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11 settembre 2009

El Pais commenta l'intervista al Premier italiano

L'EDITORIALE DEL PAIS

Meglio non frequentarlo

Al termine di un incontro con Zapatero, Berlusconi esibisce la sua confusione tra pubblico e privato

Silvio Berlusconi è ormai una compagnia poco raccomandabile. Lo ha potuto verificare ieri Zapatero, che ha dovuto sopportare, insieme a numerosi ministri dei due Paesi, le deliranti e mortificanti spiegazioni sul reclutamento di giovani donne per le liste elettorali del Popolo della libertà, sulle sue riunioni e feste con decine di donne dedite alla prostituzione e sulle sue accuse screditanti nei confronti di El Pais e di quella stampa italiana ancora al riparo dalla sua voracità di proprietario di media e dai suoi sforzi per limitare la libertà d'espressione.

Quello che sta trasformando Berlusconi in un personaggio inadeguato a un Paese serio e a un governo presentabile, togliendogli qualunque capacità di dialogare con autorevolezza con i suoi omologhi, non è la sua vita privata, ma proprio la confusione delirante fra pubblico e privato con cui ha organizzato la vita politica italiana.

La conferenza stampa al termine del vertice bilaterale fra i ministri è la migliore dimostrazione di questa esecrabile mescolanza di generi, che si produce perfino al momento di fornire le spiegazioni che i giornalisti legittimamente gli chiedono. Quasi dieci minuti sono durate le sue prolisse spiegazioni, condìte di egolatria e di umorismo maschilista e rissoso, sempre più complicate mano a mano che tra i presenti, spagnoli e italiani, si diffondeva l'imbarazzo.

Su Berlusconi in questo momento ricade il sospetto di usare il suo potere personale nella designazione di alte cariche dello Stato e nella formazione delle liste elettorali per ottenere favori sessuali. Lui stesso ha documentato e ieri ha perfino esibito come imbarazzante spiegazione sulla sua vita sessuale la propria vulnerabilità di uomo pubblico a cui può capitare di vedersi presentare delle belle ragazze, che naturalmente gli cadono ai piedi sedotte dal suo fascino, per ottenere in cambio favori politici o economici. Nulla si può dire della vita privata di chi sa preservarla, ma nel suo caso è stato lui stesso, i suoi stessi mezzi di comunicazione e la sua ex moglie che hanno scoperchiato tutto quanto, nel caso di quest'ultima segnalando il suo rapporto malato con ragazze minorenni, qualcosa che certo non potrà essere oggetto di incriminazione giudiziaria in Italia a causa della corazza legale che lui stesso si è costruito intorno.

Frequentare Berlusconi, il cui Paese fa parte del G8, è diventato un problema politico in più nella complessità delle relazioni internazionali. Ma quello che lo squalifica come governante è la sua vulnerabilità di fronte a qualunque pressione occulta, frutto delle circostanze che lui accetta per appagare la propria vanità e il proprio ego. La Chiesa, profondamente infastidita dai suoi comportamenti e oggetto dei suoi attacchi, ha deciso di trarre profitto dalla sua debolezza politica ottenendo interventi giuridici proprio nel campo della morale. Ed è chiaro che molti altri possono seguire la stessa strada.

(Questo articolo è stato pubblicato oggi su El Pais. Traduzione di Fabio Galimberti)

(11 settembre 2009)

06 giugno 2009

Tutta una menzogna, calunnie, gossip, con Topol(a)on(ek)i, e top(e)oline!

venerdì 5 giugno: la stampa estera (la Prima pagina) cliccare

Le immagini del fotografo Zappadu pubblicate da "El Pais"

da La Repubblica:
ROMA - Lo spagnolo El País è il primo giornale europeo che pubblica le foto scattate in Sardegna, nella villa del premier Silvio Berlusconi, per le quali il Cavaliere ha chiesto e ottenuto il sequestro. Sono cinque scatti (con i volti di alcuni protagonisti resi irriconoscibili dai "pixel"), con un ampio richiamo in prima pagina accompagnato da un commento. E il titolo del giornale spagnolo è piuttosto esplicito: "Ecco le fotografie che Berlusconi non vuole che siano viste dagli italiani. Le immagini delle feste del Cavaliere". Il servizio fotografico dice El País è stato ottenuto dal fotoreporter sardo Antonello Zappadu che - ricorda il giornale spagnolo - è finito nel mirino per aver tentato di vendere gli scatti al settimanale Panorama.
[...]
La cronaca del giornale spagnolo è accompagnata da un commento nel quale il quotidiano di Madrid rileva come la stampa italiana abbia denunciato l'anomalia di un primo ministro che utilizza voli di Stato per portare i suoi ospiti nella residenza sarda. "Con questa vicenda Berlusconi - scrive El País - è nudo; non come cittadino ma come politico. Se fino a oggi le sue uscite erano state prese come uno scherzo, oggi esistono nuove e poderose ragioni per avvertire che il primo ministro italiano sta mettendo in gioco il futuro dell'Italia come stato di diritto".

