO SCALFARI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;COMMENTANDO ieri la lettera con la quale Guido Bertolaso rispondeva alle mie dieci domande ricostruendo a suo modo la verità dei fatti e la loro sostanza politica, ho volutamente tralasciato di approfondire la questione dell'atteggiamento del Quirinale di fronte all'ampliamento dei compiti della Protezione civile, alle normative che l'hanno resa possibile e alla loro costituzionalità. È una questione delicatissima poiché chiama in causa il Capo dello Stato, cioè la più alta istituzione della Repubblica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Bertolaso non si è fatto carico di questa delicatezza ed ha tentato di coprire l'operato suo e del governo sostenendo che il Quirinale ha sempre appoggiato il suo fare e non ha opposto alcun limite al sistema delle ordinanze e alla creazione della Protezione civile Spa, che ne rappresenta il coronamento e l'esternalizzazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;L'ho tralasciato perché su quell'aspetto della vicenda non si può andare a tentoni e per approssimazioni successive. Perciò ho raccolto i miei appunti in proposito, ho interpellato fonti qualificate ed ho riscontrato date, documenti e testimonianze dirette. Come sospettavo già a prima vista, la ricostruzione di Bertolaso è arbitraria e non corrisponde alla realtà. Ed ecco perché.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;1. La legge del 1992, che di fatto è quella istitutiva della Protezione civile come servizio permanente della Pubblica amministrazione, limitava quel servizio alle catastrofi naturali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;2. Fu innovata con decreto del 2001, convertito in legge. C'era già in quella legge un primo allargamento di competenze della Protezione civile a grandi eventi sganciati dalle catastrofi naturali, purché ricorressero caratteristiche che rendessero necessaria un'amministrazione straordinaria per ragioni di necessità ed urgenza chiaramente indicate nella motivazione. Il Presidente della Repubblica dell'epoca varò la legge insistendo sull'importanza delle motivazioni come requisito essenziale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;3. A partire da quel momento il Quirinale non ha più avuto l'occasione di "intercettare" la normativa delle ordinanze e dei decreti della presidenza del Consiglio poiché si trattava di una produzione di carattere amministrativo. Una produzione, come abbiamo già sottolineato ieri, che è cresciuta su se stessa ad un ritmo velocissimo passando da una o al massimo due ordinanze nel periodo del governo Prodi ad una media di 80-100 nel periodo berlusconiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;4. Il presidente Napolitano ha assistito con crescente preoccupazione all'estendersi del sistema delle ordinanze emesse dalla Protezione civile e l'ha detto in diverse occasioni. L'ha detto direttamente allo stesso Bertolaso in occasione d'una sua visita a L'Aquila subito dopo il terremoto. Si compiacque con lui per l'efficienza con cui la Protezione civile aveva fronteggiato l'emergenza post-terremoto ma elevò dubbi sul lavoro che quella stessa struttura avrebbe dovuto mandare avanti per completare le infrastrutture della Maddalena ed altre incombenze nel frattempo maturate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;5. Intanto gli impegni del sistema Bertolaso si moltiplicavano e l'albero della Protezione civile stava diventando una foresta. Leggiamo insieme quanto il Capo dello Stato ha detto nella cerimonia degli auguri di fine anno svoltasi lo scorso dicembre al Quirinale nella Sala dei corazzieri dinanzi alle Alte Magistrature dello Stato: "Il continuo succedersi di decreti legge - 47 dall'inizio di questa Legislatura - e il loro divenire sempre più sovraccarichi ed eterogenei nel corso dell'iter parlamentare di conversione, hanno continuato a produrre forti distorsioni negli equilibri istituzionali. Tutto ciò finisce per gravare negativamente sul livello qualitativo dell'attività legislativa. Non a caso gli studiosi si domandano se abbia finito per attuarsi, anche attraverso il crescente uso e la dilatazione di ordinanze d'urgenza, un vero e proprio sistema parallelo di produzione normativa". L'allarme del Presidente della Repubblica è netto ed esplicito e l'assemblea dinanzi alla quale è stato formulato lo rende ancora più solenne e preoccupante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;6. Si arriva così all'ultimo decreto legge, quello attualmente in discussione dinanzi alle Camere, nel quale viene promossa la creazione della Protezione civile Spa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Dalle mie informazioni molto attendibili risulta che Napolitano non ravvisava i requisiti di necessità ed urgenza, almeno per la parte dedicata alla Spa, e propendeva piuttosto verso la presentazione di un disegno di legge. Si trovò tuttavia di fronte (così dicono le mie fonti) ad una resistenza infrangibile opposta da Gianni Letta che avrebbe prospettato al Capo dello Stato l'ipotesi che Bertolaso potesse dimettersi dai suoi incarichi se il decreto non fosse stato autorizzato. Ipotesi che avrebbe creato un vuoto operativo di notevole gravità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;7. È accaduto tuttavia che nel corso dell'iter parlamentare al Senato il decreto venisse "stravolto" rispetto alla sua originaria stesura autorizzata dal Quirinale. Una decina di nuovi articoli e sessanta commi furono aggiunti sulla base di altrettanti emendamenti proposti dalla maggioranza parlamentare, allargando ancora di più il ventaglio delle competenze, la produzione di ordinanze, una sorta di scavalcamento nei confronti degli organi di controllo e di giurisdizione. Fonti non ufficiali ma attendibili segnalano che il Quirinale segue con estrema attenzione l'iter del decreto. Si dice (anche se si tratta d'una voce) che il Capo dello Stato avrebbe fatto pervenire al presidente del Consiglio il suo allarme per questa situazione. È noto che il Quirinale tace quando il Parlamento è all'opera, riservandosi di giudicare la costituzionalità della legge quando l'iter parlamentare sarà concluso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Questo è lo stato dei fatti, almeno prima che arrivasse la notizia dello stralcio. Il sottosegretario Gianni Letta ci aveva informato l'altro ieri che la Protezione civile rimane un Dipartimento della Pubblica amministrazione e che la Spa sarebbe stato soltanto un organo tecnico. Questo lo sapevamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;È infatti della Spa che si sta discutendo poiché la sua istituzione svuoterebbe di fatto il Dipartimento di gran parte delle sue funzioni. La precisazione di Letta aveva dunque l'aria di voler frapporre una cortina fumogena che può annebbiare soltanto i gonzi e può servire ai vari Minzolini dell'informazione per celebrare la saggezza del governo nel momento in cui il governo si trova stretto da grandi difficoltà di fronte allo scandalo degli appalti e al verminaio che è stato scoperchiato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Quanto al sottosegretario Bertolaso - sulla cui buona fede fino a ieri avevo sperato ma che a questo punto è diventata un'ipotesi di terzo grado - egli ha perso pochi giorni fa la carica di commissario ai rifiuti di Napoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;È proprio sulla base di quella carica che aveva ottenuto di diventare membro del governo anche se essa era in palese contraddizione con l'incarico esecutivo di commissario. Non avendo più la carica esecutiva, è venuta ora meno anche la ragione del suo sottosegretariato. Perciò le sue dimissioni non sono più un suo atto discrezionale ma un obbligo che sta diventando sempre più tardivo ogni giorno che passa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata (16 febbraio 2010)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-8850486116655393089?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/8850486116655393089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=8850486116655393089&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/8850486116655393089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/8850486116655393089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2010/02/dormendo-sonni-tranquilli-ci-pensa-lui.html' title='Dormendo sonni tranquilli, ci pensa &quot;LUI&quot;...'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-8767297500520347711</id><published>2010-02-15T16:25:00.002+01:00</published><updated>2010-02-15T16:31:04.902+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Donne nella Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni internazionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia 2010'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo da latin lover'/><title type='text'>"no Words"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;La lettera. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Elvira Dones, scrittrice e giornalista albanese replica alla battuta di Berlusconi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;"Quelle donne le ho incontrate. Mi hanno raccontato le loro vite violate, strozzate, devastate"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 0);"&gt;In nome delle belle ragazze albanesi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/politica/2010/02/15/news/scrittrice_albanese-2292563/"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;"Signor Berlusconi, basta battutacce"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di ELVIRA DONES *&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;Dalla scrittrice albanese Elvira Dones riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle "belle ragazze albanesi". Durante il recente incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all'Albania. Poi ha aggiunto: "Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;"Egregio Signor Presidente del Consiglio,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo allora  -  tre anni più tardi  -  che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 204);"&gt;In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;* Elvira Dones, scrittrice-giornalista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Nata a Durazzo nel 1960, si è laureata in Lettere albanesi e inglesi all?Università di Tirana. Emigrata dal suo Paese prima della caduta del Muro di Berlino, dal 1988 al 2004 ha vissuto e lavorato in Svizzera. Attualmente risiede negli Stati Uniti, dove alla narrativa alterna il lavoro di giornalista e sceneggiatrice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;© Riproduzione riservata (15 febbraio 2010) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;da: La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-8767297500520347711?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/8767297500520347711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=8767297500520347711&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/8767297500520347711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/8767297500520347711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2010/02/no-words.html' title='&quot;no Words&quot;'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-4032667164369512805</id><published>2010-01-08T11:05:00.004+01:00</published><updated>2010-01-08T11:14:08.796+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sfruttamento dell&apos;immigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia 2010'/><title type='text'>Siamo ormai dei Signori in Italia!</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Da oltre vent'anni vengono nel nostro Paese per la raccolta delle arance&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Quattordici ore di lavoro per 20 euro di cui 5 vanno al "caporale"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/08/news/rivolta_dei_diseredati_a_rosarno-1873836/"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Costretti nei campi dalle mafie. E' la rivolta dei diseredati d'Italia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Dormono dove capita: tende, fabbriche abbandonate, casolari diroccati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Sono spesso oggetto di comportamenti razzisti e vittime della criminalità organizzata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di ATTILIO BOLZONI &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;Uno dei capannoni in disuso dove vivono gli extracomunitari a Rosarno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;È LA rivolta degli ultimi, la rivolta dei neri che vagano per la nostra Italia. Quelli che si spostano sempre, che sono in movimento perenne. Stagione dopo stagione, mese dopo mese e campo dopo campo. Per raccogliere arance o uva, olive o pomodori. Vivono per la terra e vivono nella terra. Senza una casa, senza niente. A settembre erano in Sicilia, intorno alle vigne di Marsala.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;A novembre erano in Puglia fra gli ulivi più belli del Mediterraneo. A primavera migreranno in Campania a spezzarsi la schiena negli orti. Oggi erano qui: nella Piana dove è padrona la mafia più feroce del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;Sono ghaneani, sudanesi, ivoriani, senegalesi. Vengono dal Togo, dalla Mauritania, dal Congo. Ma da anni sono tutti 'italiani'. Per sopravvivere. Per resistere. Per sfamarsi. Ogni giorno riescono a prendere quasi 20 euro, per dodici anche quattordici ore piegati in due a raccogliere le arance più profumate della Penisola e i mandarini - le clementine - più dolci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;Dicono che sono tremila, qualche volta diventano quattromila e forse anche di più. A Rosarno i calabresi sono appena in quindicimila. Quasi il novanta per cento del popolo nero che si trasporta come gli animali in branco non ha ancora trent'anni. Sono uomini, solo uomini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;Gli ultimi sono ultimi perché non hanno mai avuto un tetto tutto per loro. Dormono nelle fabbriche abbandonate della Calabria degli sperperi e delle ruberie di mafia e di Stato. Scheletri in mezzo al nulla. Si accampano fra i pilastri arrugginiti di cemento sulla costa, nelle masserie, in riva al mare. Rosarno è come Castelvolturno. Come Campobello di Mazara. Come tutta l'Italia che hanno sempre conosciuto. Il campo e il sonno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;È dal 1992 che vengono in questa Piana quando la zagara, il fiore dell'arancio, stordisce con il suo profumo. Non hanno mai freddo e non hanno mai caldo. Non hanno mai un contratto. I 'caporalì li prendono all'alba sui furgoncini, come al mercato del bestiame scelgono i più forti. Ogni 20 euro guadagnati ce ne sono 5 per loro: per i soprastanti che li fanno lavorare. È il pizzo che si fanno pagare i miserabili. E poi loro, per tre o quattro settimane racimolano il loro gruzzolo per non morire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;Non hanno documenti, non hanno passato. Solo la giornata conta: la giornata nel giardino di aranci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;Quelli del Magreb hanno trovato sette case pericolanti fuori dal paese, sulla strada per San Ferdinando. I sudanesi stanno da un'altra parte, sotto un grande tendone dove hanno sistemato i sedili squarciati di vecchie auto e i copertoni di un camion come comodini. E i senegalesi stanno ancora più in là, vicino all'inceneritore, in uno stabilimento che un tempo raffinava l'olio d'oliva. "Io dormo qui", raccontava un anno fa Stephan, un ragazzino di vent'anni. Qui è l'oblò di un silos dove una volta conservavano l'olio. Un cilindro metallico dove Stephan ha portato tutta la sua vita: la coperta, un paio di scarpe, un corano, un fornello dove ogni tre o quattro sere riesce a far cuocere qualche pezzo di agnello e un pomodoro. Stephan non ha acqua. Stephan non ha un bagno. Ce ne sono tanti come lui acquartierati anche verso Gioia Tauro e il suo porto, altri si sono dispersi verso Rizziconi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;Tutti hanno visto per la prima volta l'Italia dagli scogli di Lampedusa. Imbarcati come merce ad Al Zuwara, nella Libia più vicina alla Sicilia. E sbarcati come clandestini in Europa. Ci sono i neri più fortunati, quelli che hanno trovato un capannone come tetto per la notte. Ogni capannone ha una scritta di vernice che ricorda il luogo di partenza di ogni gruppo: Dakar, Rabat, Fes, Mombasa. Nei capannoni i letti sono di cartone. Anche Yasser ha il suo letto di cartone fradicio. L'aveva in Puglia due mesi fa, ce l'ha qui a Rosarno. "Ci dormo poco", racconta. All'alba è già fra gli aranceti. E solo al tramonto torna nel capannone dove c'è la scritta Casablanca. E dice: "Vivo nella paura, la paura di far sapere alla mia famiglia come vivo qui in Europa".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;È da quasi vent'anni che il popolo degli ultimi vaga di terra in terra per l'Italia. Nel silenzio, nell'indifferenza. Nessuno lo dice mai chiaramente ma sono le 'ndrine, le famiglie della mafia calabrese, che più di tutte succhiano il sangue agli ultimi. Le 'ndrine che hanno le arance, che hanno tutto nella Piana. I mafiosi li aspettano al passo, dopo Natale. Quando è tempo di raccolta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(08 gennaio 2010)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-4032667164369512805?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/4032667164369512805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=4032667164369512805&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4032667164369512805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4032667164369512805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2010/01/siamo-ormai-dei-signori-in-italia.html' title='Siamo ormai dei Signori in Italia!'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-3737105793618776146</id><published>2009-11-23T10:56:00.003+01:00</published><updated>2009-11-23T11:04:22.522+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Coraggio italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>AMMIRAZIONE</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LA LETTERA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Saviano risponde a Bondi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-18/saviano-risposta/saviano-risposta.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;"Ecco perché non possiamo tacere" - Appello sulla giustizia: lo scrittore sulla lettera con cui il ministro della Cultura lo invita a non schierarsi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di ROBERTO SAVIANO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Caro ministro Sandro Bondi, la ringrazio per la sua lettera e per l'attenzione data al mio lavoro: ho apprezzato il suo tono rispettoso e dialogante non scontato di questi tempi e quindi con lo stesso tono e attitudine al dialogo le voglio rispondere. Come credo sappia, ho spesso ribadito che certe questioni non possono né devono essere considerate appannaggio di una parte politica. Ho anche sempre inteso la mia battaglia come qualcosa di diverso da una certa idea di militanza che si riconosce integralmente in uno schieramento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Ho sempre creduto che debbano appartenere a tutti i principi che anche lei nomina - la libertà, la giustizia, la dignità dell'uomo e io aggiungo anche il diritto alla felicità in qualsiasi tipo di società si trovi a vivere. E per questo ho sempre odiato la prevaricazione del potere, che esso assuma la forma di un sistema totalitario di qualsiasi colore, o, come ho potuto sperimentare sin da adolescente, sotto la forma del sistema camorristico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Anch'io auspico che in Italia possa tornare un clima più civile e ho più volte teso la mano oltre gli steccati politici perché sono convinto che una divisione da contrada per cui reciprocamente ci si denigra e delegittima a blocchi, sia qualcosa che faccia male.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Eppure oggi il clima in questo paese è di tensione perché ognuno sa che, a seconda della posizione che intende assumere nei confronti del governo, potrà vedere la propria vita diffamata, potrà vedere ogni tipo di denigrazione avvenire nei confronti dei propri cari, potrà vedere ostacolate le proprie possibilità lavorative.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Qualche giorno fa la Germania mi ha onorato del premio Scholl, alla memoria dei due studenti dell'organizzazione cristiana Rosa Bianca, fratello e sorella, giustiziati dai nazisti con la decapitazione per la loro opposizione pacifica, per aver solo scritto dei volantini e aver invitato i tedeschi a non farsi imbavagliare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Tutte le persone che ho incontrato lì alla premiazione, all'Università di Monaco, erano preoccupate per quanto accade oggi in Italia nel campo della libertà di stampa e del diritto. Non era un premio di pericolosi sovversivi o di chissà quali cospiratori anti-italiani. Tutt'altro. Raccoglieva cristiani tedeschi bavaresi che commemorano i loro martiri. Tutti seriamente preoccupati quello che sta accadendo in Italia e tutti pronti a chiedermi come faccio a tenere alla libertà d'espressione eppure a continuare a lavorare in Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Non è un buon segnale e, in quanto scrittore non posso che raccogliere l'imbarazzo di essere accolto come una sorta di intellettuale di un paese dove la libertà d'espressione subisce un'eccezione. Il programma da lei apprezzato ha mostrato, in prima serata, il terrore causato dal regime comunista russo, e persecuzioni castriste agli scrittori cubani e l'inferno nell'Iran di Ahmedinejad.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Tutto andato in onda in una trasmissione come "Che tempo che fa", su una rete come RaiTre, così spesso tacciata di essere faziosa, ideologizzata, asservita alla sinistra che persino un boss come Sandokan si compiaceva di chiamarla "Telekabul". Questo a dimostrare, Ministro, quanto siano spesso pretestuose e false le accuse che vengono fatte contro chi invece si prefigge il compito di raccontare per bisogno - o dovere - di verità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Però sono altrettanto convinto che a volte, proprio per semplice senso civile, non si possa stare zitti. Che bisogna prendere posizione al costo di schierarsi. E schierarsi non significa ideologicamente. La paura che questa legge possa colpire il paese sia per i suoi effetti pratici, sia per l'ingiustizia che ratifica, in me è assolutamente reale e per niente pretestuosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;In questi anni, ossia da quando vivo sotto scorta, ho avuto modo di poter approfondire cosa significhi, tradotto nel funzionamento di uno stato democratico, il concetto di giustizia. Ho potuto capire che non tocca solo la difesa della legalità, ma che ciò che più lo sostiene e lo rende funzionante è la salvaguardia del diritto e dello stato di diritto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Ho deciso di pubblicare quell'appello perché la legge sul processo breve mi pare un attacco pesante - non il primo, ma quello che ritengo essere finora il più incisivo - ai danni di un bene fondamentale per tutti i cittadini italiani, di destra o di sinistra, come ho scritto e come credo veramente. E le assicuro che lo rifarei domani, senza timore di essere ascritto a una parte e di poterne pagare le conseguenze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Non vi è nulla in quel gesto che non corrisponda a ogni altra cosa che ho fatto o detto. Le mie posizioni sono queste e del resto non potrei comportarmi diversamente. Ciò che mi spinge a raccontare, in prima serata, dei truci omicidi di due giovani donne, la cui colpa era stata unicamente l'aver manifestato in piazza, in maniera pacifica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Ciò che mi spinge a raccontare dei crimini del comunismo in Russia e dei soprusi delle multinazionali in Africa non è un "farsi impadronire dal demone della politicizzazione e della partitizzazione della cultura" bensì un altro demone. Quello che ha lo scopo di raccontare le verità o almeno provarci. Un'informazione scomoda per chi la da e per chi l'ascolta, la osserva, la legge. In Italia la deriva che lo stato di diritto sta prendendo è pericolosa perché ha tutte le caratteristiche dell'irreversibilità. È per questo che agisco in questo modo, perché è l'unico modo che conosco per essere scrittore, è questo l'unico modo che conosco di essere uomo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;La saluto con cordialità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255); font-style: italic;"&gt;© 2009 Roberto Saviano. Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;(23 novembre 2009)&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt; ....&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;...................................................&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;.............................................................................&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;L'ex presidente: "Io non uso aderire ad appelli, ma condivido quello di Saviano"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Preoccupato per la salute della nostra democrazia: "Manipolazione delle regole"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-18/intervista-ciampi/intervista-ciampi.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Ciampi: "Basta leggi ad personam, Berlusconi delegittima le istituzioni"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di MASSIMO GIANNINI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;«Viviamo un tempo triste. Negli anni finali della mia vita, non immaginavo davvero di dover assistere ad un simile imbarbarimento dell'azione politica, ad una aggressione così brutale e sistematica delle istituzioni e dei valori nei quali ho creduto...». La prima cosa che colpisce, nelle parole di Carlo Azeglio Ciampi, è l'amarezza. Un'amarezza profonda, sul destino dell´Italia e sulle condizioni della nostra democrazia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;E mai come in questa occasione l'ex capo dello Stato, da vero "padre nobile" della Repubblica, lancia il suo atto d'accusa contro chi è responsabile di questo "imbarbarimento" e di questa "aggressione": Silvio Berlusconi, il suo governo e la sua maggioranza, che stanno abbattendo a "colpi di piccone" i principi sui quali si regge la Costituzione, cioè "la nostra Bibbia civile".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;"Vede - ragiona Ciampi - la mia amarezza deriva dalla constatazione ormai quotidiana di quanto sta accadendo sulla giustizia, ma non solo sulla giustizia. È in corso un vero e proprio degrado dei valori collettivi, si percepisce un senso di continua manipolazione delle regole, una perdita inesorabile di quelli che sono i punti cardinali del nostro vivere civile". Vale per tutto: non solo i rapporti tra politica e magistratura. Le relazioni tra potere esecutivo e Parlamento, tra governo e presidenza della Repubblica, tra premier e organi di garanzia, a partire dalla Corte costituzionale. L'intero sistema istituzionale, secondo Ciampi, è esposto ad un'opera di progressiva "destrutturazione". "Qui non è più una questione di battaglia politica, che può essere anche aspra, come è naturale in ogni democrazia. Qui si destabilizzano i riferimenti più solidi dell'edificio democratico, cioè le istituzioni, e si umiliano i valori che le istituzioni rappresentano. Questa è la mia amara riflessione...".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Ciampi, forse per la prima volta, parla senza mezzi termini del Cavaliere, e di ciò che ha rappresentato e rappresenta in questo "paesaggio in decomposizione". "Mi ricordo un bel libro di Marc Lazar, uscito un paio d'anni fa, nel quale io e Berlusconi venivamo raccontati come gli estremi di un pendolo: da una parte Ciampi, l'uomo che difende le istituzioni, e dall'altra parte Berlusconi, l'uomo che delegittima le istituzioni. Mai come oggi mi sento di dire che questa immagine riassume alla perfezione quello che penso. Io ho vissuto tutta la mia vita nelle istituzioni e per le istituzioni, che sono il cuore della democrazia. E non dimentico la lezioni di Vincenzo Cuoco sulla Rivoluzione napoletana del 1797: alla felicità dei popoli sono più necessari gli ordini che gli uomini, le istituzioni oltrepassano i limiti delle generazioni. Ma poi, a rendere vitali le istituzioni, occorrono gli uomini, le loro passioni civili, i loro ideali di democrazia. Ed io, oggi, è proprio questo che vedo mancare in chi ci governa...".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;L'ultimo capitolo di questa nefasta "riscrittura" della nostra Costituzione formale e materiale riguarda ovviamente la giustizia, il Lodo Alfano e ora anche il disegno di legge sul processo breve con il quale il premier, per azzerare i due processi che lo riguardano, fa terra bruciata dell'intera amministrazione giudiziaria corrente. Anche su questo la condanna di Ciampi è senza appello: "Le riforme si fanno per i cittadini, non per i singoli. L'ho sempre pensato, ed oggi ne sono più che mai convinto: basta con le leggi ad personam, che non risolvono i problemi della gente e non aiutano il Paese a migliorare". Fa di più, l'ex presidente della Repubblica. E si spinge a riflettere su ciò che potrà accadere, se e quando questa nuova legge-vergogna sarà approvata: "Io non do consigli a nessuno, meno che mai a chi mi ha succeduto al Quirinale. Ma il capo dello Stato, tra i suoi poteri, ha quello della promulgazione. Se una legge non va non si firma. E non si deve usare come argomento che giustifica sempre e comunque la promulgazione che tanto, se il Parlamento riapprova la legge respinta la prima volta, il presidente è poi costretto a firmarla. Intanto non si promulghi la legge in prima lettura: la Costituzione prevede espressamente questa prerogativa presidenziale. La si usi: è un modo per lanciare un segnale forte, a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all'opinione pubblica". Ciampi non nomina Napolitano, ma fa un riferimento implicito a Francesco Saverio Borrelli: "Credo che per chi ha a cuore le istituzioni, oggi, l'unica regola da rispettare sia quella del "quantum potes": fai ciò che puoi. Detto altrimenti: resisti".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Lui stesso, nel suo settennato sul Colle, ha resistito più volte alle spallate del Cavaliere. Dalla legge Gasparri per le tv alla riforma dell'ordinamento giudiziario di Castelli: "È vero, ma ho fatto solo il mio dovere. C'è solo una cosa, della quale mi rammarico ancora oggi: il mio unico messaggio alle Camere, quello sul pluralismo del sistema radiotelevisivo e dell'informazione. Allora era un tema cruciale, per la qualità della nostra democrazia. Il Parlamento non lo raccolse, e da allora non si è fatto niente. Oggi, e basta guardare la televisione per rendersene conto, quel tema è ancora più grave. Una vera e propria emergenza".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Ma in tanto buio, secondo Ciampi c'è anche qualche spiraglio di luce. Per esempio l'appello lanciato su "Repubblica" da Roberto Saviano, che chiede al premier di ritirare la legge sull'abbreviazione dei processi, la "norma del privilegio". "Io - commenta il presidente emerito della Repubblica - per il ruolo che ho ricoperto non uso firmare appelli. Ma condivido dalla prima all'ultima riga quello di Saviano. Risponde a uno dei principi che mi hanno guidato per tutta la vita. E il fatto che abbia ottenuto così tante adesioni rappresenta una speranza, soprattutto per i giovani. È il vecchio motto dei fratelli Rosselli: non mollare. Loro pagarono con la vita la fedeltà a questo principio. Qui ed ora, in Italia, non c'è in gioco la vita delle persone. Ma ci sono i valori per i quali abbiamo combattuto e nei quali abbiamo creduto. In ballo c'è la buona democrazia: credetemi, è abbastanza per non mollare".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 255, 51);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(23 novembre 2009)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-3737105793618776146?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/3737105793618776146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=3737105793618776146&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/3737105793618776146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/3737105793618776146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/11/ammirazione.html' title='AMMIRAZIONE'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-989340818341813947</id><published>2009-11-23T09:24:00.004+01:00</published><updated>2009-11-23T11:48:06.575+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GIUSTIZIA?'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Decadimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indagini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Illustre William Shakespeare, conosce Giustizia?</title><content type='html'>L'INCHIESTA&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-18/inchiesta-davanzo/inchiesta-davanzo.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Per Silvio Berlusconi 18 salvacondotti in 15 anni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;ANCHE William Shakespeare può essere utile per comprendere come Berlusconi si difende da quell'umana, precaria "verità" che la magistratura ha il dovere di ordinare. In Misura per misura - "commedia oscura" che racconta di giustizia, potere, autorità, morale, dignità umana - il Lord vicario Angelo incontra Isabella che lo implora di salvare suo fratello dalla pena di morte (scena IV, II atto). Il Lord: "Egli non morrà, Isabella, se voi mi darete amore". Isabella: "Io ti denunzierò Angelo, bada! Firma subito il perdono di mio fratello, o ch'io proclamerò a voce spiegata, davanti a tutti, che specie di uomo sei". Il Lord: "E chi vuoi che ti creda, Isabella? Il mio nome (...) e il posto che occupo nello Stato avranno un peso maggiore di quello della tua accusa. Tutto quello che dirai avrà il sapore di calunnia (...) Dì pure in giro tutto quello che credi. La mia menzogna avrà più peso della tua verità".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il modo con cui Silvio Berlusconi si difende dalla magistratura è in quelle poche parole: "La mia menzogna avrà più peso". Per dirla con una formula di Massimo Nobili (L'immoralità necessaria, il Mulino), è "la forza del potere contro la verità". Questo è il paradigma che da sempre il capo del governo oppone alla giustizia. Se si vuole averne un'idea concreta, è interessante riportare alla luce il frammento di una storia del 1994.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;In quell'estate, le cose vanno così: Berlusconi ha vinto le sue prime elezioni, è sistemato a Palazzo Chigi. In un altro angolo d'Italia, a Sciacca (Agrigento), i carabinieri friggono nel caldo d'agosto dietro le tracce lasciate da Salvatore Di Ganci, mafioso di alto grado. Il mafioso se l'è svignata sotto il loro naso. In meno di un'ora, ha abbandonato la sua scrivania di direttore della Cassa Centrale di Risparmio per farsi latitante ed evitare l'arresto. Adesso i carabinieri lo cercano e confidano che i suoi amici al telefono, prima o poi, possano dare una mano con una parola imprudente. Hanno linee telefoniche sotto controllo. Tra gli altri, anche il numero di Massimo Maria Berruti. Bel tipo, questo Berruti, ormai da tre legislature parlamentare della Repubblica (Forza Italia, PdL).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Nel 1978, da capitano della Guardia di Finanza, controlla la Edilnord (azienda del Gruppo Fininvest, all'epoca Edilnord S. a. s. di Umberto Previti &amp;amp; C.). Interroga Silvio Berlusconi. Che, con faccia di cuoio, gli dice di ignorare chi fossero i soci della società: "Io sono un semplice consulente". Berruti beve la frottola. Chiude il controllo. Poco dopo, lascia il Corpo e, come avvocato, prende a curare gli interessi di alcune società della Fininvest.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;In quell'estate del 1994, Berruti è attivissimo come il suo telefono. L'uomo ha un problema: sa che i pubblici ministeri di Milano ronzano intorno ai militari del Nucleo tributario della Guardia di Finanza che, nel 1991, si sono messi in tasca 130 milioni di lire per chiudere gli occhi in una verifica fiscale alla Mondadori. L'8 giugno Berruti incontra, a Palazzo Chigi, Berlusconi e, nelle settimane successive, cerca un "contatto" con l'ufficiale corrotto per dirgli di tenere la bocca chiusa sulla Mondadori, se dovesse essere interrogato dai pubblici ministeri. La manovra non sfugge alla procura. Arresta il mediatore (un sottufficiale della Guardia di Finanza). Che racconta delle pressioni. Berruti sente che per lui le ore sono contate. Sarà interrogato, forse arrestato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ora è il 10 agosto 1994, sono le 10,29, e i carabinieri di Sciacca intercettano la conversazione di Berruti con Berlusconi. Il documento fonico, raccolto nell'indagine del mafioso Di Ganci, non potrà per legge essere utilizzato in un altro procedimento. Tuttavia, ancora oggi, quel colloquio tra Berruti e il suo Capo rivela e custodisce l'intero catalogo degli argomenti che, in quindici anni, Berlusconi utilizzerà per difendersi dal suo passato, convinto che la menzogna del potere abbia, debba avere più peso della "verità". Per lui, convincere non è altro che ingannare, null'altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Dunque, esordisce Berruti (chiama da casa, sa o presume di essere ascoltato): "Sono Massimo, presidente... [I pubblici ministeri] Mi vogliono parlare. Sembra che qualcuno abbia detto che io sono andato a chiedere a qualcuno di non parlare delle cose Fininvest".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Tocca a Berlusconi spiegare che cosa l'uomo deve fare e dire ai pubblici ministeri: "Vabbé, lei dice, ma voi siete pazzi... Dice, io non ho niente da nascondere. Voi fate una cosa di questo genere su un cittadino della Repubblica, voi pigliate... e lei si mette a urlare: voi siete dei pazzi, delle belve feroci, lei non può mettermi in galera, questo è sequestro di persona, eccetera... [Dell'uomo che l'accusa, dirà]: pezzo di rincoglionito che capisce lucciole per lanterne... Poi faccia dichiarazioni ai giornalisti: non se ne può più di questi matti. Faccia dichiarazioni prima di entrare dentro. [Dica] Con tutto questo non si fa altro che andare contro l'interesse del Paese, perché il Paese ha bisogno di lavorare in fiducia, in tranquillità, bisogna ricostruirlo!.. Questi [magistrati] ... sono dei nemici pubblici".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Se si sbrogliano queste frasi - le più sinceramente bugiarde che Berlusconi abbia mai detto - si ritrova, denudato, il nucleo più autentico delle ragioni che l'Egoarca oppone a una magistratura che si ritrova tra le mani le concrete evidenze di un sistema economico costruito grazie alla corruzione e la frode. Berlusconi non accetta di discutere le abitudini della sua bottega né di dimostrare che il dubbio dei pubblici ministeri sia infondato, un indizio senza certezza, un documento - in apparenza, opaco - a doppia lettura. Rifiuta alla radice la legittimità di chiedergli conto del suo comportamento. Non riconosce alcuna fondatezza e costituzionalità al lavoro della magistratura (accertare che cosa è accaduto, per responsabilità di chi). E' l'unica via di fuga che può liberarlo da contestazioni che non può affrontare. Quegli uomini in toga sono dei "pazzi".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Prima di sapere che cosa sanno o hanno raccolto o vogliono chiedere, bisogna subito urlargli contro; gridare allo scandalo, alla violenza; denunciarli come eversori che distruggono la "fiducia del Paese". Sono "nemici pubblici" che bisogna allontanare e annichilire. Pur di non rispondere di ciò che è stato, il capo del governo è disposto anche a sopportare il peggiore dei sospetti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ancora oggi, nella ricerca di impunità, Berlusconi si muove lungo la via che, quindici anni fa, indica a Massimo Maria Berruti. Si tiene lontano dalle aule. Arringa al "pubblico" la sua innocenza e le cattive intenzioni di quei "matti" in toga nera. Invoca il maglio dell'informazione (che controlla) per intimidirli, umiliarli, screditarli e la manipolazione dei media (che influenza) per distruggere il passato, oscurare con la menzogna i fatti, lasciar deperire - nell'opinione pubblica - la memoria. E' "la forza del potere contro la verità", come dirlo meglio? Berlusconi rivendica il suo potere per eliminare ogni accusa, ogni prova, ogni testimonianza e, insieme, degradare a funzione sottordinata ogni altro potere dello Stato che possa obbligarlo a fare i conti con la "verità". La manovra è addirittura trasparente. "Se [Silvio] non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi [di Mediaset] oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia", confessa Fedele Confalonieri (Repubblica, 25 giugno 2000). Berlusconi, quell'arma impropria del potere politico, l'ha agitata senza risparmio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Delle diciotto leggi ad personam che si è scritto, otto proteggono e rafforzano i suoi affari, dieci lo tutelano dalla legge. Si è riscritto le regole del processo (i tempi della prescrizione), dei codici, della procedura (il divieto di appello del pubblico ministero per le sentenze di proscioglimento). Ha legiferato per abolire reati (il falso in bilancio), rimuovere i giudici (legittimo sospetto), annullare fonti di prova (le rogatorie). Infine, per rendersi immune (le leggi "Schifani" e "Alfano"). All'inizio, ha travestito il suo conflitto di interessi con pose umili: "Il presidente del Consiglio, che è un primus inter pares e coordina l'attività degli altri ministri, ha l'obbligo morale di astenersi quando sono sul tappeto decisioni che potrebbero riguardare anche i suoi interessi" (Corriere, 20 settembre 2000).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Oggi, dopo la bocciatura della "legge Alfano", anche questa maschera è caduta e il capo del governo rivendica di essere "primus super pares". Se ne deve dedurre che "la legge è uguale per tutti, ma non sempre lo è la sua applicazione", in particolar modo per il capo del governo, "investito del suo ruolo dalla sovranità popolare" (Nicolò Ghedini alla Corte Costituzionale, 6 ottobre 2009). E' la pretesa di un'indivisibilità della sovranità che eclissa ogni divisione dei poteri istituzionali. Non c'è nulla di nuovo sotto il sole perché è "un'esperienza eterna" che chi ha il potere, se non trova un limite, ne abuserà. Come il Lord vicario di Shakespeare, 1604.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Stupefacente è che questo avvenga nel 2009, nell'Occidente liberale, in Italia. Dove con la leggenda di un "accanimento giudiziario" (16 processi non 106, come dice il capo del governo), anche soi disantes liberali possono sostenere che il rispetto delle regole sia più nefasto della loro violazione o, in alternativa, che per salvare la Repubblica bisogna immunizzare un solo cittadino del Paese. Con l'esito - è questo che ci attende, se Berlusconi la spunterà - di depenalizzare addirittura il reato di corruzione in una scena pubblica dove è abolita ogni distinzione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario con la creazione di uno "stato d'eccezione" che annulla e contraddice ogni aspetto normativo del diritto, anche quello fondamentale di essere eguali davanti alla legge. E' un paradigma di governo che invoca, in nome della sovranità, "pieni poteri" (plein pouvoirs). Come se potessimo trascurare, anche soltanto per un attimo, che l'esercizio sistematico dell'eccezione conduce necessariamente alla liquidazione della democrazia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;(Le prime due puntate sono state pubblicate&lt;/span&gt;&lt;a href="http://setalend.blogspot.com/2009/11/se-paghi-la-tua-vita-viaggia-leggera-la.html"&gt; il 18&lt;/a&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;e&lt;/span&gt; &lt;a href="http://setalend.blogspot.com/2009/11/come-si-costruisce-un-impero.html"&gt;il 20 novembre&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(23 novembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-989340818341813947?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/989340818341813947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=989340818341813947&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/989340818341813947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/989340818341813947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/11/illustre-william-shakespeare-conosce.html' title='Illustre William Shakespeare, conosce Giustizia?'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-5722273149288939553</id><published>2009-11-22T22:49:00.004+01:00</published><updated>2009-11-22T22:57:10.339+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Donne nella Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la donna attraverso i Media nel 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Forum "Donne della Realtà" alla Casa delle Donne</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CRONACA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204); font-weight: bold;"&gt;Convegno organizzato dal gruppo "Donne della realtà" con la collaborazione della Fnsi e del nostro giornale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/donne-realta/convegno-21nov/convegno-21nov.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Convegno a Roma: "Il rischio del ritorno di un sessismo ostile a tutte le donne"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di MARIA NOVELLA DE LUCA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 255);"&gt;ROMA - Un dibattito appassionato, concreto, forte. Tra generazioni di donne che si confrontano e decidono di contare di nuovo, di influenzare il presente, mentre la società italiana sembra camminare all'indietro, rimuovendo diritti e libertà che parevano sicure e consolidate. Uno smantellamento continuo e costante, attraverso campagne mediatiche mai così martellanti, che del lato femminile mostrano sempre più corpi nudi, sottomissione, compiacenza. Di questo si è discusso ieri a Roma, in un affollatissimo convegno organizzato dal gruppo milanese "Donne della realtà", con la collaborazione della Fnsi e di Repubblica che con l'appello per la dignità delle donne ha raccolto nelle scorse settimane oltre centomila firme. Un forum lanciato per parlare delle "altre donne", quelle che sfuggono al ritratto che ne fanno i giornali, le televisioni e la pubblicità, dove l'unico obiettivo del genere femminile sembra quello "di ingraziarsi il maschio più ricco e potente possibile".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 255);"&gt;A riflettere e a confrontarsi alla Casa delle donne di Roma con un pubblico "transgenerazionale", la filosofa Michela Marzano, firmataria insieme a Barbata Spinelli e Nadia Urbinati dell'appello di "Repubblica", Chiara Volpato, docente di Psicologia Sociale all'università "Bicocca" di Milano, Miriam Mafai, le fondatrici di "Donne della realtà". E come sottofondo, su uno schermo bianco, le gallerie fotografiche inviate al nostro giornale dalle lettrici di Repubblica, 350mila volti di donne allegre, ironiche, serie, vere, "donne della realtà" appunto, 350mila storie diverse ma tutte "offese dal Premier". Perché quello che sta accadendo oggi nella società italiana, ha spiegato Chiara Volpato, è il ritorno "di un sessismo ostile a tutte le donne che mostrano competenze, che rifiutano lo stereotipo di "ornamento" sia nei talk show che nella vita reale". E quando una donna resiste, come nell'ormai celebre "non sono a sua disposizione" di Rosy Bindi al premier, "ecco che gli uomini attaccano e insultano". "In molti paesi europei, per non parlare degli Stati Uniti, il sessismo è in diminuzione, da noi è in aumento. E sono proprio alcuni politici ad esserne i portavoce". Con un linguaggio che altrove sarebbe vietato e Volpato cita la Bbc, dove esiste un decalogo di norme con cui questi temi "sensibili" vanno trattati. Argomento ripreso da Miriam Mafai che ha lanciato l'idea di proporre alla Rai di adeguarsi alle norme della&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 255);"&gt;Bbc...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 255);"&gt;Molto si è fatto in termini di pari opportunità, ma il cammino sembra a ritroso. Uno stile di vita e di pensiero che per Michela Marzano si è tradotto in nuova dittatura sul corpo delle donne "a cui è vietato mostrare il limite, la malattia, l'invecchiamento, mentre una società "tuttora patriarcale continua ad emettere norme per controllare la vita e la sessualità femminile". Esempio emblematico il rovente e recente dibattito italiano, "sulla pillola Ru496, dove politici uomini hanno preteso di decidere cosa fosse giusto o sbagliato per la salute delle donne".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica - &lt;a href="http://tv.repubblica.it/copertina/donne-e-media-alla-casa-delle-donne/39361?video"&gt;&lt;span style="font-family: verdana; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;VIDEO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 51, 204);"&gt;(22 novembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-5722273149288939553?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/5722273149288939553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=5722273149288939553&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/5722273149288939553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/5722273149288939553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/11/forum-donne-della-realta-alla-casa.html' title='Forum &quot;Donne della Realtà&quot; alla Casa delle Donne'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-447563910159759275</id><published>2009-11-21T10:18:00.002+01:00</published><updated>2009-11-21T22:44:16.547+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Criminalità e Poteri: 50'anni di trame da talpe che tessono reti sotterranee e sempre più fitte</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Il verbale del pentito Spatuzza. Il 4 dicembre deposizione al processo Dell'Utri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;La "rivelazione" attribuita a uno dei fratelli Graviano. Che ha rifiutato il confronto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/verbale-spatuzza/verbale-spatuzza.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;"Ho un patto con Berlusconi - Questo mi rivelò il boss"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di FRANCESCO VIVIANO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;PALERMO - I boss di Cosa Nostra avrebbero avuto un rapporto "diretto" con Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Non ci sarebbero stati "mediatori" nel patto che sarebbe stato stretto tra la mafia ed i leader del nascente partito di Forza Italia per fare cessare le stragi iniziate nel '92 e continuate nel '93 con gli attentati di Firenze, Roma e Milano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Ad affermarlo è l'ultimo pentito di mafia, Gaspare Spatuzza, i cui verbali con le dichiarazioni rese nell'estate scorsa ai magistrati di Firenze sono stati depositati ieri nel processo d'appello a carico del senatore Marcello Dell'Utri, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;L'interrogatorio è del 18 giugno. È lì che Spatuzza racconta ai magistrati fiorentini di avere appreso direttamente dal boss Giuseppe Graviano, nel gennaio del '94 al bar Doney di via Veneto a Roma, che si erano messi "il paese nelle mani" perché - secondo quanto si legge nei verbali - avevano raggiunto un accordo con Dell'Utri e Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Spatuzza dice ai pm Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi della Dda di Firenze: "Ritengo di poter escludere categoricamente, conoscendoli assai bene (i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano ndr) che i Graviano si siano mossi nei confronti di Berlusconi e Dell'Utri attraverso altre persone. Non prendo in considerazione la possibilità che Graviano abbia stretto un patto politico con costoro senza averci parlato personalmente".