Sempre nel commento de El País si legge: "Ci sono nuove e forti ragioni per sostenere che ciò che il primo ministro italiano sta mettendo in gioco oggi è il futuro dell'Italia come stato di diritto". Il giornale precisa che "è un motivo di preoccupazione non solo per gli italiani ma anche per gli europei". La pubblicazione delle foto di Villa Certosa, poste sotto sequestro dalla magistratura che indaga su una possibile violazione della privacy, punta a "dimostrare che il premier sta cercando di convertire lo spazio della politica democratica in un mero prolungamento delle sue relazioni di amicizia e dei suoi divertimenti".

(5 giugno 2009)
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Il Times di Londra dopo le dichiarazioni di Berlusconi, che in tv ha accusato Murdoch di essere un "mandante" degli articoli

Tanta cronaca e un po' di ironia
la stampa inglese risponde a Silvio


Gli articoli di Guardian, Independent, Financial Times, Economist

da La Repubblica di ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - Una risposta "all'inglese": senza scomporsi, senza agitarsi, di fatto senza nemmeno rispondere, limitandosi a riferire i fatti. Questa, almeno per il momento, la reazione del Times di Londra alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che in ripetute interviste televisive ha detto ieri che le pesanti critiche a lui rivolte dal quotidiano londinese hanno un "mandante" nella persona di Rupert Murdoch, il grande magnate dei media, proprietario del Times e di molti altri giornali e tivù in mezzo mondo. La ragione, per Berlusconi, sarebbe la decisione del suo governo di alzare l'Iva per Sky Italia, la rete tivù via cavo di proprietà di Murdoch. In pratica è l'accusa al Times di averlo messo nel mirino per una vendetta di carattere economico e non per una decisione giornalistica. Un'accusa gravissima, nei confronti di una testata di grande prestigio.

Ed ecco come reagisce stamani il Times. Nessun editoriale, nessun corsivo o commento sulla vicenda. Ma una pagina intera dedicata alla vicenda Berlusconi. Con due articoli. Il primo, del corrispondente da Roma Richard Owen, è intitolato "Berlusconi lancia attacchi al Times per gli articoli sulla sua amicizia con una modella". L'articolo si limita a riferire la polemica, citando come motivo principale dell'irritazione del premier italiano un editoriale non firmato dal titolo "Cade la maschera del clown", in cui Berlusconi veniva definito un "pagliaccio"; e un altro della columnist Mary Beard, docente di letteratura classica alla Cambridge University, che - sulla base della sua esperienza di studiosa di Roma antica - paragonava Berlusconi all'imperatore Tiberio. Owen osserva poi che i problemi di Berlusconi sono aumentati con l'inchiesta aperta dalla magistratura romana su un possibile abuso di ufficio per l'uso dell'aereo di stato da parte di ospiti invitati nella sua villa in Sardegna. L'articolo si conclude informando che un gruppo di italiani, guidati dall'avvocato Gianmario Battaglia, ha cominciato a raccogliere firme per nominare Berlusconi come candidato al premio Nobel per la pace, in virtù del suo ruolo nel risolvere il conflitto tra la Russia e la Georgia l'estate scorsa. "Pensiamo che questo sia un buon momento", per presentare le firme, dice l'avvocato al Times. Se le sue parole siano riportate "tongue in cheek", come si dice in inglese, ovvero con intento umoristico, viene lasciato all'interpretazione del lettore.

Un secondo articolo, sempre sul Times, di Lucy Bannerman da Milano, riferisce indiscrezioni apparse su media italiani secondo cui un'ex modella che posava nuda, Sabine Began, sarebbe stata la "Regina Madre" nel gruppo delle "pretty girls" invitate ai party di Berlusconi. La Began, che avrebbe il tatuaggio di una farfalla, "un simbolo collegato a Berlusconi", scrive la reporter inglese, sarebbe stata "il legame cruciale dei party a Villa Certosa" e aggiunge che le fotografie sequestrate dalla polizia italiana lo scorso week-end mostrerebbero una donna che le assomiglia mentre sta arrivando alla villa del premier. Parlando con il Times, un'altra invitata alle feste in Sardegna, l'ex-showgirl e presentatrice televisiva Elisa Alloro, dice che essere invitate a Villa Certosa "è ogni volta un previlegio". Lei dice di esserci stata "più di due volte", affermando che invece Noemi Letizia ci andò "per la prima e unica volta" all'ultimo Capodanno. "Penso che si sia fatta prendere dall'eccitazione" di essere lì", osserva la Alloro.