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Spatuzza era il braccio destro dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano (entrambi in carcere con ergastoli per stragi e omicidi tra i quali quello del sacerdote Don Pino Puglisi e del figlioletto del pentito Di Matteo). Quando Giuseppe Graviano gli rivelò il "patto" che sarebbe stato stretto con Berlusconi, si trovava a Roma per preparare il fallito attentato allo Stadio Olimpico per uccidere decine di carabinieri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Il pentito parla quindi dall'alto dei suoi rapporti privilegiati con i boss e ai pm fiorentini aggiunge: "Non posso sapere quale fosse il proposito che Berlusconi e Dell'Utri avessero in mente stringendo questo patto. La mia esperienza di queste vicende, ma è una mia deduzione, è che costoro (Berlusconi e Dell'Utri ndr) che in primo momento hanno fatto fare le stragi a Cosa Nostra, si volevano poi accreditare all'esterno come coloro che erano stati in grado di farle cessare. E quando poi li vedo scendere in politica, partecipando alle elezioni e vincendole, capisco che sono loro direttamente quelli su cui noi (Cosa Nostra-ndr) abbiamo puntato tutto".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Spatuzza racconta nei dettagli il colloquio avuto con il boss Giuseppe Graviano quando si incontrarono a Roma per la preparazione dell'attentato allo stadio Olimpico. In quell'occasione il boss gli parlò dell'intesa che a suo dire era stata raggiunta con Berlusconi: "Graviano era euforico e gioioso, sprizzava felicità, normalmente era una persona abbastanza controllata, quindi era difficilissimo che si lasciasse andare in quel modo, le sue parole sono state le seguenti: 'tutto si è chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo, le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti (montoni-ndr) dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili'. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma che si tratta di quello di Canale 5. Poi mi dice che c'è anche un paesano nostro e mi fa il nome di Dell'Utri e aggiunge che grazie alla serietà di queste persone "ci siamo messi il paese nelle mani'".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Queste dichiarazioni sono entrate nel processo a Palermo a Dell'Utri. Il pentito Spatuzza probabilmente il 4 dicembre prossimo nell'udienza fissata a Torino per il suo interrogatorio, potrà spiegare meglio all'accusa ed alla difesa il significato di queste pesanti affermazioni riguardanti Berlusconi e Dell'Utri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Agli atti del processo sono finiti anche i confronti tra lo stesso Spatuzza ed i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano avvenuti rispettivamente il 20 agosto ed il 14 settembre. Confronti interessanti che possono contenere anche dei messaggi che gli inquirenti stanno tentando di decifrare perché nella storia di Cosa Nostra non s'è mai visto che i boss trattino un pentito come se fosse un amico. Giuseppe Graviano, che si è rifiutato di rispondere nel confronto, ha però detto in una recente udienza pubblica di "rispettarlo".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Filippo Graviano ha invece accettato il confronto confessando di avere avuto intenzione di "dissociarsi" da Cosa Nostra nei primi anni del 2000 quando l'allora procuratore nazionale, Pierlugi Vigna, aveva avviato una serie di colloqui investigativi, negando però di avere mai detto a Spatuzza che "se non arriva niente da dove deve arrivare - avrebbe detto Graviano riferendosi ai politici - anche noi cominciamo a parlare con i magistrati". Segno che, secondo Spatuzza la "trattativa" era ancora aperta. Ma nel confronto con Filippo Graviano, Spatuzza lo scagiona da pesantissime accuse, sostenendo di non avere mai ricevuto dal boss ordini per commettere omicidi e stragi invitandolo però a collaborare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;La Repubblica &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(21 novembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204); font-weight: bold;"&gt;--------------------------------------------------------&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Il mafioso ai giudici di Palermo parla dell'ultimo atto della "trattativa" tra cosche e Stato&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt; - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Nel verbale il racconto dell'incontro nel '94 con Graviano che gli parlò di Berlusconi e Dell'Utri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/spatuzza-bolzoni/spatuzza-bolzoni.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Mafia, la verità del pentito Spatuzza - "Il boss mi disse: il Paese è in mano nostra"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di ATTILIO BOLZONI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;PALERMO - C'è un mafioso che parla dell'ultimo atto della "trattativa". E di un altro attentato, di altri cadaveri, di altre protezioni politiche, dell'altro accordo che i boss cercavano con "con il nuovo partito". Così la racconta un pentito, quello che ha fatto riaprire tutte le indagini sulle stragi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;La testimonianza di Gaspare Spatuzza, uomo d'onore della "famiglia" di Brancaccio: "Giuseppe Graviano mi disse che la persona grazie alla quale avevamo ottenuto tutto era Berlusconi e c'era di mezzo un nostro compaesano, Dell'Utri... mi disse anche che ci eravamo messi il Paese nelle mani".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Era lui, Spatuzza, che avrebbe dovuto uccidere cento carabinieri allo stadio Olimpico di Roma all'inizio del 1994. Dopo Falcone e Borsellino nell'estate del 1992, dopo le bombe di Firenze e Milano e Roma nel 1993, i mafiosi avevano bisogno di "fare morti fuori dalla Sicilia per avere poi benefici per i carcerati e anche altri". L'ultimo massacro prima del patto finale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Un verbale di 75 pagine riapre uno scenario che sembrava sepolto per sempre e fa scivolare ancora una volta - era già accaduto dopo il 1994 alle procure di Caltanissetta e di Firenze, procedimenti archiviati negli anni successivi - i nomi di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell'Utri "nell'ambito delle stragi". Era la deposizione che mancava ai procuratori di Palermo nella loro investigazione sulla "trattativa" per legare ogni passaggio fra la prima e la seconda repubblica, fra Capaci e la nascita di Forza Italia, fra i primi contatti avuti dagli ufficiali dei Ros dei carabinieri con Vito Ciancimino nel giugno del 1992 alla mediazione "del compaesano Dell'Utri" del gennaio 1994. Una trama - secondo i magistrati - che troverebbe appunto "conferme" nelle rivelazioni di Gaspare Spatuzza, mafioso testimone delle manovre e dei giochi cominciati con l'uccisione di Giovanni Falcone. Dice Spatuzza nel suo verbale del 6 ottobre scorso al procuratore aggiunto Antonio Ingroia e ai sostituti Nino Di Matteo e Lia Sava: "Incontrai Giuseppe Graviano all'interno del bar Doney in via Veneto, a Roma. Graviano era molto felice, come se avesse vinto al Superenalotto, una Lotteria. E mi spiega che si era chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo. Quindi mi spiega che grazie a queste persone di fiducia che avevano portato a buon fine questa situazione... e che non erano come 'quei quattro crasti dei socialisti'.. ".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Il mafioso, che data questo suo incontro con Graviano a metà del gennaio 1994, ricorda dei socialisti - "crasti", cioè cornuti - che avevano promesso la "giustizia giusta" nell'87 e che erano stati votati da Cosa Nostra. Poi parla ancora del patto riferito da Giuseppe Graviano: "... Tutto questo grazie a Berlusconi, la persona che aveva portato avanti questa cosa diciamo, mi fa (Graviano, ndr) il nome di Berlusconi, io all'epoca non conoscevo Berlusconi, quindi gli dissi se era quello del Canale 5 e mi disse che era quello del Canale 5.. ".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Il racconto del mafioso fa un passo indietro. E riporta tutti i dubbi degli uomini d'onore su quello che era accaduto nell'estate del 1992 in Sicilia e, soprattutto, i dubbi sulla strategia stragista che i Corleonesi non volevano fermare: "Noi ci stavamo portando avanti un po' di morti che non c'entravano niente con la nostra storia... per me Capaci... è stata una tragedia che entra nell'ottica di Cosa Nostra, però quando già andiamo su, su Costanzo (il fallito attentato al giornalista, ndr), su Firenze... su.. ci sono morti che a noi non ci appartengono, perché noi abbiamo commesso delitti atroci, però terrorismo, sti cosi di terrorismo non ne abbiamo mai fatti". E' a quel punto che Gaspare Spatuzza manifesta altre perplessità a Graviano sulla strage che proprio lui - il mafioso di Brancaccio - sta preparando allo stadio Olimpico. Gli risponde il suo capo: "Con altri morti, chi si deve muovere si dà una mossa... significa che c'è una cosa in piedi, che c'è qualcosa che si sta trattando". Gaspare Spatuzza è insieme a Cosimo Lo Nigro, un altro boss. E Graviano chiede a tutti e due "se capiscono qualcosa di politica". E poi dice "che lui è abbastanza bravo, quindi è lui che sta trattando".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Nelle ultime pagine del verbale Gaspare Spatuzza ricostruisce il suo pentimento, il primo colloquio con il procuratore antimafia Pietro Grasso: "Sulla questione di via D'Amelio... siccome si erano chiusi tutti i processi, quindi sapevo a cosa andavo incontro, però mi dicevo: ho prove schiaccianti, perché se c'erano solo le mie parole sarei stato un pazzo a muovermi in questa storia, siccome avevo delle cose, riscontri oggettivi, quindi andavo sicuro. ". E' nell'aprile del 2008 che ha iniziato a parlare: "Il soggetto che io dovevo indicare aveva vinto le elezioni perché noi parliamo, aprile... Io arrivo fine, 17 aprile e quindi il soggetto che io dovevo accusare me lo trovo come capo del Governo... Al di là di questo, il ministro della Giustizia, quel ragazzino così possiamo dire... la figura di Dell'Utri... ". Il verbale di Gaspare Spatuzza nelle pagine seguenti alla numero 61 è fitto di omissis.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(24 ottobre 2009)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;---------------------------------------&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;21/11/2009 - L'INCHIESTA - La Stagione Delle Bombe&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mafia, un pentito contro il premier &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(192, 192, 192);"&gt;[da: "La Stampa"]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200911articoli/49602girata.asp"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Ecco i veleni del verbale Spatuzza: «Dietro le stragi ci sono Berlusconi e Dell'Utri»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;RICCARDO ARENA&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;PALERMO. Entrano nuovi atti nel processo di Palermo contro Marcello Dell'Utri. Arrivano da Firenze, dove l'inchiesta sulle autobomba di Roma, Firenze e Milano, è in pieno svolgimento e potrebbe portare presto a clamorosi sviluppi sul fronte dell'individuazione dei mandanti esterni a Cosa Nostra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Ieri il procuratore generale di Palermo Nino Gatto ha messo i verbali a disposizione dei legali del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, imputato di concorso in associazione mafiosa e già condannato a nove anni in primo grado. Si tratta delle dichiarazione del pentito Gaspare Spatuzza, da tempo al centro di voci che agitano la politica romana. Spatuzza sarà di nuovo ascoltato, dalla seconda sezione della Corte d'appello di Palermo, il 4 dicembre. L’interrogatorio si terrà, per motivi di sicurezza, lontano dalla Sicilia: a Torino, al palazzo di giustizia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Nelle carte, l'ex reggente del mandamento di Brancaccio fa continui riferimenti ai propri referenti, i capicosca Filippo e Giuseppe Graviano, come fonti delle proprie informazioni su quella che, senza mezzi termini, definisce una trattativa con Silvio Berlusconi e Dell'Utri, per avere una sorta di copertura politica sulle stragi ancora da compiere: dopo gli obiettivi già attaccati si doveva colpire ancora, dare quello che il boss definisce «il colpo di grazia»: il devastante attentato all'Olimpico di Roma, contro i carabinieri. Racconta a verbale Spatuzza: «Gli infedeli erano Berlusconi e Dell'Utri... Prima gli hanno fatto fare le stragi e poi si sono accreditati come coloro che avevano la possibilità di farli smettere...».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;E i boss, nel rivolgersi all'attuale premier e al suo delfino, trattarono attraverso intermediari, o direttamente? «No, non esiste - risponde Gaspare Spatuzza -. Conoscendo l'abilità e la personalità di questi soggetti, dei Graviano, non trattano con le mezze carte. Hanno sempre avuto nella vita i contatti diretti». Con il premier e con il «paesano» (concittadino) Dell'Utri, «che potrei anche dire che è una cosa nostra», i contatti sarebbero stati diretti. I pm toscani, Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini, giocano il tutto per tutto e mettono a confronto Spatuzza con gli stessi Giuseppe e Filippo Graviano. E qui le sorprese non mancano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Perché più che un confronto, il faccia a faccia con Filippo è un colloquio tra vecchi amici. «Io voglio bene ai fratelli Graviano», dice Spatuzza. «Ma io non ho parlato con ostilità di te», risponde quello. «Tu mi rappresenti mio padre. Tuo fratello rappresenta mio padre». «Una fratellanza, okay. Ci siamo». È uno scambio di convenevoli. Forse anche di messaggi. E di «benedizioni»: è il primo dichiarante, cioè, ad essere in qualche modo avallato da un boss non pentito, irriducibile. Se proprio Graviano deve dire cosa diversa, è quasi in imbarazzo: «Mi dispiace dovere contraddire Spatuzza...». Conferme piene però non ne arrivano: «Non è vero che, come sostiene lui, io abbia detto che "se non arriva quello che deve arrivare dalla politica, è bene che noi parliamo con i magistrati". Non mi aspetto niente dalla politica...».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Ma la porta non è del tutto chiusa: «Non ricordo di averlo detto...». Spatuzza parla di conversione religiosa, di legalità, discorso che il capo irriducibile approva, gli mostra la famosissima foto del bimbo ebreo impaurito, a braccia levate del ghetto di Varsavia: «Queste sono le nostre vittime, don Puglisi, il piccolo Di Matteo...». All'altro fratello, Giuseppe, che rifiuta il confronto, consegna invece una lettera, che si conclude con una serie di messaggi e la firma di «tuo fratello in Cristo, Gaspare Spatuzza». Giuseppe Graviano, del resto, era già stato chiamato a esprimersi su Spatuzza in un pubblico dibattimento, contro l’ex senatore Dc Enzo Inzerillo, imputato a Palermo di mafia: in quella occasione Graviano era stato esplicito dicendo a chiare lettere che «io Spatuzza lo rispetto».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Ora Filippo Graviano, che ai pm presenta il suo ottimo curriculum universitario, una serie di 30 e 30 e lode ottenuti in esami sostenuti in carcere, lancia una serie di messaggi: «Non ti dico che stai mentendo, ti dico che io le cose non le ho dette. Mi dispiace» Potrebbe essere il nuovo passaggio, clamoroso, quelle che non fa dormire sonni tranquilli al premier: l’eventuale collaborazione di uno dei fratelli boss di Brancaccio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204); font-weight: bold;"&gt;-------------------------------------&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL RACCONTO/&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Viviamo in un Paese che da anni è sotto la morsa di consorterie occulti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Nel 1983 la Banda della Magliana si era spaccata tra due "anime"...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/caso-orlandi/decataldo/decataldo.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Emanuela Orlandi, mistero italiano tra Vaticano, ricatti e De Pedis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di GIANCARLO DE CATALDO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;LA (probabile) identificazione del (presunto) rapitore di Emanuela Orlandi, (forse) legato al boss Renatino De Pedis, personaggio di spicco dell'ormai mitizzata "Banda della Magliana". Le rivelazioni del pentito Spatuzza e la ricostruzione dei (possibili) retroscena delle stragi, ufficialmente mafiose, del '92/'93. Il rinvenimento del corpo carbonizzato di Brenda. Ci sono giorni in cui una persona normale apre il giornale e ha tutto il diritto di chiedersi: ma in che razza di Paese viviamo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Per uno scrittore di romanzi criminali, la risposta è fin troppo facile: &lt;span style="font-size:130%;"&gt;viviamo in un Paese che da anni è sotto il ricatto di consorterie occulte che interferiscono pesantemente con l'ordinato procedere della democrazia. &lt;/span&gt;Viviamo in un Paese percorso e agitato dalle scorribande di &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204);"&gt;tessitori di trame che non si riescono mai ad afferrare nella loro astuta, ma talora persino trasparente, complessità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; Viviamo in un Paese nel quale, in coincidenza con momenti topici di crisi economica, politica, sociale, la violenza, sia essa terroristica, mafiosa ovvero appaltata alla criminalità di strada, irrompe prepotente sulla scena. Per lanciare messaggi che soltanto "chi di dovere" è in caso di interpretare, per depistare, per condizionare, per seminare la paura &lt;span style="color: rgb(204, 102, 204);font-size:130%;" &gt;o per distogliere l'attenzione generale da altre, più pressanti emergenze. Quasi che fossimo alle prese con una ormai endemica, eterna strategia della tensione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Una strategia che si alimenta dei delitti di oggi e della bava vischiosa e torbida degli antichi misteri irrisolti. Irrisolti grazie al silenzio dei protagonisti, &lt;span style="font-size:130%;"&gt;alla protezione di altolocati complici, alla menzogna e alla reticenza sistematicamente opposte a quei poliziotti, carabinieri e magistrati&lt;/span&gt; tenacemente impegnati a ricostruire, tessera dopo tessera, il mosaico. Irrisolti, infine, grazie al piombo e al tritolo con il quale "i buoni" sono stati fermati quando la loro opera si faceva troppo pericolosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Viviamo, in altri termini, in un Paese che ha scritto, negli anni, una sanguinosa epopea criminale. Dove, certo, non tutto è crimine, ma il crimine è una delle variabili costanti della Storia stessa. La recente storia criminale italiana ha caratteristiche così peculiari che se ne potrebbe persino tracciare una sorta di legge regolatrice, una ipotetica, amara "costituzione dei misteri". Dietro ogni crimine si può rinvenire una singolare, ferra eterogenesi dei fini. Ogni singolo crimine rimanda a un altro crimine, legato al primo da uno o più fini comuni. Il crimine si fa catena criminale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La parola "mistero" consegna il tutto alla categoria dell'incognito. Non fa eccezione la vicenda umana e personale di Emanuela Orlandi, scomparsa da casa una sera d'estate di ventisei anni fa. Una storia che si intreccia indissolubilmente, da ventisei anni, con l'omicidio (ormai possiamo pacificamente definirlo per quello che fu: un omicidio) del banchiere Calvi, sconfinando in un intrigo internazionale che coinvolge servizi segreti stranieri e nostrani, il taciturno, riservatissimo mondo Vaticano, e, da qualche tempo, anche la Banda della Magliana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Dall'inchiesta in corso ci si attende la risposta a domande anch'esse vecchie di ventisei anni. Nel corso del tempo si sono avanzate, su questa vicenda tanto oscura quanto straziante, svariate teorie. In estrema sintesi, tre gli scenari principali che vengono prospettati. Emanuela rapita per ricattare il Vaticano. Emanuela vittima, magari accidentale, di qualcuno interno al mondo Vaticano o comunque ad esso collegato. Emanuela scomparsa e vittima di qualcuno che non aveva niente a che vedere con il Vaticano. In queste due ultime ipotesi, un'azione criminale sarebbe stata utilizzata in un secondo momento per colpire il Vaticano: a sostegno di questa teoria, le dichiarazioni di alcune ex-spie dell'Est, che negano qualunque coinvolgimento reale nel caso e rivendicano di essersi abilmente inserite nel "gioco" con un sofisticato depistaggio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;E c'è chi sostiene (Pino Nicotri, in un suo documentatissimo saggio sulla vicenda) che furono "fonti aperte" a trasformare la scomparsa in rapimento, imprimendo una svolta decisiva, ma sciagurata, all'intera storia. Lo stesso ruolo della Banda della Magliana, adombrato da una dichiarazione televisiva dell'ex-boss e collaboratore di giustizia, Antonio Mancini, e poi ripreso dalle dichiarazioni, meno recenti e più attuali, della Minardi, non sfugge a questa alternativa: responsabilità diretta della Magliana nel fatto, o subentro, in una seconda fase, per aiutare qualcuno e danneggiare qualcun altro?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ma altre questioni pone l'evocazione della Magliana. Delle imprecisioni nelle quali sarebbe incorsa, un anno fa, l'ultima testimone si è scritto e detto ampiamente. E infatti, sulla stampa, nei giorni scorsi, abbiamo letto di "rettifiche". In lunghissimi anni di storia processuale, poi, nel corso della quale si sono raccolte dichiarazioni sui più svariati delitti del tempo (dal caso Moro all'omicidio del giornalista Pecorelli, dalla morte di Calvi ai legami con neofascismo, logge massoniche e servizi deviati) mai si era accennato alla scomparsa di Emanuela Orlandi. O i non pochi "pentiti" del tempo di questa storia non ne sapevano niente, o sono stati accortissimi a parlare di tutto, meno che di Emanuela Orlandi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Se fosse vera la prima ipotesi, se ne dovrebbe concludere che è improprio parlare, oggi, di un coinvolgimento della Banda della Magliana. A quanto pare, tutte le voci si riferiscono a un intervento personale di De Pedis. Come accertato dai processi, nel 1983 già la Banda si era spaccata fra le due "anime", quella più popolare, di strada, della Magliana vera e propria, e quella, più abile, spregiudicata e ben ammanicata, dei "Testaccini" di De Pedis. Fra capi e gregari era iniziato il regolamento dei conti, che sarebbe culminato, nel febbraio del '90, con l'uccisione dello stesso De Pedis.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La diffidenza regnava sovrana. Alcuni segmenti operativi dell'organizzazione agivano per proprio conto, spesso e volentieri all'insaputa gli uni degli altri. Ad esempio, l'uccisione di Danilo Abbruciati nel corso dell'attentato al vicedirettore dell'Ambrosiano, Rosone (Milano, aprile 1982) è un'azione che implica il coinvolgimento di un malavitoso di alto spessore, sicuramente legato alla Banda, in un delitto molto più complesso di una rapina o di un traffico di droga, sia pure su vasta scala. Sta di fatto che "quelli della Magliana" apprendono la notizia dal Telegiornale, e restano non poco sorpresi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Possibile che sia andata così anche per Emanuela Orlandi? L'Italia, lo ripetiamo, ci ha abituato a tutto. Sappiamo che la Magliana, nelle sue varie anime, fu una holding criminale dai contorni tuttora inesplorati: ma sarebbe pericoloso, e fuorviante, farne un "brand" multiuso, una sorta di contenitore utile per l'attribuzione della paternità di delitti "scomodi". Sta di fatto che, con buona pace di revisionisti e normalizzatori, e dell'imperante narcosi da avanspettacolo, i misteri italiani continuano a ossessionarci con le loro domande irrisolte. E il grumo nero che opprime la nostra democrazia è ancora vivo, vegeto e operante. Si tratta di capire, oggi, chi lo rappresenta, come agisce, e per quali scopi. Non è facile, ma nemmeno impossibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;(21 novembre 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SwfzwSbpG1I/AAAAAAAACIQ/msdZ5MT-fSA/s1600/stor_17260724_03480.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 230px; height: 345px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SwfzwSbpG1I/AAAAAAAACIQ/msdZ5MT-fSA/s400/stor_17260724_03480.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406557888588618578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-447563910159759275?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/447563910159759275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=447563910159759275&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/447563910159759275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/447563910159759275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/11/criminalita-e-poteri-50anni-di-trame-da.html' title='Criminalità e Poteri: 50&apos;anni di trame da talpe che tessono reti sotterranee e sempre più fitte'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SwfzwSbpG1I/AAAAAAAACIQ/msdZ5MT-fSA/s72-c/stor_17260724_03480.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-4910929589527245896</id><published>2009-11-21T09:48:00.000+01:00</published><updated>2009-11-21T22:32:18.557+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indagini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Orrori e Distruzioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>"BRENDA"</title><content type='html'>IL RACCONTO/&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204); font-style: italic;"&gt;Dalla trans versioni contrastanti sulla sua frequentazione di Marrazzo. Ma alla fine ammette: c'era un video con noi due e un'altra trans, l'ho distrutto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato-1/bonini-21nov/bonini-21nov.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Una vita tra alcol, droga e farmaci&lt;br /&gt;la superteste che fa tremare Roma&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di CARLO BONINI&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;ROMA - Quando e dove la seppellirano, scriveranno che il suo ultimo giorno da viva è stato il 20 novembre 2009. Ma Wendell Mendez Paes, 32 anni che avrebbe compiuto tra sette giorni, brasiliano di Belem Para, "Brenda" per amiche (poche) e clienti (molti), ha cominciato a morire almeno un mese prima. In una sera di pioggia dell'ultima decade di ottobre. Quando un'auto civetta dei carabinieri del Ros iniziò la sua spola tra via Gradoli 98 e via due Ponti 180. Quando investiti dall'urto del "caso Marrazzo", i segreti di una comunità trans costretta in condomini ridotti a favelas smisero di essere tali. Quando qualcuno cominciò a parlare e molti cominciarono ad avere paura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;La conoscevano tutti "la Brendona". "Quella con due tette così", disse Natalì, la "favorita" di Piero Marrazzo, prima ai cronisti e quindi ai carabinieri, indicandola come la trans che le aveva conteso il Governatore e che prima di tutti lo aveva "ricattato". "Con un video erotico girato insieme a un'altra trans", aggiunse. Simile a quello che i carabinieri della stazione Trionfale avevano rubato la mattina del 3 luglio in via Gradoli. Ma più lungo, articolato. E finito chissà dove.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Provò a nascondersi, Brenda, ma senza fortuna. La sera del 24 ottobre, il falansterio mangiato da ruggine e incuria di via due Ponti 180, dove lei viveva come un topo in un seminterrato soppalcato di scarsi dieci metri quadri, si consegnò ai suoi assedianti, sbirri e giornalisti, mostrando la sua preda. Una trans che si presentò come "China" e che per le cronache diventerà, senza esserlo mai stata, la convivente di Brenda, la indicò ai fotografi e alle telecamere, invitando a mollare finalmente la presa. Brenda, fasciata in una maglietta bianco panna, si mostrò per quel che era. Un donnone da un metro e 90, il corpo esile e le braccia lunghe e muscolose, con mani grandi quasi quanto il suo seno da cartoni Manga che le era costato una fortuna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Parlava un ottimo italiano e aprì il suo "appartamento" dove, disse, almeno una volta era venuta a trovarla "Piero". E che sarebbe diventato la sua tomba. In un angolo, due fuochi e un lavandino che perdeva. Al centro un divano letto coperto da un foulard leopardato. Un piccolo armadio a due ante. Un soppalco dove infilarsi rannicchiati. Quella sera, Brenda ammise che quel secondo video dell'ex governatore del Lazio effettivamente esisteva. Che lo aveva girato nella primavera di quest'anno con una tale "Michelle", trans che lei sapeva ormai a Parigi. Ma che la sua copia, lei, l'aveva distrutta. Subito dopo l'arresto dei carabinieri del Trionfale. Subito dopo che la faccia di Piero aveva preso a occupare lo schermo tv per lo scandalo che lo aveva travolto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Il 30 ottobre, i carabinieri del Ros provarono a farle ripetere quella storia. Ma non ci fu verso. Brenda non ne voleva sapere. "Non conosco Marrazzo - si legge nel verbale redatto quel giorno negli uffici dell'Anticrimine dell'Arma - È vero, vivevo con una tale Michelle, ma lei è partita e Natalì ci accusa di cose non vere. Non ho mai subito né rapine, né minacce dai carabinieri. Metto a disposizione il mio cellulare, specificando che se avessi avuto qualcosa da nascondere lo avrei già distrutto". Non era una tipa semplice, Brenda. E i carabinieri lo avevano imparato subito. Fumava a catena e beveva in modo smodato, compulsivo. Fino a tre, quattro bottiglie di whisky scozzese "Ballantine's" al giorno, allungandolo quando capitava con "Red Bull" o sciogliendo nel bicchiere gocce di "Minias" (potente sonnifero e ansiolitico).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;La pressione per Marrazzo la attacca, se possibile, ancora di più alla bottiglia. Ma la convince, l'1 novembre, a raccontare al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo quello che ha taciuto ai carabinieri. "È vero - ammette a verbale - l'ex governatore è stato un mio cliente. Ho girato io il video che ci ritraeva insieme a Michelle. Ma l'ho distrutto. Durante i nostri incontri, facevamo uso di cocaina e la droga me la forniva Gianguarino Cafasso (il pappone che con i carabinieri organizza la trappola del 3 luglio in via Gradoli, che proverà a vendere il video del Governatore e verrà trovato morto per overdose in un albergo sulla via Salaria a metà settembre). Esistono anche delle foto con Marrazzo. Le scattammo in una casa con piscina". L'ex governatore, interrogato neppure ventiquattro ore dopo, confermerà quelle circostanze. Di Brenda storpia il nome ("una tale Blenda"), minimizza la frequentazione ("un paio di incontri"), ricorda l'uso di cocaina. E per Brenda (cui per altro, sebbene smentite da fonti inquirenti, si attribuiscono anche telefonate sull'utenza della segreteria del governatore negli uffici della Regione), evidentemente, comincia la fine. È diventata un problema. Per tutti e anche con se stessa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Da quel giorno, i carabinieri non la cercano più. Ma per tutti Brenda è ormai la "trans che parla". La "fuori di testa" che verosimilmente custodisce segreti capaci di gettare nel fango altri nomi che contano. Se qualcuno si sente minacciato, il suo nome è ormai un'ossessione. Lei, in realtà, tace. Non alimenta "l'indovina chi" della sua clientela. Ha bisogno di soldi e si rimette sul marciapiede come sempre. Anche se, nella notte tra l'8 e il 9 novembre, dei romeni la aggrediscono rubandole il cellulare. La reazione è di furore e follia. Aggredisce la pattuglia dei carabinieri che le presta soccorso e prende a battere la testa sul marciapiede. Le sue amiche raccontano che torna a farsi di "Minias" per dormire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Come la notte di giovedì, quando bussa a Veronica, perché le sue di gocce le ha finite. E' l'ultima richiesta. Intorno alle 4, Brenda si infila nel buco di via due Ponti 180 da cui non uscirà più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;© Riproduzione riservata / La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(21 novembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;................................................................................................&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LE INDAGINI/&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Dopo il pestaggio la trans aveva paura, ma è stata lasciata sola&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Se l'assassino le chiavi aveva tutto il tempo di portar via il pc e distruggerlo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato-1/davanzo-21nov/davanzo-21nov.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Quei misteri e quei segreti&lt;br /&gt;del computer di Brenda&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;C'È di certo che Brenda è morta distesa nel soppalco, asfissiata (forse) dai fumi di un incendio che si è sviluppato nei venti metri quadrati del suo minuscolo appartamento della Cassia. Si può escludere il suicidio. Troppo macchinoso per chi, come Brenda, era facile a gesti autolesionistici: si è tagliata braccia e vene appena qualche settimana fa. Due le ipotesi che sono in piedi. Omicidio o incidente domestico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Brenda, come sempre, ha bevuto troppo whisky e ha buttato giù troppi psicofarmaci (ne ha comprati mercoledì sera e ne ha chiesto in giro, alle sue amiche, giovedì). Si addormenta. Nel "tugurio", come viene definito l'alloggio da chi l'ha visto, nasce un incendio lento. Il fumo la uccide nel sonno. L'ipotesi è sostenuta da qualche circostanza. La porta è chiusa a doppia mandata. Nessun segno di colluttazione. Nessuna traccia di violenza sul corpo del viado.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Le stesse circostanze, a sentire qualche voce di dentro in Procura, possono convincere, al contrario, per l'omicidio. L'assassino, gli assassini hanno le chiavi di casa e non hanno bisogno di manomettere la serratura. Attendono che Brenda si addormenti con calma e appiccano il fuoco. Si allontanano dopo aver infilato il computer sotto l'acqua del lavabo per cancellarne le immagini e i testi memorizzati. Proprio il computer potrebbe essere il grimaldello per scombinare l'ipotesi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Se l'assassino, gli assassini avevano le chiavi - e Brenda già si è assopita - hanno tutto il tempo per frugare nell'appartamento, trovato in ordine, e portar via il computer per poi distruggerlo con calma altrove, senza lasciarlo in quella casa presumendo che l'acqua ne rovini la memoria (e non è così, i tecnici delle polizie sono in grado di recuperarne i contenuti).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Perché lo abbandonano allora, in bella mostra, sulla scena del "delitto"? Giusto per farlo ritrovare - un po' a mollo, è vero - ma ancora in grado di liberare tutti i veleni che potrebbe contenere o contiene?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Comunque, queste sono tutte storie perché la pasticciona procura di Roma (due procuratori aggiunti e due sostituti sul luogo del delitto, ognuno con le sue opinioni e suggestioni, ognuno con i suoi orientamenti e indicazioni, tanto per fare maggiore confusione in un caso già ambiguissimo) apre un'inchiesta per "omicidio volontario". Una mossa tattica e consueta, va detto. Consente a chi indaga un'invasività investigativa che altre imputazioni non permetterebbero. E tuttavia un'accusa che oggi farà parlare, a buon diritto, di un omicidio nell'affaire Marrazzo - forse il secondo, dopo la "misteriosa morte" di Giangavino Cafasso, pusher, ruffiano, primo spacciatore alla stampa del video del governatore in compagnia del viado Natalie, "scoppiato" forse per overdose, forse per diabete, forse per mano assassina, in un albergo di Roma il 12 settembre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Quale sarà l'esito dell'inchiesta, omicidio o incidente domestico, cambia poco - e si scuserà il cinismo - perché non è la morte di Brenda l'essenziale di questo nuovo capitolo dell'affaire Marrazzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Brenda era una vita alla deriva, una persona che nessuno ha saputo e voluto sostenere nel più difficile passaggio della sua vita già difficile. In queste settimane, nell'indifferenza di tutti, è stata minacciata, brutalmente picchiata, derubata del suo cellulare. Forse, il vero obiettivo del pestaggio. Brenda aveva paura. Lo diceva, lo gridava. Nessuno l'ha ascoltata o aiutata e chi oggi la piange ha lacrime di coccodrillo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Quel che, alla fine, conterà in questa storia è quel che Brenda si lascia dietro: il computer. È, appunto, la memoria di quel computer, ora umido d'acqua, il nuovo centro della storia. Se assassini ci sono, forse, hanno ucciso non per cancellare tracce e prove, ma per far sì che tracce e prove siano trovate. Quel computer custodisce immagini e video che possono compromettere la congrega di nomi illustri o eccellenti che frequentavano il viado? Un fatto è certo. Brenda, approfittando della debolezza dei suoi ospiti o l'istupidimento provocato dalla cocaina che sniffavano con lei, "rubava" immagini di quegli incontri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Nel caso di Piero Marrazzo, lo ha ammesso. Protagonisti del video: Brenda; un altro viado, Michelle; il governatore. Dice Brenda ai carabinieri nei primi giorni di novembre: "Certo, avevo quel video, lo custodivo nel mio pc ma l'ho distrutto perché avevo paura". È il video - "Marrazzo, con due viado, che sniffa cocaina" - di cui molto si parla nei circoli politici e giornalistici della Capitale, nell'ultima settimana di settembre. È una circostanza che, seppure confusamente, conferma anche Piero Marrazzo, il 2 novembre: "Ho avuto incontri con un'altra persona, un certo Blenda. Nell'occasione di un incontro con Blenda, ricordo che è passato anche un altro trans di cui non rammento il nome. Mi sembra che ho avuto solo due incontri con Blenda. Né Blenda o Natalie mi hanno mai chiesto del denaro o ricattato in relazione a foto o video che mi ritraevano. Non sono a conoscenza di video o foto scattate da Blenda in occasione di questi incontri, ma il mio stato confusionale, dovuto all'assunzione occasionale di cocaina, non mi mette in condizione di saperlo".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Si può distruggere una persona, anche senza torcerle un capello. La si può "assassinare" con un'immagine che può essere più minacciosa e mortale di un cappio o di un colpo di pistola. Il computer di Brenda, sia morta per omicidio o incidente domestico, potrà rivelarsi nei prossimi giorni e settimane un devastante arsenale di sopraffazione morale, alimentato dal sesso e dalle immagini catalogate in un computer.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Ogni delitto è sempre una catastrofe e ogni catastrofe ci svela sempre che è accaduto qualcosa che non capiamo perché quel che conta sapere - per capire davvero - non ci viene detto e non lo conosciamo. Ma, in questa storia di Piero Marrazzo e ora di Brenda, qualcosa si è già compreso o intuito: le abitudini private di un ceto politico, amministrativo, professionale, imprenditoriale sono state, sono e possono diventare gli strumenti di ricatti spietati e distruttivi, utili a modificare equilibri, risolvere conflitti; in qualche caso, adatti a "muovere le cose", concludere affari o farli saltare. Brenda, quale che sia la ragione della sua morte, si è trovata al centro di questo gorgo fangoso, attrice consapevole di una tragedia scritta e diretta da altri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;© Riproduzione riservata / La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(21 novembre 2009)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-4910929589527245896?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/4910929589527245896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=4910929589527245896&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4910929589527245896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4910929589527245896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/11/brenda.html' title='&quot;BRENDA&quot;'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-1458888818337096786</id><published>2009-11-20T15:52:00.002+01:00</published><updated>2009-11-20T15:55:57.804+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indagini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Favola italiana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia Furba'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LEGGI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Come si costruisce un impero finanziario: lezione N° Uno</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'INCHIESTA/2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-17/d-avanzo-facola-processi/d-avanzo-facola-processi.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Il Cavaliere e la favola dei 106 processi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;SI dice: il processo sia "breve" e se questa rapidità cancella i processi di Silvio Berlusconi sia benvenuta perché contro quel poveruomo, dopo che ha scelto la politica (1994), si è scatenato un "accanimento giudiziario" con centinaia di processi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Al fondo della diciottesima legge ad personam, favorevole al capo del governo c'è soltanto uno schema comunicativo, fantasioso, perché privo di ogni connessione con la realtà. È indiscutibile che un giudizio debba avere una ragionevole durata per non diventare giustizia negata (per l'imputato innocente, per la vittima del reato). "Processo breve", però, è soltanto un'efficace formula di marketing politico-commerciale. Nulla di più. Per credere che dia davvero dinamismo ai dibattimenti, bisogna dimenticare che le nuove regole (durata di sei anni o morte del processo) sono un imbroglio, se non si migliorano prima codice, procedura, organizzazione giudiziaria. Sono una rovina per la credibilità del "sistema Italia", se definiscono "non gravi" i reati economici come la corruzione. Con il tempo, la ragione privatissima del disegno di legge è diventata limpida anche per i creduloni, e i corifei del sovrano ora ammettono in pubblico che la catastrofica riforma è stata pensata unicamente per liberare Berlusconi dai suoi personali grattacapi giudiziari. L'effrazione di ogni condizione generale e astratta della legge deve essere sostenuta - per conformare la mente del "pubblico" - da un secondo soundbite, quella formuletta breve e convincente che, come una filastrocca, deve essere recitata in tv, secondo gli esperti, al ritmo di 6,5 sillabe al secondo, in non più di 12/15 secondi. Diffusa, ripetuta e disseminata dai guardiani vespi e minzolini dei flussi di comunicazione, suona così: Silvio Berlusconi ha il diritto di proteggersi - sì, anche con una legge ad personam - perché ha dovuto subire centinaia di processi dopo la sua "discesa in campo", spia di un protagonismo abusivo e tutto politico della magistratura che indebolisce la democrazia italiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Bene, ma è vero che Berlusconi è stato "aggredito" dalle toghe soltanto dopo aver scelto la politica? E quanto è stato "aggredito"? Davvero lo è stato con "centinaia di processi" tutti conclusi con un nulla di fatto? Domande che meritano parole factual, se si vuole avere un'opinione corretta anche di questo argomento sbandierato da tempo e accettato senza riserve anche dalle menti più ammobiliate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Il numero dei processi di Berlusconi è un mistero misericordioso se si ascolta il presidente del consiglio. Dice il Cavaliere: "In assoluto [sono] il maggior perseguitato dalla magistratura in tutte le epoche, in tutta la storia degli uomini in tutto il mondo. [Sono stato] sottoposto a 106 processi, tutti finiti con assoluzioni e due prescrizioni" (10 ottobre 2009). Nello stesso giorno, Marina Berlusconi ridimensiona l'iperbole paterna: "Mio padre tra processi e indagini è stato chiamato in causa 26 volte. Ma a suo carico non c'è una sola, dico una sola, condanna. E se, come si dice, bastano tre indizi per fare una prova, non le sembra che 26 accuse cadute nel nulla siano la prova provata di una persecuzione?" (Corriere, 10 ottobre). Qualche giorno dopo, Paolo Bonaiuti, portavoce del premier, pompa il computo ancora più verso l'alto: "I processi contro Berlusconi sono 109" (Porta a porta, 15 ottobre). Lo rintuzza addirittura Bruno Vespa che avalla i numeri di Marina: "Non esageriamo, i processi sono 26".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Ventisei, centosei o centonove, e quante assoluzioni? In realtà, i processi affrontati dal Cavaliere come imputato sono sedici. Quattro sono ancora in corso: corruzione in atti giudiziari per l'affare Mills; istigazione alla corruzione di un paio di senatori (la procura di Roma ha chiesto l'archiviazione); fondi neri per i diritti tv Mediaset (in dibattimento a Milano); appropriazione indebita nell'affare Mediatrade (il pm si prepara a chiudere le indagini).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Nei dodici processi già conclusi, in soltanto tre casi le sentenze sono state di assoluzione. In un'occasione con formula piena per l'affare "Sme-Ariosto/1" (la corruzione dei giudici di Roma). Due volte con la formula dubitativa del comma 2 dell'art. 530 del Codice di procedura penale che assorbe la vecchia insufficienza di prove: i fondi neri "Medusa" e le tangenti alla Guardia di Finanza, dove il Cavaliere è stato condannato in primo grado per corruzione; dichiarato colpevole ma prescritto in appello grazie alle attenuanti generiche; assolto in Cassazione per "insufficienza probatoria". Riformato e depenalizzato il falso in bilancio dal governo Berlusconi, l'imputato Berlusconi viene assolto in due processi (All Iberian/2 e Sme-Ariosto/2) perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Due amnistie estinguono il reato e cancellano la condanna inflittagli per falsa testimonianza (aveva truccato le date della sua iscrizione alla P2) e per falso in bilancio (i terreni di Macherio). Per cinque volte è salvo con le "attenuanti generiche" che (attenzione) si assegnano a chi è ritenuto responsabile del reato. Per di più le "attenuanti generiche" gli consentono di beneficiare, in tre casi, della prescrizione dimezzata che si era fabbricato come capo del governo: "All Iberian/1" (finanziamento illecito a Craxi); "caso Lentini"; "bilanci Fininvest 1988-'92"; "fondi neri nel consolidato Fininvest" (1500 miliardi); Mondadori (l'avvocato di Berlusconi, Cesare Previti, "compra" il giudice Metta, entrambi sono condannati).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;È vero, l'inventario annoia ma qualcosa ci racconta. Ci spiega che senza amnistie, riforme del codice (falso in bilancio) e della procedura (prescrizione) affatturate dal suo governo, Berlusconi sarebbe considerato un "delinquente abituale". Anche perché, se non avesse corrotto un testimone (David Mills, già condannato in appello, lo protegge dalla condanna in due processi), non avrebbe potuto godere delle "attenuanti generiche" che lo hanno reso "meritevole" della prescrizione che egli stesso, da presidente del consiglio, s'è riscritto e accorciato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;L'imbarazzante bilancio giudiziario non liquida un lamento che nella "narrativa" di Berlusconi è vitale: fino a quando nel 1994 non mi sono candidato al governo del Paese, la magistratura non mi ha indagato. Se non si lasciano deperire i fatti, anche questo ossessivo soundbite non è altro che l'alchimia di un mago, pubblicità. Berlusconi viene indagato per traffico di stupefacenti, undici anni prima della nascita di Forza Italia. Nel 1983 (l'accusa è archiviata). È condannato in appello (e amnistiato) per falsa testimonianza nel 1989, venti anni fa. Nel 1993 - un anno prima della sua prima candidatura al governo - la procura di Torino già indaga sul Milan e i pubblici ministeri di Milano sui bilanci di Publitalia. Al di là di queste date, è documentato dagli atti giudiziari che Silvio Berlusconi e il gruppo Fininvest finiscono nei guai non per un assillo "politico" dei pubblici ministeri, ma per le confessioni di un ufficiale corrotto del Nucleo regionale di polizia tributaria di Milano. Ammette che le "fiamme gialle" hanno intascato 230 milioni di lire per chiudere gli occhi nelle verifiche fiscali di Videotime (nel 1985), Mondadori (nel 1991), Mediolanum Vita (nel 1992), tutti controlli che precedono l'avventura politica dell'Egoarca. Accidentale è anche la scoperta dei fondi esteri della Fininvest. Vale la pena di ricordarlo. Uno dei prestanomi di Bettino Craxi, Giorgio Tradati, consegna a Di Pietro i tabulati del conto "Northern Holding". Li gestisce per conto di Craxi. Sul conto affluisce, senza alcun precauzione, il denaro che il gotha dell'imprenditoria nazionale versa al leader socialista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;C'è una sola eccezione. Un triplice versamento non ha nome e firma. Sono tre tranche da cinque miliardi di lire che un mittente, generoso e sconosciuto, invia nell'ottobre 1991 a Craxi. "Fu Bettino a annunciarmi l'arrivo di quel versamento", ricorda Tradati. Le rogatorie permettono di accertare che i miliardi, "appoggiati" su "Northern Holding", vengono dal conto "All Iberian" della Sbs di Lugano. Di chi è "All Iberian"? Per mesi, i pubblici ministeri pestano acqua nel mortaio fino a quando un giovane praticante dello studio Carnelutti, un prestigioso studio legale milanese, confessa al pool di avere fatto per anni da prestanome per conto della Fininvest in società create dall'avvocato londinese David Mackenzie Mills.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Così hanno inizio le rogne che ancora oggi Berlusconi deve grattarsi. Il caso, la fortuna, la sfortuna, fate voi. Tirando quell'esile filo, saltano fuori 64 società off-shore del "gruppo B di Fininvest very secret", create venti anni fa e alimentate prevalentemente con fondi provenienti dalla "Silvio Berlusconi Finanziaria". È in quell'arcipelago che si muovono le transazioni strategiche della Fininvest che, come documenterà la Kpmg, consentono a Berlusconi e al suo gruppo di "alterare le rappresentazioni di bilancio"; "esercitare un controllo con fiduciari in emittenti tv che le normative italiane estere non avrebbero permesso"; "detenere quote di partecipazione in società quotate senza informare la Consob e in società non quotate per interposta persona"; "erogare finanziamenti"; "effettuare pagamenti"; "intermediare tra società del gruppo l'acquisizione dei diritti televisivi"; "ricevere fondi da terzi per finanziare operazioni di Fininvest effettuate per conto di terzi". È il disvelamento non di un episodio illegale, ma di un metodo illegale di lavoro, dello schema imprenditoriale illecito che è a fondamento delle fortune di Silvio Berlusconi. Per dirla tutta, e con il senno di poi, sedici processi per venire a capo di quel grumo di illegalità oggi appaiono addirittura un numero modesto. Nel "group B very discreet della Fininvest" infatti si costituiscono fondi neri (quasi mille miliardi di lire). Transitano i 21 miliardi che rimunerano Bettino Craxi per l'approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi in Cct destinati alla corruzione del Parlamento che approva quella legge; la proprietà abusiva di Tele+ (viola le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le "fiamme gialle"); il controllo illegale dell'86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l'acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche; le risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma (gli consegnano la Mondadori); gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato, favorirono le scalate a Standa, Mondadori, Rinascente. E c'è altro che ancora non sappiamo e non sapremo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Tutti i processi che Berlusconi ha affrontato e deve ancora affrontare nascono per caso non per un deliberato proposito. Un finanziere che confessa, un giovane avvocato che si libera del peso che incupisce i suoi giorni consentono di mettere insieme indagine dopo indagine, ineluttabili per l'obbligatorietà dell'azione penale, una verità che il capo del governo non potrà mai ammettere: il suo successo è stato costruito con l'evasione fiscale, i bilanci truccati, la corruzione della politica, della Guardia di Finanza, di giudici e testimoni; la manipolazione delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa. Per Berlusconi, la banalizzazione della sua storia giudiziaria, che egli traduce e confonde in guerra alla (o della) magistratura, non è il conflitto della politica contro l'esercizio abusivo del potere giudiziario, ma il disperato e personale tentativo di cancellare per sempre le tracce del passato e di un metodo inconfessabile. Con quali tecniche Berlusconi ha combattuto, e ancora affronterà, questa contesa è un'altra storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(20 novembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-1458888818337096786?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/1458888818337096786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=1458888818337096786&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/1458888818337096786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/1458888818337096786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/11/come-si-costruisce-un-impero.html' title='Come si costruisce un impero finanziario: lezione N° Uno'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-673643085658369125</id><published>2009-11-19T23:41:00.004+01:00</published><updated>2009-11-19T23:49:23.858+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Donne nella Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la donna attraverso i Media nel 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>La dignità delle donne, oggi?</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;L'incontro sabato 21 alla Casa internazionale delle donne&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Un'occasione per riflettere sulla molteplicità delle esperienze femminili&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/donne-realta/donne-realta/donne-realta.html"&gt;Forum delle Donne della realtà&lt;br /&gt;Basta agli stereotipi dei media&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;ROMA - Dove sono finite le donne "vere", quelle che popolano la realtà, e non le loro sosia che dominano giornali e televisioni? Parte da questa domanda il prossimo incontro organizzato dal gruppo "Donne della realtà" presso la Casa internazionale delle donne a Roma, in via della Lungara 19.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Il punto di partenza delle organizzatrici è ben sintetizzato dal nome che il gruppo ha scelto di darsi: "Donne della realtà", in contrapposizione con i finti stereotipi proposti dal sistema mediatico. Sui giornali e nei media italiani, sempre più spesso il modello femminile dominante è quello di una donna che sembra avere come unico obiettivo la seduzione del maschio più ricco e potente possibile. Così facendo, si perdono di vista le donne "reali", che hanno ben altro in testa rispetto a "sposare il figlio del Premier".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Il forum pubblico, previsto per sabato 21 novembre dalle ore 17, ha l'obiettivo di parlare delle "altre donne", per interrogarsi su come i media possano ridare visibilità alla molteplicità delle esperienze femminili e recuperare un ruolo di analisi e critica nei confronti dei fatti di cronaca. Si tratta del secondo incontro delle "Donne della realtà", dopo quello che si è svolto a Milano il 5 ottobre scorso con la presenza di oltre 200 persone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;All'incontro di sabato aderiranno molte giornaliste e personalità del mondo della cultura. Si inizierà con una relazione introduttiva di Chiara Volpato, docente di Psicologia sociale alla Bicocca di Milano, e della filosofa Michela Marzano, firmataria insieme a Nadia Urbinati e Barbara Spinelli dell'appello di Repubblica per la dignità delle donne. Nel corso del forum verranno proiettate anche alcune gallerie fotografiche delle donne "offese dal Premier" che hanno inviato i loro scatti al nostro sito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Tra le altre, sono invitate all'incontro il direttore del Tg3, Bianca Berlinguer, il presidente del Pd, Rosy Bindi, il segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso, il direttore dell'Unità, Concita De Gregorio, il direttore dell'Espresso, Daniela Hamaui, il direttore del Secolo d'Italia, Flavia Perina, il segretario generale della Ugl, Renata Polverini, la scrittrice Lidia Ravera, il presidente della Cpo della Fnsi, Lucia Visca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(19 novembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-673643085658369125?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/673643085658369125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=673643085658369125&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/673643085658369125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/673643085658369125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/11/la-dignita-delle-donne-oggi.html' title='La dignità delle donne, oggi?'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-4817802788074081240</id><published>2009-11-19T12:47:00.004+01:00</published><updated>2009-11-19T12:54:34.934+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia in piazza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>5 dicembre: No B day</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-17/no-b-day-19/no-b-day-19.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;No-B day, niente interventi dei leader. I blogger: con la Costituzione e Napolitano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di CARMELO LOPAPA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;ROMA - I politici giù dal palco. Voce a costituzionalisti e studenti, immigrati e intellettuali, licenziati e precari, ai ragazzi di Corleone. Sullo sfondo, la difesa della Costituzione e del presidente della Repubblica. E poi musica, artisti di strada e carri allegorici. Le segreterie dei partiti che aderiscono al "NoBerlusconiday" ci hanno provato a "imporre" l'intervento dei loro leader. Ma nel vertice organizzativo di ieri pomeriggio l'hanno spuntata i giovani blogger del comitato promotore che la manifestazione del 5 dicembre a Piazza del Popolo hanno ideato e programmato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;"Dato che il filo conduttore sarà il no-Berlusconi, la presenza sul palco di Antonio Di Pietro ci sembrava naturale e scontata, al di là del suo ruolo di politico" racconta Paola Calorenne, responsabile giovani dell'Idv e trait d'union con gli organizzatori. "Alla fine si è deciso che nessun politico salirà sul palco. Ma saranno ammesse le bandiere e i gazebo. Noi con i nostri per la raccolta firme su acqua pubblica, no al processo breve e al nucleare". Il portavoce del "Noberlusconiday", Massimo Malerba, può cantare vittoria: "Non avremmo mai consentito la presenza di politici sul palco, avrebbe caratterizzato la manifestazione e noi non lo vogliamo. La Costituzione e il presidente della Repubblica sono il nostro unico baluardo. È in difesa dell'una e dell'altro che ci stiamo mobilitando".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;La scaletta decisa per il 5 dicembre fissa sei "emergenze" da affrontare: ambiente, legalità e giustizia, etica politica, lavoro-formazione-ricerca, diritti della persona e infine informazione e rete. Per ciascun tema, un intervento e una testimonianza. Tra gli altri, padre Alex Zanotelli e i ragazzi di "No Ponte" (tra un mese l'ipotetica prima pietra). Inviti ai costituzionalisti Domenico Gallo e Tania Groppi e al giornalista di El Pais Miguel Mora. E poi, Antonio Tabucchi e un operaio dell'Eutelia, uno studente in lotta contro la riforma Gelmini. Ma la manifestazione è ancora un cantiere. Crescono di ora in ora le adesioni degli artisti. Ascanio Celestini, Andrea Rivera, Antonio Troìa e poi alcuni dei gruppi che si esibiranno: Ratti della Sabina, Skiantos, Adriano Bono, Killer sound e tanti altri. Una cinquantina i pullman prenotati finora dall'Idv, oltre al centinaio dai promotori, il Prc conta di portare almeno un migliaio di persone dietro lo striscione "Contro Berlusconi e la repressione", curato da Italo Di Sabato: "Già più di duemila iscritti al gruppo su Facebook". E il segretario Paolo Ferrero: "Ci saremo anche contro lo scempio della vendita dei beni confiscati alla mafia". In piazza anche i Verdi, annuncia il neopresidente Angelo Bonelli, per dire no al nucleare, alla privatizzazione dell'acqua e ai processi brevi, raccoglieremo anche noi le firme per i referendum".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;"Basta esitazioni, tutti in piazza", è l'appello che dal sito MicroMega rivolgono al Pd Lidia Ravera, Moni Ovadia e Furio Colombo: "È in gioco la democrazia". La segreteria Bersani resta ferma sul no. Di certo, tra i democratici parteciperanno Ignazio Marino e Debora Serracchiani: "Legittimo manifestare, io ci sarò, a titolo personale, ma andrei via qualora emergessero critiche al capo dello Stato", dice Marino. È scettico sulla partecipazione il giurista Gustavo Zagrebelsky, di Libertà e Giustizia. "Finora, siamo sempre intervenuti su problemi, la parola d'ordine della manifestazione invece è un attacco alla persona B. Poi, avverto un pericolo. Sarà un'ossessione, ma il rischio di qualche provocazione organizzata ad arte per approfittarne mi pare avvicinarsi, tanto più in quanto la prospettiva delle elezioni anticipate si faccia concreta".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(19 novembre 2009)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-4817802788074081240?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/4817802788074081240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=4817802788074081240&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4817802788074081240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4817802788074081240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/11/5-dicembre-no-b-day.html' title='5 dicembre: No B day'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-8659248564338001448</id><published>2009-11-18T12:49:00.007+01:00</published><updated>2009-11-18T13:21:02.264+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo LADRO'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia Furba'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiducia per il Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Se paghi... la tua vita viaggia leggera. La giustizia è solo un intralcio alla libertà!</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;L'inchiesta/1. Sbalorditivo il silenzio di chi si batte per il Sistema Italia:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt; dagli imprenditori ai sindacati, alle associazioni di risparmiatori e consumatori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-17/corruzione-costi/corruzione-costi.html"&gt;La corruzione costa 25mila euro a testa ma in Italia non è un reato grave&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Paese meraviglioso l'Italia. Quando non si acceca da solo, chiude gli occhi. Il frastuono politico assorda e il rumore mediatico lascia nascosta qualche verità e - in un canto - fatti che, al contrario, meritano molta luce e l'attenzione dell'opinione pubblica.&lt;br /&gt;La disciplina del "processo breve" ce l'abbiamo sotto gli occhi e vale la pena di farci i conti, senza lasciarci distrarre da ingenui e imbonitori. Qualche punto fermo.&lt;br /&gt;Il disegno di legge pro divo Berluscone non rende i processi rapidi (è una cristallina scemenza). Quel provvedimento fabbrica una prescrizione svelta e improvvisa come un fulmine che uccide.&lt;br /&gt;Solitamente, a fronte dei reati più gravi, uno Stato responsabile - e leale con i suoi cittadini - si concede un tempo adeguato per accertare il reato e punire i responsabili (la prescrizione non è altro). Più grave è il reato, più problematico e laborioso il suo accertamento, maggiore è il tempo che lo Stato si riconosce prima di considerare estinto il delitto. Le regole della prescrizione svelta e assassina (dei processi) capovolgono questo criterio di efficienza e buon senso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Più grave è il reato, minore è il tempo per giudicarlo. I magistrati avranno tutto il tempo per processare uno scippatore e tempi contingentati per venire a capo, per dire, di abuso d'ufficio, frodi comunitarie, frodi fiscali, bancarotta preferenziale, truffa semplice o aggravata: quel mascalzone di Bernard Madoff, che ha trafugato 50 miliardi di dollari ai suoi investitori, ne gioirebbe maledicendo di non essere nato italiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Ora il disegno di legge potrà essere corretto e limato ma - statene certi - non potrà mai lasciare per strada la corruzione propria e impropria perché Silvio Berlusconi, imputato di corruzione in atti giudiziari e con il corrotto già condannato in appello (David Mills), ha bisogno di quel "salvacondotto" per levarsi dai guai. Un primo risultato si può allora scolpire nella pietra: l'Italia è il solo Paese dell'Occidente che considera la corruzione un reato non grave e dunque, se le parole e le intenzioni hanno un senso, una pratica penalmente lieve, socialmente risibile, economicamente tranquilla.&lt;br /&gt;Nessuno pare chiedersi se ce lo possiamo permettere; quali ne saranno i frutti; quali i costi economici e immateriali; quale il futuro di un Paese dove "corrotto" e "corruttore" sono considerati attori sociali infinitamente meno pericolosi di "scippatore", "immigrato clandestino", "automobilista distratto", e la corruzione così inoffensiva da meritare una definitiva depenalizzazione o una permanente amnistia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Il silenzio su questo aspetto decisivo della "prescrizione svelta", inaugurata dalla "legge Berlusconi", è sorprendente. È sbalorditivo che il dibattito pubblico sul minaccioso pasticcio, cucinato dagli avvocati del premier nel suo interesse,&lt;span style="font-size:130%;"&gt; non veda protagonisti anche la Confindustria, chi ha cara la piccola e media impresa, i sindacati, gli economisti, le autorità di controllo del mercato e della concorrenza, le associazioni dei risparmiatori e dei consumatori, i ministri del governo che ancora oggi si dannano l'anima per dare competitività al "sistema Italia".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come se il circuito mediatico e "pubblicitario" del presidente del consiglio fosse riuscito a gabellare per autentica la storia di un ennesimo conflitto tra politica e giustizia, e dunque soltanto affare per giuristi, toghe e giornalisti. Come se questo progetto criminofilo non parlasse di sviluppo e arretratezza; di passato e di futuro; di convivenza civile, organizzazione sociale, legittimità delle istituzioni, trasparenza dell'azione dei policy maker; di competitività e &lt;span style="font-size:130%;"&gt;credibilità internazionale del Paese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;È stupefacente questo silenzio perché ognuno di noi paga ancora oggi e pagherà domani, con l'ipoteca sul futuro di figli e nipoti, il prezzo della corruzione del passato, quasi sette punti di prodotto interno lordo ogni anno, 25mila euro di debito per ciascun cittadino della Repubblica, neonati inclusi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Settanta miliardi di euro di interessi passivi, sottratti ogni anno alle infrastrutture, al welfare, alla formazione, alla ricerca. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È una condizione che corifei e turiferari, vespi e minzolini, occultano all'opinione pubblica.&lt;br /&gt;È necessario qualche ricordo allora per chi crede al "colpo di Stato giudiziario", alla finalità tutta politica dell'azione delle procure, favola ancora in voga in queste ore nel talk-show influenzati dal Cavaliere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quando Mani Pulite muove i suoi primi passi, il giro di affari della corruzione italiana è di diecimila miliardi di lire l'anno, con un indebitamento pubblico tra i 150 e il 250 mila miliardi più 15/25 miliardi di interessi passivi.&lt;br /&gt;L'abitudine alla corruzione cancella ogni sensibilità del ceto politico per i conti pubblici. Inesistente negli anni sessanta, il debito cresce fino al 60 per cento del prodotto interno lordo negli anni ottanta. Sale al 70 per cento nel 1983. Tocca il 92 per cento nei quattro anni (1983/1987) di governo Craxi, per chiudere alla vigilia di Mani Pulite, nel 1992, al 118 per cento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non c'è dubbio che, in quegli anni, una maggiore attenzione della magistratura alla corruzione, e la consapevolezza sociale del danno che produce, favorisce il parziale rientro dal debito, utile per adeguarsi ai parametri di Maastricht. Di quegli anni - 1993/1994 - è infatti il picco di denunce dei delitti di corruzione. Con il tempo, la tensione si allenta. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Lentamente la curva dei delitti denunciati decresce e nel 2000 torna ai livelli del 1991, quelli antecedenti all'emersione di Tangentopoli. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Negli anni successivi la legislazione ad personam (taglio dei tempi di prescrizione per i reati economici, dalla corruzione al falso in bilancio), i condoni fiscali, le difficoltà della legge sul "risparmio" (in realtà sulla governance) chiudono il cerchio e una stagione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Da qui, allora, occorre muovere per comprendere e giudicare un progetto che può spingere l'Italia, &lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;nell'interesse di uno,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;in prossimità di una condizione da "paese emergente".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Perché la difficoltà della nostra storia recente nasce nel fondo oscuro della corruzione. Tirarsene fuori è una necessità &lt;span style="font-size:130%;"&gt;in quanto c'è &lt;/span&gt;- non è un segreto, anche se è trascurato dal discorso pubblico e dai cantori dell'Egoarca - &lt;span style="font-size:130%;"&gt;una simmetria perfetta tra la corruzione e le criticità per la società e il Paese.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Mercati dominati da distorsioni e "tasse immorali" (60 miliardi di euro ogni anno per la Corte dei Conti) garantiscono benefici soltanto agli insiders della combriccola corruttiva. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Oltre a perdere competitività, i mercati corrotti non attraggono investimenti di capitale straniero e sono segnati da una bassa crescita&lt;/span&gt; (troppe barriere all'entrata, troppi rischi di investimento).&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;Non c'è studio o analisi che non confermi la relazione tra il grado di corruzione e la crescita economica, soprattutto per quanto riguarda le medie e piccole imprese che sono il nocciolo duro della nostra economia reale.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Infatti, le piccole e medie imprese &lt;/span&gt;- si legge nella relazione parlamentare che ha accompagnato la ratifica della convenzione dell'Onu contro la corruzione diventata legge il 14 agosto del 2009 - , &lt;span style="font-size:130%;"&gt;"oltre a non avere i mezzi strutturali e finanziari delle grandi imprese (che consentono loro interventi diretti e distorsivi) risultano avere meno peso politico e minori disponibilità economiche per far fronte alla richiesta di tangenti".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La corruzione diventa un costo fisso per le imprese e un onere che incide pesantemente nelle decisioni di investimento. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sono costi, per le piccole e medie imprese, che possono essere determinanti per l'entrata nel mercato, così come possono causarne l'uscita dal mercato&lt;/span&gt;. E in ogni caso sono costi che hanno rilevanti ricadute su altri fronti: ricerca, innovazioni tecnologiche, manutenzione, sicurezza personale, tutela ambientale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Per queste ragioni, la corruzione dovrebbe trovare una sua assoluta priorità nell'agenda politica e gli italiani se ne rendono conto anche se magari non sanno, come ha scritto il ministro Renato Brunetta, che il balzello occulto della corruzione "equivale a una tassa di mille euro l'anno per ogni italiano, neonati inclusi".&lt;br /&gt;Secondo Trasparency International, un organismo "no profit" che studia il fenomeno della corruzione a livello globale,&lt;span style="font-size:130%;"&gt; il 44 per cento degli italiani crede che la corruzione "incide in modo significativo" sulla sua vita personale e familiare; per il 92 per cento nel sistema economico; per il 95 nella vita politica; per il 85 sulla cultura e i valori della società. Più del 70 per cento della società ritiene che nei prossimi anni la corruzione sia destinata a non diminuire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Il disastroso quadro nazionale è noto agli organismi internazionali. È di questi giorni il rapporto del Consiglio d'Europa sulla corruzione in Italia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il Consiglio rileva che in Italia i casi di malversazione sono in aumento; che le condanne sono diminuite; i processi non si concludono per le tattiche dilatorie che ritardano i dibattimenti e favoriscono la prescrizione; la normativa è disorganica; la pubblica amministrazione ha una discrezionalità che confina con l'arbitrarietà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d'Europa (Greco) ha inviato all'Italia 22 raccomandazioni di stampo amministrativo (introduzione di standard etici, per dire), procedurali (per evitare l'interruzione dei processi) normative (nuove figure di reato).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La risposta alle preoccupazioni della comunità internazionale - che appena al G8 dell'Aquila ha sottoscritto il dodecalogo dell'Ocse per un global legal standard (peraltro fortemente voluto da Tremonti) - è ora nel disegno di legge della "prescrizione svelta". La corruzione è trascurabile.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Non è il piombo sulle ali dell'economia italiana. Non è la tossina che avvelena il metabolismo della società italiana. Non è il muro che ci impedisce di scorgere il futuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;È un grattacapo del capo del governo. Bisogna eliminarlo anche al prezzo di non avere più un futuro per l'Italia intera. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dove sono in questo piano inclinato "gli uomini del fare" che credono nella loro impresa, nel merito, nel mercato, nella concorrenza? E perché tacciono?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 204, 204);"&gt;© Riproduzione riservata - La Repubblica&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(18 novembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-8659248564338001448?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/8659248564338001448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=8659248564338001448&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/8659248564338001448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/8659248564338001448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/11/se-paghi-la-tua-vita-viaggia-leggera-la.html' title='Se paghi... la tua vita viaggia leggera. La giustizia è solo un intralcio alla libertà!'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-4098052965628282296</id><published>2009-11-17T13:26:00.005+01:00</published><updated>2009-11-17T15:30:37.080+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo &quot;promettente&quot;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo LADRO'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LEGGI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Che fine ha  fatto quest'anno l'8 per mille degli italiani destinato allo Stato?...sono 43 milioni 969 mila 406 euro</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;A chiese e luoghi di culto 29 milioni dei 44 che i contribuenti avevano deciso di devolvere all'erario. I dubbi del Parlamento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://http//www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/otto-per-mille/otto-per-mille/otto-per-mille.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L'otto per mille destinato allo Stato finisce a parrocchie e monasteri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di CARMELO LOPAPA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;ROMA - Pontificia Università Gregoriana in Roma, 459 mila euro. Fondo librario della Compagnia di Gesù, 500 mila euro. Diocesi di Cassano allo Ionio, 1 milione 146 mila euro. Confraternita di Santa Maria della Purità, Gallipoli, 369 mila euro. L'elenco è lungo 17 pagine e porta in calce la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Non si tratta di uno dei tanti decreti, ma quello che ripartisce per il 2009 i 43 milioni 969 mila 406 euro che gli italiani hanno destinato allo Stato in quota 8 per mille dell'Irpef. Basta sfogliarlo per scoprire che confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie assorbono la quota prevalente di quanto i contribuenti avevano devoluto a finalità umanitarie o per scopi di assistenza e sussidi al volontariato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;E invece? Succede che i 10 milioni 586 mila euro assegnati al capitolo "Beni culturali" sono finalizzati in realtà a restauri e interventi in favore di 26 immobili ecclesiastici. Opere che avrebbero tutte le carte in regola per usufruire della quota dell'8 per mille destinata alla Chiesa cattolica, col suo apposito fondo "edilizia di culto". Come se non bastasse, la medesima destinazione (chiese e parrocchie) hanno anche gli altri 19 milioni destinati alle aree terremotate del centro Italia (14 per l'Abruzzo).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;"L'atto del governo n. 121" è stato predisposto ai primi di settembre da un presidente Berlusconi reduce dall'incidente diplomatico del 28 agosto con la Segreteria di Stato Vaticano. Sullo sfondo, la (mancata) Perdonanza dopo il caso Giornale-Boffo. Il documento, poi trasmesso alla Camera il 23 settembre, conferma intanto che i soldi vanno allo Stato ma entrano di diritto nella piena discrezionalità del capo del governo, per quanto attiene al loro utilizzo. È un atto "sottoposto a parere parlamentare" delle sole commissioni Bilancio. Quella della Camera lo ha già espresso, "positivo", il 27 ottobre, quella del Senato lo farà nei prossimi giorni. Eppure, anche la maggioranza di centrodestra della commissione Bilancio di Montecitorio ha lamentato le finalità distorte e ha condizionato il parere finale a una serie di modifiche, contestando carenze e incongruenze del decreto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Tra le più sorprendenti, quella che riguarda la "Fame nel mondo", "alla quale nel decreto vengono attribuite risorse finanziarie alquanto modeste, a fronte di richieste di finanziamento di importo limitato che avrebbero potuto essere integralmente accolte". Insomma: governo ingeneroso verso i bisognosi. In effetti, ultima pagina, al capitolo "Fame nel mondo", sono solo dieci le onlus e associazioni finanziate per 814 mila euro, pari al 2 per cento del totale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Tutto il resto? A chi sono andate le quote parte dell'Irpef che gli italiani hanno devoluto allo Stato? La parte del leone quest'anno la fanno gli "interventi per il sisma in Abruzzo". Sono 32 e assorbono 14 milioni 692 mila euro. Ma il condizionale è d'obbligo. A parte la preponderanza anche qui di parrocchie e monasteri (la quasi totalità) tra l'Aquila, Pescara e Teramo, tuttavia altro non quadra. E a rivelarlo è proprio la commissione parlamentare presieduta dal leghista Giancarlo Giorgetti: "Le richieste di finanziamento relative all'Abruzzo risultano presentate in data antecedente al sisma dell'aprile 2009 ed appare quindi opportuna una puntuale verifica e un coordinamento con gli interventi previsti dopo il sisma".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;L'ammonimento è chiaro: quei beni finanziati in Abruzzo non sarebbero stati danneggiati dal terremoto del 6 aprile, non quanto altri almeno. Perché dunque si dirotta lì un quinto dell'intera quota dell'8x1000? Il sisma del dicembre 2008 in Emilia garantisce a 9 tra parrocchie e monasteri del Parmense altri 4 milioni, mentre 11 milioni sono parcellizzati per i danni delle restanti calamità in tutta Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Ma ecco il punto. Oltre 10 milioni finiscono ad appannaggio dei Beni culturali. Ventisei tra consolidamenti e restauri, quasi tutti per diocesi, chiese, parrocchie, monasteri. Solo per restare alle cifre più consistenti, ecco il milione 314 mila euro per la cattedrale dell'Assunta di Gravina di Puglia, il milione 167 mila euro per il restauro degli affreschi della chiesa dei Santi Severino e Sossio di Napoli, oppure i 987 mila euro per il restauro di Santa Maria ad Nives di Casaluce (Caserta), i 579 mila euro per San Lorenzo Martire in Molini di Triora o i 413 mila euro per la "valorizzazione della chiesa San Giovanni in Avezzano". E poi, la Pontificia Università Gregoriana e la Compagnia di Gesù. Anche su questo capitolo le bacchettate del Parlamento: la priorità dovevano essere "progetti presentati da enti territoriali", non ecclesiastici. Ci sarebbe anche il capitolo "Assistenza ai rifugiati", al quale però, per il 2009, il decreto firmato dal premier Berlusconi destina 2,6 milioni, poco più del 5 per cento del totale. E quasi tutto (2,3 milioni) va al solo Consiglio italiano per i rifugiati. Concentrazione "non opportuna", censura infine la commissione Bilancio: "Altri progetti non finanziati risultavano meritevoli di attenzione".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(17 novembre 2009) &lt;/span&gt;da:La Repubblica&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-4098052965628282296?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/4098052965628282296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=4098052965628282296&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4098052965628282296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4098052965628282296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/11/che-fine-ha-fatto-questanno-l8-per.html' title='Che fine ha  fatto quest&apos;anno l&apos;8 per mille degli italiani destinato allo Stato?...sono 43 milioni 969 mila 406 euro'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-7445795563684410691</id><published>2009-10-30T14:59:00.004+01:00</published><updated>2009-10-30T15:09:42.907+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dalla Parte delle Bambine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Orrori e Distruzioni'/><title type='text'>Una favola per combattere</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Il nuovo romanzo di Silvana De Mari, chirurgo e scrittrice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;"Finché esiste la mutilazione sessuale non ci si può occupare d'altro"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/passaparola-2009-5/scrittrice-chirurgo/scrittrice-chirurgo.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Il Gatto dagli occhi d'oro che combatte l'infibulazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di SILVANA MAZZOCCHI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;E' STATA medico chirurgo e oggi si occupa di psicoterapia, ma è anche autrice apprezzata di letteratura fantastica dedicata ai ragazzi, per poter affrontare (con leggerezza) il male del mondo e per parlar loro d'amore, speranza e valori positivi. Silvana De Mari, ha vinto in passato premi prestigiosi e torna ora con un nuovo romanzo che racconta agli adolescenti gli orrori dell'infibulazione inflitta ancora oggi a tante bambine e a tante donne in omaggio a religione o cultura, ma all'unico scopo di privarle di ogni piacere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Una storia scritta perché, sottolinea de Mari, "finché esiste l'infibulazione, non ci si può occupare d'altro". Così combattere tanta atrocità è diventata la sua battaglia e la scrittura la sua arma. A lei, che è stata medico volontario in Etiopia, è capitato di dover curare donne sfregiate, uccise dal dolore e Il gatto dagli occhi d'oro, dedicato ad Ayaan, "bambina torturata, regina guerriera", è il tributo con cui la scrittrice-medico intende preservare la memoria e aprire una nuova stagione d'impegno contro ogni mutilazione sessuale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Libro sull'infibiluazione, ma non solo, Il gatto dagli occhi d'oro, da qualche giorno in libreria per Fanucci , è un romanzo che è sorprendentemente "leggero", magico, quasi una favola perfetta per i ragazzi, ma anche per gli adulti perché racconta la realtà senza sconti, e lo fa attraverso la lente del fantastico, schiudendo una porta alla speranza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;E' la storia di Leila, ragazzina italiana, povera , solare e intelligente che, con curiosità, ironia, e perfino con allegria, vive la sua vita quotidiana. Abita con la madre in una baracca, nei pressi di una palude; frequenta però una scuola borghese dove, fin dal primo giorno, viene emarginata e umiliata. Ma lei ha voglia di imparare , è ottimista e non si fa piegare: accoglie un cane trovatello che si rivelerà la sua fortuna e legge tutti i libri che le passa Fiamma, la prima della classe a cui è legata da sincera simpatia, per poi girarli ai suoi amici delle paludi, soprattutto a Maryam, la sua amica del cuore, musulmana e povera come lei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Ed è proprio Maryam che un giorno la madre e le sorelle immobilizzano, per sottoporla allo sciagurato rito dell'infibulazione.... finché, come favola insegna, l'amicizia e la solidarietà avranno la meglio e salveranno la piccola musulmana dal suo destino, rendendo migliore la vita di tutti. Un libro da regalare ai figli, ai fratelli, ma anche una buona lettura per gli adulti perché Il gatto dagli occhi d'oro tocca il cuore e parla d'integrazione, d'amore e di solidarietà con una semplicità che incanta. Il che, di questi tempi, non è poco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Lei è medico chirurgo, ha lavorato in Etiopia, e scrive libri per ragazzi. Perché?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;"Perché la narrativa per ragazzi è appunto per ragazzi e i ragazzi sono straordinari. Gli adulti non sempre, non tutti, qualcuno si è un po' ammaccato lungo la via, ha perso lo smalto o si è dimenticato di averne. E' una narrativa epica, l'unica che vada per i massimi sistemi, l'unica che osi porsi interrogativi su Dio e sulla Morte, e osi addirittura dare risposte. È in realtà, sempre, narrativa "anche" per ragazzi, perché un libro che è buono a dodici anni è buono anche a sessanta, mentre non è sempre valido il contrario. Perché i libri per ragazzi devono avere imperativamente due caratteristiche, velocità del ritmo e fede nella vita, la coscienza che qualsiasi cosa succeda, la vita è sorprendente ed essere vivi e un dono. Non tutti possono fare lo scrittore di libri per ragazzi, come non tutti possono fare il giardiniere o il pasticciere. E poi ci sono un altro paio di pregi nell'essere un autore per persone molto giovani. Il libro che abbiamo letto a dieci anni, ci resta dentro, va a far parte delle fondamenta del sistema cognitivo e le fondamenta sono quello che resta sempre, lo ricordiamo tutta la vita e, infine, c'è un quantitativo di affetto e di tenerezza enormi che abbiamo solo noi. Io ho un armadio pieno di disegni con i personaggi dei miei libri che mi sono stati regalati, e qualcuno è arrivato dall'altra parte del mondo. Ogni tanto li tiro fuori e li guardo. Sono perfetti in quelle giornate un po' sospese, quando il raffreddore o il 38 di febbre mi rinchiudono a casa. Uno scrittore "per adulti " , o, meglio, solo per adulti, l'armadio di disegni, se lo sogna, e per il 38 di febbre ha solo l'aspirina".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Il Gatto dagli occhi d'oro racconta l'atrocità dell'infibulazione ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;"Come facciamo ad occuparci di altro fino a che l'infibulazione esiste? Il fantasma dell'infibulazione c'era già ne Gli Ultimi incantesimi, nascosto dentro l'incantesimo dell'idrargirio. Ho visto per la prima volta un'infibulazione all'ospedale di Bushulo, in Etiopia, un posto bellissimo sulle rive di un lago circondato da canneti. Le sale operatorie erano sale operatorie african style, vale a dire un unico stanzone con quattro lettini e grandi finestre chiuse da zanzariere. A causa della infibulazione rifatta dopo il parto, una giovane donna non riusciva più ad espellere il sangue mestruale. Era stato lasciato un orifizio, ma la suppurazione che era seguita aveva causato un edema, in altre parole un gonfiore ai tessuti, e l'edema aveva chiuso l'orifizio. Il sangue mestruale non potendo defluire era rimasto a stagnare trasformando la vagina in una sacca piena di sangue, che a causa della presenza di batteri era "marcito", la vagina era diventata una boccia che premendo sulla vescia le impediva di svuotarsi e la vescica era diventata enorme. Io dovevo svuotare la vagina, riaprendo per l'ennesima volta la vulva di quella povera donna. Era uscito il sangue, nerastro, infetto, con un odore nauseabondo e a quel punto gli avvoltoi attirati dall'odore di morte erano venuti a sbattere contro le zanzariere. La donna sarebbe morta da lì a poco per infezioni urinarie ricorrenti e insufficienza renale. Mentre cercavo di evacuare il più possibile di quella roba nerastra, mentre gli avvoltoi alle mie spalle si avventavano contro le zanzariere, pazzi per quell'odore di morto, di putrefatto, che invece veniva da ventre vivo di una donna, io ho giurato che avrei combattuto per le donne e le bambine. La mia battaglia comincia oggi, con questo libro, e non si fermerà fino a quando le mutilazioni sessuali esisteranno. È una battaglia per il sorriso: a ogni donna deve essere garantito il diritto inalienabile di sorridere".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Quale tipo di letteratura è utile per far conoscere ai ragazzi la parte oscura del mondo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;"La narrativa fantastica, sempre, da sempre, per sempre è quella che contiene i mostri. Quando qualcosa è troppo atroce per guardarlo in faccia, lo mettiamo nella narrativa fantastica. Una caratteristica della letteratura fantastica è contenere elementi fiabeschi, qualche scintilla di magia. In realtà la magia, non è infantile. La magia sostituisce in campo letterario un'altra parola che comincia per m, cioè miracolo, e altro non esprime che il nostro struggente desiderio di poter contare su una provvidenza che vegli su di noi, e che di tanto in tanto violi le leggi della natura per darci una mano. Questo ci permette di parlare di qualsiasi argomento, qualsiasi, con un tono di leggerezza, parola incantevole, che non ha niente a che vedere con superficialità. L'incantevole fiaba di Pelle d'Asino parla dell'incesto, Hansel e Gretel e Pollicino del cannibalismo: durante le grandi carestie, nella guerra dei trent'anni i Germania, in Ucraina nel 32 sotto Stalin, prima di morire di fame, la gente , mangiava i cadaveri. Il cannibalismo è un tabù assoluto, non è stato raccontato, è stato negato, ma è rimasto incastonato nelle fiabe. Le grandi fiabe classiche contengono la persecuzione del bambino, l'indicibile, ne Il Piccolo Principe e in Peter Pan, c'è l'insopportabile, la morte del bambino, la morte del figlio. Il Fantasy contiene una paura recenteissima, la paura della fine del mondo dovuta al formarsi di totalitarismi mai visti prima. Nella letteratura fantastica noi mettiamo i mostri che non osiamo guardare in faccia, perché una volta coperti di polverina d'oro e di colore, smettono di terrorizzarci e noi impariamo a fronteggiarli. È per questo che madre natura (Dio?) ha messo dentro ad un'area specifica del nostro cervello questa curiosa capacità, provare piacere, un piacere basato sulle endorfine, nell'ascoltare una storia che non è mai successa. Noi dobbiamo credere nella fiabe, perché dicono la verità: dicono che gli orchi esistono e che possono essere battuti. Dicono che gli orchi esistono e possono essere salvati".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Silvana De Mari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Il gatto dagli occhi d'oro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Fanucci editore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(30 ottobre 2009) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-7445795563684410691?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/7445795563684410691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=7445795563684410691&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7445795563684410691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7445795563684410691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/10/una-favola-per-combattere.html' title='Una favola per combattere'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-4536005701793172901</id><published>2009-10-30T10:26:00.000+01:00</published><updated>2009-10-30T15:32:31.772+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Decadimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indagini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia Furba'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Ricatto non fu</title><content type='html'>L'INCHIESTA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Nella Procura di Roma si valuterà pure la ricettazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;L'irruzione avviene il 3 luglio, e già l'11 il filamto viene messo in vendita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso/video-davanzo/video-davanzo.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Per troppo tempo quel video di Marrazzo&lt;br /&gt;custodito nelle stanze di Berlusconi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Ricatto a Marrazzo. La fonte vicina all'inchiesta non ci gira intorno: "Non c'è alcun altro politico di destra o di sinistra, ministro in carica, ministro uscente, professionista celebre o ignoto, "Chiappe d'oro" o d'argento nella nostra indagine". Forse salteranno fuori domani o forse mai. Per intanto, si deve dire che il vivamaria di indiscrezioni e nomi sussurrati che avvelenano o eccitano il Palazzo appare soltanto un efficace lavoro per confondere l'affaire. Che ha due capitoli. Il primo è noto. All'unisono tutti - una volta tanto - chiedono che sia chiuso con le dimissioni di Marrazzo. Riguarda le debolezze private del governatore, la leggerezza di un uomo pubblico che, ricattato, non denuncia il ricatto e, scoperto il ricatto, mente o dissimula nella scriteriata speranza di salvare il collo e la reputazione. Ma fu vero ricatto o Marrazzo può avere qualche ragione se ha creduto, per quasi quattro mesi, di essere stato vittima di una rapina e non di un'estorsione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Bisogna allora leggere il secondo capitolo della storia dove la trama degli eventi è sconnessa, la successione contraddittoria, le volontà e le azioni senza senso. Tre carabinieri, tre tipi sinistri, con la complicità di un pusher tossicomane (Gianguarino Cafasso), penetrano con la forza in un appartamento dove il governatore è in compagnia di un viado. Lo sbattono contro un muro. Lo obbligano a sfilarsi i pantaloni (è l'ultima versione di Marrazzo). Sistemano un palcoscenico con trans scollacciato, denaro, cocaina, tessera dell'"Associazione nazionale esercenti cinema" con foto. Riprendono la scena con un cellulare. Gli svuotano il portafoglio (2.000 euro). Lo obbligano a firmare tre assegni per 20 mila euro (che non incassano). Se ne vanno. È il 3 luglio, venerdì. Già qualche giorno dopo, l'11 luglio, il pusher tossicomane contatta, attraverso il suo avvocato, la redazione di Libero (diretto da Vittorio Feltri). È bizzarro un ricatto con i ricattatori che non provano nemmeno a spillare denaro alla vittima, ma si preoccupano subito di rendere inutilizzabile l'arma minacciosa che si sono procurati. Perché? La ragione ce l'abbiamo sotto gli occhi: Piero Marrazzo non è stato mai ricattato dai carabinieri. Quelle canaglie non ci hanno mai pensato. Avrebbero dovuto comportarsi in un altro modo. Hanno il governatore nelle loro mani, troppo terrorizzato per denunciarli. Possono mettersi comodi e spremerlo per bene, e a lungo, ottenendo denaro e favori. Con tutta evidenza, non è questa la loro missione. Non chiedono niente, non vogliono niente, non si fanno mai vivi per batter cassa. Il lavoro sporco che devono sbrigare è un altro: incastrare il governatore e "sputtanarlo". Ecco perché cercano di vendere subito il video. L'iniziativa, a tutta prima, appare stupida, incomprensibile, se parliamo di estorsione. Si rivolgono all'agenzia PhotoMasi di Milano. Non ha torto Carmen Masi a chiedersi oggi: "Quale ricattatore cerca di rendere pubblico l'oggetto del ricatto? È assurdo". Infatti, lo è. Hai un bottino che può durare nel tempo e lo trasformi in un piatto di lenticchie mangiato una volta e per sempre?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Chi sono allora questi furfanti vestiti da carabinieri? Bisogna chiederlo alla fonte vicina all'inchiesta. Quello si gratta la testa e dice: "Ce ne occuperemo a tempo debito. Ora si possono fare solo tre ipotesi. 1. Sono tre pezzenti. 2. Sono "comandati". 3. Sono eterodiretti". La prima ipotesi è la più improbabile". Per dare un senso a una storia che non sta in piedi, si deve accantonare il ricatto che non c'è, che non c'è mai stato, ed esplorare la strada che imbocca il video. Chi lo vede? Chi lo possiede?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;È, dunque, l'11 luglio. Un avvocato, per conto del pusher tossicomane, contatta la redazione di Libero. Due giornaliste, tre giorni dopo (il 15), incontrano Gianguarino Cafasso che mostra loro, in una stamberga della Cassia, il filmato con Marrazzo. È Cafasso a parlare di "politici e trans, di cui sa tutto" e di quello chiamato "Chiappe d'oro". Vuole 500mila euro (che nel tempo si riducono a 90 mila) per le immagini del governatore: "così chiudo con questa vita". Le giornaliste non sono convinte. I tre minuti del video sembrano taroccati. Chiedono di rivederlo. Niente da fare. Un paio di giorni per decidere o non se ne fa niente, dice Cafasso. Le giornaliste informano Vittorio Feltri che decide di lasciar perdere. Il video si muove ancora. Prima di ferragosto viene proposto ad Oggi (gruppo Rizzoli). Un inviato del settimanale lo visiona il 1 settembre a Roma. Gli appare taroccato. Vuole verificarne l'attendibilità. Gli viene impedito. La direzione di Oggi (Andrea Monti. Umberto Brindani), qualche giorno dopo, chiude la trattativa con la PhotoMasi, incaricata di commercializzare il video da un quarto carabiniere della banda. Il dischetto continua a girare per vie misteriose che vanno oltre i contatti dell'agenzia milanese. Non è più Cafasso a muoverlo. Stroncato dai suoi vizi e dal diabete, è morto in una stanza d'albergo. In settembre sente parlare del video Maurizio Belpietro, diventato direttore di Libero. Riesce a farselo mostrare, anche se non ne entra in possesso, il 12 ottobre. Anche lui s'impiomba dinanzi a quelle immagini troppo confuse che ipotizza false, ma ormai negli ambienti del governo e del centro-destra molti sanno che quel video esiste e che, prima o poi, si troverà il modo per mostrarlo a tutti. C'è chi storce la bocca per il disgusto e lascia filtrare da fine settembre la notizia del "filmatino", rifiutato da Feltri e Belpietro. Sono i primi giorni di ottobre, ormai, e il lavoro sporco dei carabinieri, forse "comandati", forse eterodiretti, mostra la corda. Nessuno vuole il video nelle testate che avrebbero avuto l'interesse politico - Cafasso è esplicito con le croniste di Libero - a pubblicarlo. Feltri l'ha rifiutato. Belpietro non l'ha voluto. A Mario Giordano, direttore del Giornale fino a luglio, non è stato nemmeno proposto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Bisogna ricominciare daccapo, cambiando qualcosa nella procedura. Quando Carmen Masi contatta Alfonso Signorini, direttore di Chi (Mondadori), ottiene materialmente il video (l'agenzia non l'ha mai posseduto) e viene autorizzata finalmente dai quattro furfanti a lasciarlo in visione al possibile acquirente. È il cinque ottobre, Signorini riceve il dischetto, firma una ricevuta. Copia le immagini. Ora è decisivo sapere che cosa accade tra la Mondadori, Palazzo Grazioli, Villa San Martino, tra il 5 e il 19 ottobre, quando Berlusconi chiama Marrazzo per dirgli che c'è un video compromettente e che farebbe meglio a ricomprarselo dall'agenzia mentre gli detta il numero di telefono di Carmen Masi e di un possibile mediatore. Nella nebbia, c'è qualche punto fermo. Signorini decide di non pubblicare. È certo che non restituisce il dischetto. È certo che informa il presidente della Mondadori (Marina Berlusconi) e l'amministratore delegato (Maurizio Costa). È certo che Silvio Berlusconi ha modo di vedere il video che Signorini ha consegnato a Marina. I tempi diventano determinanti. Quando il direttore di Chi consegna le immagini a Marina? Quando Marina le mostra al padre? Quanto tempo Silvio Berlusconi si rigira tra le mani il dischetto prima di telefonare a Marrazzo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;I tempi sono determinanti perché, in quelle ore, il diavolo ci metta la coda. Le cose vanno così. Un pubblico ministero di una procura italiana sta dietro a una banda di trafficanti di droga che sta combinando "un affare molto, molto grosso". Telefoni sotto controllo. "Cimici" ambientali. Pedinamenti. Insomma, l'ambaradam di questi casi. Nella "rete" resta impigliato uno dei carabinieri canaglia che ha aggredito Marrazzo. L'"ascolto" si allarga ai suoi telefoni. Quello parla con uno della combriccola in divisa e si sente dire: "... il video del presidente...".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Il video del presidente. Il pubblico ministero a chi può pensare? Non è romano, non è laziale. L'ultima persona che gli può venire in mente è Marrazzo. Pensa a quel presidente, a Berlusconi. Si dispera. È di fronte a un'alternativa del diavolo. Sa di dover intervenire subito per proteggere il capo del governo da chissà che cosa ed è consapevole che, se lo fa, gli va per aria l'inchiesta. Decide di liberarsi della patata bollente. Intorno al 9 ottobre chiama il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Cataldo, e gli spiega l'impiccio: occupatevene voi, vi mando le carte, voi mettete le mani sul video, ammesso che esista, io salvo la mia inchiesta, voi salvate Berlusconi. Così sarà. Il 14 ottobre un'informativa del Ros mette in moto la procura di Roma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;A questo punto, si deve immaginare Berlusconi. Da un lato, come presidente del consiglio, il 19 viene informato che magistrati e carabinieri sono sulle tracce di "un video del presidente" che potrebbe coinvolgerlo. Dall'altro, come proprietario della Mondadori, quel mattino ha sul tavolo il video che magistrati e carabinieri stanno cercando. Non devono essere state ore serene. Se non si muove, se non fa qualcosa, chi toglie dalla testa dell'opinione pubblica che il presidente del consiglio - protetto da uno straordinario conflitto di interessi - governi una "macchina del fango", nel tempo sbattuta contro la reputazione di Dino Boffo (direttore dell'Avvenire), Gianfranco Fini (presidente della Camera), Raimondo Mesiano (giudice responsabile di avergli dato torto in una causa civile)? Chi azzittirà le grida della "solita sinistra" e dei "comunisti" persi dietro al cattivo pensiero che quel video - né pubblicato né restituito né consegnato alla magistratura - sia custodito in attesa di tempi migliori, magari elettorali? Berlusconi decide d'impulso, come sempre. Vuole uscire dall'angolo, ribaltare la scena. Chiama il governatore: "Non mi potranno dire che non sono stato un gentiluomo". Gli dice di muoversi. Spera che Marrazzo faccia in fretta. Compri il video, lo distrugga cancellando un lavoro malfatto che può essere molto pericoloso. Come si sa, il governatore si muove lento, i carabinieri veloci. Quel che rimane è storia di questi giorni e annuncia un terzo capitolo ancora non scritto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Ora le rogne sono tutte della procura di Roma perché quel che è avvenuto è chiaro alla luce del codice penale. Articolo 640, ricettazione. "Chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve o occulta cose provenienti da un qualsiasi delitto o comunque s'intromette nel farli acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da due a otto anni". È indubbio che Signorini, Marina Berlusconi e Maurizio Costa, per procurarsi un profitto, hanno ricevuto quel video palesemente ottenuto con un delitto (con la violenza e la violazione del domicilio). È indubbio che Silvio Berlusconi si sia intromesso per far acquistare, prima, e occultare, poi, quella "cosa proveniente da un delitto". Se la legge è uguale per tutti, è ragionevole pensare che la procura di Roma cercherà di capire chi ha "pilotato" i falsi ricattatori mentre invierà a Milano, per competenza, le carte di una ipotetica ricettazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(30 ottobre 2009) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-4536005701793172901?