Anche il quotidiano Guardian (che è di centro-sinistra mentre il Times è più conservatore) dedica ampio spazio al caso Berlusconi, con un breve articolo intitolato "Berlusconi contro Murdoch, la disputa sulle tasse diventa pubblica", e uno a tutta pagina, del corrispondente da Roma John Hooper, sul possibile abuso di ufficio per gli ospiti del premier sui voli di stato, che mettono il leader italiano "ulteriormente nei guai". L'articolo è illustrato da una foto di Berlusconi che canta insieme a Mario Apicella nella sua villa in Sardegna. Anche il Guardian parla della presenza a bordo di "una donna non identificata in occhiali scuri". Il giornale riporta la giustificazione del premier, secondo cui una legge consente di ospitare invitati a bordo di voli di stato, ma precisa che la legge, "introdotta da Berlusconi medesimo, è entrata in vigore solo lo scorso agosto, mentre gli amici del presidente del Consiglio sono stati fotografati mentre scendevano dall'aereo, pagato dalle tasse dei contribuenti, tre mesi prima, in maggio". L'articolo rileva poi che la reputazione di Berlusconi per le gaffe diplomatiche si è arricchita ieri di un nuovo episodio, quando il premier, in una delle tante interviste concesse, ha detto che il cancelliere tedesco Angela Merkel "non è una persona facile dal punto di vista dei rapporto umani".

Anche il quotidiano Independent fa una pagina sulla vicenda, sotto il titolo "Murdoch sta organizzando una vendetta contro di me - dice Berlusconi". Il Financial Times ha un articolo dal titolo "Il premier italiano si lamenta degli 'attacchi' di Murdoch". E anche il settimanale The Economist ha un articolo sul caso Berlusconi, affermando che nei suoi tentativi di respingere le insinuazioni di un rapporto improprio con la 18enne Noemi Letizia, Berlusconi ha "sollevato domande più grandi sul suo comportamento", come indica la possibilità di incriminazione per abuso di ufficio a causa dei voli di stato per i suoi ospiti. Né è chiaro, conclude l'Economist, il motivo per cui, se non c'è niente di misterioso nella vicenda, Berlusconi "non ha finora mantenuto la promessa" di riferire in parlamento la sua versione dei fatti. L'Economist pubblica sull'Italia anche un secondo articolo, su Gianfranco Fini, chiedendosi "che cosa ha intenzione di fare" il presidente della Camera, e paragonandolo a David Cameron, un tempo visto soltanto come un brillante politico, "e guardate dov'è adesso", ossia a un passo dal diventare premier al posto di Gordon Brown.

(5 giugno 2009)

Per visualizzare gli articoli della stampa estera, cliccare qui.


(le parole di Topalanek:"Io nudo? Solo un fotomontaggio")

02 giugno 2009

giornalismo, stampa, libertà di parola= tutta invidia e interessi economici, oh yeah!

Michael Binyon, vicedirettore del Times, replica a Berlusconi
"Se il nostro premier fornisse tante versioni contraddittorie dovrebbe dimettersi"

"Noi ispirati dalla sinistra? Ridicolo
Se è nei guai con le donne è una notizia"


dal corrispondente de La Repubblica: ENRICO FRANCESCHINI

"Noi ispirati dalla sinistra? Ridicolo Se è nei guai con le donne è una notizia"

LONDRA - "Noi influenzati dalla sinistra italiana? Un'accusa semplicemente ridicola. Quando vediamo una notizia, noi del Times la riportiamo, tutto qui. E il primo ministro di uno dei maggiori paesi d'Europa che si mette nei guai con le donne, è una notizia".
Michael Binyon è uno dei più autorevoli commentatori del Times, membro della direzione del quotidiano londinese. È lui a rispondere a Silvio Berlusconi, che nella sua prima reazione al pesante editoriale di ieri del Times, "Il clown cala la maschera", ha detto che i giornali stranieri sono "ispirati dalla sinistra italiana". Non è la prima volta che il premier italiano accusa una testata inglese di essere "di sinistra": aveva dato del comunista perfino all'Economist, settimanale liberal-capitalista, quando lo ritrasse in copertina come "indegno di governare" a causa del conflitto d'interessi e dei suoi processi.

Sostenere che è di sinistra il Times suscita analoga ilarità, a Londra: fondato nel 1875, a lungo il miglior quotidiano del mondo, è sempre stato un bastione del conservatorismo, e lo è rimasto - nonostante la simpatia per Tony Blair - anche dopo essere stato acquistato nel 1981 da Rupert Murdoch, il magnate dei media, proprietario di televisioni e giornali quasi tutti di centrodestra, come la rete tv Fox e il Wall Street Journal negli Usa, il Sun e appunto il Times in Gran Bretagna.