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/4536005701793172901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=4536005701793172901&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4536005701793172901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4536005701793172901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/10/ricatto-non-fu.html' title='Ricatto non fu'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-7066526151855246632</id><published>2009-10-28T12:28:00.002+01:00</published><updated>2009-10-28T12:37:57.029+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia Furba'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Il cuore batte a sinistra</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;In un momento storico/politico/sociale come l'attuale, le mie parole si lascerebbero trascinare dall'emotività.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Leggo articoli di giornalisti che riescono a esprimere al meglio ciò penso e sento. Quindi copio e incollo, senza alcuna creatività. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Solo un album in cui riporto ciò che stimo. E lo riporto perchè per me "quell'articolo" è importante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Come questa analisi di Mario Pirani su Repubblica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso/analisi-pirani/analisi-pirani.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Il potere, il sesso e le menzogne&lt;br /&gt;perché s'indigna il popolo di sinistra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'ANALISI di MARIO PIRANI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Le dimissioni di Piero Marrazzo hanno un valore, prima che politico, purificatorio. Non sono la risposta alle richieste interessate della maggioranza di governo ma allo sconforto del popolo di sinistra. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Con questo gesto l'uomo politico si è spogliato della sua veste pubblica e da questo punto di vista la vicenda è chiusa. Resta un dramma privato, aperto all'umana pietas di chi ha sofferto per Marrazzo o anche si è scandalizzato per le debolezze di un individuo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Alcune riflessioni, però, si impongono. Nel giorno delle primarie il popolo di sinistra era andato a votare con l'animo percosso da una catastrofe dell'anima, scatenata appunto dal caso Marrazzo. Lo choc non può essere neppure oggi superato confortandosi con il parallelo, che viene spontaneo a tutti, tra come si è conclusa la vicenda che ha travolto il presidente della Regione Lazio e i fatti, ben più gravi per la commistione tra pubblico e privato, che "non" hanno provocato le dimissioni del premier. Non avrebbe, peraltro, alcun costrutto abbandonarsi ad una valutazione ponderata del grado di accettabilità delle propensioni sessuali dell'uno e dell'altro personaggio. Serve, piuttosto, porsi altri problemi e, in primo luogo, interrogarsi sul perché le reazioni dei due elettorati siano state e siano così divergenti, quasi da delineare una cortina di ferro antropologica tra "popolo di destra" e "popolo di sinistra". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Il primo, quello berlusconiano, tranne qualche frangia cattolica osservante e la ristretta élite finiana, in fondo non solo accetta ma si compiace di ciò che Giuliano Ferrara derubrica a "inviti a cena e in villa e sesso un po' a casaccio, con una instancabilità privata divenuta favola pubblica". Bastava, del resto, fare attenzione a cosa diceva in questi mesi e dice ancor oggi la "gente", per cogliere l'assonanza tra le brave madri di famiglia che ce l'hanno con Veronica perché "non lava in famiglia i panni sporchi" e i "machi" di borgata o dei Parioli, fieri delle scopate del loro leader, quasi potessero anche loro replicarle per interposta persona. Il tutto condito dallo schifiltoso ritrarsi dal giudizio dei tanti pseudo liberali, dimentichi della differenza tra ruolo pubblico e vita privata e adontati con "Repubblica" perché ha raccontato tutte queste sconcezze, senza rispettare il sacrosanto diritto alla privacy. Per altri ancora è bastato voltarsi dall'altra parte, distogliere l'attenzione, dirsi che gli uni e gli altri si equivalgono, non farsi coinvolgere dalla evidenza di un'etica pubblica, gettata alle ortiche. Infine, alle brutte, se qualche ambascia li coglieva, prendersela con la sinistra che non c'è. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Per contro il "popolo di sinistra" nel suo assieme e i singoli individui, uomini e donne, che ne fanno parte hanno sofferto amarezza profonda, se non disperazione. Quasi ognuno di loro si ritenesse personalmente offeso da un gesto giudicato insopportabile. Né vale dirsi e ripetersi che Piero Marrazzo ha fatto del male in primo luogo a se stesso e alla sua famiglia e ha cercato di coltivare le sue propensioni sessuali in segreto, senza coinvolgere l'istituzione che dirigeva con accertata dedizione. No, queste cose non potevano lenire un lutto morale che solo le dimissioni permettono ora di elaborare. È, infatti, il nucleo più profondo dell'animo collettivo e individuale della sinistra che è stato leso. Dalla caduta del Muro ad oggi quell'animo è stato sottoposto a una cura terapeutica che, se lo ha disintossicato dall'ideologia e dalla sua proiezione pratica più deleteria - lo stalinismo in tutte le sue forme - , lo ha anche spogliato da illusioni, utopie, speranze troppo avanzate di riscatto economico. La globalizzazione ha smantellato le sue strutture sociali di difesa, i suoi partiti si son fatti sempre più fragili, ognor mutevoli, anche di nome. In questa deriva una sola certezza è rimasta come valore di auto identificazione: l'essere dalla parte - ed essere parte - della gente onesta, per bene; di quelli che non hanno nulla da nascondere, che rispettano la legge, contano sulla Costituzione, pagano le tasse, magari perché ritenute con la paga, conservano qualche traccia di solidarietà. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Per questo aborrono Berlusconi che, per contro, ha legittimato i vizi storici degli italiani, gli altri italiani, che son forse la maggioranza. Che con la scesa in campo del Cavaliere hanno finalmente trovato qualcuno che non li faceva vergognare della vocazione nazionale ad "arrangiarsi", magari con qualche imbroglio piccolo o grande, eludendo il fisco, lavorando in nero, armeggiando per una violazione edilizia. E soprattutto vivendo la legge, le regole e sotto sotto anche qualcuno dei 10 Comandamenti, figuriamoci la Costituzione, come malevoli impedimenti al libero esplicitarsi di tutto ciò che bisogna fare per sopravvivere. Per questo amano e si identificano con Berlusconi che ha suonato la campana del "liberi tutti" (l'altro giorno, persino, dall'obbligo di pagare il canone Rai). Cosa gliene importa del conflitto d'interessi, della suddivisione dei poteri, del ludibrio gettato sulla Magistratura? Anzi, la condotta scandalosa, pubblicamente esibita, la degradazione dei palazzi del potere in luoghi di privato piacere, la promozione delle veline di turno, danno a tanti diseredati, ai rampanti in lista di attesa, agli infiniti aspiranti alle innumerevoli "isole dei famosi", il placet "che tutto se po' fa", la versione plebea dello "Yes, we can". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Il "popolo di sinistra" questo lo sente e lo soffre. Lo consola il fatto di poter raccontare se stesso in modo specularmente opposto, anche se non riesce più ad inverarsi nella orgogliosa "diversità" berlingueriana. Immagina che il suo partito di riferimento faccia proprio questo valore, smentisca nei fatti quel ritornello che lo offende ma anche genera dubbi: "In fondo sono tutti eguali". Per questo il "peccato" di Piero Marrazzo è stato patito come "mortale". Perché avvalora il dubbio, soprattutto nei confronti di vertici, dotati solo di buona volontà ma non del carisma da cui nasce la fiducia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Di qui l'esigenza di una franca, profonda riflessione in seno a quello che formalmente si chiama gruppo dirigente. Perché maturi la consapevolezza che il germe velenoso dell'omologazione subliminale con l'avversario può proliferare grazie a comportamenti similari: designando candidati dotati solo di immagine, siano annunciatori televisivi o giovani il cui curriculum si esaurisce nel certificato di nascita, senza più alcuna verifica delle competenze e della coerenza morale tra pensiero e azione; manifestando in mille occasioni un'arroganza del potere e una sicumera che nulla hanno da invidiare ai loro colleghi dell'altra sponda politica; abbandonando, come finora hanno fatto non il "controllo del territorio", secondo la formuletta che amano ripetere, ma il contatto continuo, fraterno, comprensivo col loro elettorato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Da questo elettorato è venuta una volta di più, con i tre milioni di voti delle primarie, la prova niente affatto scontata che il popolo di sinistra ancora c'è, "ci crede" e ha conservato nel cuore un credito di fiducia, una qualche speranza. Esso seguita ad esprimere una "etica popolare" che si contrappone al cinismo amorale berlusconiano. Non è detto che la dirigenza di centro-sinistra sia capace di leggere in profondità le esigenze di buon governo, sia del partito che del Paese che da questo popolo provengono ancora. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Una prima prova la si avrà con la scelta del candidato destinato a concorrere al posto di Marrazzo, quando si svolgeranno le elezioni regionali. Guai se comincerà la solita diatriba tra le mezze cartucce vogliose di fare carriera, più che di vincere. Per questo mi permetto di concludere con una proposta personale. Nelle ultime settimane un personaggio è emerso o, meglio, si è innalzato al di sopra della media, per aver saputo rintuzzare davanti a milioni di telespettatori, le volgarità insultanti del presidente del Consiglio, tanto da diventare simbolo di una riscossa femminile, Rosy Bindi. Sarebbe il caso di sceglierla per acclamazione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(28 ottobre 2009) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-7066526151855246632?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/7066526151855246632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=7066526151855246632&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7066526151855246632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7066526151855246632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/10/il-cuore-batte-sinistra.html' title='Il cuore batte a sinistra'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-682033574937567014</id><published>2009-10-27T16:04:00.003+01:00</published><updated>2009-10-27T16:13:11.763+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Decadimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>"Denunciare il ricatto all'autorità giudiziaria? Nemmeno per sogno!"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CRONACA &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso/marrazzo-caso/marrazzo-caso.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;La macchina del fango&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL COMMENTO di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Berlusconi si cucina da solo i suoi guai. Distrugge, di giorno, i muri che i suoi consiglieri fabbricano, di notte, per difenderlo. Quelli si erano appena rimboccati le maniche, con buona volontà, per riproporre - complici, le debolezze di Piero Marrazzo - la separatezza e l'inviolabilità della sfera privata dalla funzione pubblica (ancora!).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Salta fuori che l'Egoarca ha avvertito per tempo il governatore: "C'è in giro un video contro di te". Frammento superbo della nostra vita pubblica. Merita di essere analizzato, e con cura. Viene comodo farlo in quattro quadri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Nel primo quadro, bisogna riscrivere con parole più adatte quel che sappiamo. Non il signor Silvio Berlusconi, ma il presidente del consiglio - proprietario del maggior gruppo editoriale del Paese - allerta il governatore "di sinistra" che il direttore di una sua gazzetta di pettegolezzi (Chi) ha in mano un video che lo compromette. Glielo ha detto la figlia (Marina, presidente di Mondadori). &lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);font-size:130%;" &gt;A questo punto, il capo del governo potrebbe consigliare all'altro uomo di governo di non perdere un minuto e di denunciare il ricatto all'autorità giudiziaria. Nemmeno per sogno. Il presidente del Consiglio indica all'altro attraverso chi passa il ricatto, ne fornisce indirizzo e numero di telefono: che il governatore si aggiusti le cose da solo mettendo mano al portafoglio e "ritirando la merce dal mercato", come pare si dica in questi casi. È la pratica di uomini che governano senza credere né alla legge né allo Stato, né in se stessi né nella loro responsabilità. In una democrazia rispettabile, l'argomento potrebbe essere definitivo. Nell'"Italia gobba", la legalità è opzione, mai dovere, e quindi l'argomento diventa trascurabile.&lt;/span&gt; Trascuriamolo (per un attimo solo) e immaginiamo che Marrazzo riesca nell'impresa di ricomprarsi quel video.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;È il secondo quadro. Vediamo che cosa accade a questo punto. Piero Marrazzo annuncia la sua seconda candidatura al governatorato. Si vota in marzo. Il candidato "di sinistra" è consapevole che il suo destino politico e personale è nelle mani del leader della coalizione "di destra". In qualsiasi momento, quello può tirare la corda e rompergli il collo. A quel punto, a chi appartiene la vita di Piero Marrazzo? A se stesso, alle sue decisioni politiche, ai suoi comportamenti privati o alla volontà e alle strategie dell'antagonista? È una condizione di vulnerabilità politica che dovrebbe consigliargli la piena trasparenza a meno di non voler diventare un burattino. Al contrario, Marrazzo tace e tira avanti. Scoppia lo scandalo e mente ("È una bufala", "Non c'è alcun video"). Lo scandalo diventa insostenibile e ancora rifiuta la responsabilità della verità: non dice dell'avvertimento di Berlusconi; non dice come si procura il denaro che gli occorre per le sue scapestrate avventure. (Sono buone ragioni per chiedergli di nuovo le dimissioni perché non è sufficiente l'ipocrita impostura dell'autosospensione). Quel che accade al governatore ci mostra in piena luce come funziona "una macchina".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;È il terzo quadro. Al centro della scena, i direttori delle testate di proprietà del presidente del Consiglio (o da lui influenzate). In questo caso, Alfonso Signorini, direttore di Chi, già convocato d'urgenza da una vacanza alle Maldive per confondere, con una manipolazione sublunare della realtà, il legame del premier con una minorenne.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Signorini spiega come vanno le cose in casa dell'Egoarca, premier e tycoon. Direttamente con le redazioni o, indirettamente, da strutture esterne o da chi vuole qualche euro facile - i direttori raccolgono fango adatto a un rito di degradazione. Una volta messa al sicuro la poltiglia del disonore (autentica o farlocca, a costoro non importa), il direttore avverte i vertici del gruppo, l'amministratore delegato e il presidente. Che si incaricano di informare l'Egoarca. A questo punto, il premier è padrone del gioco. Pollice giù, e scatta l'aggressione. Pollice su, e il malvisto finisce in uno stato di minorità civile. Accade al giudice Mesiano, spiato dalle telecamere di Canale5.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Berlusconi addirittura annuncia l'imboscata: "Presto, ne vedremo delle belle". Accade al direttore dell'Avvenire, Dino Boffo, colpevole di aver dato voce all'imbarazzo delle parrocchie per la vita disonorevole del premier. Accade al presidente della Camera, Gianfranco Fini, responsabile di un cauto e motivato dissenso politico. Accade a Veronica Lario, moglie ribelle. A ben vedere, accade oggi al ministro dell'Economia che può intuire sul giornale del premier qualche avvertimento. Suona così: "Tremonti in bilico"; "Se Tremonti va, Draghi arriva". C'è da chiedersi: quanti attori del discorso pubblico sono oggi nella condizione di sottomissione che anche Marrazzo era disposto ad accettare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Quarto e ultimo quadro, allora. Non viviamo nel migliore dei mondi. La personalizzazione della politica ha cambiato ovunque le regole del gioco e il fattore decisivo di ogni competizione è la proiezione negativa o positiva dell'uomo politico - e della sua affidabilità - nella mente degli elettori. È la ragione che fa del "killeraggio politico - scrive Manuel Castells (Comunicazione e potere) - l'arma più potente nella politica mediatica". I metodi sono noti. Si mette in dubbio l'integrità dell'avversario, nella vita pubblica e in quella privata. Ricordate che cosa accade a McCain e Kerry? Si ricordano agli elettori, "in modo esplicito o subliminale", gli stereotipi negativi associati alla personalità del politico, per esempio essere nero e musulmano in America. È la lezione che affronta Barack Obama. Si distorcono le dichiarazioni o le posizioni politiche. Si denunciano corruzione, illegalità o condotta immorale nei partiti che sostengono il politico. Naturalmente, le informazioni distruttive si possono raccogliere, se ci sono; distorcerle, se appaiono dubbie o controverse; fabbricarle, se non ci sono. È uno sporco lavoro, che ha creato negli Stati Uniti, dei professionisti. Uno di loro, Stephen Marks, consulente dei repubblicani, ha raccontato in un libro (Confessions of a Political Hitman, Confessioni di un killer politico) il suo modus operandi. È interessante riassumerlo: "Passo I, il killer politico raccoglie il fango. Passo II, il fango viene messo in mano ai sondaggisti che determinano quale parte del fango arreca maggior danno politico. Passo III, i sondaggisti passano i risultati a quelli che si occupano di pubblicità, che passano i due o tre elementi più dannosi su Tv, radio e giornali con l'intento di fare a pezzi l'avversario politico. Il terzo passo è il più notevole. Mi lascia a bocca aperta l'incredibile talento degli addetti ai media... quando tutto è finito, l'avversario ha subito un serio colpo, da cui non riesce più a riprendersi". Qui, quel che conta è la segmentazione del lavoro e soprattutto "l'incredibile talento degli addetti ai media" perché devono essere i più abili e i più convincenti. I media, negli Stati Uniti, non sono a disposizione della politica e per muoverli occorre "provocare fughe di notizie rimanendo al di fuori della mischia", offrire "merce" che regga a una verifica, a un controllo, che sia significativa e in apparenza corretta anche quando è manipolata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;In Italia, non esiste questo scarto. Non c'è questa fatica da fare perché non c'è alcuna segmentazione della politica mediatica. Uno stesso soggetto ordina la raccolta del fango, quando non lo costruisce. Dispone, per la bisogna, di risorse finanziarie illimitate; di direzioni e redazioni; di collaboratori e strutture private; di funzionari disinvolti nelle burocrazie della sicurezza, magari di "paesi amici e non alleati". Non ha bisogno di convincere nessuno a pubblicare quella robaccia. Se la pubblica da sé, sui suoi media, e ne dispone la priorità su quelli che influenza per posizione politica. È questa la "meccanica" che abbiano sotto gli occhi e bisogna scorgere - della "macchina" - la spaventosa pericolosità e l'assoluta anomalia che va oltre lo stupefacente e noto conflitto d'interessi. Quel che ci viene svelato in queste ore è un sistema di dominio, una tecnica di intimidazione che mette freddo alle ossa, che minaccia l'indipendenza delle persone, l'autonomia del loro pensiero e delle loro parole. I più onesti, dovunque siano, dovrebbero riconoscerlo: non parliamo più di trasparenza della responsabilità pubblica, di vulnerabilità, di pubblico/privato. Più semplicemente, discutiamo oggi della libertà di chi dissente o di chi si oppone. O di chi potrebbe sentirsi intimidito a dissentire o a opporsi all'Egoarca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata: La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(27 ottobre 2009)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-682033574937567014?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/682033574937567014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=682033574937567014&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/682033574937567014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/682033574937567014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/10/denunciare-il-ricatto-allautorita.html' title='&quot;Denunciare il ricatto all&apos;autorità giudiziaria? Nemmeno per sogno!&quot;'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-1644246091704673190</id><published>2009-10-26T10:41:00.005+01:00</published><updated>2009-10-26T11:00:51.095+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>...una via d'uscita dal vicolo cieco italiano?</title><content type='html'>POLITICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/partito-democratico-33/maltese-primarie/maltese-primarie.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Una bella giornata per la democrazia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;IL COMMENTO di CURZIO MALTESE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Tre milioni di votanti, cinquantamila volontari in diecimila seggi, decine di milioni di euro raccolti. Se qualcuno nel Pd ha ancora dubbi sulle primarie è un pazzo. Sono l'elemento più identitario del partito, dal giorno della nascita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;È stata una grande giornata per l'unico partito al mondo che coinvolga tanti cittadini nella scelta del segretario, ma soprattutto per la democrazia. Il voto degli elettori ha confermato nella sostanza quello degli iscritti. Bersani è il vincitore, ma Franceschini e Marino non escono sconfitti. Il segretario uscente ha avuto proprio ieri la conferma d'aver svolto bene la missione di salvare il Pd nella stagione peggiore e oggi può consegnarlo al successo in ottima salute. Ignazio Marino è stata la sorpresa del voto popolare, a riprova che i temi del rinnovamento e della laicità sono assai avvertiti dalla base.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;La vera notizia è la partecipazione. Tre milioni non li aveva previsti nessuno. Tanto meno dopo l'ultimo desolante caso di Piero Marrazzo. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;Il popolo democratico ha invece reagito con un atto di generosità e responsabilità, qualità più rare ai vertici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; La corsa alle primarie può segnare &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;un punto di svolta nello stallo politico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. È una scossa positiva per il Pd, in cerca d'identità da troppo tempo. Ed &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;è una spallata al governo Berlusconi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, già avvitato in un evidente declino.&lt;span style="color: rgb(255, 204, 0);font-size:130%;" &gt; Una spallata vera e potente, che non arriva dalle élites e dai palazzi complottardi di cui favoleggiano i demagoghi, ma piuttosto da milioni d'italiani. Cittadini normali che si sono svegliati presto di domenica, messi in fila, versato un contributo, atteso i risultati fino a notte.&lt;/span&gt; Non perché Bersani, Franceschini o Marino siano leader di travolgente carisma, né sull'onda di un entusiasmante dibattito congressuale. Ma &lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);font-size:130%;" &gt;nella speranza d'infondere al principale partito d'opposizione la forza necessaria per mandare a casa il peggior governo della storia repubblicana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Questo è il chiarissimo mandato che i tre milioni consegnano nelle mani del vincitore Bersani, ma anche a Franceschini e Marino, da oggi chiamati a collaborare come rappresentanti delle minoranze interne a un grande progetto. Si tratta di vedere se la nuova dirigenza saprà interpretarlo o, chiusi i gazebo, tornerà a rinchiudersi nelle stanze affumicate di strategie tanto sottili quanto perdenti. Come è sempre accaduto finora. Il nuovo leader democratico ha davanti compiti difficili e tempi strettissimi, da qui alle regionali. Il primo è rilanciare il Pd alla guida di un'opposizione seria nei toni, ma dura nella sostanza. Più dura di quanto non sia stata finora. Di "tregue" a Berlusconi, più o meno volontarie, il centrosinistra ne ha offerte già troppe in questi anni. Un'ulteriore resa a un Cavaliere a fine corsa, almeno nell'opinione mondiale, sarebbe interpretata come un tradimento degli elettori e si tradurrebbe in una catastrofe politica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Il secondo compito è quello di affrontare il rinnovamento interno al partito, che non sia la solita mano di bianco sulla nomenklatura. Nei confronti dei casi inquietanti segnalati qua e là, la base si aspetta da Bersani che agisca con rapidità e chiarezza. Per fare l'esempio più recente, che convinca Marrazzo, dopo l'opportuno gesto dell'autosospensione, a tagliare la testa al toro e rassegnare subito le dimissioni da governatore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Occorre certo un po' di coraggio, quello che è sempre mancato ai leader, davvero non al popolo di centrosinistra. Ma il coraggio, se uno non l'ha, milioni di voti glielo potrebbero pur dare. A Prodi e a Veltroni non erano bastati. Bersani ne ha presi molti meno, ma alla fine di primarie vere e combattute fino all'ultimo. Ora ha l'occasione di dimostrare nei fatti quanto aveva ragione a criticare i predecessori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;© Riproduzione riservata&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; (La Repubblica)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;(26 ottobre 2009)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-1644246091704673190?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/1644246091704673190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=1644246091704673190&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/1644246091704673190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/1644246091704673190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/10/una-via-duscita-dal-vicolo-cieco.html' title='...una via d&apos;uscita dal vicolo cieco italiano?'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-661096986076335271</id><published>2009-10-16T17:20:00.005+02:00</published><updated>2009-10-16T17:48:13.769+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indagini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Coraggio italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Il Coraggio di parlare, il coraggio di lottare fino in fondo</title><content type='html'>&lt;h2 style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;IL RACCONTO&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;                                                 &lt;h3 style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/viano-scorta/senso-solitudine/senso-solitudine.html" target="_blank"&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io, la mia scorta e il senso di solitudine &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/viano-scorta/senso-solitudine/senso-solitudine.html" target="_blank"&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;di ROBERTO SAVIANO&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;                                            &lt;div&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt;"LO VEDI, stanno iniziando ad abbandonarci. Lo sapevo". Così il mio caposcorta mi ha salutato ieri mattina. Il dolore per la protezione che cercano di farmi pesare, di farci pesare, era inevitabile. La sensazione di solitudine dei sette uomini che da tre anni mi proteggono mi ha commosso. Dopo le dichiarazioni del capo della mobile di Napoli che gettano discredito sul loro sacrificio, che mettono in dubbio le indagini della Dda di Napoli e dei Carabinieri, la sensazione che nella lotta ai clan si sia prodotta una frattura è forte. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Non credo sia salutare spaccare in due o in più parti un fronte che dovrebbe mostrarsi, e soprattutto sentirsi, coeso. Società civile, forze dell'ordine, magistratura. Ognuno con i suoi ruoli e compiti. Ma uniti. Purtroppo riscontro che non è così. So bene che non è lo Stato nel suo complesso, né le figure istituzionali che stanno al suo vertice a voler far mancare tale impegno unitario. Sono grato a chi mi ha difeso in questi anni: all'arma dei Carabinieri che in questi giorni ha mantenuto il silenzio per rispetto istituzionale ma mi ha fatto sentire un calore enorme dicendomi "noi ci saremo sempre". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Mi ha difeso l'Antimafia napoletana attraverso le dichiarazioni dei pm Federico Cafiero De Raho, Franco Roberti, Raffaele Cantone. Mi ha difeso il capo della Polizia Antonio Manganelli con le sue rassicurazioni e la netta smentita di ciò che era stato detto da un funzionario. Mi ha difeso il mio giornale. Mi hanno difeso i miei lettori. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Ma uno sgretolamento di questa compattezza è malgrado tutto avvenuto e un grande quotidiano se ne è fatto portavoce. Ciò che dico e scrivo è il risultato spesso di diversi soggetti, di cui le mie parole si fanno portavoce. Ma si cerca di rompere questa nostra alleanza, insinuando "tanti lavorano nell'ombra senza riconoscimento mentre tu invece...". Chi fa questo discorso ha un unico scopo, cercare di isolare, di interrompere il rapporto che ha permesso in questi anni di portare alla ribalta nazionale e internazionale molte inchieste e realtà costrette solo alla cronaca locale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                                                            &lt;div style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt;    &lt;/div&gt;                                      &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Sento di essere antipatico ad una parte di Napoli e ad una parte del Paese, per ciò che dico per come lo dico per lo spazio mediatico che cerco di ottenere. Sono fiero di essere antipatico a questa parte di campani, a questa parte di italiani e a molta parte dei loro politici di riferimento. Sono fiero di star antipatico a chi in questi giorni ha chiamato le radio, ha scritto sui social forum "finalmente qualcuno che sputa su questo buffone". Sono fiero di star antipatico a queste persone, sono fiero di sentire in loro bruciare lo stomaco quando mi vedono e ascoltano, quando si sentono messi in ombra. Non cercherò mai i loro favori, né la loro approvazione. Sono sempre stato fiero di essere antipatico a chi dice che la lotta alla criminalità è una storia che riguarda solo pochi gendarmi e qualche giudice, spesso lasciandoli soli. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Sono sempre stato fiero di essere antipatico a quella Napoli che si nasconde dietro i musei, i quadri, la musica in piazza, per far precipitare il decantato rinascimento napoletano in un medioevo napoletano saturo di monnezza e in mano alle imprenditorie criminali più spietate. Sono sempre stato antipatico a quella parte di Napoli che vota politici corrotti fingendo di credere che siano innocui simpaticoni che parlano in dialetto. Sono sempre stato fiero di risultare antipatico a chi dice: "Si uccidono tra di loro", perché contiamo troppe vittime innocenti per poter continuare a ripetere questa vuota cantilena. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Perché così permettiamo all'Italia e al resto del mondo di chiamarci razzisti e vigliacchi se non prestiamo soccorso a chi tragicamente intercetta proiettili non destinati a lui. Come è accaduto a Petru Birladeanu, il musicista ucciso il 26 maggio scorso nella stazione della metropolitana di Montesanto che non è stato soccorso non per vigliaccheria, ma per paura. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Sono sempre stato fiero di risultare antipatico a chi mal sopporta che vada in televisione o sulle copertine dei giornali, perché ho l'ambizione di credere che le mie parole possano cambiare le cose se arrivano a molti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; E serve l'attenzione per aggregare persone. Sarò sempre fiero di avere questo genere di avversari. I più disparati, uniti però dal desiderio che nulla cambi, che chi alza la testa e la voce resti isolato e venga spazzato via com'è successo già troppe volte. Che chi "opera" sulle vicende legate alla criminalità organizzata e all'illegalità in generale, continui a farlo, ma in silenzio, concedendo giusto quell'attenzione momentanea che sappia sempre un po' di folklore. E se percorriamo a ritroso gli ultimi trent'anni del nostro Paese, come non ricordare che Peppino Impastato, Giuseppe Fava e Giancarlo Siani - esposti molto più di me e che prima di me hanno detto verità ora alla portata di tutti - hanno pagato con la vita la loro solitudine. E la volontà di volerli ridurre, in vita, al silenzio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Sono sempre stato fiero, invece, di essere stato vicino a un'altra parte di Napoli e del Sud. Quella che in questi anni ha approfittato della notorietà di qualcuno emerso dalle sue fila per dar voce al proprio malessere, al proprio impegno, alle proprie speranze. Molti di loro mi hanno accolto con diffidenza, una diffidenza che a volte ha lasciato il posto a stima, altre a critiche, ma leali e costruttive. Sono fiero che a starmi vicino siano stati i padri gesuiti che mi hanno accolto, le associazioni che operano sul territorio con cui abbiamo fatto fronte comune e tante, tantissime persone singole. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Sono fiero che a starmi vicino sia soprattutto chi, ferocemente deluso dal quindicennio bassoliniano, cerca risposte altrove, sapendo che dalla politica campana di entrambe le parti c'è poco da aspettarsi. Sono sempre stato fiero che vicino a me ci siano tutti quei campani che non ne possono più di morire di cancro e vedere che a governare siano arrivati politici che negli anni hanno sempre spartito i propri affari con le cosche. Facendo, loro sì, soldi e carriera con i rifiuti e col cemento, creando intorno a sé un consenso acquistato con biglietti da cento euro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; È stato doloroso vedere infrangersi un fronte unico, costruito in questi anni di costante impegno, che aveva permesso di mantenere alta l'attenzione sui fatti di camorra. È stato sconcertante vedere persone del tutto estranee alla mia vicenda esprimere giudizi sulla legittimità della mia scorta. La protezione si basa su notizie note e riservate che, deontologia vuole, non vengano rese pubbliche. Sono stato costretto a mostrare le ferite, a chiedere a chi ha indagato di poter rendere pubblico un documento in cui si parla esplicitamente di "condanna a morte". Cose che a un uomo non dovrebbero mai essere chieste. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Ho dovuto esibire le prove dell'inferno in cui vivo. Ho esibito, come richiesto, la giusta causa delle minacce. Sento profondamente incattivito il territorio, incarognito. Gli uni con gli altri pronti a ringhiarsi dietro le spalle. Molti hanno iniziato a esprimere la propria opinione non conoscendo fatti, non sapendo nulla. Vomitando bile, opinioni qualcuno addirittura ha detto "c'è una sentenza del Tribunale che si è espressa contro la scorta". I tribunali non decidono delle scorte, perché tante bugie, idiozie, falsità? Addirittura i sondaggi online che chiedevano se era giusto o meno darmi la scorta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Quanto piacere hanno avuto i camorristi, il loro mondo, lì ad osservare questo sputare ognuno nel bicchiere dell'altro? Dal momento in cui mi è stata assegnata una protezione, della mia vita ha legittimamente e letteralmente deciso lo Stato Italiano. Non in mio nome, ma nel nome proprio: per difendere se stesso e i suoi principi fondamentali. Tutte le persone che lavorano con la parola e sono scortate in Italia, sono protette per difendere un principio costituzionale: la libertà di parola. Lo Stato impone la difesa a chi lotta quotidianamente in strada contro le organizzazioni criminali. Lo Stato impone la difesa a magistrati perché possano svolgere il loro lavoro sapendo che la loro incolumità fa una grande differenza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Lo Stato impone la difesa a chi fa inchieste, a chi scrive, a chi racconta perché non può permettere che le organizzazioni criminali facciano censura. In questi anni, attaccarmi come diffamatore della mia terra, cercare di espormi sempre di più parlando della mia sicurezza, è un colpo inferto non a me, ma allo stato di salute della nostra democrazia e a tutte le persone che vivono la mia condizione. Sento questo odio silenzioso che monta intorno a me crea consenso in molte parti &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Sta cercando il consenso di certa classe dirigente del Sud che con il solito cinismo bilioso considera qualunque tentativo di voler rendere se non migliore, almeno consapevole la propria terra, una strategia per fare soldi o carriera. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Ma mi viene chiesta anche l'adesione a un "codice deontologico", come ha detto il capo della Mobile di Napoli, il rispetto delle regole. Quali regole? Io non sono un poliziotto, né un carabiniere, né un magistrato. Le mie parole raccontano, non vogliono arrestare, semmai sognano di trasformare. E non avrò mai "bon ton" nei confronti delle organizzazioni criminali, non accetterò mai la vecchia logica del gioco delle parti fra guardie e ladri. I camorristi sanno che alcuni di loro verranno arrestati, le forze dell'ordine sanno in che modo gestire gli arresti che devono fare. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Lo hanno sempre detto a me, ora sono io a ribadirlo: a ognuno il suo ruolo. La battaglia che porto avanti come scrittore è un'altra. È fondata sul cambiamento culturale della percezione del fenomeno, non nel rubricarlo in qualche casellario giudiziario o considerarlo principalmente un problema di ordine pubblico. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt; Continuare a vivere in una situazione così è difficile, ma diviene impossibile se iniziano a frapporsi persone che tentano di indebolire ciò che sino a ieri era un'alleanza importante, giusta e necessaria. So che è molto difficile vivere la realtà campana, ma c'è qualcuno che ci riesce con tranquillità. Io non ho mai avuto detenuti che mi salutassero dalle celle, né me ne sarei mai vantato, anzi, pur facendo lo scrittore, ho ricevuto solo insulti. Qualcuno dice a Napoli che è riuscito a fare il poliziotto riuscendo a passeggiare liberamente con moglie e figli senza conseguenze. Buon per lui che ci sia riuscito. Io non sono riuscito a fare lo scrittore riuscendo a passeggiare liberamente con la mia famiglia. Un giorno ci riuscirò lo giuro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                &lt;i&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 204, 204); font-weight: bold;"&gt;© 2009 Roberto Saviano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Published by arrangement                                         with Roberto Santachiara Literary Agency&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;                                   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                             &lt;/div&gt;                                               &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;© Riproduzione riservata (da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                   &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;i&gt;16 ottobre 2009&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-661096986076335271?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/661096986076335271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=661096986076335271&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/661096986076335271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/661096986076335271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/10/il-coraggio-di-parlare-il-coraggio-di.html' title='Il Coraggio di parlare, il coraggio di lottare fino in fondo'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-7008261162139788162</id><published>2009-10-14T14:17:00.004+02:00</published><updated>2009-10-14T14:24:59.402+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dalla Parte delle Bambine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Donne nella Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GOVERNO MACHO 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>C.U.N. - Canone Unico (Nazionale) di bellezza -</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_14/rodota-dopo-bindi_48e325a0-b884-11de-9ba8-00144f02aabc.shtml"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;Dopo il caso Bindi: L’emergenza estetica nell’Italia maschilista&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Per le donne in politica e in tv vige il Cun, il canone unico di bellezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Allarme. Massima attenzione. Al­tro che emergenza democratica. &lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Il Pa­ese sta attraversando un’emergenza estetica. Sulle nostre reti tv circolano ancora donne non corrispondenti al Canone Unico Nazionale (Cun) di gio­ventù e bellezza. Appena una settima­na fa, a Porta a Porta , il premier ha stanato Rosy Bindi. Non è bastato, an­zi: col suo «lei è più bella che intelli­gente », Berlusconi ha fatto imbestiali­re molte donne, chiaramente brutte e/o vecchie. Hanno molto protestato online; e tuttora, a giorni di distanza, frange estremiste di diversamente belle si aggirano per la penisola of­frendo le loro foto alla stampa estera e danneggiando l’immagine dell’Ita­lia. No, per carità, stavamo scherzan­do. L’ultima notizia non è vera. Le al­tre sì.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E il Cun c’è sul serio, sottotraccia, da anni. Per anni non ci abbiamo fat­to caso; magari convinte di essere avanzate e spiritose. &lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Non eravamo co­me le americane, che per un battuto­ne sul lavoro minacciano cause da ot­tocento milioni di dollari. Noi ne ri­diamo. Né come le tedesche, con quelle scarpe comode ma orrende. Noi anche in ufficio arranchiamo sui tacchi. Né come le norvegesi, che per legge occupano la metà dei posti nei consigli di amministrazione. Iddio ci protegga dalle quote rosa; ci bastano le nostre scarse e molto rosee coopta­zioni. E via così. Oltretutto: gli uomi­ni italiani eterosessuali sono abituati benissimo. Possono tornare a casa, non cucinare, rilassarsi su vari canali guardando ragazze poco impegnati­ve e seminude. Per informarsi posso­no cliccare sui siti di news e distrar­si con parate di bellezze esotiche in tanga. Quando i soliti stranieri mole­sti ci chiedono «Non vi dà fasti­dio? », noi italiane rispondiamo «Non tanto»; più che altro per assue­fazione. Perché siamo parecchio assuefat­te, ed è un guaio collettivo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chi scri­ve l’ha detto e noiosamente lo ripe­te: &lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;cari connazionali&lt;/span&gt;, che senso di sé avreste se da quando siete piccoli fo­ste stati bombardati da immagini di fanciulli muti e discinti che affianca­no anziane signore petu­lanti? Se i pettorali e i glu­tei maschili venissero usa­ti per pubblicizzare qua­lunque cosa? Se aveste ri­petutamente visto rispet­tabili signori in età discu­tere e subito venire zittiti perché — a parere dell’in­terlocutrice — sono brut­ti? Non vi sentireste, for­se, tanto bene. Bè, la me­dia donna italiana è cre­sciuta così. E, in caso si sia temprata e si sia dedi­cata a migliorare le capaci­tà professionali invece dei muscoli addominali, nien­te sconti: lavorerà, ma in sala macchine. Ad appari­re saranno le belle, giova­ni e toniche. In tv come in politica. Dove il principale partito di opposizione ha inseguito il leader della maggioranza con trucchet­ti di immagine un po’ patetici (due capolista attraenti e ventenni alle ele­zioni 2008); e il leader della maggio­ranza ha scelto deputate e ministre di grandi doti anche estetiche. Alcu­ne sarebbero perfette in tv. Anzi, vengono dalla tv, come Mara Carfa­gna. E’ ministro delle Pari opportuni­tà, non ha detto una parola sugli in­sulti a Bindi. In effetti, a parte casi unici come Giorgia Meloni, le donne Pdl non hanno detto una parola su­gli insulti a Bindi. Sono lontani i tem­pi in cui le parlamentari, da An a Ri­fondazione, lavoravano insieme a leggi per le donne. E manifestavano insieme, in jeans, davanti a Monteci­torio, perché la Cassazione aveva de­ciso che se una ragazza porta i panta­loni stretti non è stupro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anche oggi ci sarebbero battaglie comuni da fare:&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;contro un maschili­smo &lt;/span&gt;prepolitico-prevalente nella po­litica e nei media. E ora una minoran­za in aumento sta, come si diceva una volta, prendendo coscienza. Si soffre guardando documentari co­me Il corpo delle donne di Lorella Za­nardo, scaricabile online; si protesta via Web quando la dignità delle don­ne viene offesa; si rimbeccano i ma­schi che ti danno della strega inacidi­ta e ti dicono «non ti lamentare, stai benissimo, protesta invece per le donne islamiche» (sacrosanto; ma quelli che dicono così ricordano tan­to le nonne che gemevano «finisci la fettina, pensa agli indiani che muoio­no di fame», e non si capiva in che modo il nostro ingozzarsi avrebbe portato vantaggi agli indiani; delle donne senza potere non possono aiu­tare le donne senza diritti, oltretut­to). E si conta sui ragazzi, spesso più avanzati dei padri (o dei nonni; l’at­tuale emergenza misogina è in gran parte provocata da persone anziane; da rispettare, se rispettano noi; e poi speriamo, non si può non farlo).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 153, 255);"&gt;Maria Laura Rodotà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;14 ottobre 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-7008261162139788162?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/7008261162139788162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=7008261162139788162&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7008261162139788162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7008261162139788162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/10/cun-canone-unico-nazionale-di-bellezza.html' title='C.U.N. - Canone Unico (Nazionale) di bellezza -'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-7498275591178430750</id><published>2009-10-11T22:58:00.002+02:00</published><updated>2009-10-11T23:05:10.365+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Donne nella Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GOVERNO MACHO 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>A "denudare il re" non sono le solite femministe arrabbiate ma "donne molto diverse"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Dopo il caso Bindi, dibattito su sesso, potere e denaro alla Casa delle Donne di Roma&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;"A rivelare il machismo di Berlusconi sono figure come Veronica e la D'Addario"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi-donne/femministe-convegno/femministe-convegno.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;La sfida delle femministe al premier "Cultura sessista, smascheriamolo"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di ALESSANDRA LONGO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;ROMA - Che ne è della sessualità maschile? Che ne è della politica degli uomini e delle donne in questo scorcio di stagione dominato dalla volgarità, dagli insulti, dal "disordine" nel rapporto tra i sessi? Le femministe tornano a interrogarsi. In centinaia affollano la Casa internazionale delle donne di Roma per l'incontro convocato da cinque voci storiche: Maria Luisa Boccia, Ida Dominijanni, Tamar Pitch, Bianca Pomeranzi e Grazia Zuffa. Aula stracolma, gente in piedi (su 400 presenze una disciplinata decina di uomini, tra cui Valentino Parlato, direttore del "manifesto") e saletta d'ascolto aggiuntiva allestita all'ultimo minuto. La chiamata a raccolta, organizzata da tempo, arriva all'indomani delle offese a Rosy Bindi che riceve lunghi applausi "per quel che ha subito, per come ha reagito e per l'immagine che ha dato di sé".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Sesso, potere e denaro: si va al cuore del problema ed è un altro modo di affrontare "il degrado della cosa pubblica, l'uso privato delle istituzioni". "Nel silenzio plumbeo degli uomini, anche di quelli dell'opposizione" (Boccia), i comportamenti di Berlusconi certificano il cambio di scenario. Siamo in pieno "post-patriarcato", ci dicono le femministe, costrette a ricominciare l'analisi da dove l'avevano lasciata: "Il conflitto tra i sessi non è risolto, ha assunto una diversa configurazione". Il post-patriarca è un uomo sessualmente in crisi, "senza autorità e autorevolezza", ed esercita il suo potere sulle donne, trattandole come "corpi", cui non è chiesto, ovviamente, di esprimere pensieri, meno che meno dissonanti. Il post-patriarca può contare su connivenze maschili trasversali, fida nella "colonizzazione" delle menti alimentata da certa televisione, sfrutta (finora) il silenzio di un certo mondo femminile indignato al punto di praticare l'estraneità (è la tesi di Gabriella Bonacchi).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Ma il post-patriarca, che sia Berlusconi o i tanti emuli, trova sulla sua strada chi lo smaschera. E la sorpresa è che a "denudare il re" non sono le solite femministe arrabbiate ma " donne molto diverse", per estrazione, ruolo, cultura. Leggi Veronica Lario e Patrizia D'Addario. I loro nomi risuonano nella saletta affollata, pronunciati senza spocchia o imbarazzo: "Non abbiamo più paura di mescolarci, non siamo più costrette a dividerci tra sante e puttane". Ed è questo il retaggio liberatorio del femminismo anni Settanta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Un femminismo che ha bisogno di perdere gli eccessi di autoreferenzialità verbale, qua e là emersi negli interventi, di aggiornarsi, di ripensarsi, di fronte "al mondo intero che cambia e, con esso, il rapporto tra i sessi" (Luisa Muraro). Ci si indigna, durante questo convegno: per "la fiction del femminile allestita dal regime tele-politico berlusconiano", e ripresa da certa carta stampata, "per la sinistra che non c'è, come fossimo all'anno zero della politica italiana" (così Cecilia D'Elia, Sinistra e Libertà, vicepresidente della Provincia di Roma). C'è delusione: "E' la sinistra che ci deve venire a cercare", sibila Muraro, teorica del pensiero della differenza. C'è rabbia fredda: "Il comportamento delle donne nei partiti è stato scandalosamente inutile, insignificante" (Alessandra Bocchetti).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Groviglio di analisi e sentimenti, sensazione di un terreno che, dopo le grandi battaglie del passato, sta franando sotto i piedi per troppe complicità maschili e troppe timidezze aristocratiche femminili: "Rischiamo di perdere due generazioni di donne", è l'allarme che viene dalla Casa di Roma. E allora ci si interroga su come arginare "la disperazione" violenta del post-patriarcato, di come forare l'insopportabile "opacità" della politica (Bianca Pomeranzi)", di come far arrivare sui media "le donne reali" e non la loro caricatura. Tutto buttato lì, con passione e concitazione, in una mattina di sabato, senza nemmeno la pausa pranzo, con la fretta di ricominciare un dialogo interrotto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 255);"&gt;© Riproduzione riservata&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(11 ottobre 2009) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-7498275591178430750?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/7498275591178430750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=7498275591178430750&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7498275591178430750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7498275591178430750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/10/denudare-il-re-non-sono-le-solite.html' title='A &quot;denudare il re&quot; non sono le solite femministe arrabbiate ma &quot;donne molto diverse&quot;'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-7859654237347603981</id><published>2009-09-27T15:09:00.004+02:00</published><updated>2009-09-27T15:20:44.630+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Segnali Culturali: un film, un romanzo, un saggio</title><content type='html'>POLITICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/memoria-passato/memoria-passato.html"&gt;La memoria del passato e la speranza del futuro&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di EUGENIO SCALFARI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Dopo aver assistito all'anteprima di "Baarìa" che Giuseppe Tornatore ha fatto proiettare in esclusiva per i suoi concittadini, Francesco Merlo ha concluso il suo articolo facendo parlare Nina Campo, una signora di Bagheria che gli ha fatto da guida nella città di oggi e nei ricordi di quella di settant'anni fa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Voglio qui riportare quelle parole perché hanno un senso estremamente attuale: "Vorrei che partisse da Bagheria una lotta di liberazione della memoria. Basta con c'era una volta. Sa Dio quanto la Sicilia ha bisogno di cambiare tempo alle favole: ci sarà una volta".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Solo per la Sicilia? O per tutta l'Italia dalla punta e dal tacco dello Stivale fino all'arco delle Alpi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;In un libro appena uscito che si intitola "Autobiografia di una Repubblica" lo storico Guido Crainz si chiede e ci chiede: "Che cos'è una patria se non un ambiente culturale, cioè conoscere e capire le cose?" e racconta come e perché l'Italia sia percorsa da un fiume carsico sotterraneo che nell'arco degli anni erompe alla superficie con il suo carico di demagogia, qualunquismo, populismo, vittimismo; un carico fangoso, gonfio di detriti e di frustrazioni, di ribellismo e di conformismo, di anarchia e di passiva obbedienza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Un fiume carsico così denso e mefitico esiste in tutti i paesi d'Europa e d'America e alimenta minoranze xenofobe e antagoniste collocate ai bordi delle istituzioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Ma la triste particolarità nostra consiste nel fatto che qui da noi quel fiume quando emerge esonda coinvolgendo ampi settori sociali e occupando le istituzioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Fa parte della storia nazionale e del suo costume. Quando eventi del genere si producono è un grave errore giudicarli incidenti di percorso. E se la nostra democrazia è fragile, se da noi il senso dello Stato è un sentimento larvale, se il rapporto tra la politica e l'affarismo, se le mafie, se le clientele, se la cultura, se gli intellettuali, se la libertà di stampa, se se se...; ebbene tutto ciò ha una spiegazione. Bisogna cercarla questa spiegazione e raccontarla affinché, come ha scritto Crainz, la parola patria acquisti finalmente un senso e la parola democrazia non si riduca ad una giaculatoria sulle labbra dei mascalzoni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Qualche segnale che dà speranza ha cominciato a manifestarsi. Parlo di segnali culturali perché credo anch'io che un paese devastato non possa avere riscatto se non ricostruisce la memoria del suo passato per poter intravvedere il futuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Lotta di liberazione della memoria l'ha definita Nina Campo da Bagheria. Cominciamola dunque questa lotta e non allentiamo l'impegno fino a quando non avremo ripulito il fango e il loto che ha imbrattato l'animo delle persone e le strutture della nazione e dello Stato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;* * *&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;I segnali provengono da tre eventi che possono sembrare a tutta prima di modesta portata: un film, un romanzo, un saggio. Il film è appunto quello di Tornatore, il romanzo si intitola "Noi" e l'ha scritto Walter Veltroni, il saggio è un libro-intervista di Alberto Asor Rosa ed ha per titolo "Il grande silenzio degli intellettuali".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Sono stati recensiti dai giornali e circolano nelle librerie e nelle sale cinematografiche. "Baarìa" insieme ad altri quattro film è sotto esame per la candidatura alle "nomination" degli Oscar. Non ho quindi alcun bisogno di esaminare l'estetica di questi tre prodotti artistici e letterari e infatti non è questo che mi sono proposto di fare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Desidero invece capire il nesso che esiste tra di loro, l'impulso che ha mosso i loro autori, il significato della loro simultaneità. Sono stati prodotti tutti e tre nei mesi scorsi e sono stati messi in questi giorni a disposizione del pubblico. Coprono tutti e tre un arco di tempo che va dagli anni Trenta del Novecento ad oggi. Esaminano il percorso di tre generazioni da tre diverse angolazioni sociali. Tornatore rappresenta la saga d'una famiglia e di un ambiente di braccianti, piccoli artigiani, lavoratori senza prospettive di futuro. Veltroni un'altra saga familiare di piccolissima borghesia. Asor Rosa la società dei colti, degli intellettuali e del loro rapporto con la politica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Abbiamo dunque contemporaneamente sotto gli occhi una società sezionata su tre diversi livelli che nel loro insieme producono una sorta di risonanza magnetica e fanno emergere i vizi le virtù e la forza di quel corpo sociale nel suo insieme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Vedremo in che modo e con quali esiti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;* * *&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;I pastori, i contadini e i poveri (sono tutti poveri e poverissimi) di Baarìa sono in stato di schiavitù, non solo degli agrari, dei fascisti e dei mafiosi, ma dei costumi del luogo e dell'epoca. Le donne in particolare. E i bambini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Così li racconta Tornatore e così erano nella realtà. Chi ha avuto dimestichezza con i contadini del Sud conosce quella realtà che non era soltanto siciliana, era la stessa nelle Calabrie, in Basilicata, nelle Puglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Le malattie, la fame, la promiscuità, gli incesti, i tuguri, gli aborti delle mammane, i vermi nella pancia, il tracoma. I funerali con le nenie e i graffi sulle guance delle donne salmodianti, le processioni e l'attesa dei miracoli. I rapimenti delle ragazze e i matrimoni riparatori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Durò fino alla guerra e oltre. Poi cominciò la grande fiumana dell'emigrazione. I giovani del Sud emigrarono in massa, l'Italia contadina diventò industriale, 5 milioni di ventenni spezzarono le radici che li legavano al Sud e scoprirono di esser cittadini titolari di diritti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Ma molti l'avevano già scoperto nelle loro terre d'origine rispondendo al richiamo del sindacato e del Partito comunista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Tornatore racconta questa lotta di liberazione, nella quale caddero sotto i colpi della mafia decine e decine di sindacalisti e di dirigenti del partito. C'è una scena del film in cui il protagonista racconta ad un giornalista come e dove avvennero queste mattanze che hanno costellato la storia di quegli anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Il film si chiude con la nuova Bagheria diventata una città "da bere" intasata di automobili e fitta di negozi firmati sull'esempio di Milano, di Roma e di tutto il mondo del consumismo. L'ultimo fotogramma è un poetico flash su un passato miserabile ma riscattato da una dignità che ormai, così racconta Tornatore, sembra un avanzo in disuso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Sono stato all'anteprima dedicata a Giorgio Napolitano. La sala era gremita e gli onori di casa li facevano i dirigenti di Medusa e di Mediaset com'era giusto che fosse perché il film l'hanno prodotto loro. E chi altri avrebbe potuto in Italia? Un film di sinistra senza ammiccamenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Entrando ho visto al mio fianco Pippo Baudo. Mi ha detto: "C'è il regime al completo". Era vero, ma quando il regime è costretto ad applaudire il talento culturale di chi gli si oppone, vuol dire che qualche cosa si sta muovendo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;* * *&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Il romanzo di Veltroni si muove sullo stesso piano del film di Tornatore, la trama copre lo stesso arco di tempo e scandisce l'evoluzione della società del bisogno e dei doveri a quella del benessere e dei diritti, fino all'ultima svolta e all'ultima metamorfosi in un consumismo stordito e schiacciato sull'attimo fuggente, senza più storia né progetto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Nel romanzo c'è un elemento in più rispetto al film: la persecuzione contro gli ebrei nell'epoca del nazifascimo e la sostanziale indifferenza degli italiani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Noi - questo è il titolo - non è un'operazione politica travestita da romanzo, ma un romanzo con un fondo morale, come sono tutti i romanzi veri. Un fondo morale non indicato in forma didascalica ma vissuto attraverso le avventure e i sentimenti dei personaggi, i loro conflitti, i loro affetti, la loro discendenza, i loro successi e le loro sconfitte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;La voglia dell'autore è quella di raccontare una vicenda collettiva attraverso una saga familiare. Il finale registra una società appiattita e ipnotizzata dentro alla quale cominciano a serpeggiare brividi e bagliori di speranza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;* * *&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Asor Rosa, intervistato da Simonetta Fiori, racconta il grande silenzio dei colti e una politica diventata spettrale da quando non ha più vissuto nella luce della cultura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Il racconto ha la forma di una testimonianza in gran parte autobiografica e questo è il suo pregio perché Asor Rosa non ha la pretesa di mettersi fuori o addirittura al di sopra della mischia. Lui nella mischia c'è stato a partire da quando si iscrisse al Pci e ne condivise criticamente gli errori e le virtù. Storicizza la vicenda vissuta dal partito, che abbandonò nel 1956 per poi rientrarvi nella fase berlusconiana. Storicizza non per giustificare gli errori del partito e i suoi, ma per spiegare perché furono commessi. Per capire, arrivando alla conclusione d'una decadenza culturale che ha messo il nostro paese fuori dalla modernità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Vede lucidamente il fiume carsico che scorre limaccioso nelle vene della società italiana e gli esiti che comporta ogni volta che emerge dal sottosuolo e identifica la debolezza degli argini con la presenza di quei colti che Prezzolini chiamò "apoti".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Prezzolini fu la figura più rappresentativa degli "apoti", quelli che si mettono appunto fuori e al di sopra della mischia in una posizione solo apparentemente neutrale che in realtà si risolve in un fiancheggiamento delle pulsioni disgreganti e anarchiche del carattere italiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;La diagnosi è simile a quelle di Tornatore e di Veltroni. Manca anche in lui, nella sua testimonianza, una terapia e la ragione di questa mancanza è chiara: la sola terapia possibile sta nella diagnosi. Di lì bisogna partire; un compito che non spetta ad una persona, ad un leader mandato da una improbabile Provvidenza, ma spetta ad un popolo che decida di riappropriarsi della sua sovranità come deve avvenire nei tempi di decadenza e di crisi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Un film, un romanzo, un saggio, animati tutti e tre dalla necessità di recuperare la memoria delle cadute e dei rinascimenti. Liberazione della memoria, questo è il loro pregio e per questo li ho qui segnalati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(27 settembre 2009)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-7859654237347603981?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/7859654237347603981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=7859654237347603981&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7859654237347603981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7859654237347603981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/segnali-culturali.html' title='Segnali Culturali: un film, un romanzo, un saggio'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-4139849301982616780</id><published>2009-09-24T12:57:00.004+02:00</published><updated>2009-09-24T13:10:15.654+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Curiosità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S.O.S.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='per riflettere?'/><title type='text'>Ecosistema: solo animali di peluche!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SrtSyhEmfBI/AAAAAAAACIA/LF1-EqZhK14/s1600-h/panda_800.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384988807276166162" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SrtSyhEmfBI/AAAAAAAACIA/LF1-EqZhK14/s400/panda_800.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;SCIENZE/ANIMALI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/scienze/estinzione-panda/estinzione-panda/estinzione-panda.html?ref=hpspr1"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;"Panda troppo costosi, lasciamoli estinguere"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Provocazione da Londra. Chris Packham, conduttore di programmi sulla natura della Bbc, lancia la sua proposta: "Sono in un cul de sac evolutivo, stacchiamo la spina"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di FLAMINIA FESTUCCIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffccff;"&gt;LASCIATE che i panda si estinguano dignitosamente. Un singolare appello contro l' "accanimento terapeutico" che arriva dalla Gran Bretagna, per voce di Chris Packham, famoso naturalista e conduttore di programmi sugli animali. Che ha fatto insorgere gli animalisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua intervista alla rivista Radio Times, Chris Packham non è stato tenero con i grandi orsi bianchi e neri simbolo del Wwf: "I soldi spesi per la conservazione di questa specie potrebbero essere impiegati meglio, i panda sono entrati volontariamente in un cul de sac evolutivo". Da qui la proposta di "staccare la spina". Anche perché, ha aggiunto il naturalista britannico, "è inutile continuare a farli riprodurre in cattività se poi l'habitat dove reinserirli non esiste più".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#9999ff;"&gt;La dieta&lt;/span&gt;. Morbidi, pigri, goffi, i panda sono animali davanti ai quali nessuno nasconde un moto di tenerezza. Eppure le parole di Packham hanno un fondamento. Il panda, infatti, appartiene alla stessa famiglia degli orsi, e come quelli tecnicamente sarebbe onnivoro. Anzi, il suo apparato digerente sarebbe quello di un carnivoro, ma da tempo la specie si è adeguata a una dieta composta quasi esclusivamente di bambù. Proprio per le difficoltà di assimilazione delle foglie, il panda ne deve mangiare circa 40 chili al giorno, e la lunga digestione gli conferisce quell'aspetto assonnato da orsacchiotto di peluche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#9999ff;"&gt;La riproduzione&lt;/span&gt;. Il panda è pigro anche in amore: raggiunge la maturità sessuale molto lentamente, e il periodo fertile di una femmina dura solo due giorni all'anno. Dato che si tratta di un animale solitario, poi, l'incontro tra i sessi non è sempre garantito, e per di più anche dopo l'accoppiamento solo una femmina su tre riesce a portare a termine la gravidanza. In ogni cucciolata possono nascere uno o due piccoli, ma la madre, sia in cattività che in natura, ne alleva sempre e solo uno, abbandonando l'altro. Ma nonostante concentri tutte le sue cure su un figlio solo, la mortalità infantile è comunque elevatissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In natura sopravvivono circa 1600 panda, secondo le stime del Wwf, minacciati dalla scomparsa del loro&lt;br /&gt;habitat per mano dell'uomo. Ma sono molti, soprattutto in Cina, i centri dove si tenta la riproduzione in cattività. Addirittura si sperimenta una tecnica per cui la madre viene "ingannata" scambiando continuamente i cuccioli, in modo che li accetti e li allevi entrambi. Ma il problema sta anche a monte: per favorire l'accoppiamento tra gli animali impigriti e privi di interesse per l'altro sesso, si prova di tutto: dai feromoni ai "video a luci rosse", sperando che la vista di altri panda beatamente intenti alla riproduzione possa far riaffiorare gli istinti sopiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#9999ff;"&gt;Le proteste&lt;/span&gt;. Il panda però è e rimane un animale simbolo della lotta per la protezione delle specie, e l'idea di "staccare la spina" ha fatto inorridire molti. "Chris ha detto una cosa sciocca, da irresponsabile", ha dichiarato Mark Wright, studioso di scienza della conservazione e consigliere del Wwf, che ha aggiunto: "I panda si sono perfettamente adattati al luogo dove vivono. Le montagne costituiscono il loro habitat e lì hanno a disposizione tutto il bambù che vogliono". Ma Chris Packham ha rincarato la dose, gettando ombre anche sul futuro delle tigri: "Difendere un animale che vale più da morto che da vivo sarà molto difficile, non credo che le tigri possano vivere altri 15 anni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tesi logicamente ineccepibili, quelle del conduttore britannico. Che di certo avrebbero suscitato molte meno polemiche se si fosse trattato di zanzare o pipistrelli. Ma pensando ai danni fatti dall'uomo all'habitat di tante specie, agli animali che si sono estinti, ripensiamo ai panda. Per quanto inadatti, inutili e costosi possano essere, siamo davvero pronti a lasciarli andare via per sempre?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(24 settembre 2009)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SrtTGPob3OI/AAAAAAAACII/4hcyP82lSMc/s1600-h/panda_01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384989146192010466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 286px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SrtTGPob3OI/AAAAAAAACII/4hcyP82lSMc/s400/panda_01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-4139849301982616780?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/4139849301982616780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=4139849301982616780&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4139849301982616780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/4139849301982616780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/ecosistema-solo-animali-di-peluche.html' title='Ecosistema: solo animali di peluche!'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SrtSyhEmfBI/AAAAAAAACIA/LF1-EqZhK14/s72-c/panda_800.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-599878282661616666</id><published>2009-09-23T18:13:00.002+02:00</published><updated>2009-09-24T14:32:37.688+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indagini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia Furba'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Evviva i Furbi! ...e peggio per chi non lo è!!</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Un verbale coperto da omissis tolti da qualche giorno. Parla il manager che&lt;br /&gt;ora vive in Thailandia Berlusconi rischia l'accusa di appropriazione indebita &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-televisione/lettere-agrama/lettere-agrama.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Diritti tv, le lettere segrete di Agrama e quei 100 milioni di dollari in Svizzera&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di PIERO COLAPRICO e EMILIO RANDACIO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;MILANO - Agrama e Berlusconi, Agrama e Mediaset, Agrama e i troppi soldi che ballano. C'è un verbale che era stato coperto da omissis, che sono però stati tolti qualche giorno fa. A parlare è, come nei verbali pubblicati ieri, il manager chiamato da Mediaset a sanare un po' di conti e che nella sua impresa s'era imbattuto nello strano caso del signor Frank Agrama, l'amico americano pagato profumatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il manager è Roberto Pace, che ora vive in Thailandia, ma all'epoca aveva voluto vederci chiaro nei conti e non si era accontentato delle rassicurazioni dei vertici aziendali. E nemmeno sentirsi dire che Agrama era un "amico del Dottore", e cioè di Silvio Berlusconi, l'aveva rasserenato. Perciò, un giorno, è il 17 ottobre del 2001, "Aldo Bonomo (ex presidente Fininvest, deceduto, ndr.), che io non conoscevo di persona, mi disse che stava arrivando a Milano il signor Agrama e che dovevamo incontrarci presso la Fininvest. Io andai all'incontro e Agrama era già a colloquio con Bonomo. Il presidente mi chiese di vedere alcuni dati circa l'andamento delle forniture di Agrama e mi domandò per quale motivo ci fosse stata una contrazione degli acquisti. Io gli ripetei i soliti concetti sulla scarsità di budget. E gli sottolineai che la qualità del prodotto non mi convinceva. A questo punto Agrama s'infuriò".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Pace considera Farouk Agrama, ex regista nell'Italia degli anni Settanta, poi trasferitosi negli States e qui diventato Frank, un costo superfluo. Ritiene che la sua intermediazione costi troppo e produca poco: da lui arrivano programmi Paramount non di alta qualità e a un prezzo fuori mercato. Che senso ha? Ma Agrama non ci sta proprio ad ascoltare prediche: "Agrama s'infuriò, tirò fuori dalla borsa un dattiloscritto di pochi fogli e lo dette a Bonomo con aria di sfida, dicendo: "Di queste ce ne ho mille e questa riguarda Bernasconi" (Carlo Bernasconi, il manager Finivest anche lui scomparso, a lungo responsabile del comparto estero del gruppo e cioè anche dei paradisi fiscali ndr.)".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bonomo, racconta Pace, come se rivivesse nella stanza dei pm il momento di gelo in azienda "rimase molto sconcertato. Lesse con attenzione i pochi fogli, li ripose nel cassetto e disse che non era il caso di agitarsi e che tutti sapevano che Agrama era "uno storico amico del gruppo". Aggiunse che era sicuro che io avrei fatto tutto il possibile per accontentarlo e garantirgli i 40 milioni di dollari all'anno di forniture. Agrama non sembrava soddisfatto da queste rassicurazioni verbali e disse che voleva un impegno scritto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pace non conosce il contenuto dei documenti mostrati da Agrama, ma il risultato prodotto dallo sventolare quei fogli gli è noto. Una settimana dopo quel meeting apre la posta: "Ricevetti per conoscenza una lettera firmata da Bonomo e indirizzata ad Agrama, nella quale gli si assicurava per il futuro un volume d'affari di 40 milioni di dollari l'anno, ovviamente facendo presente che il prodotto doveva essere di qualità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo c'entra con Silvio Berlusconi, e gli costa l'accusa di appropriazione indebita, perché, seguendo le tracce del denaro sborsato da Mediaset, di che cosa si accorgono i sostituti procuratori Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro? Che appena i soldi arrivano ad Agrama, una parte resta a lui e un'altra prende la via delle scatole cinesi per arrivare in Svizzera, dov'è stato sequestrato l'equivalente di 100 milioni di dollari. Soldi, secondo la Procura, in gran parte riconducibili a Silvio Berlusconi, l'amico di Agrama, a detta di vari testimoni: dall'ex responsabile dei diritti di Mediaset a Los Angeles Daniele Lorenzano alla sua assistente Gabriella Ballabio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la forza persuasiva di Agrama sembra avere ragioni molto antiche, come emerge in due lettere. Nella prima, del 30 ottobre 2001, due settimane dopo l'appuntamento in via Paleocapa, Agrama rivendica di aver "fornito alle vostre emittenti dei programmi di qualità prodotti negli Stati Uniti, che hanno consentito alle reti del gruppo Berlusconi di raggiungere i massimi indici di gradimento in Italia... Siamo sempre stati corretti e leali - aggiunge - verso la famiglia, ma il nostro rapporto con l'amministrazione è proceduto a singhiozzo. Abbiamo l'impressione che non venga compreso il nostro ruolo nell'agevolare le attività del gruppo". E c'è la seconda lettera, datata 29 ottobre 2003 e indirizzata ai massimi vertici Fininvest, sequestrata come l'altra nella sede del Biscione in via Paleocapa: "Dal 1976, anno in cui ha inizio la collaborazione con le vostre società, ci adoperiamo in qualità di vostri rappresentanti - scrive ancora Agrama - facilitandovi nell'acquisto di film per tutte le vostre emittenti". Un impegno a largo raggio, perché non solo garantiva fiction, telefilm e cartoons per i tre canali privati italiani, ma "anche per Telecinco in Spagna e per un certo periodo La Cinq in Francia. Abbiamo sempre collaborato con il dottor Silvio direttamente", continua Agrama. Che non capisce, ma proprio non capisce perché gli stiano stringendo i cordoni della borsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo scenario, secondo la Procura, viene confortato dai risultati delle rogatorie in vari paesi del mondo, l'ultima in Ungheria. Con qualche sorpresa: come quando, a Hong Kong, la squadra Narcotici, che là si occupa delle perquisizioni anche nelle indagini finanziarie, fece irruzione all'indirizzo di Paddy Chan e Katherine Hsu Chun, trovando una casetta di pochi metri quadrati e due signori che prima cascano dalle nuvole e, quando apprendono che si tratta di reati finanziari, tirano un sospiro di sollievo, mostrando un evidente disinteresse per la vicenda. In fondo sono soltanto dei prestanome per nascondere, come dice l'atto d'accusa, "che Frank Agrama è sempre stato il reale e diretto gestore di tale attività". E che i cento milioni di dollari bloccati in Svizzera siano ricollegabili "ad illeciti posti in essere nelle vendite di diritti televisivi da parte di Agrama alle società del gruppo Mediaset".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che costa l'accusa a Silvio Berlusconi di appropriazione indebita e non esclude la contestazione di un reato fiscale per altri manager della società quotata in borsa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(23 settembre 2009) &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-599878282661616666?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/599878282661616666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=599878282661616666&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/599878282661616666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/599878282661616666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/evviva-i-furbi-e-peggio-per-chi-non-lo.html' title='Evviva i Furbi! ...e peggio per chi non lo è!!'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-2820401183708125338</id><published>2009-09-20T23:13:00.001+02:00</published><updated>2009-09-20T23:18:04.665+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo ignorante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>"La classe non è acqua!"</title><content type='html'>POLITICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL COMMENTO&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-29/serra-governo/serra-governo.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;Demagogia al governo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di MICHELE SERRA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Ci sono "élite di merda che vivono di rendita" e tramano contro il governo e dunque contro il popolo sovrano. Così, in sintesi, ha detto ieri il ministro Brunetta, entusiasmando una platea amica e disgustando una volta di più l'altra metà degli italiani, si suppone in rappresentanza delle élite di merda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Brunetta è il classico fanatico: uno che quando parla gli saltano uno dopo l'altro i freni inibitori, e gli esce fumo dalle orecchie. In quanto tale, in una fase così aspra dello scontro politico, ascoltarlo aiuta a mettere a fuoco almeno alcuni dei sentimenti profondi che muovono questa maggioranza. A partire dal fascismo, l'odio per le élite (vedi il complotto demo-pluto-giudo-massonico) è un classico del populismo autoritario. Ricchi malvagi, gelosi dei loro privilegi, tramano nell'ombra per contrastare l'avvento luminoso di una nuova era.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Gli archivi di Libero e del Giornale, quando gli storici vorranno occuparsene, sono da questo punto di vista una illuminante e annosa collazione di tutto o quasi il malanimo che la piccola borghesia di destra, elettrice dei Brunetta e lettrice dei Feltri, nutre per le cosiddette élite: gli Agnelli, la borghesia azionista, De Benedetti e Scalfari, gli intellettuali altezzosi, Miuccia Prada (?!), i professori snob, gli urbanisti, i cineasti, i radical chic, secondo una classificazione biliosa e scriteriata che non discende tanto dal reddito e tantomeno dalle persone, quanto, diciamo, dall'immagine sociale, vera o presunta, dei bersagli via via individuati. In blocco, e un tanto al chilo, essi sarebbero la spina dorsale di una sinistra debosciata, scroccona e classista. (Va da sé che i circa diciotto milioni di elettori di centrosinistra, forse non tutti urbanisti o rettori, per comodità non vengono inclusi nel quadro polemico: non è mai la realtà, è il suo fantasma a favorire le ossessioni politicamente più produttive).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Se il ministro Brunetta, piuttosto che un iracondo e un demagogo, fosse una persona ragionevole, e davvero parlasse per conto del popolo italiano e nei suoi interessi, saprebbe che il nostro Paese, nell'ultimo paio di secoli, ha molto patito non già a causa delle élite, ma della loro gracilità, o mancanza. Se, per esempio, la grande borghesia conservatrice non fosse stata spazzata via (vedi l'affaire Montanelli, vedi la morte di Ambrosoli, vedi eccetera eccetera) dalla piccola borghesia reazionaria e malaffarista che ha schiantato il senso dei diritti e il senso dei doveri, e oggi regge il timone del Paese, magari avremmo ancora ministri come Visentini e non come Brunetta e Bondi, altro fazioso vaniloquente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Destra e sinistra, in tutto questo, sono un criterio piuttosto confuso, quasi un velame. Meglio varrebbe (e in questo, bisogna ammetterlo, il socialista Brunetta ci aiuta parecchio) provare a riclassificare lo scenario socio-politico italiano secondo i vecchi criteri dell'analisi di classe. Il poco che rimane della borghesia antifascista (certamente un'élite) e della classe dirigente repubblicana e costituzionale (un'altra élite) è l'ultimo argine culturale, etico e storico che si frappone al trionfo incontrastato dei Brunetta, del loro adorato leader e della piccola borghesia reazionaria che li vota in massa. Il loro capo, da solo, ha più potere dei fantasmatici "poteri forti" messi assieme, più denaro, più media, più altoparlanti e più balconi, più giornali, più giornalisti, più servitù e più tutto. Ma, effettivamente, nonostante questo potere fortissimo, Berlusconi non è élite, non è classe dirigente, non è statista (gli statisti uniscono i popoli, non li spaccano a metà come una mela). È potere senza rispetto, ricchezza senza status, popolarità senza prestigio. Brunetta, che è animoso e sincero, avverte nel profondo questa inadeguatezza. Ma piuttosto che investirne, con la dovuta umiltà, se stesso e il suo capo, si aggrappa al popolo e indica nelle "élite di merda" il Nemico da combattere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;In questo Brunetta (come parecchi ex socialisti, ahimè) è il berlusconiano perfetto: pur di non dubitare di se stesso, attribuisce ogni problema alla malvagità del Nemico. Urgerebbe un analista se anche gli psicanalisti non fossero, come è ovvio, una élite di merda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(20 settembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-2820401183708125338?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/2820401183708125338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=2820401183708125338&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/2820401183708125338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/2820401183708125338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/la-classe-non-e-acqua.html' title='&quot;La classe non è acqua!&quot;'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-3215695749388644995</id><published>2009-09-18T16:23:00.003+02:00</published><updated>2009-09-18T16:29:17.255+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo ignorante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni internazionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libera Parola e Opinione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBERA STAMPA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Virulenta offensiva contro la libertà di stampa -art. 11 della Carta dei Diritti Fondamentali della Ue</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Tre associazioni di reporter sottolineano che non ci sono precedenti nella Ue&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;"Usa il suo potere politico ed economico per tentare di controllare l'informazione"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-28/rassegna-18set/rassegna-18set.html"&gt;Giornalisti stranieri all'attacco di Berlusconi&lt;br /&gt;"Virulenta offensiva contro la libertà di stampa"&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Diversi quotidiani europei sulla serata del premeir a "Porta a porta"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;"Tristezza per gli italiani che hanno assistito a tale messa in scena"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di ENRICO FRANCESCHINI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;LONDRA - "La stampa internazionale protesta contro Berlusconi a Bruxelles". E' il titolo di un articolo su El Periodico de Catalunya di oggi, che riporta l'intervento di tre organizzazioni internazionali di giornalisti presso la sede dell'Unione Europea a Bruxelles per denunciare con un'azione simbolica "la virulenta offensiva contro la libertà di stampa" di cui è protagonista Silvio Berlusconi. Le tre associazioni, che sono la Associazione Internazionale della Stampa, la Federazione Internazionale dei Giornalisti e Reporter Senza Frontiere, hanno ricordato in un comunicato quanto è stabilito dall'articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali della Ue, che garantisce espressamente la libertà di espressione e di informazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;"Per la prima volta nella storia dell'Unione Europea", affermano nella loro iniziativa i tre gruppi, "un capo di governo, l'italiano Silvio Berlusconi, ha lanciato una virulenta offensiva contro la libertà di stampa, avviando azioni legali o minacciando svariati giornali italiani o europei". Berlusconi, continua il documento, "non ha esitato a usare il suo potere politico ed economico per tentare di controllare l'informazione in Italia e nella Ue", al punto da accusare giornali e giornalisti italiani e internazionali "di cospirare contro il suo governo".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Numerosi giornali riportano con ampio rilievo il tragico attacco terroristico in Afghanistan in cui hanno perso la vita sei soldati italiani. Il lutto che ha colpito l'Italia, scrivono El Periodico e altre testate, ha smorzato per il momento le polemiche sul caso Berlusconi. In Francia, Les Temps nota che la manifestazione per la libertà di stampa che era stata indetta per sabato a Roma è stata rinviata di due settimane, appunto in ragione della morte dei soldati italiani e del lutto che ha colpito la nazione. Ma il giornale francese accusa Berlusconi di avere "riprogrammato" i palinsesti televisivi per ottenere la massima audience nella sua apparizione a "Porta a Porta" in cui consegnava le chiavi di nuove case ad alcune delle famiglie rimaste vittime del terremoto in Abruzzo, "pur rimediando soltanto un ascolto del 13 per cento".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Sulla "serata particolare in tivù", questo il titolo dell'articolo, torna anche Le Monde, con un commento in cui il quotidiano francese esprime "tristezza" per quello che ha visto in tale trasmissione, in cui "94 villette" sono state consegnate ai sinistrati: "Tristezza per le 11 mila persone che vivono ancora sotto le tende e per le altre 25 mila ancora alloggiate negli alberghi della costa Adriatica. Ma tristezza anche per gli italiani, ammassati davanti al video, per assistere a una simile messa in scena".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;A Londra, il Guardian riporta che "Berlusconi si dice pronto a dimettersi, se la Corte Costituzionale gli toglierà l'immunità giudiziaria" da ogni processo che gli è stata garantita dal Lodo Alfano, la legge approvata dal suo governo; e il quotidiano inglese riferisce anche che la popolarità del premier è scesa secondo un sondaggio al 47 per cento, il livello più basso da quando Berlusconi è stato rieletto presidente del Consiglio. Lo spagnolo Abc dedica un lungo articolo al "dibattito su un possibile successore di Berlusconi in Italia". E l'agenzia Inter Press Service fa un reportage sulla televisione italiana intitolato "Estetica dello striptease".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(18 settembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-3215695749388644995?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/3215695749388644995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=3215695749388644995&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/3215695749388644995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/3215695749388644995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/virulenta-offensiva-contro-la-liberta.html' title='Virulenta offensiva contro la libertà di stampa -art. 11 della Carta dei Diritti Fondamentali della Ue'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-2901872413285871775</id><published>2009-09-13T12:57:00.003+02:00</published><updated>2009-09-13T13:03:43.269+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GOVERNO MACHO 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sincera Privacy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Travaglio sottolinea...</title><content type='html'>&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/attributi-da-cavaliere/2109399/18"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Attributi da Cavaliere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Marco Travaglio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;I processi contro 'la Repubblica' e 'l'Unità', denunciate da Silvio Berlusconi per 1 e 2 milioni di euro di danni, si annunciano avvincenti e spettacolari quant'altri mai. Da mettersi in fila e pagare il biglietto.&lt;br /&gt;Il civilista del premier Fabio Lepri (studio Previti) intravede un "animus diffamandi" in vari articoli che mettono in dubbio l'efficienza degli apparati riproduttivi dell'illustre cliente presentando&lt;span style="font-style: italic;"&gt; "il dottor Berlusconi come soggetto aduso a pretese iniezioni sui corpi cavernosi del pene o affetto da problemi di erezione". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Com'è noto, l'onere della prova tocca a chi accusa. Infatti il penalista del capo del governo, on. avv. prof. Niccolò Ghedini, ha già annunciato al 'Corriere' che l'insigne assistito, in precedenza definito eventuale "utilizzatore finale" di escort, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"è pronto ad andare in aula a spiegare che non solo non è un gran porco, ma nemmeno impotente".&lt;/span&gt; Anzi, di più: intende &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"spiegare a venti milioni di italiani, suoi affezionati elettori, che è perfettamente funzionante". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Al momento non è dato sapere in quali forme l'utilizzatore darà in aula la plastica dimostrazione del perfetto funzionamento. Ma converrà esserci quel giorno in aula. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Anche perché i legali di 'Repubblica' e 'Unità' potrebbero citare un testimone che la sa lunga in materia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Uno che il 27 giugno 2008 titolò su 'Libero' a tutta prima pagina: "Il guaio di Silvio è la gnocca". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;E un anno dopo, 19 giugno 2009, con agile piroetta, scrisse sempre su 'Libero' a proposito dei casi Noemi &amp;amp; Patrizia: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;"Il Cavaliere è accusato di fare ciò che dubito possa fare: dedicarsi a una sfrenata attività sessuale. Fantasie. Frequento da alcuni anni gli urologi. Questioni di prostata, data l'età. Se hai un cancrone proprio lì, la prostata va eliminata col tumore. E allora addio rapporti. Facendo strame della privacy, affermo che Silvio nel '96 fu operato di cancro alla prostata al San Raffaele. Non racconto balle se dico buonanotte al sesso. Berlusconi ha 73 anni, non ha più la prostata. La scienza fa miracoli tranne uno: quello. Ma vi sono quotidiani che hanno sprezzo del ridicolo, e insistono. Fossi in Silvio avrei la tentazione di sbandierare in tv il certificato del dottore". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;L'autore del dolce stilnovo si chiama Vittorio Feltri e non è omonimo dell'attuale direttore de 'il Giornale'. È proprio lui: lo stesso che ora, con grave sprezzo del pericolo, pubblica le denunce integrali ai due quotidiani che, come lui, han dubitato della virilità del Capo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;In attesa che Lepri e Ghedini denuncino pure lui, c'è una sola faccia più tosta della sua: quella di un tizio che, quando Feltri fu condannato a 18 mesi per aver diffamato il defunto senatore Chiaromonte sul caso Mitrokhin, ululò sdegnato contro il malvezzo di denunciare e condannare i giornalisti: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;"Resto sconcertato alla notizia che Feltri venga condannato per un reato di opinione. A questo punto è definitivamente urgente depenalizzare i reati a mezzo stampa"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt; (Ansa, 13 febbraio 2006). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;Era Silvio Berlusconi. Poi, col lodo Alfano, ha abolito soltanto i suoi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(10 settembre 2009)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-2901872413285871775?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/2901872413285871775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=2901872413285871775&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/2901872413285871775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/2901872413285871775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/travaglio-sottolinea.html' title='Travaglio sottolinea...'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-5011579507554640399</id><published>2009-09-13T12:43:00.004+02:00</published><updated>2009-09-24T14:33:42.133+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo ignorante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Polemiche e dibattiti del Bel Paese'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spettacolo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Dal fango nasce il fiore di loto, dal letame nascono i fiori, ministro Brunetta, lo sapeva?</title><content type='html'>&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold;font-size:180%;" &gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/cinema/venezia/placido-brunetta/placido-brunetta/placido-brunetta.html"&gt;Placido querela Brunetta: "Indignato per le sue parole"&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(204,204,204); FONT-STYLE: italic"&gt;L'attore e regista annuncia in una lettera la denuncia contro il ministro, che ieri aveva detto che al Lido "c'è un pezzo d'Italia molto placida e leggermente schifosa"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,204,204)"&gt;VENEZIA - Michele Placido ha deciso di querelare il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, che&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/cinema/venezia/mostra-bilancio/mostra-bilancio/mostra-bilancio.html?ref=search"&gt;ieri da Gubbio aveva detto che al Lido c'è "un pezzo d'Italia molto rappresentata, molto 'placida', e quest'Italia è leggermente schifosa"&lt;/a&gt;. &lt;span style="COLOR: rgb(0,204,204)"&gt;"Sono indignato, anzi indignati siamo io e i miei familiari perché ha usato il mio nome", dice il regista presente in concorso alla Mostra con il film Il grande sogno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(0,204,204)"&gt;Con una lettera aperta, Placido dice al ministro Brunetta: "Ha sbagliato persona per questo io la denuncio alla giustizia italiana. Questo signore che lei chiama Placido, leggermente schifoso, lavora per il comune di Roma Teatro Tor Bellamonaca gratis da cinque anni, teatro di periferia signor Brunetta e sempre gratis con le risorse di pochi ha creato un teatro in Calabria per bambini in un posto di sangue e di 'ndrangheta".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(0,204,204)"&gt;Placido prosegue: "Per quanto riguarda il regista di cinema, i miei ultimi tre film, a proposito di sovvenzioni non ne hanno avute e hanno incassato 14 milioni di euro più le vendite all'estero. Non voglio dilungarmi sulla mia lunga carriera come attore con premi internazionali e lavori con Monicelli, Rosi, Tornatore, Albertazzi, Strehler, Ronconi: fannulloni anche loro? Molti film da me interpretati sono stati candidati all'Oscar, la serie La Piovra premiata e venduta nel mondo ha fatto incassare alla Rai miliardi di lire sul mercato estero. Non chiedo una percentuale, ma rispetto. Ho lavorato anche con Mediaset nel rispetto dell'azienda così come ho sempre lavorato lealmente con i funzionari dello spettacolo anche di questo governo. In Francia sarei un pezzo della cultura francese, qui invece sono un pezzo come ha detto lei leggermente schifoso. La denuncio per questo, ma forse vengo ingiuriato da lei, perchè ho dichiarato che non ho mai votato per il presidente Berlusconi?".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(0,204,204)"&gt;"Ho sempre cercato di servire lo Stato pensando che cinema e teatro hanno una funzione civile importante, forse è questa una colpa? - conclude Placido - Ho fatto anche l'elogio degli uomini di destra quando era il caso, vedere la storia di Ambrosoli nel film Un eroe borghese. Insomma anche io credo che in Italia bisogna lavorare e fare la propria parte con onestà, come lei. Ma lei la denuncio - prosegue Placido nella lettera aperta - perché offende il mio nome, la mia dignità e non distingue come non ha distinto 40 anni di lavoro, per questo ci vedremo in tribunale".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(0,204,204)"&gt;La lettera, per la quale Placido questa mattina si è consultato con il proprio legale, si conclude con un post scriptum. "Il mio prossimo film è prodotto dalla Fox e l'anno prossimo mi trasferisco con la famiglia in Francia per un contratto come regista già firmato con la Pathè cine, una delle maggiori società in Europa. Le voglio ricordare il titolo del film Miserere! e non è una battuta".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;(12 settembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-5011579507554640399?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/5011579507554640399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=5011579507554640399&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/5011579507554640399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/5011579507554640399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/dal-fango-nasce-il-fiore-di-loto-dal.html' title='Dal fango nasce il fiore di loto, dal letame nascono i fiori, ministro Brunetta, lo sapeva?'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-9125971566907918821</id><published>2009-09-12T09:11:00.004+02:00</published><updated>2009-09-12T11:51:37.228+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni internazionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GOVERNO MACHO 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sincera Privacy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>"La corda ormai tesissima e logora che ha da spezzarsi"</title><content type='html'>POLITICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-27/prova-danno/prova-danno.html"&gt; &lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La prova del danno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di MASSIMO GIANNINI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Silvio Berlusconi, con l'incredibile show della Maddalena, è incappato nel primo, serio incidente internazionale del suo "premierato da combattimento". L'evocazione dei fantasmi che lo ossessionano -le escort, le inchieste giornalistiche e le indagini giudiziarie- gli costa la "sanzione" politica di un governo europeo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Quella mezz'ora di soliloquio forsennato durante la conferenza stampa con il premier spagnolo - fuori da tutti gli schemi, le regole, le convenzioni, il buon senso e il decoro istituzionale - segna un punto di svolta non solo nel già deteriorato discorso pubblico italiano. Ma anche sul piano più delicato delle relazioni diplomatiche internazionali. Di fronte alle intemerate del Cavaliere - tra "il fascino della conquista" e le prestazioni sessuali mai pagate, tra l'autoelogio sul più grande statista degli ultimi 150 anni e l'attacco frontale non più solo a Repubblica e all'Unità ma stavolta anche al Pais - l'attonito Zapatero ha taciuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ha taciuto nel durante, e ha taciuto anche nelle ore successive. È evidente che quel silenzio imbarazzato, soprattutto al cospetto di una minaccia inaudita nei confronti di un grande giornale spagnolo, ha destato indignazione e malumore anche a Madrid.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Questo spiega perché, il giorno dopo, il primo ministro spagnolo ha sentito il bisogno di tornare sul caso, anche per ragioni di convenienza interna: "coprirsi" dalle critiche della sua opinione pubblica, della sua comunità politica e di tutta la libera stampa del suo Paese. Ma le parole di Zapatero, ponderate e pesate fino alla virgola e pronunciate davanti al "collega" francese Sarkozy, gravano come macigni sulla coscienza (o sull'incoscienza) del premier italiano. Proviamo a rileggerle: "Se mantengo il silenzio è per un segno di rispetto e di cortesia istituzionale che mi impone una certa prudenza. Tutti conoscono la mia opinione sull'uguaglianza tra uomo e donna, ma tra governi abbiamo buone relazioni, abbiamo progetti comuni. Sono incontri istituzionali e dunque io rispetto sempre questi incontri e il ruolo che dobbiamo mantenere",&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;L'esegesi del testo è inequivoca. Zapatero, implicitamente, opera una distinzione netta nella valutazione su Berlusconi come capo di governo e sul Paese che il Cavaliere rappresenta. Ciò che pensa il premier spagnolo su quello italiano è chiarissimo: "Tutti conoscono la mia opinione sull'uguaglianza tra uomo e donna". Come dire: la sexual addiction del nostro presidente del Consiglio, e le logiche di scambio politico che la regolano, sono esecrabili e intollerabili. Ma Zapatero preferisce non parlarne pubblicamente, come preferisce non commentare gli anatemi contro il Pais, solo perché - in virtù di quella "scissione" nel giudizio - rispetta l'Italia che è partner della Spagna, come degli altri Paesi europei, in diversi "progetti comuni".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il filo di questo ragionamento porta irrimediabilmente a una doppia, semplicissima conclusione, che conferma ciò che Repubblica sostiene da tempo. Primo: il premier è ormai drammaticamente "vulnerabile", e sistematicamente esposto al rischio di queste performance, poiché dovunque vada e con chiunque si incontri, anche oltre confine, inciampa in domande ineludibili (ancorché prive di risposte credibili) sui suoi scandali pubblico-privati. Secondo: per continuare a rispettare l'immagine del nostro Paese, le altre cancellerie d'Europa si sentono doverosamente e responsabilmente obbligate a differenziarla da quella dell'uomo che lo governa. È la prova che Berlusconi è ormai palesemente un "danno" per l'Italia. All'estero lo hanno capito quasi tutti. Prima o poi, probabilmente, lo capiranno anche gli italiani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(12 settembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL COMMENTO&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204); font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Escort, festini, minorenni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-27/dieci-menzogne/dieci-menzogne.