Michael Bynyon, che pensa degli ultimi sviluppi della Berlusconi-story?
"Penso che Repubblica stia facendo un lavoro magnifico. Ed è piuttosto sorprendente, per un osservatore straniero, che vi siano così scarse critiche di Berlusconi, sugli altri media italiani. Naturalmente la ragione è nota: Berlusconi controlla o almeno influenza, direttamente o indirettamente, gran parte dei media italiani, a cominciare dalle tv. Ma è un triste spettacolo, per un giornalista libero, assistere a un tale servilismo verso il potere da parte di altri giornalisti".

Che cosa sarebbe accaduto, secondo lei, se uno scandalo simile fosse scoppiato qui, nel Regno Unito?
"Se si sospettasse che il primo ministro ha una relazione con una 18enne a cui promette dei favori, e sua moglie affermasse che va con minorenni, e il premier in questione fornisse di continuo versioni contraddittorie sull'accaduto, tutti i media nazionali gli starebbero addosso 24 ore su 24. Dovrebbe dimettersi nel giro di settimane".

Berlusconi dice che i vostri editoriali, critici nei suoi confronti, sono ispirati dalla sinistra italiana.
"Un'accusa insensata, ridicola. Sostenere che c'è una cospirazione, dietro i nostri articoli, è infantile. Una cospirazione della sinistra italiana, poi: e come farebbe, la sinistra italiana, a far scrivere quel che vuole al Times di Londra? Noi non scriviamo per fare piaceri a questo o a quello. Scriviamo quando vediamo una notizia. E il premier dei uno dei maggiori paesi d'Europa, membro della Nato, presidente di turno del G8, che si mette nei guai con le donne e poi dice cose chiaramente non vere su com'è andata, è una notizia, la che vedrebbe anche un cieco".

E la sua iniziativa per bloccare la pubblicazione delle 700 fote scattate alla festa nella sua villa in Sardegna?
"Difendere la privacy, in assoluto, è giusto. Ma in questo caso, se Berlusconi volesse mettere a tacere ogni sospetto, direbbe: pubblicatele. Non facendolo, contribuisce a lasciar credere che in quelle foto ci sia qualcosa da nascondere".

Magari gli italiani pensano che mentire su relazioni extraconiugali è lecito.
"Può darsi, ma la menzogna non può cambiare di continuo, dev'essere credibile. E le cose che dice Berlusconi non lo sono. Senza contare che la menzogna di un leader politico, per qualunque ragione, è imperdonabile. Ovunque. Anche in Italia".

(2 giugno 2009)
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From The Times, June 2, 2009
Silvio Berlusconi supporters counter allegations over Noemi Letizia


Richard Owen in Rome

Supporters of Silvio Berlusconi were accused yesterday of starting a media campaign to discredit individuals who have spoken out about the Prime Minister’s relationship with an aspiring teenage model.

With the European elections only days away, supporters of Mr Berlusconi are fighting to counter allegations concerning his relationship with Noemi Letizia.

Ms Letizia’s presence at a party held by Mr Berlusconi when she was 17 was acknowledged only after it was revealed by her former boyfriend, Gino Flaminio, who claimed that 30 to 40 girls attended.

He originally cast doubts on claims by Mr Berlusconi and Benedetto Letizia, Ms Letizia’s father, that the Prime Minister had known the family for years.

In an open letter to Ms Letizia published at the weekend in Il Mattino, the Naples newspaper, Mr Flaminio said that he did not know and could not have known “if your family had previously had contact with the Prime Minister”.

On Saturday a reporter and photographer from Il Giornale, a newspaper owned by Mr Berlusconi, obtained an interview with Mr Flaminio by posing as “the foreign press”.

It claimed that he had asked for payment — and therefore his testimony could not be trusted. La Repubblica, the newspaper that carried the original interview with Mr Flaminio, denied that it had paid him. Mr Flaminio also denied taking payment.

In a letter to Corriere della Sera Mr Flaminio said that he had been used for attacks on Mr Berlusconi.

La Repubblica was scathing in its response. “Silvio and his newspapers launch a media barrage to hide inconvenient truths,” its headline said.

It said that the Prime Minister felt vulnerable after his wife’s demand for a divorce and “knows that to destroy the reality which threatens him he must destroy — swiftly and as completely as possible — all those who are testifying against him”.

Mr Berlusconi’s relationship with the Letizia family has been the subject of speculation, claim and counterclaim since Veronica Lario announced her intention to divorce her husband.

Mr Berlusconi, who was campaigning in Bari, said that he was sorry that newspapers were discussing “my family’s private life — we have touched rock bottom”.