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;le dieci menzogne del Cavaliere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;DICE l'Egoarca che è stufo e replicherà "colpo su colpo". Dice, e sembra una sfida: "Venitemi a dire che non rispondo alle domande, siano quelle di Repubblica o di El Paìs". Più che rispondere, Silvio Berlusconi sfoggia - non è una novità, è la magia che gli riesce meglio - una sapienza stupefacente nell'uso della menzogna che manovra in ogni direzione. Ora nasconde la verità, ora la inventa di sana pianta, ora la nega contro ogni evidenza, ora la deforma secondo convenienza. Se si analizzano i nove minuti della perfomance autistica e autocelebrativa della Maddalena, dinanzi uno Zapatero sgomento, salta fuori un catalogo di dieci menzogne (e una sorprendente verità che gli sfugge inconsapevolmente).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;1. La prima menzogna. L'Egoarca non risponde alle domande di Repubblica. Ne dimentica alcune. Due soprattutto suggerite dall'allarme della donna che lo conosce meglio, la moglie. Veronica Lario dice che Berlusconi "frequenta minorenni" e "non sta bene". Il capo del governo si tiene lontano da terreni che devono apparirgli minati. È stato documentato che ha frequentato due minorenni (Noemi e Roberta), invitate a Villa Certosa, senza i genitori nei giorni di Capodanno 2009. Noemi Letizia, minorenne, lo ha accompagnato a una cena del governo. C'è altro? Silenzio. Berlusconi non osa affrontare la questione della sempre più evidente sexual addiction che lo costringe a una vita sconveniente e pericolosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;2. Berlusconi nega che nelle sue residenze ci siano "feste e festini". Dice che, come leader del suo partito, "fa una serie di incontri con i rappresentanti e le rappresentanti di organizzazioni politiche, come i circoli "Meno male che Silvio c'è"". È una bugia. Da quel che è stato documentato dall'indagine di Bari, dalle testimonianze di Tarantini e di alcune "ospiti" retribuite, gli appuntamenti notturni del premier non prevedono né discussione politiche (si parla soltanto dei successi dell'Egoarca, se ne ammirano gli interventi in giro per il mondo, si ride della sue barzellette) né la partecipazione di comitati di fans. Un cerchio stretto di ruffiani e ruffiane invita a Palazzo o in Villa ragazze ambiziose o professioniste del sesso che accettano di passare la notte con il presidente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;3. Dice l'Egoarca: "Non è vero che ho candidato "veline". Abbiamo fatto un corso per giovani laureate che volevano diventare assistenti di eurodeputati e ne abbiamo individuate tre con grandi capacità". È una menzogna. Il "corso" è stato organizzato per preparare candidati e candidate al Parlamento di Strasburgo, come hanno confermato nel tempo i ministri che vi hanno preso parte come docenti. È stato un corso di formazione dove la presenza di "veline" era così appariscente da essere raccontata con molti particolari dai giornali (ohibò!) della destra. Il primo quotidiano che dà conto della candidatura di una "velina" alle elezioni europee è il Giornale della famiglia Berlusconi. Il 31 marzo, a pagina 12 si legge che "Barbara Matera punta a un seggio europeo". "Soubrette, già "Letterata" del Chiambretti c'è, poi "Letteronza" della Gialappa's, quindi annunciatrice Rai e attrice della fiction Carabinieri, la Matera, scrive il Giornale, "ha voluto smentire i luoghi comuni sui giovani che non si applicano e non si impegnano. "Dicono che i ragazzi perdino tempo. Non è vero: io per esempio studio molto"". "E si vede", commenta il giornale di casa Berlusconi. Il secondo giornale che svela "la carta segreta che il Cavaliere è pronto a giocare" è Libero, il 22 aprile. A pagina 12, le rivelazioni: "Gesto da Cavaliere. Le veline azzurre candidate in pectore" è il titolo. "Silvio porta a Strasburgo una truppa di showgirl" è il sommario. I nomi della candidate che si leggono nella cronaca di Libero sono: Angela Sozio, Elisa Alloro, Emanuela Romano, Rachele Restivo, Eleonora Gaggioli, Camilla Ferranti, Barbara Matera, Ginevra Crescenzi, Antonia Ruggiero, Lara Comi, Adriana Verdirosi, Cristina Ravot, Giovanna Del Giudice, Chiara Sgarbossa, Silvia Travaini, Assunta Petron, Letizia Cioffi, Albertina Carraro. Eleonora e Imma De Vivo e "una misteriosa signorina" lituana, Giada Martirosianaite. Sono questi nomi, questi metodi a sollevare le critiche della fondazione farefuturo, presieduta da Gianfranco Fini. La politologa Silvia Ventura avverte che "il "velinismo" non serve: assistiamo a una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto da fare. Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole". "Ciarpame senza pudore", aggiunge Veronica Lario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;4. Dice l'Egoarca: "[Con Patrizia D'Addario] mi sono comportato come si deve comportare secondo me ogni padrone di casa". Quel che si sa del primo incontro di Berlusconi smentisce la correttezza di un padrone di casa consapevole di avere accanto una prostituta. "Che Patrizia fosse una escort, quella sera, lo sapevano tutti", dice Barbara Montereale, anche lei ingaggiata dal ruffiano del presidente, Gianpaolo Tarantini. C'è una traccia della consapevolezza del presidente. L'Egoarca "stropiccia" subito Patrizia D'Addario seduta accanto a lui sul divano, dinanzi agli uomini della sua scorta. Nel primo incontro, le propone di visitare la camera da letto in compagnia di altre due ragazze. La sollecita a entrare nel "lettone di Putin". La D'Addario rifiuta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;5. Dice l'Egoarca: "Nella patria di Casanova e dei playboy, la gioia più bella è la conquista. Se tu paghi che gioia ci potrebbe essere?". È una menzogna. Come Barbara Montereale, la D'Addario è stata ricompensata con una candidatura politica (doveva entrare nelle liste Europee, ottenne poi uno spazio per le elezioni comunali di Bari). Alla D'Addario Berlusconi promise anche un intervento politico per sistemare un affare edilizio. Corrispettivi dello scambio sesso-potere. Quando si alleggeriranno le pressioni corruttive e le intimidazioni sulle ragazze, anche straniere, ospiti di Villa Certosa (e immortalate dalle immagini di Salvatore Zappadu) si potrà forse riferire quello che alcune testimoni hanno raccontato: e cioè come Berlusconi distribuisse egli stesso alle falene le buste con il denaro. Si potrà dire della regola imposta come assoluta di non parlare "mai, mai" con le altre ragazze del denaro ricevuto perché in quelle buste il numero delle banconote non era sempre uguale, duemila, cinquemila, diecimila euro. Il "sultano" premiava la performance, a quanto pare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;6. Dice Berlusconi: "Un imprenditore di Bari, Tarantino o Tarantini, era venuto ad alcune cene facendosi accompagnare da belle donne. Erano ragazze che questo signore portava come amiche sue, come sue conoscenti". È stupefacente che il capo del governo finga di non ricordare il nome del suo ruffiano e banalizzi ora un'intensa amicizia. Le intercettazioni delle loro conversazioni - e soprattutto la loro frequenza - contraddicono le sue parole. Tarantini e Berlusconi si sentivano anche dieci volte al giorno e nei brogliacci della procura della Repubblica ci sono decine e decine di telefonate. Nessun reato, dice ora il procuratore di Bari. In ogni caso, lo scambio tra il presidente del consiglio e il suo ruffiano è chiaro: l'Egoarca chiede "belle donne", Tarantini (pagandole) gliele procura. In cambio, il ruffiano conta sull'influenza del premier per concludere affari. Forse non c'è reato, ma il baratto può dirsi limpido per la rispettabilità delle istituzioni e neutro per la gestione della cosa pubblica?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;7. La settima menzogna custodisce una singolare verità. Dice Berlusconi: "Io sono stato vittima di un attacco di una persona [la D'Addario] che ha voluto creare artatamente uno scandalo". L'Egoarca non si rende conto di confermare una delle questioni più rilevanti di questo caso: la sua vulnerabilità. Una vita disordinata e sconveniente per il decoro e l'onore della responsabilità pubblica che ricopre lo ha reso fragile, ricattabile. È falso che la D'Addario lo abbia ricattato (ha solo risposto a un pubblico ministero che la interrogava offrendo documenti sonori che da sempre maniacalmente raccoglie in ogni occasione). È vero che Berlusconi sia ricattabile. Quante sono le ragazze che possono minacciarlo? Il via vai di prostitute a Palazzo Grazioli, le cene, le feste, il sesso, le orge, le sue abitudini di vita e il veleno della satiriasi espongono con tutta evidenza Silvio Berlusconi a pressioni e tensioni che nessuno è in grado oggi di immaginare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;8. Dice l'Egoarca: "L'informazione buona è la tv". L'informazione televisiva, controllata direttamente o indirettamente dal capo del governo, è stata pessima. Si è trasformata in una "macchina del silenzio" che ha negato a sette italiani su dieci le notizie più elementari e comprensibili di un "caso" che ha screditato e scredita in tutto il mondo il presidente del consiglio e, con lui, il nostro Paese. E tuttavia è stata proprio la televisione a fargli lo scherzo più maligno. A maggio l'Egoarca va a Porta a porta per spiegare "veline" e Noemi. Infila un rosario di bugie e contraddizioni che, dopo mesi, ancora lo soffocano. Quando si accorge dell'errore, ritorna davanti alla telecamere per dire un'altra bubbola strabiliante: "Non ho detto niente".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;9. Berlusconi dice: "Non c'è alcuno scontro con la Chiesa". La menzogna è contraddetta dall'impossibilità oggi per Berlusconi di incontrare il Papa, il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, il presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco. Una difficoltà acutizzata dal character assassination del direttore dell'Avvenire, Dino Boffo (accusato dal giornale del premier di omosessualità con un falso documento giudiziario). Le parole più severe contro Berlusconi sono state pronunciate dal segretario generale della Cei, il vescovo Mariano Crociata: "Assistiamo a un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria. Nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati. Soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio". Buoni rapporti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 255, 255);"&gt;10. Dice Berlusconi: "Credo di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni". Bè, questa è davvero la menzogna più grossa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(12 settembre 2009)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-9125971566907918821?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/9125971566907918821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=9125971566907918821&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/9125971566907918821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/9125971566907918821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/la-corda-ormai-tesissima-e-logora-che.html' title='&quot;La corda ormai tesissima e logora che ha da spezzarsi&quot;'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-2147732051788062605</id><published>2009-09-11T23:25:00.003+02:00</published><updated>2009-09-11T23:33:10.876+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GOVERNO MACHO 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libera Parola e Opinione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBERA STAMPA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>El Pais commenta l'intervista al Premier italiano</title><content type='html'>L'EDITORIALE DEL PAIS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-27/editoriale-el-pais/editoriale-el-pais.html"&gt;Meglio non frequentarlo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Al termine di un incontro con Zapatero, Berlusconi esibisce la sua confusione tra pubblico e privato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Silvio Berlusconi è ormai una compagnia poco raccomandabile. Lo ha potuto verificare ieri Zapatero, che ha dovuto sopportare, insieme a numerosi ministri dei due Paesi, le deliranti e mortificanti spiegazioni sul reclutamento di giovani donne per le liste elettorali del Popolo della libertà, sulle sue riunioni e feste con decine di donne dedite alla prostituzione e sulle sue accuse screditanti nei confronti di El Pais e di quella stampa italiana ancora al riparo dalla sua voracità di proprietario di media e dai suoi sforzi per limitare la libertà d'espressione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Quello che sta trasformando Berlusconi in un personaggio inadeguato a un Paese serio e a un governo presentabile, togliendogli qualunque capacità di dialogare con autorevolezza con i suoi omologhi, non è la sua vita privata, ma proprio la confusione delirante fra pubblico e privato con cui ha organizzato la vita politica italiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;La conferenza stampa al termine del vertice bilaterale fra i ministri è la migliore dimostrazione di questa esecrabile mescolanza di generi, che si produce perfino al momento di fornire le spiegazioni che i giornalisti legittimamente gli chiedono. Quasi dieci minuti sono durate le sue prolisse spiegazioni, condìte di egolatria e di umorismo maschilista e rissoso, sempre più complicate mano a mano che tra i presenti, spagnoli e italiani, si diffondeva l'imbarazzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Su Berlusconi in questo momento ricade il sospetto di usare il suo potere personale nella designazione di alte cariche dello Stato e nella formazione delle liste elettorali per ottenere favori sessuali. Lui stesso ha documentato e ieri ha perfino esibito come imbarazzante spiegazione sulla sua vita sessuale la propria vulnerabilità di uomo pubblico a cui può capitare di vedersi presentare delle belle ragazze, che naturalmente gli cadono ai piedi sedotte dal suo fascino, per ottenere in cambio favori politici o economici. Nulla si può dire della vita privata di chi sa preservarla, ma nel suo caso è stato lui stesso, i suoi stessi mezzi di comunicazione e la sua ex moglie che hanno scoperchiato tutto quanto, nel caso di quest'ultima segnalando il suo rapporto malato con ragazze minorenni, qualcosa che certo non potrà essere oggetto di incriminazione giudiziaria in Italia a causa della corazza legale che lui stesso si è costruito intorno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 255);"&gt;Frequentare Berlusconi, il cui Paese fa parte del G8, è diventato un problema politico in più nella complessità delle relazioni internazionali. Ma quello che lo squalifica come governante è la sua vulnerabilità di fronte a qualunque pressione occulta, frutto delle circostanze che lui accetta per appagare la propria vanità e il proprio ego. La Chiesa, profondamente infastidita dai suoi comportamenti e oggetto dei suoi attacchi, ha deciso di trarre profitto dalla sua debolezza politica ottenendo interventi giuridici proprio nel campo della morale. Ed è chiaro che molti altri possono seguire la stessa strada.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;(Questo articolo è stato pubblicato oggi su El Pais. Traduzione di Fabio Galimberti)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(11 settembre 2009)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-2147732051788062605?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/2147732051788062605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=2147732051788062605&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/2147732051788062605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/2147732051788062605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/el-pais-commenta-lintervista-al-premier.html' title='El Pais commenta l&apos;intervista al Premier italiano'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-3703211150463425434</id><published>2009-09-07T22:10:00.006+02:00</published><updated>2009-09-07T22:27:09.773+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo LADRO'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni internazionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>E nega nega che la crisi c'è...il Premier se l'è dimenticato pure in occasione del G8</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SqVsKb2OL3I/AAAAAAAACHo/w769JhT_JAE/s1600-h/01.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 271px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SqVsKb2OL3I/AAAAAAAACHo/w769JhT_JAE/s400/01.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378824256493596530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;E' un volume su Canova che il Cavaliere ha regalato ai leader presenti al G8&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt; ma il premier canadese non può accettarlo per la legge sul conflitto d'interessi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/libro-canada/libro-canada/libro-canada.html"&gt;Vale troppo, finisce in museo il libro donato da Berlusconi&lt;br /&gt;Il volume ha una copertina in marmo e vale 460 mila dollari&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;Ad Harper la copia numero uno: sarà esposta in una struttura pubblica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/canova-regalo/1.html?ref=search"&gt;* LE IMMAGINI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;WASHINGTON - Ha un valore di 460 mila dollari il volume dalla copertina in marmo donato dal premier Silvio Berlusconi al collega canadese Stephen Harper e a tutti i leader del G8 all'Aquila, secondo gli esperti citati dal quotidiano Toronto Star. Il libro su Antonio Canova, con copertina in marmo di Carrara e dal peso di 25 chili, era stato regalato ai leader dei paesi partecipanti al vertice. Il volume è stato prodotto in un numero limitatissimo di esemplari e al Canada è toccata la copia numero uno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Tuttavia il premier canadese non potrà tenere per sé il prezioso presente: la legge federale proibisce ai politici di accettare doni del valore superiore ai mille dollari. Il libro, di proprietà del governo, finirà quindi in un museo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Il 10 luglio scorso, durante la consegna dei doni avvenuta all'Aquila, il primo ministro canadese aveva dichiarato: "Berlusconi è in gran forma, ma fa regali esagerati". Harper aveva aggiunto: "L'unico problema che ho avuto con Berlusconi sono i regali che mi ha fatto, abbastanza per mettermi in seria difficoltà con la Commissione etica, per questo sto assicurandomi di averli registrati tutti''.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Proprio la commissione etica canadese stabilisce, nel Conflict of Interests Act, norme molto severe per i regali alle autorità pubbliche. I regali con valore superiore ai mille dollari diventano proprietà del governo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;L'opinione pubblica canadese si era mostrata stupita dai costosi doni di Berlusconi. Non solo perché il tema del G8 era la recessione economica, ma anche perché la riunione dei grandi del mondo si svolgeva all'Aquila, devastata pochi mesi prima dal terremoto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(7 settembre 2009) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 204, 255);font-family:verdana;" &gt;by danDapit:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);font-family:verdana;" &gt;Lo avevo notato e &lt;a href="http://setalend.blogspot.com/2009/08/berlusconalice-in-wonderland.html"&gt;già annotato sul blog&lt;/a&gt;, che il regalo che ha offerto il signor Berlusconi al G8 era INAPPROPRIATO e DISPENDIOSO, mi ero chiesta se lo aveva pagato di tasca sua o infilando le mani nelle tasche degli italiani...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SqVscdQWU7I/AAAAAAAACH4/haUaAs92gYA/s1600-h/ansa162153480807142629_big.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 275px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SqVscdQWU7I/AAAAAAAACH4/haUaAs92gYA/s400/ansa162153480807142629_big.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378824566109262770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-3703211150463425434?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/3703211150463425434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=3703211150463425434&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/3703211150463425434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/3703211150463425434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/e-nega-nega-che-la-crisi-ceil-premier.html' title='E nega nega che la crisi c&apos;è...il Premier se l&apos;è dimenticato pure in occasione del G8'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/SqVsKb2OL3I/AAAAAAAACHo/w769JhT_JAE/s72-c/01.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-7248495925320845374</id><published>2009-09-05T11:06:00.005+02:00</published><updated>2009-09-05T19:36:11.709+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>E' la nostra dignità di cittadini che va riscattata dal clima di docilità e servizievole sudditanza</title><content type='html'>L'ANALISI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-25/democrazia-ferita/democrazia-ferita.html"&gt;Una ferita alla democrazia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;di NADIA URBINATI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Fatte salve le forme dell'uguaglianza civile e politica, ogni moderna democrazia funzionante è in grado di scegliere, di selezionare classi di governo in senso proprio, e di consentire il formarsi, nella società, di ceti dirigenti in senso lato, sulle basi dell'ingegno, dell'impegno e del merito. Sono le élites - aristocratiche, borghesi, operaie - quelle che hanno anticipato i nuovi orizzonti della società.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;L'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;hybris dominandi&lt;/span&gt; sembra rendere il nostro premier incapace perfino di comprendere il senso del limite e della limitazione. Il fatto preoccupante è che nessun contenimento tradizionale del potere sembra efficace abbastanza. La ragione di questa inefficacia non sta nelle strategie costituzionali, che sono chiare e ottime, ma in un fattore che è culturale e per questo difficile da modificare o contenere. Per dirla in parole povere, &lt;span style="font-size:130%;"&gt;i contrappesi costituzionali e ogni azione di contenimento di carattere giuridico e istituzionale funzionano soltanto e fino a quando c'è da parte di chi governa la volontà di rispettarli, fino a quando cioè la costituzione formale e quella materiale coincidono. &lt;/span&gt;È proprio questa coincidenza che oggi si è spezzata cosicché alla costituzione scritta, come ha messo in evidenza più volte Gustavo Zagrebelsky, se ne è come sovrapposta un'altra, quella che si riflette nelle leggi, nelle politiche e nei comportamenti del governo e del suo leader. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;La regola che governa il nostro paese è funzionale a uno scopo molto semplice nella sua brutalità: conservare il potere ed esercitarlo per il bene e l'interesse di chi lo esercita. Qui sta il vulnus dispotico del quale soffre la democrazia italiana oggi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Certo, si tratta di un vulnus che gode della maggioranza dei voti degli italiani; ma è bene essere consapevoli che quello che la maggioranza esercita non è un potere innocente, perché è stato costruito affidandosi in larga parte all'uso spregiudicato e poi al dominio diretto e incontrastato dei media. Ieri Berlusconi ha attaccato l'informazione nel suo complesso: ma quante sono le reti televisive e le testate libere in Italia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Per questa ragione è fuorviante parlare di tirannia della maggioranza, perché, come ben compresero i liberali ottocenteschi, in un governo rappresentativo è sempre e comunque una minoranza a tenere le fila del potere della parola. Questo vale in maniera spropositata nella nostra democrazia, dove il rischio alle libertà civili primarie - in primis quella della libera formazione e manifestazione delle idee - viene dai pochi, i molti essendo uno strumento di sostegno passivo. I cittadini sono ridotti a semplici spettatori con l'aggravante che lo spettacolo al quale assistono è scientemente manipolato e decurtato. Gli italiani - quell'80% che si affida alla televisione per informarsi - vivono come in uno stato di autarchia mediatica, chiusi al mondo del loro paese e a quello che del loro paese il mondo pensa e scrive. Questa è la situazione gravissima nella quale ci troviamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;Il premier considera e tratta l'Italia come il suo cortile di casa: con collaboratori domestici o addomesticati che si preoccupano di allontanare da lui ogni sospetto di dissenso, che confezionano notizie con lo scopo di nascondere la verità ai cittadini e passano leggi per accomodare il diritto alle necessità del premier; con intrattenitori e intrattenitrici che rallegrano la sua vita; con ministri che come visir sfornano politiche che falcidiano la cosa pubblica, dalla scuola alla sanità, e dirottano risorse non si sa bene dove e per fare cosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Perché tutto questo si mantenga, il dissenso deve essere azzerato con tutti i mezzi: dal mercato alle strategie intimidatorie. L'obiettivo è terrorizzare e ridurre al silenzio chi pensa liberamente per infine circondarsi di yes-men e yes-women. Che sia un segno di impotenza invece che di forza è evidente, tuttavia per chi tiene ai diritti e alla libertà gli effetti di questo potere di dominio sono disastrosi. Ora, non c'è da dubitare che il Pdl ospiti molti liberali, persone convinte che i diritti di libertà siano un bene prezioso che non può essere sacrificato a nessuna maggioranza - come possono questi liberali restare in silenzio? Come possono non comprendere che nella nostra Costituzione scritta è anche la loro sicurezza? Si usa dire che le costituzioni sono scritte quando il popolo è sobrio e pensando all'eventualità che potrebbe non esserlo sempre. I liberali hanno voluto legare la volontà della maggioranza con le costituzioni perché sono pessimisti abbastanza da non escludere che si possano formare maggioranze non sobrie che traghettino il paese verso acque pericolose. I liberali tutti non possono non vedere che &lt;span style="font-size:130%;"&gt;l'Italia si trova oggi a navigare in un mare in tempesta, battuta da un lato da pericolose ondate di razzismo e intolleranza e dall'altro da un leader che ha in disprezzo i diritti fondamentali&lt;/span&gt;. L'attacco frontale a Repubblica, quello subdolo all'Avvenire, la critica durissima alla stampa estera - e l'ultima accusa al sistema informativo tout court - costituiscono un pericolo che nessun liberale serio può sottovalutare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Le strategie di difesa contro questo esorbitante potere sono molteplici. In primo luogo è urgente che l'opposizione di scrolli dal torpore delle sue solipsistiche diatribe che ne paralizzano l'azione politica e si faccia promotrice di un coerente discorso politico alternativo che rimetta in moto un movimento civile di opinione che chieda a voce alta verità e giustizia, che sappia riportare i cittadini nell'agorà pubblica; in secondo luogo vanno usati tutti gli strumenti giuridici di cui il nostro Stato e l'Ue dispongono: portare il caso italiano davanti al parlamento europeo propone Gianni Vattimo, ma si dovrebbe anche aggiungere, rivolgersi direttamente alla Corte Europea dei Diritti; infine, mettere in moto tutti gli strumenti dei quali l'opinione politica libera può disporre, e visto che non pare facile strappare il bavaglio imposto dalle televisioni nazionali, occorrerebbe attivare una rete di controinformazione tramite il web, i giornali, le associazioni della società civile, i movimenti. Ci troviamo in una condizione di emergenza e di eccezionale rischio. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;E' la nostra dignità di cittadini che deve essere riscattata da questo clima di docilità e servizievole sudditanza. Ed è la nostra Costituzione scritta che ci legittima a fare quello che dobbiamo per difenderla.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(5 settembre 2009)&lt;br /&gt;-------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Hýbris&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;è un termine tecnico della tragedia greca e della Letteratura greca, che compare nella Poetica di Aristotele (il più antico studio critico su questo genere). Dal greco Υβρις significa letteralmente "tracotanza", "eccesso" "superbia", “orgoglio” o "prevaricazione".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Nella trama della tragedia, la&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 255, 51);"&gt;hýbris&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;è un evento accaduto nel passato che influenza in modo negativo gli eventi del presente. È una “colpa” dovuta a un’azione che vìola leggi divine immutabili, ed è la causa per cui, anche a distanza di molti anni, i personaggi o la loro discendenza sono portati a commettere crimini o subire azioni malvagie.Al termine hýbris viene spesso associato, come diretta conseguenza, quello di "némesis", in greco νέμεσις, che significa "vendetta degli dei", "ira", "sdegno" e che quindi si riferisce alla punizione giustamente inflitta dagli dei a chi si macchia di tracotanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://wikipedia.sapere.virgilio.it/wikipedia/wiki/Speciale:Search?search=hubris+&amp;amp;go.x=25&amp;amp;go.y=8"&gt;(da Wikipedia)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-7248495925320845374?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/7248495925320845374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=7248495925320845374&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7248495925320845374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7248495925320845374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/e-la-nostra-dignita-di-cittadini-che-va.html' title='E&apos; la nostra dignità di cittadini che va riscattata dal clima di docilità e servizievole sudditanza'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-3917075785667855738</id><published>2009-09-02T13:13:00.007+02:00</published><updated>2009-09-02T14:50:08.498+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo &quot;promettente&quot;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libera Parola e Opinione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sincera Privacy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBERA STAMPA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Importante è NEGARE, NEGARE, NEGARE. Poi INVENTARE.</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sp5WxdFAU6I/AAAAAAAACHQ/YVwqUnvG3G8/s1600-h/superman.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376830412746150818" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 267px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sp5WxdFAU6I/AAAAAAAACHQ/YVwqUnvG3G8/s400/superman.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Il premier attacca il direttore e l'editore del quotidiano. "Avrei risposto se quei quesiti me li avesse presentati un qualsiasi altro giornale" &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-24/attacco-repubblica/attacco-repubblica.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Berlusconi: "Repubblica un super-partito perciò non ho risposto alle 10 domande"&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;ROMA - Dopo lo scontro con l'Unione europea l'attacco frontale a Repubblica, al suo direttore e al suo editore. Silvio Berlusconi da Danzica non dimentica le sue difficoltà in patria e tenta l'affondo contro il giornale di diretto da Ezio Mauro, e alle dieci domande alle quali il premier non risponde da settimane. "A questa gente non rispondo", dice il presidente del Consiglio al termine di una lunga passeggiata fra le gioiellerie della cittadina polacca. "Se queste domande - aggiunge - me le avesse poste (magari in modo diverso perché così sono insolenti, offensive e diffamanti) &lt;span style="font-size:130%;"&gt;un giornale che non fosse un super partito politico di un editore svizzero con un direttore dichiaratamente evasore fiscale, &lt;/span&gt;avrei risposto". Anche perché, sottolinea, "non avrei nessuna difficoltà a farlo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tranne a quella sulla salute, precisa sorridendo, ma solo perché&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;chiaro che "non sono malato, anzi sono Superman". &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;Il 'la' per parlare delle vicende private lo fornisce lui stesso riferendo di una conversazione avuta a margine delle cerimonie con il premier polacco Donald Tusk. "Siccome alcuni giornali italiani mi hanno fatto una pubblicità molto positiva - ironizza - allora&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;trovo che sia&lt;span style="font-size:130%;"&gt; assolutamente normale dire quale è la realtà ai miei colleghi". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;Berlusconi ripete,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:180%;color:#ffffff;"&gt;nonostante le tante testimonianze che dicono il contrario&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;la sua versione dei fatti:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;"Non ho mai frequentato minorenni, tantomeno la signorina Letizia; non ho mai dovuto dare soldi a una meretrice; ed infine non ho mai partecipato nè tantomeno organizzato festini". Solo delle "menti malate", sottolinea, possono immaginare cose del genere".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Purtroppo però&lt;/span&gt;, prosegue, &lt;span style="font-size:130%;"&gt;certa stampa italiana&lt;/span&gt; con la complicità di "giornali amici" all'estero&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;"mi costringe a mettere dei punti sulle 'i'".&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#ccffff;"&gt;Non che i leader stranieri mi chiedano di queste cose, precisa sorridendo,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;"ma ogni tanto magari fanno dei complimenti circa la mia vivacità, sul mio fascino...".&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;E se l'attacco a Repubblica è diretto e violento qualcosa da ridire il Cavaliere ce l'ha anche sul Corriere della Sera, ma quello del 1939. Berlusconi ricorda come il Corsera applaudì "alla reazione della Germania nazista all'espulsione di una minoranza di tedeschi dalla Polonia. Fu la scusa con cui Hitler invase il Paese e il giornale di via Solferino, dice Berlusconi, titolò "fantastica operazione umanitaria". "Bravi", aggiunge ironico. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;Del caso Avvenire che lo ha visto finire nel mirino delle gerarchie ecclesiastiche e del mondo cattolico nel suo complesso dice di non voler parlare : "Non ho mai detto una cosa negativa o dato un giudizio bacchettone", spiega.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(1 settembre 2009) &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sp5W92cZj_I/AAAAAAAACHY/VcDTlDbPf_A/s1600-h/_bigsilvio-berlusconi-superman-supereroe.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376830625713590258" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 304px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sp5W92cZj_I/AAAAAAAACHY/VcDTlDbPf_A/s400/_bigsilvio-berlusconi-superman-supereroe.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#33ccff;"&gt;SuperSilvio contro Repubblica SuperPartito!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;IL COMMENTO&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-24/strategia-menzogna/strategia-menzogna.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;La strategia della menzogna&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di EZIO MAURO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;strong&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ccccff;"&gt;POICHE' la sua struttura privata di disinformazione è momentaneamente impegnata ad uccidere mediaticamente il direttore di "Avvenire", colpevole di avergli rivolto qualche critica in pubblico (lanciando così un doppio avvertimento alla Chiesa perché si allinei e ai direttori dei giornali perché righino dritto, tenendosi alla larga da certe questioni e dai guai che possono derivarne) il Presidente del Consiglio si è occupato personalmente ieri di "Repubblica": e lo ha fatto durante il vertice europeo di Danzica per ricordare l'inizio della Seconda guerra mondiale, dimostrando che l'ossessione per il nostro giornale e le sue inchieste lo insegue dovunque vada, anche all'estero, e lo sovrasta persino durante gli impegni internazionali di governo, rivelando un'ansia che sta diventando angoscia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opinione pubblica europea (ben più di quella italiana, che vive immersa nella realtà artefatta di una televisione al guinzaglio, dove si nascondono le notizie) conosce l'ultima mossa del Cavaliere, cioè la decisione di portare in tribunale le dieci domande che "Repubblica" gli rivolge da mesi. Presentata come attacco, e attacco finale, questa mossa è in realtà un tentativo disperato di difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non potendo rispondere a queste domande, se non con menzogne patenti, il Capo del governo chiede ai giudici di cancellarle, fermando il lavoro d'inchiesta che le ha prodotte. È il primo caso al mondo di un leader che ha paura delle domande, al punto da denunciarle in tribunale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché l'eco internazionale di questo attacco alla funzione della stampa in democrazia lo ha frastornato, aggiungendo ad una battaglia di verità contro le menzogne del potere una battaglia di libertà, per il diritto dei giornali ad indagare e il diritto dei cittadini a conoscere, ieri il Premier ha provato a cambiare gioco. Lui sarebbe pronto a rispondere anche subito se le domande non fossero "insolenti, offensive e diffamanti" e fossero poste in altro modo e soprattutto da un altro giornale. Perché "Repubblica" è "un super partito politico di un editore svizzero e con un direttore dichiaratamente evasore fiscale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se bisognerebbe avere rispetto per la disperazione del Primo Ministro, l'insolenza, la falsità e la faccia tosta di quest'uomo meritano una risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo da Carlo De Benedetti, l'editore di "Repubblica": ha la cittadinanza svizzera, chiesta come ha spiegato per riconoscenza ad un Paese che ha ospitato lui e la sua famiglia durante le leggi razziali, ma non ha mai dismesso la cittadinanza italiana, cioè ha entrambi i passaporti, come gli consentono la legge e le convenzioni tra gli Stati. Soprattutto ha sempre mantenuto la residenza fiscale in Italia, dove paga le tasse. A questo punto e in questo quadro, cosa vuol dire "editore svizzero"? È un'allusione oscura? C'è qualcosa che non va? Si è meno editori se oltre a quello italiano si ha anche un passaporto svizzero? O è addirittura un insulto? Il Capo del governo può spiegare meglio, agli italiani, agli elvetici e già che ci siamo anche ai cittadini di Danzica che lo hanno ascoltato ieri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E veniamo a me. Ho già spiegato pubblicamente, e i giornali lo hanno riportato, che non ho evaso in alcun modo le tasse nell'acquisto della mia casa che i giornali della destra tengono nel mirino: non solo non c'è stata evasione fiscale, ma ho pagato più di quanto la legge mi avrebbe permesso di pagare. Ho versato infatti all'erario tasse in più su 524 milioni di vecchie lire, e questo perché non mi sono avvalso di una norma (l'articolo 52 del D. P. R. 26 aprile 1986 numero 131, sull'imposta di registro) che, ai termini di legge, mi consentiva nel 2000 di realizzare un forte risparmio fiscale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capisco che il Premier non conosca le leggi, salvo quelle deformate a sua difesa o a suo privato e personale beneficio. Ma dovrebbe stare più attento nel pretendere che tutti siano come lui: &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;un Capo del governo che ha praticato pubblicamente l'elogio dell'evasione fiscale, e poi si è premurato di darne plasticamente l'esempio più autorevole, con i quasi mille miliardi di lire in fondi neri transitati sul "Group B very discreet della Fininvest", sottratti naturalmente al fisco con danno per chi paga le tasse regolarmente, con i 21 miliardi a Bettino Craxi per l'approvazione della legge Mammì, con i 91 miliardi trasformati in Cct e destinati a non si sa chi, con le risorse utilizzate poi da Cesare Previti per corrompere i giudici di Roma e conquistare fraudolentemente il controllo della Mondadori&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt; Si potrebbe andare avanti, ma da questi primi esempi il quadro emerge chiaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente del Consiglio ha detto dunque ancora una volta il falso, e come al solito ha infilato altre bugie annunciando che chi lo attacca perde copie (si rassicuri, "Repubblica" guadagna lettori) e ricostruendo a suo comodo l'estate delle minorenni e delle escort, negando infine di essere malato, come ha rivelato a maggio la moglie. Siamo felici per lui se si sente in forze ("Superman mi fa ridere"). Ma vorremmo chiedergli in conclusione, almeno per oggi: se è così forte, così sicuro, così robusto politicamente, perché non provare a dire almeno per una volta la verità agli italiani, da uno qualunque dei sei canali televisivi che controlla, se possibile con qualche vera domanda e qualche vero giornalista davanti? Perché far colpire con allusioni sessuali a nove colonne privati cittadini inermi come il direttore di "Avvenire", soltanto perché lo ha criticato? Perché lasciare il dubbio che siano pezzi oscuri di apparati di sicurezza che hanno fabbricato quella velina spacciata falsamente dai suoi giornali per documento paragiudiziario?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Dino Boffo salverà la pelle, dopo questo killeraggio, ciò accadrà perché la Chiesa si è sentita offesa dall'attacco contro di lui, e si è mossa da potenza a potenza. Ma la prossima preda, la prossima vittima (un magistrato che indaga, una testimone che parla, un giornalista che scrive, e fa domande) non avendo uno Stato straniero alle spalle, da chi sarà difeso? &lt;span style="font-size:130%;color:#ffffff;"&gt;L'uomo politico passato alla storia come il più feroce nemico della stampa, Richard Nixon, non ha usato per difendersi un decimo dei mezzi che Berlusconi impiega contro i giornali considerati "nemici". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#ccccff;"&gt;Se vogliamo cercare un paragone, dobbiamo piuttosto ricorrere a Vladimir Putin, di cui non a caso il Premier è il più grande amico.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(2 settembre 2009)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sp5p2kBAf8I/AAAAAAAACHg/YrqrKKzELXk/s1600-h/NixonFrost.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 308px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sp5p2kBAf8I/AAAAAAAACHg/YrqrKKzELXk/s400/NixonFrost.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376851391228706754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-3917075785667855738?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/3917075785667855738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=3917075785667855738&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/3917075785667855738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/3917075785667855738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/importante-e-negare-negare-negare-poi.html' title='Importante è NEGARE, NEGARE, NEGARE. Poi INVENTARE.'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sp5WxdFAU6I/AAAAAAAACHQ/YVwqUnvG3G8/s72-c/superman.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-7119913655645919845</id><published>2009-09-01T12:48:00.007+02:00</published><updated>2009-09-01T13:07:10.127+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libera Parola e Opinione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBERA STAMPA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Sono Uomini: l'uso dello spettegolare ricamandoci sopra</title><content type='html'>IL COMMENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-24/berlusconi-divorzio-24/berlusconi-divorzio-24.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L'officina dei veleni&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;DUNQUE la "nota informativa", pubblicata dal Brighella che dirige il Giornale del capo del governo, non è né una "nota" né un'"informativa" né tanto meno un atto giudiziario. È una "velina". Ora è ufficiale: nel fascicolo del Tribunale di Terni non c'è alcun riferimento a Dino Boffo, direttore dell'Avvenire, come a "un noto omosessuale". Lo dice il giudice di Terni: negli atti "non c'è assolutamente nessuna nota che riguardi le inclinazioni sessuali".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qui - dalla menzogna del Giornale di Berlusconi - bisogna ripartire per comprendere il metodo e le minacce di un dispositivo politico che troverà - per ordine del potere che ci governa - nuovi bersagli contro cui esercitarsi, altri indiscutibili falsi da agitare per punire gli avversari politici o chi dissente. La storia è nota. Boffo osa criticare, con molta prudenza, lo stile di vita di Berlusconi e si ritrova nella lista dei cattivi. Dirige un giornale cattolico e non può permettersi di censurare l'Egoarca. Deve avere una lezione. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non c'è bisogno di olio di ricino, genere merceologico antiquato. Una bastonatura mediatica è ben più funesta di un lassativo&lt;/span&gt;. Può essere definitiva come un colpo di pistola. È quel che tocca al direttore dell'Avvenire: un colpo di pistola che lo tramortisce. Finisce in prima pagina del Giornale di Berlusconi descritto così: &lt;span style="font-size:130%;"&gt;"Dino Boffo, alla guida del giornale dei vescovi e impegnato nell'accesa campagna di stampa contro i peccati del premier, intimidiva la moglie dell'uomo con il quale aveva una relazione".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è stata finora una regola accettata e condivisa nel pur rissoso giornalismo del nostro Paese diviso: spara duro, se vuoi, ma è legittimo farlo soltanto con notizie attendibili e fondate, confermate da testimonianze o documenti che reggano una verifica, pena il discredito pubblico, la squalifica di ogni reputazione professionale. Il collasso di questa regola di decenza può inaugurare una stagione critica. Per descriverla torna utile &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Brighella, antica maschera della commedia dell'arte che nasce nella Bergamo alta. Attaccabrighe, briccone, bugiardo, Brighella viene da briga, intrigo: "se il padrone promette di ricompensarlo bene, dirige gli imbrogli compiuti in scena". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Il potere che ci governa immagina che i giornalisti debbano trasformarsi tutti in Brighella. Un Brighella in giro già c'è. Dirige il Giornale di Berlusconi. Si mette al lavoro e cucina l'aggressione punitiva per il dissidente. Gli hanno messo in mano un pezzo di carta anonimo, redatto nel gergo degli spioni e delle polizie. Chi glielo ha dato? Dov'è l'officina dei miasmi, dei falsi, dei dossier melmosi che il potere che ci governa promette di usare contro i non-conformi alla sua narrazione del Paese? Il foglietto che Brighella si ritrova sullo scrittoio è di quei frutti avvelenati. Non vale niente. È una diceria poliziesca. &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il direttore del Giornale di Berlusconi la presenta ai lettori come una "nota informativa che accompagna e spiega il rinvio a giudizio del grande moralizzatore, alias il direttore dell'Avvenire, disposto dal gip del Tribunale di Terni".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quella "velina" diventa, nell'imbroglio di Brighella, un documento che gli consente di scrivere, lasciando credere al lettore di star leggendo un atto giudiziario: "Il Boffo è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconcie e offensive e di pedinamenti volti ad intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disinformazione e "falso indiscutibile", in questa manovra, fanno un matrimonio d'amore. Il documento è un falso indiscutibile. È utile però a un lavoro di disinformazione. La disinformazione, metodo maestro della Russia sovietica, contrariamente alla menzogna, contiene una parte di verità (anche in questo caso: Boffo ha accettato una condanna per molestie), ma questa viene deliberatamente manipolata con abilità. A Brighella non importa nulla delle molestie. Vuole gridare al mondo: il direttore del giornale della Conferenza episcopale è un frocio! Chi ha sensibilità per i diritti civili, i movimenti gay afflitti dall'Italia omofoba di oggi discuteranno dell'uso dell'omosessualità come colpa, difetto, vergogna, addirittura come reato. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Qui interessa l'uso del falso nel dispositivo politico che minaccia. Colto con le mani nel sacco dei rifiuti, quando diventa evidente che quella "nota informativa" è soltanto una "velina" di spione diventata lettera anonima ai vescovi e riesumata per la bastonatura, Brighella dice: "Non ho mai parlato di informative giudiziarie. Abbiamo un documento (ma è la sentenza di condanna per molestie). Il resto non conta. Non conta da chi l'abbiamo avuto, non conta se ci sono degli errori". &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;Sincer come l'acqua dei fasoi&lt;/em&gt; dicono a Bergamo per dire falso, bugiardo. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;È quella schifezza presentata come "nota informativa"? Come documento? Addirittura come atto giudiziario? Non ne parliamo più? Non è accaduto nulla? &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;È stupefacente che la menzogna di Brighella venga presa sul serio proprio da quell'autorevole giornalismo italiano che finora ha accettato e condiviso la regola che sia legittima anche la durezza, pure la brutalità se in presenza di fatti, notizie, documenti, testimonianze affidabili. È sorprendente che si legga sul Corriere della sera di Ferruccio de Bortoli: "(Il direttore del Giornale) non retrocede di un passo" e su la Stampa di Mario Calabresi: "Nessuna retromarcia (del direttore del Giornale) sulla vicenda, dunque". Nessuna retromarcia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Fingere di non capire, non valutare con severa attenzione quanto è accaduto oggi a Dino Boffo (domani a chi?), accettare di chiudere gli occhi dinanzi al metodo sovietico inaugurato dal potere che ci governa, con il lavoro di Brighella, ci rende tutti corresponsabili perché se chi diffonde una disinformazione è colpevole e chi le crede è uno sciocco, chi la tollera è un complice&lt;/span&gt;. Quella lucida aggressione, che trasforma il giornalismo in una pratica calunniosa senza regole, non può essere accettata con un'alzata di spalle né dall'informazione ancora indipendente né dalle istituzioni di controllo come il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir). &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Perché due cose ormai sono chiare in un affare che sempre più assume i contorni di una questione di libertà. Berlusconi pretende che l'industria delle notizie si trasformi o in organizzazione del silenzio (a questo pensa il Tg1 di Augusto Minzolini) o in macchina della calunnia (è il caso di Brighella). La macchina della calunnia si sta alimentando, in queste ore, con "veline" e dossier che servitori infedeli delle burocrazie della sicurezza le offrono. Per sollecitazione del potere o per desiderio di servire un padrone, non importa. È rilevante il loro uso politico. A questo proposito, dice Francesco Rutelli, presidente del Copasir: "Non ho ricevuto finora nessuna segnalazione su coinvolgimenti diretti o indiretti di persone legate ai servizi di informazione". &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;Ieri Rutelli ha incontrato Gianni De Gennaro, direttore del Dipartimento per l'informazione e la sicurezza (Dis). Chi sa se ha avuto qualche "segnalazione". &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffffff;"&gt;Comunque, pare opportuno concludere con un messaggio agli spioni al lavoro nella bottega dei miasmi: per favore, dopo aver cucinato le vostre schifezze, mandate un sms a Francesco Rutelli. Grazie.