ALCUNI COMMENTI di ITALIANI in coda all'articolo del TIMES:

I live in Palermo and I agree with my fellow citizen; we need help from other countries to get back our freedom and to become again a democratic country.
renato, palermo, italy

To Nick Browne: you are perfectly right, we voted and deserved him, but believe me, it is not easy to show that truth that all the world already understood; thanks to you for your criticism, to the times for this campaign, please continue, please go on, please let us have back our wonderful Country
Marco, Winchester, UK

Thank you to TIMES !! We are not all Berlusconians!! I am very happy to be in Europe!! Please help us, you must continue to write about Italian PM!! Please help italian people! He stunned all people with his television! We are a wonderful country but we never been normal!!!
adele, Genova, Italy

TIMES Related Links

* Berlusconi party girl pictures blocked

* Silvio survives as the lech with the common touch

* Silvio Berlusconi 'party' villa adds to scandal

* Berlusconi: I will resign if caught lying

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"Manovra internazionale contro di me"
I sospetti di Silvio su Murdoch


da La Repubblica: 2 giugno 2009

[...] I rapporti con il gruppo "Sky" si sono incrinati da tempo. L'amicizia si è trasformata in concorrenza. E dopo che l'ultima Finanziaria ha decretato l'aumento dell'iva al 20% per la tv satellitare, tutto è precipitato. La guerra della Rai al "parabolone" non è mai stata così intensa. [...]

"Anche Murdoch fa parte del complotto? Non fatemi parlare di Murdoch. È meglio se lasciamo stare", dice uscendo dal Quirinale dove ha partecipato alla celebrazione del 2 giugno.

[...]Per il momento l'obiettivo primario del Cavaliere sono le elezioni europee. Le polemiche degli ultimi giorni hanno messo a rischio l'obiettivo del 40% per il Pdl. Il "Noemigate" e il divorzio da Veronica hanno avuto un qualche effetto sui sondaggi. Lo stesso Berlusconi ha ammesso che il suo indice di popolarità ha avuto una flessione del 2%. Dopo l'ultima offensiva di "Libero" contro la signora Lario, però, Berlusconi è sicuro di poter nuovamente invertire il trend e recuperare quanto ha perso nell'ultimo mese.

"Certo - si è confidato con i suoi rivelando una certa irritazione - mi secca che ora mi diano del cornuto". Ma sul resto non ha nulla da recriminare. "È passato un giorno - ha fatto notare ad alcuni parlamentari del Pdl che lo hanno chiamato per esprimergli solidarietà - e la signora non ha smentito. Quindi cosa devo pensare?". Dal punto di vista della comunicazione, dunque, l'uomo di Palazzo Chigi ritiene di poter cambiare i rapporti di forza. "C'era un patto con Veronica - ha ricordato - ed è stato lei a romperlo. Un patto sulla nostra vita privata. È stata lei a modificare gli accordi con l'intervista a Repubblica. A questo punto mi sono tolto un peso".
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danDapit commenta:
Un vero signore il Premier! Teme che gli diano del "cornuto", ma a intuito -solo intuito- ritengo che tale timore sia strumentale finzione dialettica (novità, no davvero!).
Lo si può infatti rassicurare che nel momento in cui esprime l'irritante per lui timore, chi lo legge non gli dà proprio conto.
Se vogliamo parlare popolarmente di CORNA, può star certo che il mito del Maschio Latino gli aderisce (grottescamente) a perfezione.

Infatti 50 ragazze a Villa Certosa, d'ottima presenza, come le definisce Zappadu, ma basta fare un giro su internet per vedere le foto delle nominate e constatare di persona la loro avvenenza, che ci facevano intorno al puro Signor Cornuto?
Meno male che i parlamentari del Pdl esprimono la loro solidarietà a quest'uomo così "cornuto", come lui preferisce definirsi.
Povera vittima dell'ingranaggio della meschina stampa!


E, altra signorilità, affermare: "A questo punto mi sono tolto un peso".
La classe non è acqua!

01 giugno 2009

sostituzione della Nobiltà Monarchica con la Corte del Potere Governativo. Le cortigiane ci sono sempre

L'ANALISI

Il nuovo volto del potere

articolo da "La Repubblica" di GIUSEPPE D'AVANZO


IL "caso Berlusconi" svela da oggi anche altro e di peggio. Ci mostra il dispositivo di un sistema politico dove la menzogna ha, non solo, un primato assoluto, ma una sua funzione specifica. Distruttiva, punitiva e creatrice allo stesso tempo. Distruttiva della trama stessa della realtà; punitiva della reputazione di chi, per ostinazione o ingenuità o professione, non occulta i "duri fatti"; creatrice di una narrazione fantastica che nega eventi, parole e luoghi per sostituirli con una scena di cartapesta popolata di fantasmi, falsi amori, immaginari complotti politici.