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(1 settembre 2009) &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-7119913655645919845?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/7119913655645919845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=7119913655645919845&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7119913655645919845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/7119913655645919845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/09/sono-uomini-luso-dello-spettegolare.html' title='Sono Uomini: l&apos;uso dello spettegolare ricamandoci sopra'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-1609942449155165982</id><published>2009-08-28T12:42:00.010+02:00</published><updated>2009-08-28T21:04:21.358+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni internazionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GOVERNO MACHO 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libera Parola e Opinione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sincera Privacy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBERA STAMPA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>NOTORIUS</title><content type='html'>&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/06/berlusconi-ormai-ricattabile-media-stranieri-ancora-all.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Berlusconi ormai ricattabile media stranieri ancora all'attacco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Repubblica — 06 agosto 2009 sezione: POLITICA INTERNA &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;PARIGI - «Sesso, potere e menzogne»: il titolo del "Nouvel Observateur" in edicola oggi riassume alla perfezione la valanga di commenti della stampa estera sul nostro presidente del consiglio. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I giornali di tutto il mondo, di destra e di sinistra, moderati o progressisti, non sanno più come qualificare le gesta berlusconiane: si passa dalla «libidine geriatrica» (The Independent) a un capo del governo «graffiato dalla figlia» (Le Figaro), che «gli dà lezioni» (The Daily Telegraph), «gli fa la morale» (Elle) e che lo biasima con un «vergogna, papà!» (l' australiano News). &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il più agguerrito, tuttavia è il settimanale francese. Il &lt;span style="font-size:130%;"&gt;"Nouvel Observateur"&lt;/span&gt; dedica infatti quattro pagine tutt' altro che tenere al premier, &lt;span style="font-size:130%;"&gt;arrivando a una congettura devastante per la sua immagine e per quella del paese: «Con lo scorrere delle rivelazioni, l' ipotesi di un' infiltrazione della mafia russa al vertice dello Stato italiano prende consistenza», scrive Serge Raffy. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il giornale fa riferimento, ovviamente, all' inchiesta di Bari, alla droga, alle escort arrivate dall' Est, al ruolo di Gianpaolo Tarantini, tra l' altro consulente della russa Fisiokom. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel ripercorrere tutta la storia, dalla festa a Casoria e la conseguente richiesta di divorzio da parte della moglie, il settimanale sembra letteralmente sgomento: &lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Povera Italia, terra di Dante e Michelangelo, diventata "Berluscolandia", abbandonata a un Don Giovanni patetico, che corre freneticamente dietro alla sua eterna giovinezza,a colpi di iniezioni pelviche, impianti capillari, operazioni di chirurgia estetica, sedute di trucco. Con quell' eterno sorriso "Ultrabrite", come una maschera di Scaramuccia. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un Michael Jackson paracadutato in un teatro della commedia dell' arte. Silvio il donnaiolo, che pesca nei book delle ragazze del suo impero televisivo la carne fresca utile ai suoi baccanali». &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questo lungo passaggio da un' idea del tono dell' articolo, nel quale si ricorda il silenzio della stampa italiana: solo "Famiglia Cristiana" e "Avvenire" hanno rilanciato le inchieste e gli articoli di "Repubblica", presentata come «l' isoletta della stampa indipendente che resiste in Italia». &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il &lt;span style="font-size:130%;"&gt;"Nouvel Observateur&lt;/span&gt;" racconta dunque la storia degli ultimi mesi, dalle registrazioni della D' Addario all' inchiesta di Bari, dalle foto di Villa Certosa alle critiche della Chiesa. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;E parla «di una registrazione che rischia di alimentare ancor più lo scandalo». Un ipotetico nastro, secondo il periodico francese, nel quale Mara Carfagna («amante quasi ufficiale») e Mariastella Gelmini (le due sono definite «bimbe», nel senso americano del termine), addirittura «s'interrogano reciprocamente per sapere come "soddisfare" al meglio il primo ministro. Evocano le iniezioni che deve farsi fare prima di ogni rapporto. Se questo "audio" uscisse sulla stampa, malgrado la censura, sarebbe devastante per l' immagine del Cavaliere». &lt;/span&gt;Tutto ciò con sullo sfondo l' ennesima inchiesta giudiziaria e una possibile resa dei conti, dice il settimanale, tra i magistrati e &lt;span style="font-size:130%;"&gt;l' uomo «che sfida la giustizia da quasi quarant' anni»&lt;/span&gt;. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Se i francesi sono esterrefatti, i britannici continuano a considerare il fenomeno Berlusconi con un misto di ironia e indignazione. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il "Guardian" trasforma la figlia Barbara «in un' improbabile eroina della sinistra» evidenziando che la ragazza è il primo membro della famiglia - dopo Veronica - a parlare degli scandali. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mentre "The Independent" dice che Berlusconi, da quando è apparso alla festa di Noemi, «ha contribuito a dare alla libidine geriatrica una cattiva fama». &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- GIAMPIERO MARTINOTTI&lt;br /&gt;------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-22/causa-domande/causa-domande.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il Cavaliere contro Repubblica: "Mi diffama".&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Berlusconi fa causa alle 10 domande. Chiesto un milione di risarcimento&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di LUCIANO NIGRO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;ROMA - Nuovo attacco di Silvio Berlusconi a Repubblica. Il premier va dai giudici e chiede un risarcimento danni per un milione di euro al Gruppo L'Espresso. A suo giudizio le domande formulate il 26 giugno da Giuseppe D'Avanzo sono "diffamatorie". Per la prima volta nella storia dell'informazione italiana gli interrogativi di un giornale finiscono davanti a un tribunale civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La citazione in giudizio del presidente del Consiglio, firmata il 24 agosto, riguarda, oltre alle "dieci nuove domande" anche &lt;span style="font-size:130%;"&gt;un articolo del 6 agosto dal titolo ""Berlusconi ormai ricattabile" media stranieri all'attacco&lt;/span&gt;: Nouvel Observateur teme infiltrazioni della mafia russa", un servizio che riportava i giudizi della stampa di tutto il mondo sul caso italiano. Invitati a comparire al Tribunale di Roma Giampiero Martinotti, autore del pezzo contestato, il direttore responsabile di Repubblica Ezio Mauro e il gruppo L'Espresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al centro dell'iniziativa legale del presidente del Consiglio sono però le domande rivolte a Silvio Berlusconi, "ripetutamente pubblicate sul quotidiano La Repubblica" e "per più di sessanta giorni", come sottolineano i suoi avvocati. Si tratta, per il premier, di "domande retoriche" che "non mirano ad ottenere una risposta del destinatario, ma sono volte a insinuare nel lettore l'idea che la persona "interrogata" si rifiuti di rispondere". Domande alle quali il capo del governo non ha mai risposto, come noto. Per Berlusconi sono "palesemente diffamatorie" perché "il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esposizione del "Dr. Silvio Berlusconi, nato a Milano il 29 settembre 1936", inizia dall'articolo di Martinotti che da Parigi riporta i servizi della stampa estera dedicati al caso Berlusconi. Servizi quel giorno numerosi e scandalizzati, come sottolinea l'attacco del pezzo: ""Sesso, potere e menzogne": il titolo del Nouvel Observateur, in edicola oggi riassume alla perfezione la valanga di commenti della stampa estera sul nostro presidente del Consiglio. I giornali di tutto il mondo, di destra e di sinistra, moderati o progressisti, non sanno più come qualificare le gesta berlusconiane: si passa dalla "libidine geriatrica" (The Independent) a un capo del governo "graffiato dalla figlia" (Le Figaro), che "gli dà lezioni" (The Daily Telegraph), "gli fa la morale" (Elle) e che lo biasima con un "vergogna, papà!" (l'australiano News)".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di quella cronaca, basata solo su citazioni testuali, è in particolare un articolo del settimanale francese Nouvel Observateur quello che ha fatto scattare la reazione di Berlusconi. L'autore Serge Raffy scrive sull'Observateur che "con lo scorrere delle rivelazioni, l'ipotesi di un'infiltrazione della mafia russa al vertice dello Stato italiano prende consistenza". E parla poi "di una registrazione che rischia di alimentare ancor più lo scandalo" che coinvolgerebbe Mara Carfagna e Mariastella Gelmini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Berlusconi, Repubblica, "con l'espediente di riportare il contenuto del settimanale francese ha pubblicato ancora una volta - nel quadro della ben nota polemica di questi ultimi mesi - notizie non veritiere, riportando circostanze che in alcun modo corrispondono alla situazione di fatto e di diritto realmente esistente". Conclusione: "Il danno arrecato al Dr. Berlusconi è pertanto enorme" sia per il "ruolo del protagonista", &lt;span style="font-size:180%;"&gt;sia perché la notizia è stata diffusa da "un quotidiano con ampia tiratura e diffusione e destinato ad un elevato numero di lettori". &lt;/span&gt;Da qui la richiesta di danni per un milione di euro oltre a una somma, da stabilire, "a titolo di riparazione".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(28 agosto 2009) &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;commento di danDapit: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;ma per il nostro premier La Repubblica non era un giornalino senza significato? &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;ciarpame! &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Un quotidiano che nessuno leggeva, e lui meno che mai?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Come cambiano le cose: ora è così importante?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;---------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EDITORIALE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-22/mauro-28ago/mauro-28ago.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Insabbiare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di EZIO MAURO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Non potendo rispondere, se non con la menzogna, Silvio Berlusconi ha deciso di portare in tribunale le dieci domande di Repubblica, per chiedere ai giudici di fermarle, in modo che non sia più possibile chiedergli conto di vicende che non ha mai saputo chiarire: insabbiando così - almeno in Italia - la pubblica vergogna di comportamenti privati che sono al centro di uno scandalo internazionale e lo perseguitano politicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' la prima volta, nella memoria di un Paese libero, che un uomo politico fa causa alle domande che gli vengono rivolte. Ed è la misura delle difficoltà e delle paure che popolano l'estate dell'uomo più potente d'Italia. La questione è semplice: poiché è incapace di dire la verità sul "ciarpame politico" che ha creato con le sue stesse mani e che da mesi lo circonda, il Capo del governo chiede alla magistratura di bloccare l'accertamento della verità, impedendo la libera attività giornalistica d'inchiesta, che ha prodotto quelle domande senza risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa svolta c'è l'insofferenza per ogni controllo, per qualsiasi critica, per qualunque spazio giornalistico d'indagine che sfugga al dominio proprietario o all'intimidazione di un potere che si concepisce come assoluto, e inattaccabile. Berlusconi, nel suo atto giudiziario contro Repubblica vuole infatti colpire e impedire anche la citazione in Italia delle inchieste dei giornali stranieri, in modo che il Paese resti all'oscuro e sotto controllo. Ognuno vede quanto sia debole un potere che ha paura delle domande, e pensa che basti tenere al buio i concittadini per farla franca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo - la richiesta agli imprenditori di non fare pubblicità sul nostro giornale, l'accusa di eversione, l'attacco ai "delinquenti", la causa alle domande - da parte di un premier che è anche editore, e che usa ogni mezzo contro la libertà di stampa, nel silenzio generale. Altro che calunnie: ormai, dovrebbe essere l'Italia a sentirsi vilipesa dai comportamenti di quest'uomo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(28 agosto 2009)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;--------------------&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'ANALISI&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-22/davanzo-28ago/davanzo-28ago.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;La menzogna come potere&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Avanzare delle domande a un uomo politico nell'Italia meravigliosa di Silvio Berlusconi è già un'offesa che esige un castigo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Egoarca ritiene che sollecitare delle risposte dinanzi alle incoerenze delle dichiarazioni pubbliche del capo del governo sia diffamatorio e vada punito e che quelle domande debbano essere cancellate d'imperio per mano di un giudice e debba essere interdetto al giornale di riproporle all'opinione pubblica. E' interessante leggere, nell'atto di citazione firmato da Silvio Berlusconi, perché le dieci domande che Repubblica propone al presidente del Consiglio sono "retoriche, insinuanti, diffamatorie".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono retoriche, sostiene Berlusconi, perché "non mirano a ottenere una risposta dal destinatario, ma sono volte a insinuare l'idea che la persona "interrogata" si rifiuti di rispondere". Sono diffamatorie perché attribuiscono "comportamenti incresciosi, mai tenuti" e inducono il lettore "a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti". Peraltro, "è sufficiente porre mente alle dichiarazioni già rese in pubblico dalle persone interessate, per riconoscerne la falsità, l'offensività e il carattere diffamatorio di quelle domande che proprio "domande" non sono".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come fin dal primo giorno di questo caso squisitamente politico, una volta di più, Berlusconi ci dimostra quanto, nel dispositivo del suo sistema politico, la menzogna abbia un primato assoluto e come già abbiamo avuto modo di dire, una sua funzione specifica. Distruttiva, punitiva e creatrice allo stesso tempo. Distruttiva della trama stessa della realtà; punitiva della reputazione di chi non occulta i "duri fatti"; creatrice di una narrazione fantastica che nega eventi, parole e luoghi per sostituirli con una scena di cartapesta popolata di nemici e immaginari complotti politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è, infatti, nessuna delle dieci domande che non nasca dentro un fatto e non c'è nessun fatto che nasca al di fuori di testimonianze dirette, di circostanze accertate e mai smentite, dei racconti contraddittori di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' utile ora mettersi sotto gli occhi queste benedette domande. Le prime due affiorano dai festeggiamenti di una ragazza di Napoli, Noemi, che diventa maggiorenne. E' Veronica Lario ad accusare Berlusconi di "frequentare minorenni". E' Berlusconi che decide di andare in tv a smentire di frequentare minorenni. Nel farlo, in pubblico, l'Egoarca giura di aver incontrato la minorenne "soltanto tre o quattro volte alla presenza dei genitori". Questi sono fatti. Come è un fatto che le parole di Berlusconi sono demolite da circostanze, svelate da Repubblica, che il capo del governo o non può smentire o deve ammettere: non conosceva i genitori della minorenne (le ha telefonato per la prima volta nell'autunno del 2008 guardandone un portfolio); l'ha incontrata da sola per lo meno in due occasioni (una cena offerta dal governo e nelle vacanze del Capodanno 2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza domanda chiede conto al presidente del Consiglio delle promesse di candidature offerte a ragazze che lo chiamano "papi". La circostanza è indiscutibile, riferita da più testimoni e direttamente dalla stessa minorenne di Napoli. La quarta, la quinta, la sesta e settima domanda ruotano intorno agli incontri del capo del governo con prostitute che potrebbero averlo reso vulnerabile fino a compromettere gli affari di Stato. La vita disordinata di Berlusconi è diventata ormai "storia nota", ammessa a collo torto dallo stesso capo del governo e in palese contraddizione con le sue politiche pubbliche (marcia nel Family day, vuole punire con il carcere i clienti delle prostitute). La sua ricattabilità - un fatto - è dimostrata dai documenti sonori e visivi che le ospiti retribuite di Palazzo Grazioli hanno raccolto finanche nella camera da letto del Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ottava domanda è politica: può un uomo con queste abitudini volere la presidenza della Repubblica? Chi non glielo chiederebbe? La nona nasce, ancora una volta, dalle parole di Berlusconi. E' Berlusconi che annuncia in pubblico "un progetto eversivo" di questo giornale. E' un fatto. E' lecito che il giornale chieda al presidente del Consiglio se intenda muovere le burocrazie della sicurezza, spioni e tutte quelle pratiche che seguono (intercettazioni su tutto). Non è minacciato l'interesse nazionale, non si vuole scalzarlo dal governo e manipolare la "sovranità popolare"? In questo lucidissimo delirio paranoico, Berlusconi potrebbe aver deciso, forse ha deciso, di usare la mano forte contro giornalisti, magistrati e testimoni. Che ne dia conto. Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decima domanda infine (e ancora una volta) non ha nulla di retorico né di insinuante. E' Veronica Lario che svela di essersi rivolta agli amici più cari del marito per invocare un aiuto per chi, come Berlusconi, "non sta bene". E' un fatto. Come è un fatto che, oggi, nel cerchio stretto del capo del governo, sono disposti ad ammettere che è la satiriasi, la sexual addiction a rendere instabile Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa la realtà dei fatti, questi i comportamenti tenuti, queste le domande che chiedono ancora oggi - anzi, oggi con maggiore urgenza di ieri - una risposta. Dieci risposte chiare, per favore. E' un diritto chiederle per un giornale, è un dovere per un uomo di governo offrirle perché l'interesse pubblico dell'affare è evidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si discute della qualità dello spazio democratico e la citazione di Berlusconi ne è una conferma. E dunque, anche a costo di ripetersi, tutta la faccenda gira intorno a un solo problema: fino a che punto il premier può ingannare l'opinione pubblica mentendo, in questo caso, sulle candidature delle "veline", sulla sua amicizia con una minorenne e tacendo lo stato delle sue condizioni psicofisiche? Non è sempre una minaccia per la res publica la menzogna? La menzogna di chi governa non va bandita incondizionatamente dal discorso pubblico se si vuole salvaguardare il vincolo tra governati e governanti? Con la sua richiesta all'ordine giudiziario di impedire la pubblicazione di domande alle quali non può rispondere, abbiamo una rumorosa conferma di un'opinione che già s'era affacciata in questi mesi: Berlusconi vuole insegnarci che, al di fuori della sua verità, non ce ne può essere un'altra. Vuole ricordarci che la memoria individuale e collettiva è a suo appannaggio, una sua proprietà, manipolabile a piacere. La sua ultima mossa conferma un uso della menzogna come la funzione distruttiva di un potere che elimina l'irruzione del reale e nasconde i fatti, questa volta anche per decisione giudiziaria. La mordacchia (come chiamarla?) che Berlusconi chiede al magistrato di imporre mostra il nuovo volto, finora occultato dal sorriso, di un potere spietato. E' il paradigma di una macchina politica che intimorisce. E' la tecnica di una politica che rende flessibili le qualifiche "vero", "falso" nel virtuale politico e televisivo che Berlusconi domina. E' una strategia che vuole ridurre i fatti a trascurabili opinioni lasciando campo libero a una menzogna deliberata che soffoca la realtà e quando c'è chi non è disposto ad accettare né ad abituarsi a quella menzogna invoca il potere punitivo dello Stato per impedire anche il dubbio, anche una domanda. Come è chiaro ormai da mesi, quest'affare ci interroga tutti. Siamo disposti a ridurre la complessità del reale a dato manipolabile, e quindi superfluo. Possiamo o è già vietato, chiederci quale funzione specifica e drammatica abbia la menzogna nell'epoca dell'immagine, della Finktionpolitik? Sono i "falsi indiscutibili" di Berlusconi a rendere rassegnata l'opinione pubblica italiana o il "carnevale permanente" l'ha già uccisa? Di questo discutiamo, di questo ancora discuteremo, quale che sia la decisione di un giudice, quale che sia il silenzio di un'informazione conformista. La questione è in fondo questa: l'opinione pubblica può fare delle domande al potere?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(28 agosto 2009) &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'ANALISI&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-22/mancuso-28ago/mancuso-28ago.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;La perdonanza mediatica&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di VITO MANCUSO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Nella Chiesa antica la penitenza era una cosa seria. Riguardava peccati come l'omicidio, l'apostasia, l'adulterio e veniva amministrata in forma pubblica.&lt;br /&gt;[...] [...]&lt;br /&gt;Ma se era seria la penitenza antica ed era seria la Perdonanza di papa Celestino, ancor più serio, &lt;span style="font-size:130%;"&gt;terribilmente drammatico, è lo sfondo su cui tutto questo oggi si ripresenta, cioè il terremoto del 6 aprile coi suoi 308 morti, 1500 feriti e le decine di migliaia di sfollati.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Nella celebrazione della perdonanza celestiniana di quest'anno all'Aquila si intrecciano quindi tre realtà che meritano rispetto incondizionato da parte di ogni coscienza adeguatamente formata, tanto più se cattolica visto il patrimonio spirituale che è in gioco. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sarebbe stato quindi auspicabile che la gerarchia ecclesiastica non avesse consentito di sfruttare un evento del genere per speculazioni politiche, concedendo visibilità e "perdonanza mediatica"&lt;/span&gt; a chi, accusato di aver avuto a che fare con un buon numero di Erodiadi, non ha mai accettato di rispondere pubblicamente e analiticamente alle precise domande in merito, come invece il suo ruolo istituzionale gli impone. &lt;span style="font-size:130%;"&gt;E' chiaro a tutti infatti che all'homo politicus, a ogni homo politicus, non interessano le indulgenze ecclesiastiche, neppure quelle plenarie &lt;/span&gt;(le quali peraltro si possono ottenere in ognuna della nostre chiese con relativa facilità, rivolgersi al proprio parroco per sapere come).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'homo politicus interessa solo la sua riserva di caccia, l'elettorato, e sa bene che la vera indulgenza al riguardo non la si ottiene confessandosi e comunicandosi e facendo tutte le altre pratiche devote prescritte da papa Celestino otto secoli fa, ma &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 255, 51);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;semplicemente apparendo in tv accanto al potente porporato sorridente e benevolente. E' questa l'indulgenza che il capo del governo, abilissimo homo politicus, cerca, ed è questa l'indulgenza che il segretario di Stato Vaticano gli concederà, con buona pace della testa di san Giovanni Battista, di Celestino V e della sua Perdonanza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non posso concludere però senza chiedermi se questo spensierato teatro di potenti che si legittimano a vicenda non abbia qualcosa a che fare con quel nichilismo a proposito del quale Benedetto XVI ha avuto di recente parole di pesantissima condanna. Il fatto che la gerarchia della Chiesa cattolica teoreticamente condanni il nichilismo e poi praticamente lo alimenti, si può spiegare solo con una &lt;span style="font-size:130%;"&gt;sete infinita di potere&lt;/span&gt;, la quale non giace nelle coscienze dei singoli prelati ma è intrinsecamente connaturata alla struttura di cui essi sono al servizio. La cosa è tanto più drammatica perché forse mai come ora gli uomini sentono il bisogno di apprendere l'arte del perdono e della riconciliazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(28 agosto 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;------------------------------ ------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;commenti di Alastair Campbell, Laurent Joffrin, Alan Rusbridger&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;&lt;a href="http://http//www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-22/dichiarazioni-estere/dichiarazioni-estere.html"&gt;I giornali esistono per fare domande&lt;br /&gt;E domani le pubblichiamo anche noi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;JOFFRIN: "DOMANI PUBBLICHIAMO LE 10 DOMANDE"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 255);"&gt;E' un inammissibile attacco alla libertà di espressione e di critica. Non mi stupisce che venga da un personaggio come Berlusconi, ma è un segnale inquietante per tutta l'Europa. Tra l'altro, non escludo che si possa fare ricorso alla Corte europea per contrastare questa palese minaccia al diritto dell'informazione. I metodi del primo ministro italiano mostrano un disprezzo assoluto delle regole democratiche. Rispondere alle domande dei giornalisti è infatti il minimo che gli elettori possono pretendere da ogni governante. Berlusconi invece è infastidito da ogni manifestazione di opposizione. Fa finta di dire che sono attacchi alla sua vita privata e cerca di nascondere alle troppe menzogne che ha detto in questi mesi. I suoi metodi mi ricordano quelli di Putin: manca soltanto che faccia uccidere i giornalisti più scomodi. In Francia non sarebbe pensabile una denuncia come quella che ha fatto Berlusconi a Repubblica. Sarebbe uno scandalo. Esiste una tacita regola repubblicana che impedisce al Presidente di portare in giustizia giornalisti e oppositori. Libération ha deciso che pubblicherà domani le 10 domande di Repubblica a Silvio Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Laurent Joffrin (direttore di Liberation)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;RUSBRIDGER: "ESISTIAMO PER FARE DOMANDE"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Gli organi di informazione indipendenti esistono per chiedere domande scomode ai politici. In Gran Bretagna, come nella maggior parte delle democrazie, sarebbe impensabile per un primo ministro fare causa a un giornale perché fa delle domande. Sarebbe anche impensabile usare le leggi sulla diffamazione per impedire ai cittadini di sapere quello che autorevoli giornali stranieri stanno dicendo sul loro paese. Le azioni contro la Repubblica somigliano molto a un tentativo di ridurre al silenzio o intimidire gli organi di informazione che rimangono direttamente o indirettamente indipendenti dal primo ministro italiano. Spero che i giornali di tutto il mondo seguano con grande attenzione questa storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Alan Rusbridger (direttore del quotidiano The Guardian di Londra)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;CAMPBELL: "INIMMAGINABILE"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Chiunque abbia esperienza del modo in cui funzionano i media in Gran Bretagna, troverà piuttosto straordinario il fatto che un primo ministro faccia causa a un giornale per una serie di domande, e per avere riportato quello che scrivono giornali stranieri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Il tutto è ancora più straordinario perché il primo ministro in questione è a sua volta un potentissimo editore. Un fatto, anche questo, che sarebbe inimmaginabile nella cultura politica del nostro paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Alastair Campbell (ex portavoce di Tony Blair)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;DI LORENZO: "E' IN GIOCO LA DEMOCRAZIA"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 255, 255);"&gt;Per il direttore di Die Zeit, "la questione non riguarda certo solo Repubblica, è in gioco il ruolo dei media in una democrazia. E non credo che Repubblica si lascerà intimidire, per cui non capisco il passo di Berlusconi nemmeno da un punto di vista tattico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Giovanni Di Lorenzo (direttore di Die Zeit)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;WERGIN: "IN ITALIA POCA PLURALITA"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Secondo Clemens Wergin, editorialista di politica estera ed esperto di affari italiani della Welt, a proposito della querela di Berlusconi legata alle dieci domande poste da Repubblica, "il fatto è strano, visto che la pluralità del panorama mediatico in Italia mi sembra già abbastanza ristretto. La situazione appare a tinte forti in generale, uno scandalo in cui sembra essere coinvolto il capo del governo italiano, feste forse con prostitute seminude, sembra molto strana, vista dalla Berlino protestante, dove governa una Cancelliera tutt'altro che a forti tinte. Berlusconi ha commesso un grave errore, sembra che non capisca il ruolo di una stampa libera. Il semplice fatto che Repubblica abbia posto domande è parte del giusto ruolo dei media. Uno stile inquietante."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Clemens Wergin (editorialista del Die Welt)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;GIESBERT: "LA DEMOCRAZIA E' MALATA"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 204, 0);"&gt;Il conflitto tra il potere politico e la stampa è sempre latente ma quando esplode in questo modo significa che la democrazia è malata. Finora in Francia c'è stata una regola d'oro secondo la quale i Presidenti non si rivolgono a un giudice per difendersi dagli attacchi dei giornali. Per i francesi la funzione presidenziale è sacra. Il capo dello Stato sa che se si abbassasse a questi metodi contro la stampa perderebbe inevitabilmente prestigio. Il fatto che Berlusconi abbia attaccato legalmente Repubblica è un'ammissione di debolezza. Il vostro capo del governo si comporta come un qualsiasi cittadino, dimenticando il suo ruolo istituzionale. Ma per il vostro giornale è paradossalmente anche un attestato di libertà e di indipendenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Franz-Olivier Giesbert (direttore di Le Point)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;THUREAU-DAUGIN: UN PRECEDENTE PERICOLOSO PER L'EUROPA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 255, 153);"&gt;Courrier International aveva già pubblicato le prime 10 domande a Berlusconi. Dopo questo attacco legale degli avvocati del premier, abbiamo deciso che mostreremo ai nostri lettori anche le 10 nuove domande. Ci sembra un atto doveroso nei confronti di Repubblica, che ha condotto una campagna insistente e coraggiosa. Sarebbe molto preoccupante se i magistrati italiani stabilissero il carattere diffamatorio di questi dieci, semplici interrogativi. Potrebbe essere un precedente pericoloso per tutta l'Europa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Philippe Thureau-Daugin (direttore di Courrier International) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(28 agosto 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;---------------&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-1609942449155165982?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/1609942449155165982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=1609942449155165982&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/1609942449155165982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/1609942449155165982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/08/psyco.html' title='NOTORIUS'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-2597557100558798314</id><published>2009-08-27T14:29:00.002+02:00</published><updated>2009-08-27T14:36:33.816+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libera Parola e Opinione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>siamo al Regime, shhh...che non si sappia!</title><content type='html'>LA POLEMICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;I direttori di Tg3 e RaiTre sono ritenuti da tutti ottimi professionisti ma non piacciono a Berlusconi: per questo ha dato l'ordine di farli fuori&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-3/rai-3-maltese/rai-3-maltese.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L'assalto finale al fortino di RaiTre&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di CURZIO MALTESE&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ccccff;"&gt;GLI attuali direttori di Tg3 e RaiTre, Antonio Di Bella e Paolo Ruffini, sono ritenuti da tutti ottimi professionisti, fra i migliori della Rai. Hanno ottenuto del resto, sia in qualità che in quantità d'ascolti, molti eccellenti risultati. Tranne l'unico che conti nell'Italia di oggi: piacere a Berlusconi. Per questo il sultano ha dato ai vertici di viale Mazzini l'ordine di farli fuori, trovando una scusa. Compito non facile, perché di ragioni davvero non ce ne sono. Ma quando non esistono spiegazioni logiche, di solito basta inventarsi un complotto e un colpevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vertici Rai, che invece non brillano né per doti professionali né per fantasia, hanno infine convenuto d'indicare all'opinione pubblica il colpevole più banale: la sinistra. È ormai come dire che l'assassino è il maggiordomo, ma funziona sempre. Sarebbe il Pd a volere il caos della terza rete per poter lottizzare dopo il congresso, secondo il volere del vincitore. L'ipotesi sembra troppo cretina perfino per gli elevati standard di autolesionismo del centrosinistra. Ma Antonio Di Pietro, per esempio, ci crede e dà una mano ad addossare alla sinistra la colpa dell'epurazione voluta da Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente ai tre candidati alla segreteria del Pd, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino, basterebbero dieci minuti per smontare la vicenda. Il tempo di prendersi un caffè insieme e annunciare il via libera alle nomine di RaiTre. Ma evidentemente i tre non sono in grado di prendere insieme neppure un caffè, oppure non capiscono la portata della minaccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mirino di Berlusconi non ci sono tanto questa o quella poltrona Rai, le ha già quasi tutte. Se così fosse, non varrebbe neppure la pena di parlarne. Ma al premier interessa piuttosto eliminare un gruppo di programmi amati e, per lui, pericolosi. Si tratta anzitutto di "Che tempo che fa" di Fabio Fazio e di "Report" di Milena Gabanelli, fiori all'occhiello della rete, quindi dei salotti di Serena Dandini e di Daria Bignardi, "Parla con me" e "L'era glaciale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bouquet di trasmissioni che ha molti meriti o demeriti, dipende dai punti di vista. Riescono a coniugare qualità e popolarità, danno un senso al concetto di servizio pubblico e tengono attaccato alla Rai un pezzo d'Italia moderna e intelligente, assai ambita dai pubblicitari, la quale altrimenti sarebbe già del tutto emigrata sul satellite. L'obiettivo del premier e padrone di Mediaset è di cancellarli. Stavolta con calma, senza editti, lavorando di cesello sul palinsesto e tagliando i fondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore Ruffini, degno erede di Angelo Guglielmi, non accetterebbe mai di sottoscrivere una simile sterilizzazione della rete. Occorre dunque uno spaventapasseri di sinistra disposto alla bisogna, in cambio della poltrona. Se ne trovano a mazzi, basta fare un fischio e si forma la coda davanti a Palazzo Grazioli. I nuovi direttori di Tg3 e RaiTre faranno tanti complimenti a Fazio e Gabanelli, Littizzetto e Dandini, ma diranno che è venuto il tempo di cambiare, innovare. In peggio, aggiungiamo pure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può stupire che Berlusconi, con tutto il potere di cui dispone, si concentri su questa battaglia. Ma il risultato alle elezioni europee di giugno l'ha ormai convinto che anche le riserve indiane debbano essere bonificate e gli ultimi professionisti della comunicazione vadano sostituiti con burattini pubblicitari manovrati da Palazzo Chigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piano d'assalto all'ultima roccaforte indipendente dall'egemonia berlusconiana è astuto e probabilmente andrà in porto. A meno che Franceschini, Bersani e Marino non trovino quei dieci minuti per disinnescarlo. Ma sono troppo impegnati a discutere sulla forma del partito e il suo radicamento nel territorio. L'ipotesi che l'attuale RaiTre sia ormai il principale radicamento nel territorio della cultura progressista in Italia sopraggiungerà soltanto fra qualche anno, come si dice in questi casi: a babbo morto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(27 agosto 2009) &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-2597557100558798314?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/2597557100558798314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=2597557100558798314&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/2597557100558798314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/2597557100558798314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/08/siamo-al-regime-shhhche-non-si-sappia.html' title='siamo al Regime, shhh...che non si sappia!'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-5925723645804068108</id><published>2009-08-19T18:14:00.004+02:00</published><updated>2009-08-19T18:22:25.169+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni internazionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GOVERNO MACHO 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBERA STAMPA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>"Gli italiani sopportano, convinti che la corruzione sia endemica" = Convinzione d'essere un popolo impotente</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;La stampa estera: continua l'interesse intorno alle vicende del premier&lt;br /&gt;Per lui copertina su VSD, e critiche dalla stampa canadese e spagnola&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-21/rassegna-19/rassegna-19.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Berlusconi torna in prima pagina&lt;br /&gt;"Quanto resta al suo potere?"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di CRISTINA NADOTTI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;LONDRA - Il rotocalco di attualità francese VSD dedica la copertina di questa settimana a Silvio Berlusconi, con il titolo: "Berlusconi, quanto gli resta? Donne, denaro, mafia. Le ultime rivelazioni che lo minacciano". All'interno, l'articolo portante riassume le vicende sulle quali "Berlusconi ha mentito agli italiani". Secondo il settimanale "Il vaso è colmo", perché "la sua attrazione per le donne belle e giovani" ha fatto perdere a Berlusconi "ogni prudenza e senso di responsabilità". Le feste a Villa Certosa e palazzo Grazioli sono descritte come "felliniane" e in un articolo a parte vengono tracciati i profili delle "donne di Berlusconi": Mara Carfagna, Patrizia D'Addario, Noemi Letizia e l'ex moglie Veronica Lario e la figlia Barbara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è occupato di Berlusconi in tono alquanto ironico e sarcastico anche il settimanale di attualità canadese McLeans, che nell'articolo "L'uomo più interessante al mondo" ( in cui però il riferimento è a una pubblicità di birra in cui "l'uomo più interessante al mondo" è una specie di figura mitica e spaccona) riassume le tappe delle vicende svelate da Repubblica e le domande alle quali il presidente del consiglio non risponde, insieme con una serie di aneddoti del passato su Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il rotocalco, "Simili storie sulle leggendarie libido e ignoranza del 72enne primo ministro italiano non vengono mai a mancare", &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;ma gli italiani sopportano, convinti come sono che la corruzione sia endemica."&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Per un politico di qualunque altro Paese - dice il settimanale canadese, che ha intervistato anche Alexander Stille - soltanto una delle prodezze di Berlusconi basterebbe a mettere fine alla carriera. Ma inspiegabilmente questo tappetto, costantemente abbronzato, con un evidente trapianto di capelli, una volgare macchina da gaffe, sopravvissuto a 12 processi per corruzione, in contatto con tutti gli uomini più ricchi al mondo, capace di farsi tutte le ragazze a disposizione, nonostante tutto resta il leader più importante della nazione. A paragone con lui il protagonista dello spot è un imbranato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giornale digitale spagnolo Abc, che sottolinea il culto per il corpo di un po' tutti i politici italiani, riferisce del proposito di Berlusconi di rimettersi in forma. In un'intervista Berlusconi ha detto che lo differenzia da Aznar soltanto il fatto che l'ex premier spagnolo ha più tempo libero" e secondo Abc "siccome il potere della mente è infinito, il primo ministro italiano a 72 anni si è autoconvinto che non ha nulla da invidiare ad Aznar, che di anni ne ha 56". Il settimanale ritorna poi sulle vicende di Berlusconi e osserva che siccome non è riuscito a metter pace in famiglia, si è concentrato a perdere peso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(19 agosto 2009) &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-5925723645804068108?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/5925723645804068108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=5925723645804068108&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/5925723645804068108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/5925723645804068108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/08/gli-italiani-sopportano-convinti-che-la.html' title='&quot;Gli italiani sopportano, convinti che la corruzione sia endemica&quot; = Convinzione d&apos;essere un popolo impotente'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-273664992373520145</id><published>2009-08-12T12:20:00.000+02:00</published><updated>2009-08-12T15:13:36.733+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Vite che lottano in un paese in cui calunnie e falsità costruiscono imperi: "devastante attività di disinformazione promossa dai poteri criminali"</title><content type='html'>CULTURA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/saviano-camorra/saviano-times/saviano-times.html"&gt;Saviano: "La verità è che ora odio gomorra" &lt;br /&gt;"Se vedo il libro in vetrina guardo da un'altra parte"&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di SIMONETTA FIORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Il racconto dell'autore in un articolo scritto per "The Times"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;"I hate Gomorra, I abhor it". Odio Gomorra, lo detesto con tutto il cuore. Roberto Saviano ha scelto un giornale inglese per confessare una verità semplice, ma finora indicibile: lo scrittore odia il suo capolavoro, liquidato come "libro maledetto", "eterna spina nel fianco". Gomorra l'ha condannato all'esilio, a un'esistenza spezzata, spogliata di affetti e di libertà, della meravigliosa routine quotidiana, del mare e della neve, di una casa normale, di una pizza la sera con gli amici. Una "vita di merda", scrive Saviano. Un sentimento legittimo - quello espresso dallo scrittore da tre anni costretto a muoversi sotto scorta - ma finora sottaciuto per non deludere le pletore di adoratori, alla ricerca di martiri ed eroi. "Ora sono maturi i tempi", scrive sul Times, "e rivendico il diritto di rivelare il mio rimpianto, pensando con nostalgia a quando ero un uomo libero". Io odio Gomorra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;E' la prima volta che Saviano si lascia andare con tale amarezza su quel suo libro che gli ha procurato fama e successo (traduzioni in quaranta paesi), ma anche una esistenza d'inferno. I due milioni di copie vendute? "C'è poco da festeggiare". Sottile la descrizione della macchina mediatica, ansiosa nella ricerca di eroi, ma non sempre compatta nel difenderli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;E' anche per non deludere i suoi lettori, gli zelanti intervistatori che gli domandano "Ti sei pentito d'averlo scritto?", che Saviano finora se l'è cavata con una risposta ambivalente. "Mi sono pentito come uomo, non certo come scrittore", ama ripetere nei suoi incontri pubblici. "Rispondo in questo modo per dimostrare che mi è rimasto un brandello di responsabilità civile", ci spiega ora dalle colonne del Times. Ma la verità è un'altra. "Quando passo davanti a una libreria e vedo Gomorra in vetrina, mi volto da un'altra parte". Odio e basta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Questo Saviano finora non l'ha potuto dire, per timore di un rifiuto, di "facce mortificate e colme di disappunto". Lo scrittore sentiva il dovere di difendere l'immagine del combattente granitico, capace di "sopportare il sacrificio in silenzio", pronto nonostante tutto a riscrivere mille volte quel suo "dannato" capolavoro. Invece la verità è più semplice, quella di un ragazzo non ancora trentenne che aspira a una vita normale, a guardare il mare o a provare l'ebbrezza di vagabondare senza meta. Ti sei pentito? La risposta è un secco sì. Se avesse saputo a cosa andava incontro, Saviano un libro come Gomorra non l'avrebbe mai scritto. "Ma rimane il fatto che l'ho scritto, e ora ne pago il prezzo per ogni giorno della mia vita".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Una vita in fuga, ogni minuto sotto sorveglianza, spesso in appartamenti bui, soffocanti, senza balconi né verande, il più delle volte relegati in periferia. Impensabile una collocazione in centro, con due automobili blindate e cinque uomini della scorta. "Da tre anni la mia casa è solo una valigia", scrive Saviano, "e una borsa con libri e computer". Unico sollievo, la solidarietà dei suoi lettori. E di scrittori perseguitati come Salman Rushdie, prodigo di suggerimenti su come difendersi dall'intolleranza di chi per paura non vuole condividere neppure un volo in aereo. "Chiama il giornale più importante di quella città e denuncia la compagnia aerea che ti respinge: subito saranno ai tuoi piedi". Consiglio seguito con successo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Figlio di mamma meridionale, premurosa e soccorrevole come vuole tradizione, lo scrittore confessa i suoi esordi impacciati nelle faccende di casa, stiro e naturalmente cucina. Evoca con tenerezza una donna che a Napoli aveva preso l'abitudine di suonare alla sua porta per consegnargli pietanze prelibate, "del genere di quelle cucinate dalle madri per i figli soldati". Uova con parmigiano, costolette di agnello, talvolta mozzarella di buffala o dolci fatti in casa. "Soltanto guardare quei piatti mi faceva sentire a casa". Un incanto culinario bruscamente interrotto dall'ordine di partire per altra destinazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Severo è il giudizio sul paese in cui gli è toccato in sorte di nascere, "dove la verità ha cessato di esistere". Più della morte, Saviano teme la devastante attività di disinformazione promossa dai poteri criminali. In particolare dalla camorra, che è già all'opera per infangarne il nome, per insozzarne la credibilità e tutto quello per cui finora ha vissuto. Una campagna diffamatoria che ha già avuto le sue vittime in Peppino Diana, Federico Del Prete, Salvatore Nuvoletta. Una cascata di fango che rischia di ottundere anche gli organi di informazione. "Non appena la stampa nazionale ti mostra attenzione, cominciano a circolare sul tuo conto pettegolezzi e storie equivoche. Il fatto è che sei colpevole finché non dimostri il contrario. Allora i media si tirano indietro, come lumache nel loro guscio". Il suo incubo è questo, non una pallottola criminale: essere sporcato dalla camorra, non essere più capace di difendersi, "difendere soprattutto le mie parole".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(12 agosto 2009) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-9/saviano-diana/saviano-diana.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Saviano: perché Pecorella infanga don Peppe Diana?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di ROBERTO SAVIANO&lt;/a&gt; &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(1 agosto 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;MI è capitato nella vita di fare pochissimi giuramenti a me stesso. Uno di questi, che non riuscirei a tradire se non vergognandomi profondamente, è difendere la memoria di chi nella mia terra è morto per combattere i clan. Ho giurato a me stesso sulla tomba di Don Peppe Diana il giorno in cui alcuni cronisti locali, alcuni politici e diversa parte di quella che qualcuno chiama opinione pubblica iniziarono un lento e subdolo tentativo di delegittimarlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Il venticello classico di certe parti d'Italia che calunnia ogni cosa che la smaschera; il tentativo di salvare se stessi dalla scottante domanda "perché io non ho mai detto o fatto niente?". Ho letto in questi giorni sulla rivista Antimafia Duemila che due ragazzi, Dario Parazzoli e Alessandro Didoni, hanno chiesto durante una trasmissione Tv a Gaetano Pecorella come mai, quando era presidente della commissione giustizia, difendeva al contempo il boss casalese egemone in Spagna Nunzio De Falco, poi condannato come mandante dell'omicidio di Don Peppe Diana. Mi ha colpito e ferito sentire alcune dichiarazioni dell'Onorevole Pecorella in merito all'assassinio di Don Peppe Diana. In una intervista al giornalista Nello Trocchia per il sito Articolo 21, Pecorella dichiara: "Io dico che tra i moventi indicati, agli atti del processo, ce ne sono tra i più diversi. Nel processo qualcuno ha parlato di una vendetta per gelosia, altri hanno riferito che sarebbe stato ucciso perché si volevano deviare le indagini che erano in corso su un altro gruppo criminale. E altri hanno riferito anche il fatto che conservasse le armi del clan. Nessuno ha mai detto perché è avvenuto questo omicidio, visto che non c'erano precedenti per ricostruire i fatti. Se uno conosce le carte del processo, conosce che ci sono indicate da diverse fonti, diversi moventi".