E' stato per primo Silvio Berlusconi a muovere. Si scopre vulnerabile nelle condizioni di instabilità provocate dalle parole della moglie ("frequenta minorenni", "non sta bene") e fragile per la sua presenza nella peggiore periferia di Napoli a una festa di compleanno di una minorenne. E' dunque costretto a mostrare, senza finzioni ideologiche, il suo potere nelle forme più spietate dell'abuso e della pura violenza. E' già un abuso di potere (come ha scritto qui Alexander Stille) in un pomeriggio di autunno telefonare, da un palazzo di Roma e senza conoscerla, a una ragazzina che sta facendo i compiti nella sua "cameretta" per sussurrarle ammirazione per "il volto angelico" e inviti a conservare la sua "purezza". E' un abuso di potere ancora maggiore imporre ai genitori della ragazza di confermare la fiaba di "una decennale amicizia" con il premier, nata invece soltanto sette mesi prima grazie a un book fotografico finito non si sa come sullo scrittoio presidenziale.

E' pura violenza pretendere che gli si creda quando dice: "Io non ho detto niente". Tutti abbiamo sentito Berlusconi dire, spiegare, raccontare in pubblico e soprattutto contraddirsi e mentire. Ora egli pretende che il potere delle sue parole sulla realtà e sui nostri stessi ricordi sia, per noi, illimitato e indiscusso. Esige che noi dimentichiamo ciò che ricordiamo e crediamo vero ciò che egli dice vero e noi sappiamo bugiardo. Non ha detto niente, no? Berlusconi chiede la nostra ubbidienza passiva, l'assuefazione a ogni manipolazione anche la più pasticciata. Reclama una sterilizzazione mentale (e morale) dell'intera società italiana.

Già basterebbe questo atto di pura violenza per riproporre le dieci domande a cui il capo del governo non vuole dare risposta da più di due settimane perché, palesemente, non è in grado di farlo. Se lo facesse, potrebbe compromettere se stesso, rivelare abitudini e comportamenti in rumorosa contraddizione con il suo messaggio politico (Dio, patria, famiglia).
C'è altro, però. Berlusconi sa che questa prova di forza non lo mette al sicuro dal potenziale catastrofico della "crisi di Casoria". Sa che spesso i fatti sono irriducibili e hanno la tendenza a riemergere. Sa che per distruggere quella realtà minacciosa, deve distruggere presto e nel modo più definitivo chi la può testimoniare. Anche in questo caso il premier ha deciso di muoversi con un canone di assoluta violenza. E' quel che accade in queste ore. Per raccontarlo bisogna ricordare che i giorni non sono passati inutilmente perché hanno offerto a chi ha voglia di sapere e capire qualche accenno di "verità".
Veronica Lario dice a Repubblica che il premier "frequenta minorenni". Berlusconi nega dinanzi alle telecamere di Porta a porta di frequentare minorenni.
Mente, ora è chiaro. Ci inganna intenzionalmente e consapevolmente, ben sapendo che cosa vuole deliberatamente nascondere. Ha frequentato la minorenne di Napoli come altre minorenni hanno affollato le sue feste e affollano i suoi weekend nella villa di Punta Lada in Sardegna. Dov'erano quelli che oggi minimizzano la presenza di ragazzine alla corte di un anziano potente di 73 anni quando quel signore negava di "frequentare minorenni"?

Un secondo punto, fermo e indiscutibile, è l'inizio dell'amicizia con Noemi, la ragazza napoletana. La retrodatazione del legame tra il premier e la famiglia della ragazza al 1991 si è rivelata posticcia e contraddittoria. I suoi incontri con la minorenne, anche in assenza dei genitori, sono stati documentati (Villa Madama; Capodanno 2009 a Villa Certosa). L'inizio dell'affettuosa e paterna amicizia tra il capo del governo e la minorenne è stata testimoniata dall'ex-fidanzato della ragazza, confermato da una zia di Noemi, fissato nell'autunno del 2008.

Contro questi "punti fermi", che lasciano il premier nudo con le sue bugie, si è scatenata una manovra utile a scomporre, ricomporre e confondere i fatti in un caleidoscopio mediatico di immagini false dove l'arma è la menzogna e gli armigeri sono i giornalisti stipendiati dal capo del governo, dimentichi di ogni deontologia professionale e trasformati in agenti provocatori; i corifei del leader, forti dell'immunità parlamentare e disposti a ogni calunnia. Buon'ultima Daniela Santanché che accetta di fare, nell'interesse del Capo, il lavoro sporco di diffamarne la moglie ("ha un compagno"). Chiunque, in questo affare, abbia portato il suo granellino di verità viene ora sottoposto a un pubblico rito di degradazione fabbricato con un violento uso della menzogna.

Il primo assalto è toccato a Repubblica investita, dall'editore all'ultimo cronista che si è occupato del "caso", da un'onda di panzane. Prima il complotto politico (ma la polemica sulle veline è stata sollevata dal think tank di Gianfranco Fini). Poi la bubbola del pagamento del testimone (Gino Flaminio) che colloca la prima telefonata di Berlusconi a Noemi alla fine del 2008. L'accusa la grida in tv il ministro Bondi. Qualche giorno prima che un allegro commando di redattori del giornale della famiglia Berlusconi si scateni contro Flaminio allungandogli un paio di centoni "per l'incomodo" e realizzando la ridicola impresa di essere i soli a pagare l'ingenuo Gino. Che, anche se spaventato e intimorito, dice, ridice e conferma in tre occasioni di "non aver avuto un centesimo da Repubblica". Non è finita. Uguale trattamento viene inflitto al fotografo che ha immortalato, nell'aeroporto di Olbia, lo sbarco da un aereo di Stato delle ragazze (alcune, appaiono da lontano minorenni) invitate a allietare il fine settimana del presidente del consiglio. Infilato prima in una trappola dall'house organ di Casa Berlusconi, denunciato poi per truffa (improbabile reato) dall'avvocato del premier, la procura di Roma decide di sequestrare sia le immagini illegittime (scattate verso il patio di Villa Certosa) sia le foto legittime (raccolte in un luogo pubblico).

Siamo solo all'interludio perché il colpo finale, la menzogna usata come manganello punitivo, viene riservato alla prima e più autorevole testimone dell'instabilità psicofisica del premier e dei suoi giorni con le minorenni: Veronica Lario. Daniela Santanché (non è un'amica della Lario, non frequenta la villa di Macherio) svela a Libero che "Veronica ha un compagno". E, se "Veronica ha un compagno", come possono essere attendibili i suoi rilievi al marito? Il cerchio ora è chiuso. Il pestaggio menzognero è completo, anche se non concluso. Ciascuno ha cominciato ad avere quel che si merita.

Questo spettacolo nero ha il suo significato politico. Berlusconi vuole insegnarci che, al di fuori della sua verità, non ce ne può essere un'altra. Vuole ricordarci che la memoria individuale e collettiva è a suo appannaggio, una sua proprietà, manipolabile a piacere. Si scorge nella "crisi di Casoria" un uso della menzogna come funzione distruttiva del potere che scongiura l'irruzione del reale e oscura i fatti. Si misura l'impiego dei media sotto controllo diretto o indiretto del premier come fabbrica di menzogne punitive di chi non si conforma (riflettano tutti coloro che ripetono che ormai il conflitto d'interesse è stato "assorbito" dal Paese). E' il nuovo volto, finora nascosto, di un potere spietato. E' il paradigma di una macchina politica che intimorisce. C'è ancora qualcuno che può pensare che questa sia la trama di un gossip e non la storia di un abuso di potere continuato, ora anche violento, e quindi una questione che scrolla la nostra democrazia?

(1 giugno 2009)
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La stampa europea segue con attenzione i nuovi sviluppi della vicenda Noemi

Durissimo editoriale del quotidiano di Murdoch su Berlusconi: "Disprezza gli italiani"


Il Times: "Cade la maschera del clown"
Libération: "Lo scandalo è alle calcagna"

dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI de "La Repubblica"

LONDRA - Uno scandalo che non riguarda più solo gli italiani, ma anche i paesi partner dell'Italia, nell'Unione Europea, nella Nato, nel G8 che l'Italia si prepara ad ospitare. E' questo il severo giudizio di un editoriale del Times di Londra sulla vicenda che ruota da settimane attorno a Silvio Berlusconi, al suo rapporto con la 18enne Noemi Letizia, alle feste in Sardegna e al divorzio con la moglie Veronica Lario. E non è solo il Times a occuparsi ancora una volta di questa storia, che la stampa inglese sta seguendo con particolare attenzione: ci sono nuovi articoli anche sul Financial Times, sul Daily Telegraph, sull'Independent.

"Cala la maschera del clown", (From: The Times, June 1, 2009 "The Clown’s Mask Slips" - Berlusconi must answer allegations of womanising and questions about inappropriate behaviour. The quality of government is a not a private matter) s'intitola
l'editoriale del Times, il secondo su questa vicenda dopo quello altrettanto duro del 18 maggio, pubblicato al primo posto fra i tre commenti del giorno nella pagina degli editoriali. "La qualità del governo Berlusconi non è una questione privata", afferma il sottotitolo. "L'aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al parlamento europeo", comincia l'articolo. "Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l'opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria 'privacy', pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente".