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Proprio leggendo le carte si evince chiaramente che non è così, Onorevole Pecorella. Perché dice questo? È vero esattamente il contrario. Dalle carte del processo emerge invece che è tutto chiaro. E pure la sentenza della Corte di Cassazione del 4 marzo 2004 conferma che Don Peppe è stato ucciso per il suo impegno antimafia e per nessun'altra ragione. Che De Falco (di cui lei, Onorevole, ha assunto la difesa) ha ordinato l'uccisione di Don Peppe per dimostrare, uccidendo un nemico in tonaca, un nemico senza armi, che il suo gruppo era più forte e coraggioso di quello di Sandokan. E anche per deviare la pressione dello Stato proprio sul clan Schiavone. Quelli che lei definisce più volte "moventi indicati" furono, come dimostrano le sentenze, delle calunnie che alcuni camorristi portarono per lungo tempo in sede processuale per discolparsi. Calunnie nate dal fatto che persino loro cercavano di lavarsi le mani, in buona o cattiva fede, del sangue innocente che avevano versato. Ne avevano vergogna. Questo è quel che dicono gli iter conclusi della giustizia italiana. Ed è per questo che la risposta che l'Onorevole Pecorella ha dato appena qualche giorno fa alla domanda se Don Diana, a suo avviso, non fosse stato ucciso per il suo impegno contro i clan lascia basiti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;L'onorevole dice: "Io non ho avvisi. Io riporto quello che è emerso nel processo e nulla più. Ci sono diversi moventi, c'è anche quello, che all'inizio non era emerso, che faceva attività anticamorra. Per la verità nel processo non è venuto fuori molto chiaro neanche questo come movente. È inutile che costruiamo delle fantasie sulle ipotesi. Quella dell'impegno anticamorra è tra le ipotesi. Ma nel processo non è emerso in modo clamoroso, non è mai venuta fuori un'attività di trascinamento, di gente in piazza. Non è che c'erano state manifestazioni pubbliche, documenti. Qualcuno ha detto anche questa ragione. Come vede ci sono tanti moventi. Certamente è stato ucciso dalla camorra. Chi viene ucciso dalla camorra è una vittima della camorra. Ora se è un martire bisogna capirlo dal movente che non è stato chiarito".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;È stato chiarito. Lo Stato Italiano considera Don Peppe un martire della battaglia antimafia, migliaia di persone hanno sfilato in sua difesa. E i documenti che non ci sarebbero, ci sono eccome. Hanno non solo un nome, ma anche un titolo: "Per amore del mio popolo non tacerò". È il documento stilato da Don Peppe insieme ad altri preti della forania di Casal di Principe in cui viene annunciata una battaglia pacifica, ma priva di compromessi alle logiche dei clan, al loro predominio, alla loro mentalità, alla loro cultura, alla loro falsa aderenza alla fede cristiana. Persino Papa Giovanni Paolo II, dopo la morte di Don Peppino Diana, pronunciò nell'Angelus: "Voglia il signore far sì che il sacrificio di questo suo ministro [...] produca frutti [..]di solidarietà e di pace". Per Giovanni Paolo non ci furono dubbi, fu un martire. Per Lei, Onorevole Pecorella, invece ce ne sono. Perché, mi chiedo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Le chiedo inoltre se considera legittimo rivestire il ruolo di Presidente della Commissione Giustizia del Parlamento Italiano e portare avanti la difesa del boss Nunzio De Falco? Lei immagino mi risponderà di sì, che anche il peggiore dei presunti criminali, ne ha il diritto. Ma questo principio di garanzia vale soltanto fino al verdetto finale. Tale verdetto di colpevolezza del suo mandante è stato emesso e confermato. Quindi la prego di non diffondere falsi dubbi sulla condanna a morte di Don Diana. Chi ha ucciso Don Peppe Diana è uno dei clan più potenti e feroci d'Italia che ha ancora due latitanti, Iovine e Zagaria, liberi di investire, costruire, e portare avanti i loro affari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;Oggi, Onorevole Pecorella, lei è presidente della commissione d'inchiesta sui rifiuti, e i Casalesi, come saprà, sono i maggiori affaristi nel traffico di rifiuti tossici e legali. Loro quindi dovrebbero essere i suoi maggiori nemici anche se in passato ha difeso in sedi processuali i loro capi. La prego di avere rispetto per Don Peppe e non dare nuovamente credito a calunnie che negli anni passati killer e mandanti hanno cercato di riversare su una loro vittima innocente. Questa mia domanda non è questione di destra o di sinistra. La legalità è la premessa del dibattito politico, o almeno dovrebbe esserlo. La premessa e non il risultato. Quando iniziai a trascrivere delle parole che Don Peppe aveva detto nel Casertano ho ricevuto lettere commosse da molti lettori conservatori, da cattolici di Comunione e Liberazione sino ai ragazzi della Comunità di Sant'Egidio, dalla comunità ebraica romana e da tante altre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 255);"&gt;La battaglia alle organizzazioni criminali, l'ho vista fare da persone di ogni estrazione politica e sociale. Ho visto, quando ero bambino, manifestazioni nei paesi assediati dalla camorra in cui sfilavano insieme militanti missini, democristiani, comunisti e repubblicani. L'onestà non ha colore, spesso così come non ne ha l'illegalità. Per questo, il mio non è un appello che possa essere ascritto a una parte politica. Non permetterò mai a nessuno, e come dicevo me lo sono giurato, che la memoria di Don Peppe sia oltraggiata da accuse false, demolite dai Tribunali, che ebbero il solo scopo di screditare le sue parole, emettendo nel silenzio il ronzio malefico "quello che dice non è vero". Questo non lo permetterò. Lei mi dirà che questa mia è una battaglia troppo personale. Io le ribadirei che, sì, lo è, è vero. Tutto ciò che riguarda la mia terra, ormai riguarda la mia vita stessa e quindi non può che essere personale. Difendere la memoria di Don Peppe Diana è una questione personale anche per un'altra ragione: è una questione di onore. Onore è una parola che spesso hanno abusivamente monopolizzato le cosche facendola diventare sinonimo del loro codice mafioso. Ma è il tempo di sottrarla alle loro grammatiche. Onore è il sentire violata la propria dignità umana dinanzi a un'ingiustizia grave, è il seguire dei comportamenti indipendentemente dai vantaggi e dagli svantaggi, è agire per difendere ciò che merita di essere difeso. E io l'onore, l'ho imparato qui a Sud. Per meglio spiegarmi, mi sovvengono le parole di Faulkner: "Tu non puoi capirlo dovresti esserci nato. In realtà essere del Sud è una cosa complessa. Comporta un'eredità di grandezza e di miseria, di conflitti interiori e di fatalità, è un privilegio e una maledizione. Vi è il senso aristocratico dell'onore e dell'orgoglio". Mi piacerebbe poter mettere una parola definitiva su questo. Su quanto accaduto a don Peppe. Permettere di farlo riposare in pace. Riposare in pace significa non chiamarlo in causa laddove non può difendersi. A volte, come accade a molti miei compaesani per cui conserva il suo valore, mi viene di rivolgermi a lui. Don Peppe se è vero che tu hai visto la fine della guerra, perché, come dice Platone, solo i morti hanno visto la fine della guerra, sta a noi vivi il compito di continuare a combatterla. E non ci daremo pace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;........................................&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Lo scrittore dopo la polemica scatenata dal presidente della commissione ecomafie "Sarebbe bello che il paese proteggesse la sua memoria senza divisioni"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-9/appello-saviano/appello-saviano.html#commenta"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;"L'Italia difenda don Diana"&lt;br /&gt;"Scout, cattolici e tutti i partiti lo ricordino come nemico dei clan"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di ALBERTO CUSTODERO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 153);"&gt;ROMA - "Sarebbe bello se il Paese difendesse la memoria di don Diana, senza divisioni". Lo scrittore Roberto Saviano lanciando un appello interviene nella polemica divampata dopo che Gaetano Pecorella, presidente della commissione Ecomafie (ed ex legale, 12 anni fa, di Nunzio De Falco, condannato in Appello come mandante dell'omicidio del sacerdote), aveva messo in dubbio che il prete ucciso dalla camorra fosse un "martire". "Prima - aveva detto il deputato Pdl - va chiarito il movente del suo delitto".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Il religioso, sostiene lo scrittore, "è stato ucciso per il suo impegno contro i clan. Ribadirlo significa ribadire che l'Italia è sulle figure come quella di Don Peppe che fonda la fiducia nella possibilità di cambiamento e nel sogno di giustizia. Sarebbe bello che da destra a sinistra tutti si sentissero orgogliosi di essere italiani perché lo era don Peppe. Il suo ricordo e difesa prescindono dalle divisioni politiche. Sarebbe bello se scout, associazioni, e tutti i presenti durante la sua vita ricordassero quanto ha fatto. E cancellassero per sempre ogni ombra che da anni la camorra staglia sulla sua memoria".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Mentre Pecorella ritiene di essere "caduto in un tranello studiato a tavolino" perché "dà fastidio che la Commissione Ecomafie abbia denunciato il pericolo che nei prossimi anni il Lazio resti ingovernabile sotto il profilo dello smaltimento dei rifiuti", ad attaccare l'ex avvocato di Silvio Berlusconi è Sonia Alfano, Idv, presidente dell'Associazione vittime di mafia. "Quelle di Pecorella - dice - sono dichiarazioni disgustose con lo scopo d'infangare la memoria del pastore che osò sfidare la camorra a viso aperto".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Per il capogruppo pd all'Antimafia, Laura Garavini, "diffondere insinuazioni è una sporca strategia che conosciamo troppo bene da parte di certi personaggi. Se tutti fossero come don Diana, l'Italia sarebbe un altro Paese". Raffaele Cantone, ex pm della Dda di Napoli (fece condannare De Falco per aver ordinato l'omicidio del killer del fratello), apprezza "la generosità con la quale Saviano difende la memoria di don Diana, martire per aver dato una svolta alla chiesa campana nella lotta alla camorra". Non crede "che si possa equiparare l'avvocato con il cliente che difende".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 153);"&gt;Ritiene, Cantone, che "si può porre il problema di opportunità per l'avvocato che difende posizioni particolari quando assume cariche pubbliche di rilevante imparzialità". Piergiorgio Morosini, della giunta Anm, invita "alla massima prudenza quando un personaggio pubblico commenta omicidi di mafia perché certe dichiarazioni potrebbero nel mondo criminale delegittimare chi ha preso il testimone di don Diana". Getta acqua sul fuoco, infine, il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, per il quale la polemica Saviano-Pecorella su don Diana "è una tempesta in un bicchiere d'acqua".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(3 agosto 2009)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-273664992373520145?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/273664992373520145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=273664992373520145&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/273664992373520145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/273664992373520145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/08/vite-che-lottano-in-un-paese-in-cui.html' title='Vite che lottano in un paese in cui calunnie e falsità costruiscono imperi: &quot;devastante attività di disinformazione promossa dai poteri criminali&quot;'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-6821813800157666721</id><published>2009-08-11T14:58:00.004+02:00</published><updated>2009-08-11T15:20:26.201+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Donne nella Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni internazionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GOVERNO MACHO 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBERA STAMPA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Cieca Italia che s'affida a rassicuranti Dux!</title><content type='html'>EDITORIALE - &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Berlusconi ritiene una "deviazione" chiedergli conto delle sue menzogne e delle sue condotte che disonorano le istituzioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-20/ossessione-permanente/ossessione-permanente.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L'ossessione permanente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;L'Egocrate è ossessionato. Diventa isterico, quando lo si contraddice con qualche fatterello o addirittura con qualche domanda. Se non parli il suo linguaggio di parole elementari e vaghe senza alcun nesso con la realtà; se non alimenti le favole belle e stupefacenti del suo governo; se non chiudi gli occhi dinanzi ai suoi passi da arlecchino sulla scena internazionale; se non ti tappi la bocca quando lo vedi truccare i numeri, il niente della sua politica e addirittura le sue stesse parole, sei "un delinquente", come ha detto di Repubblica qualche giorno fa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;O la tua informazione è "giornalismo deviato": lo ha detto di Repubblica, ieri. Che al Prestigiatore d'affari e di governo appaia "deviato" questo nostro giornalismo non deve sorprendere e non ci sorprende. È "naturale", come la pioggia o il vento, che il monopolista della comunicazione giudichi il nostro lavoro collettivo una "deviazione". Lo è in effetti e l'Egocrate non sa darsene pace: ecco la sua ossessione, ecco la sua isteria. Deviazione - bisogna chiedersi, però - da quale traiettoria legittima? Devianza da quale "ordine" conforme alla "legge"? E qual è poi questa "legge" che Berlusconi ritiene violata da un giornalismo che si fa addirittura "delinquenza"? La questione merita qualche parola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Il potere e il destino di Berlusconi non si giocano nella fattualità delle cose che il suo governo disporrà o ha in animo di realizzare, ma soltanto in un incantato racconto mediatico. Egli vuole poter dire, in un monologo senza interlocutori e interlocuzione e ogni volta che lo ritiene necessario per le sue sorti, che ha salvato il mondo dal Male e l'Italia da ogni male. Esige una narrazione delle sue gesta, capace di creare - attraverso le sinergie tra il "privato" che controlla e il "pubblico" che influenza - immagini, umori, riflessi mentali, abitudini, emozioni, paure, soddisfazioni, odi, entusiasmi, vuoti di memoria, ricordi artefatti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Berlusconi affida il suo successo e il suo potere a questa "macchina fascinatoria" che si alimenta di mitologie, retorica, menzogna, passione, stupidità; che abolisce ogni pensiero critico, ogni intelligenza delle cose; che separa noi stessi dalle nostre stesse vite, dalla stessa consapevolezza che abbiamo delle cose che ci circondano. Mettere in dubbio questa egemonia mediatica che nasconde e, a volte, distrugge la trama stessa della realtà o interrompere, con una domanda, con qualche ricordo il racconto affascinato del mondo meraviglioso che sta creando per noi, lo rende isterico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;È una "deviazione" - per dire - ricordare che non si ha più notizia dei mutui prima casa e della Robin tax o rammentare che dei quattro "piani casa" annunciati, è rimasto soltanto uno, e soltanto sulla carta. È una "deviazione" ripetere che non è vero che "nessuno è stato lasciato indietro", come non è vero che i nostri "ammortizzatori sociali" siano i "migliori del mondo". È "criminale" chiedere conto a Berlusconi della realtà, delle sue menzogne pubbliche, delle sue condotte private che disonorano le istituzioni e la responsabilità che gli è stata affidata. Lo rende ossessivo che ci sia ancora da qualche parte in Italia la convinzione che la realtà esista, che il giornalismo debba spiegare "a che punto stanno le cose" al di là della comunicazione che egli può organizzare, pretendere, imporre protetto da un conflitto di interessi strabiliante nell'Occidente più evoluto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Nessuna sorpresa, dunque, che l'Egocrate ritenga Repubblica un giornale di "delinquenti" indaffarati a costruire un'informazione "deviata". Più interessante è chiedersi se, ammesso che non l'abbia già fatto, il governo voglia muovere burocrazie sottomesse - queste sì, nel caso, "deviate" - contro questa "deviazione" - e deviazione deve apparirgli anche una testimonianza contro di lui di una prostituta che ha pagato o l'indagine di un pubblico ministero intorno ai suoi comportamenti. È un fatto che Berlusconi esige e ordina che la Rai si pieghi nei segmenti ancora non conformi, come il Tg3, a quel racconto incantato della realtà italiana. Ancora ieri, Berlusconi - mentendo a gola piena e manipolando le circostanze - ha tenuto a dire che "è inaccettabile che la televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, sia l'unica tv al mondo ad essere sempre contro il governo".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;Sarà questa la prossima linea di frattura che attende un paese rassegnato, una maggioranza prigioniera dell'Egocrate, un'opposizione arrendevole. Lo si può dire anche in un altro modo: accetteremo di vivere nel mondo immaginario di Berlusconi o difenderemo il nostro diritto a sapere "a che punto siamo"? Se questa è la prossima sfida, i dirigenti i lavoratori della Rai, del servizio radiotelevisivo sapranno mettere da parte ambizione, rampantismo, congreghe e difendere la loro "missione" pubblica, la loro ragione di essere? Per quanto riguarda Repubblica, Berlusconi può mettersi l'anima in pace: faremo ancora un'informazione deviata dall'ordine fantastico, mitologico che vuole imporre al Paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 255, 204);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-20/stampa-estera-11/stampa-estera-11.html"&gt;La stampa estera, estratto da Repubblica:&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Anche il Times pubblica un'intervista con la escort: secondo il quotidiano di Rupert Murdoch, la signora sostiene di non essere stata l'unica a frequentare le residenze del premier. Scrive il Times, "ha descritto una cultura di sesso in cambio di favori che ha raggiunto i più alti livelli del governo, e in cui altre ospiti delle feste erano ricompensate con contratti tv e lavori in politica". "Tutte parlano di quant'era gentile Berlusconi", racconta la escort, "ma non dicono delle telefonate che mi facevano dopo, dicendo: bleah, era così schifoso, metteva le mani dappertutto, faceva vomitare". Secondo la D'Addario, il premier si vantava con lei di aver risolto lui i problemi fra Usa e Russia: "Diceva che grazie a lui c'era pace fra Putin e Bush. Lui può fare tutto, è un matador".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(11 agosto 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;E&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.vanityfair.com/politics/features/2009/09/berlusconi-slideshow200909?slide=1#globalNav"&gt;"Vanity Fair" mette online tutte le donne di Berlusconi. &lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;L'edizione Usa della rivista riproduce con intento ironico la lettera di scuse a Veronica del 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-20/vanity-fair-scandali/vanity-fair-scandali.html?ref=search"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;"Scandali, divorzio e processi è un premier da barzelletta"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di LUCIANO NIGRO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.vanityfair.com/politics/features/2009/09/wolff200909"&gt;Le pagine di Vanity Fair su Berlusconi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;ROMA - "Impantanato negli scandali sessuali, diretto verso un brutto divorzio, inseguito dagli investigatori, il primo ministro Silvio Berlusconi è a national joke, una barzelletta". Un ritratto implacabile quello che l'edizione americana di Vanity Fair dedica al capo del governo. In un lungo articolo Michael Wolff racconta le avventure che "minacciano la carriera di uno degli uomini più ricchi e dei politici di maggior successo in Europa". E sul sito on line una dissacrante foto gallery ("Tutte le donne del primo ministro") in cui scorrono le immagini di Veronica, Noemi, Mara... con brani della lettera di Berlusconi alla moglie del febbraio 2007: "Cara Veronica, eccoti le mie scuse... ".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;A dir poco imbarazzante il profilo di Wolff. Titolo "Tutte le donne (o donnacce) portano a Roma". "Negli anni Cinquanta - ricorda lo scrittore - era un crooner, un cantante da crociera". Oggi "non è solo un miliardario immensamente potente, ma controlla il partito dominante, il più importante network televisivo e il governo. Ciò che più lo caratterizza, però, è la sua personalità da crooner. È un instancabile, e dozzinale, seduttore. Un Sinatra da grande magazzino. Un tipo. Uno stereotipo italiano". E' "uno spaccone, cosa che è parte del suo fascino". Quando uscirono le foto "di un baccanale nella sua casa in Sardegna, disse con una istrionica strizzatina d'occhi che la rossa e la bionda con cui andava a braccetto stavano solo ammirando le statue e le fontane".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Il fatto è, secondo Wolff, che la cultura popolare in Italia è la Tv. E Berlusconi "il lascivo produttore con uno dei più attivi divanetti di casting aveva un segreto: portare in tv ragazze dai grandi seni". Le veline, ecco l'arma vincente: fanno moda, sposano i calciatori e "lo rendono ricco e famoso". E quando "nel '93 Berlusconi fonda un partito e diventa presidente del consiglio le veline lo seguono". Sembrava il futuro dell'Italia, scrive Wolff. "Il paese cambiava, ma non Berlusconi, entrato in politica per difendere il suo business televisivo extra legale" che "protegge i suoi interessi" con l'immunità delle cariche istituzionali, premier compreso, e con la legge sulle intercettazioni telefoniche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;"Anche la moglie cambiava. Cresceva i figli e leggeva libri. Lei a Milano e lui a Roma, occupato in una vita politica e sessuale da capogiro (ci sono pure un trapianto di capelli, un lift e una liposuzione)". Fino alla festa da Noemi, conosciuta su un book fotografico, alla cui festa Berlusconi arriva "mentre escono liste di probabili candidate europee, inclusa un'intera fila di veline".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);"&gt;La moglie lo definisce "un uomo che va con le minorenni e vuole il divorzio". E altre donne raccontano "di essere state pagate per intrattenere il premier, senza che la tv italiana sfiori neppure l'argomento". Perché agli italiani piace Silvio? si chiede Wolff. Che nota "la sua facile vittoria elettorale si poteva ascoltare la sua voce registrata dire a una donna "aspettami nel letto grande"". E in luglio al G8, "in assenza della moglie, l'accompagnatrice ufficiale era il ministro Mara Carfagna, già topless showgirl e velina che aveva scatenato l'ira della moglie di Berlusconi quando lui disse che avrebbe voluto fuggire su un'isola deserta con lei".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(11 agosto 2009) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-6821813800157666721?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/6821813800157666721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=6821813800157666721&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/6821813800157666721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/6821813800157666721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/08/cieca-italia-che-saffida-rassicuranti.html' title='Cieca Italia che s&apos;affida a rassicuranti Dux!'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-406037677278650791</id><published>2009-08-08T17:15:00.006+02:00</published><updated>2009-08-08T19:07:45.720+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Res Publica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Favola italiana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libera Parola e Opinione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anti-italianismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LIBERA STAMPA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Berluscon'Alice in Wonderland</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sn2Ze3mP7aI/AAAAAAAACGo/2pWPWvFW6c8/s1600-h/Alice-in-Wonderland.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 336px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sn2Ze3mP7aI/AAAAAAAACGo/2pWPWvFW6c8/s400/Alice-in-Wonderland.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367615086495002018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POLITICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Berlusconi non esita neppure a vantarsi di aver fermato le truppe russe in Georgia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 204, 204);"&gt;E' anti-italiano persino ricordare come il presidente passa il suo tempo a Palazzo e in Villa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-19/analisi-davanzo/analisi-davanzo.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Il mondo meraviglioso del Cavaliere tra potere, menzogne, pubblicità e tv&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Abbiamo lasciato Berlusconi che organizza le sue serate a Palazzo o in Villa. Telefona ai suoi ruffiani, anche dieci volte al giorno, come posseduto da un'ossessione. S'informa delle ospiti. Ce ne sono di nuove?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Ne prescrive la mise. Si accerta che siano informate delle sue abitudini sessuali. Promette candidature politiche, ingaggi in tivvù, regali e "buste", cinquemila o diecimila euro secondo il gradimento. Contatta minorenni che non conosce, dopo averne scrutato il viso e il corpo da portfolio consegnatigli da salariati di Mediaset. Lo abbiamo visto in difficoltà quando anche la figlia Barbara (ma non i liberali di casa nostra) gli ricorda che, per un politico, per chi governa, privato è pubblico. Lo incontriamo ora a Palazzo Chigi con una gran voglia di far dimenticare quel che l'opinione pubblica internazionale conosce e soltanto tre italiani su dieci sanno (sette su dieci sono informati dalla televisione che egli controlla, e quindi non sanno alcunché). La scena è bizzarra per noi italiani e diventerà sorprendente per chi italiano non è.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Da solo, seduto a Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi si racconta e riempie di se stesso ogni quadro possibile: planetario, europeo, nazionale, cittadino. Il suo ego non ha confini. Il mondo è lui nell'autorappresentazione che ci offre, nient'altro che lui con il suo carico di vitalismo, ottimismo, carisma, umanità, saggezza, savoir-faire, una capacità di lavoro senza eguali. In quattordici mesi, elenca l'Egocrate, centocinquantotto incontri internazionali, ventidue vertici multilaterali, dieci vertici bilaterali. Sono stato in piedi, dice, anche quarantaquattro ore con il solo ausilio di ventuno caffè. Dovunque, successi. Soltanto successi. Anzi, un unico successo ininterrotto, senza pause, costante nel tempo, operoso in ogni angolo di mondo. Se le truppe di Mosca si sono fermate a quindici chilometri da Tbilisi scongiurando un conflitto Russia-Georgia, il merito è di Berlusconi che ha evitato l'inizio di una nuova Guerra Fredda. Se Barack Obama ha firmato a Mosca il trattato per la limitazione delle armi nucleari, il merito è di Berlusconi che ha favorito "l'avvicinamento" della nuova amministrazione americana al Cremlino. Se l'Alleanza atlantica è ancora vegeta, lo si deve al lavoro di persuasione di Berlusconi che ha convinto il leader turco Erdogan a dare il via libera alla candidatura di Rasmussen. Se "l'Europa non resterà mai più al freddo", il merito è di Berlusconi che ha convinto Erdogan e Putin a stringersi la mano dinanzi al progetto del gasdotto South Stream. Nel mondo meraviglioso di Silvio Berlusconi non c'è ombra né crisi. Non c'è il disonore personale né le menzogne pubbliche. Non c'è recessione né sfiducia. Non c'è né sofferente né sofferenza. Non ci sono più immigrati clandestini, non c'è crimine nelle città, non c'è più nemmeno la mafia. Regna "la pace sociale" e "nessuno è rimasto indietro" e, per quanto riguarda se medesimo, "non c'è nulla di cui deve scusarsi". Anche l'Alitalia è diventata, nel vaniloquio, un miracolo d'efficienza. Grazie ai "colpi di genio" di Berlusconi, anche i terremotati delle tendopoli all'Aquila sono felici perché "molti sono partiti in crociera e altri sono ospitati in costiera e sono tutti contenti".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;A incontrarlo al bar, un bauscia di questa incontinenza (bauscia è bava, saliva: e anche il bavante, il salivante, il moccioso) si chiederebbe al barista di azzittirlo o di allontanarlo, ma quel bauscia è il nostro capo del governo. Ora all'estero - anche ricordando come Berlusconi, intossicato dalla sexual addiction, trascorre in realtà le sue giornate - liquideranno il protagonismo dell'Egocrate come l'ultima arlecchinata di un clown italiano. Noi, che da Berlusconi siamo e saremo governati, non possiamo farlo o per lo meno non possiamo limitarci alla derisione o all'invettiva. Più che disseccare le sue vanterie (per quanto riguarda il bilancio del governo, lo ha già fatto qui Tito Boeri, il 3 agosto) o autoconsolarci con uno sberleffo per quel "priapismo dell'Io", è più utile aprire gli occhi su quanto sta accadendo e accadrà. Meglio descrivere e decifrare quel che ci aspetta. Berlusconi va ascoltato con pazienza, infatti. Da gran fiume delle sue parole affiorano sempre, prima o poi, le "verità dell'asino", come ci ha spiegato Franco Cordero. Gli asini hanno una cattiva fama. Li dicono ottusi, poco intelligenti. Bestie trascurabilissime.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Ma, in realtà, il passo storto dell'asino è soltanto uno: "Svela piani che menti più sottili occultano". Càpita anche a Berlusconi e, solo, a Palazzo Chigi, ne offre un saggio. Se si riflette, le parole dell'Egocrate svelano una tecnica di dominio, un dispositivo di potere. La rappresentazione di se stesso e del lavoro del suo governo è esplicitamente "pubblicitaria", coerente con un'antica confessione di Berlusconi: "Non riesco a non vendere. Non ci riesco! Non riesco a svestire i panni del direttore commerciale" (D'Anna, Moncalvo, Berlusconi in concert). Soltanto nel linguaggio della pubblicità - senza profondità, istantaneo e istantaneamente dimenticato - può non esistere la realtà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sn2vChzl42I/AAAAAAAACG4/uRKcKCZZFUs/s1600-h/alice_in_wonderland_4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 384px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sn2vChzl42I/AAAAAAAACG4/uRKcKCZZFUs/s400/alice_in_wonderland_4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367638788864861026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Così è nelle parole del premier: la recessione è alle nostre spalle; i disoccupati sono protetti e con un decente reddito; le imprese fiduciose; anche i terremotati sono contenti; le città sono sicure, mentre Obama Merkel Putin Erdogan - il mondo - pendono dalle labbra e dalle mosse del nostro premier. Nei modi d'espressione della pubblicità cade ogni scarto tra ciò che è davvero e ciò che si immagina possa essere, tra la situazione di fatto e il progetto. Ogni problema, per Berlusconi, è superabile con uno sforzo d'immaginazione, con una scarica di ottimismo e se ancora qualche problema persiste lo si deve alle forze del Male che non amano il Capo e quindi il popolo. Ogni dissenso è dunque un atto persecutorio contro il Capo e un'aggressione al popolo, un complotto contro gli italiani e l'Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Questa scena, grottesca ma non per questo innocua, può diventare convincente soltanto se c'è un'informazione che la propone all'opinione pubblica come plausibile. E' quel che esplicitamente, come da verità dell'asino, Berlusconi chiede ai media italiani. Non facciano più domande, come già fanno i bravi giornalisti sportivi. Non diano conto del "negativo" perché, soprattutto per il giornalismo del servizio pubblico radiotelevisivo, "non sarà più sopportato". E che si sappia che è "anti-italiano" raccontare le difficoltà di un Paese in recessione, le sofferenze di chi - impresa, famiglia, lavoratore - ne è travolto. E' "anti-italiano" ricordare come il presidente passa il suo tempo a Palazzo e in Villa e con chi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 204, 204);"&gt;Pubblicità più televisione, il medium più potente, sono le armi del dispositivo con cui sempre di più avremo a che fare. Dobbiamo cominciare a fare i conti con il mondo di immagini che ha preso il posto delle realtà, svuotandola, a valutare gli effetti di una tecnica che ci defrauda dell'esperienza e della capacità di prendere posizione, che liquida ogni capacità di distinguere tra realtà e apparenza, che ci obbliga a un'abitudine che ci infantilizza. A ben vedere, pubblicità più televisione è la sola politica che ha in mente Berlusconi tra una cena a Palazzo Grazioli e una notte "a pagamento" a Villa Certosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(8 agosto 2009)&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sn2wZ1sPi8I/AAAAAAAACHI/wczHPfxAiWU/s1600-h/disney-alice-in-wonderland_2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sn2wZ1sPi8I/AAAAAAAACHI/wczHPfxAiWU/s400/disney-alice-in-wonderland_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367640288851364802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;by danDapit:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);font-family:verdana;" &gt;Alla Conferenza Stampa della mattina del 7 agosto il Premier ha affermato che, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);font-family:verdana;" &gt;se riescono,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);font-family:verdana;" &gt; negli appartamenti nuovi in Abruzzo faranno trovare una torta in frigorifero con gli Auguri per la nuova vita, e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;forse forse&lt;/span&gt; anche lenzuola con le iniziali dei riceventi l'alloggio, come è stato già fatto per gli ospiti del G8 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(sorriso felice del Premier).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);font-family:verdana;" &gt;In Abruzzo percepiranno, per questo motivo, l'incredibile affetto del Governo; e nello Stivale italiano ciascuno di noi paghi le tasse per tali presenti verso i nostri connazionali che, se riescono a riceverli, è solo grazie a un Governo così premuroso e delicato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 255);font-family:verdana;" &gt;D'altronde anche il&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/canova-regalo/1.html"&gt;regalo d'un libro in marmo e oro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(cliccare qui per le immagini del libro) &lt;/span&gt;a ciascun componente del Vertice G8&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 255);"&gt;, &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;a noi italiani non è costato nulla! E se siamo così generosi con i leader del resto del mondo che, poverini, non hanno certo la nostra &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" href="http://www.arezzoweb.it/notizie/speciale.asp?anno=2009&amp;amp;idnotizia=20923"&gt;ricchezza raffinata e culturale&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;, perchè essere avari e aridi con i nostri connazionali colpiti da calamità?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sn2iiFMoGSI/AAAAAAAACGw/v-zFuUEsY2M/s1600-h/obama+e+il+libro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 220px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sn2iiFMoGSI/AAAAAAAACGw/v-zFuUEsY2M/s400/obama+e+il+libro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367625037289888034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a style="font-style: italic; font-weight: bold;" href="http://www.cattivamaestra.it/2009/07/premier-analogico-presidente-digitale.html"&gt;Obama apre il regalo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;--------------------------------------------&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ANALISI&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/bilancio-governo/bilancio-governo/bilancio-governo.html"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Governo, 15 mesi di vita spericolata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di TITO BOERI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;TRA i politici italiani va di moda Vasco Rossi. Oggi Berlusconi, nella conferenza stampa in cui presenterà i risultati dei primi 15 mesi del suo quarto governo, probabilmente farà molte bollicine. E cercherà di convincere tutti che il suo esecutivo è stato perfetto ed è andato al massimo. Ci lascerebbe senza parole. Quindi preferiamo scriverle prima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il Berlusconi IV ha effettivamente avuto una vita spericolata, nel mezzo della recessione più grave del Dopoguerra. Non sono condizioni in cui è facile governare, benché avesse tutti i numeri per farlo. La grande crisi era e rimane globale, importata dall'estero, quindi certamente non imputabile al Governo. Anche se il nostro paese era già ben avviato verso una recessione e la prima manovra economica, quella varata in 5 minuti, non ne teneva affatto conto, la crisi sarebbe stata molto meno intensa di quella stiamo vivendo. A queste turbolenze se ne sono poi aggiunte altre tutt'altro che inevitabili. Ma questo è un altro discorso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;È stato anche un Governo molto attivo. Sui media. Uno stillicidio di annunci. Serviti a guadagnare tanti titoli sulle prime pagine dei giornali, a occupare, se ce n'era ancora bisogno, ampie fasce dei Tg in prima serata. Non pochi, comunque, i provvedimenti varati. Un contrasto abissale rispetto all'immobilismo del Governo Prodi. Ma non c'è stata alcuna riforma, se non quella ancora tutta in fieri della pubblica amministrazione. Molti provvedimenti ad hoc, transitori, in deroga o in proroga. Ci lasceranno un'eredità pesante nel paese delle eccezioni e delle complessità normative. Renderanno più difficile il controllo della spesa pubblica. Se ne è già accorto l'esecutivo perché nella legge di assestamento di bilancio ha dovuto rifinanziare per 10 miliardi misure la cui entità era stata in origine sottostimata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Rimane una distanza siderale fra dichiarazioni di principio e atti concreti. Purtroppo in Italia c'è una memoria corta. Anzi cortissima. Cerchiamo allora di ricordare, spulciando il sito&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(204, 51, 204);" href="http://www.lavoce.info/"&gt;www.lavoce.info&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;,&lt;/span&gt; cosa è successo di alcuni provvedimenti che hanno a lungo occupato le prime pagine dei giornali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il Governo è indubbiamente avviato a soluzione il grave problema dei rifiuti in Campania. Da una settimana sono anche state pubblicate le graduatorie delle università che dovrebbero servire a distribuire il 7% dei fondi di finanziamento ordinario agli atenei. Il meccanismo di riparto, a quanto si sa, rende l'intervento poco più che simbolico. Ma anche i simboli contano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Si sono persi nel nulla la convenzione fra il ministero dell'Economia e l'Abi sui mutui prima casa e la Robin tax, che avrebbe dovuto tassare petrolieri, banche e assicurazioni. La crisi, con il calo dei tassi e dei prezzi del greggio, ha reso questi provvedimenti, già di per sé inefficaci, del tutto anacronistici. Basti pensare alle tasse trasformatesi in aiuti alle banche. Chi aveva sbandierato queste misure non si potrà certo vantare di avere previsto la crisi. Sorte analoga è toccata alla detassazione del lavoro straordinario che rischiava di aggravare ulteriormente le perdite occupazionali. Svolta a U. Roba da ritiro della patente. Ma bene essersi accorti dell'errore non troppo tardi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Poco successo hanno avuto i Tremonti bond, varati con grave ritardo dopo che le banche avevano rischiato di essere travolte dalla tempesta. Nessuno sembra volerli, tranne forse i Prefetti che avrebbero dovuto monitorarne l'utilizzo. Caduto nel vuoto anche l'impegno a mantenere inalterati i livelli di credito concessi alle piccole imprese applicando "condizioni di credito non penalizzanti". Se è vero, come lamentato più volte dal ministro dell'Economia, che le nostre piccole imprese sono strozzate dalle banche, anche il rifinanziamento del fondo di garanzia sembra essere stato del tutto inefficace. Dei ben quattro piani casa annunciati, ne è rimasto uno, per ora solo sulla carta, che non prevede nulla a sostegno dell'edilizia popolare. Innumerevoli anche gli annunci di opere infrastrutturali. Anche quei pochi progetti approvati riceveranno dal Cipe "finanziamento parziale", uno stratagemma per aprire i cantieri, ma creare in partenza le condizioni perché, come sempre, le opere non vengano completate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Non si è persa nel nulla l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Come pure il blocco delle addizionali Irpef (comunali e regionali) e Irap. Ma a questo punto la legge delega sul federalismo fiscale, che predica l'autonomia tributaria, "un senso non ce l'ha". Singolare che queste misure vengano oggi sbandierate nei documenti del governo, come volte a "sostenere i redditi e di ridurre la pressione fiscale". Peccato che sia il blocco delle addizionali che la riduzione dell'Ici siano stati introdotti a pressione fiscale invariata. Significa che verranno coperte da altre tasse, quelle che tipicamente colpiscono il lavoro. Oppure sui poveri. Per non "mettere le mani nelle tasche dei cittadini", si è infatti fatto ampio ricorso a imposte sui giochi, tasse che colpiscono i ceti meno abbienti. Non si è persa traccia neanche delle misure che servono a proteggere da scalate i gruppi di controllo delle nostre società (ad esempio riducendo i vincoli all'acquisto di azioni proprie).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Chi invece non è stato protetto sono i più poveri. Molti i "titoli" sul contrasto della povertà: dal bonus famiglia, alla social card, al fondo di credito per i nuovi nati. Misure una tantum, poco più che simboliche e troppo selettive per raggiungere chi davvero ne ha bisogno. I dati Istat di ieri confermano che l'Italia, più di altri, vede crescere drammaticamente la povertà durante le crisi. Il fatto è che non ha strumenti universali di contrasto alla povertà. E i nostri ammortizzatori sociali sono pieni di buchi. Lo sapeva questo governo (a dispetto delle dichiarazioni sui nostri ammortizzatori "migliori del mondo"). Lo sapevano anche i Governi di centro-sinistra che non avevano fatto questa riforma. Ma con una crisi così dura all'orizzonte la riforma era davvero improrogabile. Non ci sono attenuanti per questo operato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Poco consola il fatto che Alitalia, che continua a perdere 2 milioni al giorno nonostante alcuni incredibili titoli di giornale, sia stata privatizzata. Lo Stato ha incassato poco più di 1 miliardo per cedere, inter alia, 64 aeromobili, tutti i diritti di atterraggio e decollo e il marchio. Lasciando in eredità al contribuente una massa debitoria, di gran lunga superiore a quanto incassato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Infine, nell'anno del G8 e delle grandi dichiarazioni sui sostegni all'Africa, sono state quasi dimezzate le risorse per la cooperazione allo sviluppo. E i famosi Global Legal Standards, che promettono battaglia senza quartiere ai paradisi fiscali e all'evasione fiscale, sono stati approvati appena in tempo per fornire una cornice all'introduzione dello scudo fiscale, un premio a chi ha esportato illegalmente capitali e alle organizzazioni criminali. Sulle intenzioni di questo governo nella lotta all'evasione fanno testo lo smantellamento di un insieme di importanti provvedimenti di prevenzione dell'evasione e la riduzione delle sanzioni in caso di mancato o ritardato pagamento delle imposte. La riduzione dei controlli sui posti di lavoro, volti a prevenire il lavoro nero, ci espone ancor di più al rischio di immigrazione clandestina, che sfrutta proprio l'ampia area di irregolarità presente nel nostro paese. Bene ricordarsi che i disperati che arrivano sulle coste siciliane rappresentano meno del 10% dei clandestini che oggi arrivano in Italia. In Africa si è troppo poveri per emigrare. È l'unica area del mondo rimasta in gran parte tagliata fuori dai grandi flussi migratori degli ultimi due decenni. Ma abbiamo fatto patti col diavolo pur di non far arrivare gli africani da noi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;(31 luglio 2009)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33055428-406037677278650791?l=setalend.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://setalend.blogspot.com/feeds/406037677278650791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33055428&amp;postID=406037677278650791&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/406037677278650791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33055428/posts/default/406037677278650791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://setalend.blogspot.com/2009/08/berlusconalice-in-wonderland.html' title='Berluscon&apos;Alice in Wonderland'/><author><name>danDapit</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10402968270207323189</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://www.actuabd.com/IMG/jpg/Crepax_Valentina.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Sn2Ze3mP7aI/AAAAAAAACGo/2pWPWvFW6c8/s72-c/Alice-in-Wonderland.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33055428.post-9132752407308420605</id><published>2009-08-07T11:45:00.011+02:00</published><updated>2009-08-08T16:28:53.301+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo &quot;promettente&quot;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo LADRO'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione sulla malattia dello Stato italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GOVERNO MACHO 2009'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiducia per il Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia 2009'/><title type='text'>Meno male che Russia e Turchia sorridono...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Snv-2uByZgI/AAAAAAAACGQ/g7dawFfTp_Y/s1600-h/Marcel-Marceau.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367163596963997186" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 400px; height: 310px; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Snv-2uByZgI/AAAAAAAACGQ/g7dawFfTp_Y/s400/Marcel-Marceau.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ECONOMIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;Una fonte del governo turco rivela il retroscena della firma dell'accordo South Stream&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/eni-gas/turchia-berlusconi/turchia-berlusconi.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;"Il premier ha chiamato: voleva partecipare alla cerimonia. Putin e Erdogan hanno sorriso"&lt;br /&gt;Berlusconi "eroe" del gasdotto?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La "sorpresa" della Turchia &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;ISTANBUL - Quando il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi ha definito come "un grande successo della diplomazia italiana" l'accordo &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/economia/gazprom-eni/gazprom-eni/gazprom-eni.html"&gt;&lt;strong&gt;siglato ieri tra Turchia e Russia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;sul gasdotto South Stream, il governo di Ankara si è stupito non poco. Lo rivela una fonte del governo Erdogan alla Reuters, che oggi riporta la ricostruzione della bizzarra "intrusione" di Berlusconi nella cerimonia della firma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli accordi tra Mosca e Ankara per far passare il gas russo attraverso le acque turche del Mar Nero fino all'Europa erano "già stati conclusi - racconta la fonte alla Reuters - quando il governo turco ha ricevuto un'inaspettata richiesta dell'ultimo minuto da parte di Berlusconi che voleva partecipare alla cerimonia della firma" del premier russo Vladimir Putin e di quello turco Tayyip Erdogan, ad Ankara. La fonte aggiunge che si è creata una "certa sorpresa" quando ci si è resi conto che Berlusconi voleva rivendicare l'accordo come un suo successo personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' il tipo di cosa che può causare un problema diplomatico - dice ancora la fonte turca - Ma siccome si trattava di Berlusconi, ha solo fatto sorridere i due leader". &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 255);"&gt;&lt;strong&gt;La Reuters cita anche il sito del governo italiano che riporta la dichiarazione secondo cui il progetto South Stream è "un successo personale del primo ministro italiano". Per i turchi, una vera "esagerazione". &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(7 agosto 2009)&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Snv9xWBt1VI/AAAAAAAACGA/g5hfK1UJjJo/s1600-h/pinocchio+di+legno.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367162405110273362" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 300px; height: 400px; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Snv9xWBt1VI/AAAAAAAACGA/g5hfK1UJjJo/s400/pinocchio+di+legno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=49144"&gt;&lt;strong&gt;Dal sito del &lt;span style="font-size:130%;"&gt;GOVERNO ITALIANO - Presidenza del Consiglio dei Ministri:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sotto la voce:&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;"Accordi di cooperazione nel settore energetico"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;6 Agosto 2009&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 255, 51);"&gt;Oggi ad Ankara il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha partecipato alla cerimonia della firma di importanti accordi di cooperazione nel settore energetico tra la Federazione Russa e la Turchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partecipazione turca nel gasdotto South Stream, di cui Eni è partner principale, permetterà il transito attraverso le acque turche del Mar Nero. Si tratta di un successo personale del Presidente del Consiglio che sin dalla conferenza di Soci ha premuto per realizzare in tempi brevi la nuova infrastruttura che garantisce ulteriormente la sicurezza energetica europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accordo sulla realizzazione dell’oleodotto Samsun-Cheyan, rappresenta un altro successo della mediazione di Palazzo Chigi. L’opera, attraversando la Turchia, faciliterà l’accesso del petrolio dal bacino del Caspio al bacino del Mediterraneo. Anche questo progetto gode del supporto del Governo Italiano e vede Eni impegnata in prima linea. L’oleodotto, evitando il transito delle petroliere nel Bosforo, rappresenta un modello nel campo della sostenibilità ambientale. I due progetti apporteranno vantaggi significativi a tutti i Paesi interessati, che potranno utilizzare nuove vie di transito sicure ed efficienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Snv-XwvAx2I/AAAAAAAACGI/1tY5F298-zY/s1600-h/prezzemolo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367163065114609506" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 400px; height: 318px; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Snv-XwvAx2I/AAAAAAAACGI/1tY5F298-zY/s400/prezzemolo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 255, 51);"&gt;&lt;em&gt;Programma giovedì 6 agosto 2009&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ore 14.15 Arrivo del Presidente Berlusconi all’Ambasciata d’Italia ad Ankara&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 14.30 circa Arrivo del Presidente Berlusconi alla Nuova Presidenza del Consiglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 14.45 Il Presidente del Consiglio assiste alla firma degli accordi bilaterali tra la Turchia e la Federazione Russa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 15.15 Conferenza stampa congiunta&lt;br /&gt;Ore 18.25 circa Arrivo del Presidente Berlusconi all’aeroporto di Ciampino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;* gli orari si riferiscono all'ora locale &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Snv_OuHdV-I/AAAAAAAACGY/9WI-wVFwsIc/s1600-h/pagliacci-0346.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367164009304643554" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 324px; height: 300px; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gSrifYsRunI/Snv_OuHdV-I/AAAAAAAACGY/9WI-wVFwsIc/s400/pagliacci-0346.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 255);"&gt;&lt;em&gt;by danDapit:&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 255);"&gt;Bugie, sfoggio di meriti irreali, sorriso vittorioso e capacità di presenziare strategicamente col primo piano del viso sfrontato, sfruttando ogni occasione e contando sulla pazienza signorile di Stati che con saggezza evitano crisi diplomatiche in Europa. Sorridendo. Sorridendo sulle pagliacciate da italiani.&lt;br /&gt;Loro sorridono.&lt;br /&gt;Nel nostro paese invece il sorriso vincente del premier, che sfoggia un mer