Il Times riconosce che la vita privata di Berlusconi è appunto un affare privato, ma osserva che, come è si è dovuto rendere conto Bill Clinton, scandali e alti incarichi pubblici non vanno d'accordo. "Molti potrebbero dire che l'Italia non è l'America, che l'etica puritana degli Stati Uniti non ha mai dominato la vita pubblica italiana, e che pochi italiani si scandalizzano davanti ai donnaioli. Ma questo è un ragionamento insensato e condiscendente. Gli italiani comprendono quanto gli americani cosa è accettabile e cosa non lo è. E, come gli americani, giudicano spregevole il cover-up".

L'editoriale del quotidiano londinese nota quindi che pochi media in Italia possono fare simili affermazioni, senza timore di un castigo. "A suo merito, la Repubblica ha continuamente sollevato domande al primo ministro sulla sua relazione con Noemi Letizia, e alla maggior parte di queste domande non ci sono state risposte soddisfacenti. Quando e dove egli ha conosciuto la famiglia della ragazza? Mr. Berlusconi chiese di avere fotografie da un'agenzia di modelle per iniziare i contatti con la signorina Letizia? Che cosa c'è di vero sulle notizie di party con decine di giovani donne nella sua villa in Sardegna? Mr. Berlusconi ha promesso di spiegare tutto in parlamento. Ma non ha certo riassicurato i suoi critici con la sua iniziativa per bloccare la pubblicazione di 700 fotografie che potrebbero mostrare cosa succedeva a quei party. Né lo aiuta il suo sventurato ministro degli Esteri, che ha provato a difenderlo sottolineando che l'età per il consenso (a rapporti sessuali, ndr.) in Italia è 14 anni, come se ciò fosse rilevante".

Qualcuno potrebbe dire, si conclude l'editoriale, che tutto ciò non riguarda i forestieri. Ma gli elettori italiani, alla vigilia delle elezioni europee, dovrebbero riflettere sul modo in cui è guidato il loro governo, sui candidati selezionati per Strasburgo e sul livello di sincerità del premier. E la faccenda "riguarda anche altri", afferma il Times. "L'Italia ospita quest'anno il summit del G8, dove si discuterà di maggiore cooperazione nella lotta al terrorismo e al crimine internazionale. E' un importante membro della Nato. Fa parte dell'eurozona, che è confrontata dalla crisi finanziaria globale. Non sono soltanto gli elettori italiani a domandarsi cosa sta succedendo. Se lo chiedono anche i perplessi alleati dell'Italia".

Il Times pubblica anche una lunga corrispondenza dall'Italia, intitolata "Berlusconi blocca la pubblicazione di foto di giovani donne in bikini a un party nella sua villa". Un articolo sul Financial Times, invece, osserva che "l'ondata di gossip" e "l'odore di scandalo" intorno a Berlusconi distolgono l'attenzione dell'opinione pubblica italiana da questioni ben più gravi, come le cattive notizie sull'andamento dell'economia italiana.

Una corrispondenza sul Daily Telegraph afferma che "gli alleati di Berlusconi mettono nel mirino la moglie" per il divorzio, con la rivelazione che Veronica Lario avrebbe un partner da tempo, fatta da Daniela Santanché sul quotidiano Libero. E l'Independent riporta le pesanti critiche fatte dal premio Nobel per la letteratura Josè Saramago, che hanno spinto la casa editrice Einaudi, "parte dell'impero Modandori di Berlusconi", a non pubblicare il suo ultimo libro, che descrive tra l'altro il primo ministro come "un delinquente".

Francia. Il quotidiano Libération dedica la copertina alla vicenda: "Lo scandalo alle calcagna" e nelle due pagine interne: "Rivelando la tresca il quotidiano Repubblica ha fatto vacillare la popolarità del presidente del consiglio. E' una battaglia portata avanti nel nome di una certa concezione dell'interesse pubblico".

(1 giugno 2009)
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(da "La Repubblica"):

Berlusconi contro la sinistra.
"Ho già chiarito tutto, non c'è niente da chiarire. Non c'è nessun caso veline, calunnie pure che si ritorceranno contro chi le ha agitate".

Berlusconi torna così sul caso 'Noemi' e sul processo Mills. Sostendo che i giornali stranieri che l'hanno attaccato "sono in collegamento con i giornali della sinistra". Compreso il Times che l'ha criticato con un editoriale. Infine l'affondo contro l'opposizione: "Credo che si sia davvero toccato il fondo. Sono i giornali della sinistra che hanno riempito il vuoto di programma della sinistra con il gossip. La carta valori della sinistra ormai è Novella 2000. Ma gli si ritorcerà contro".
Immancabile il sondaggio che, assicura il Cavaliere, fotografa una popolarità che tocca quota 73%.
(1 giugno 2009)

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Commento di danDapit:

Riporto ritagli da La Repubblica: articoli, analisi, senza mai aggiungere mie parole.


Perchè non potrei che aggiungere "NON HO PAROLE!".

Sì, sono allibita, e non riesco a credere che gli italiani vogliano bersi tante menzogne, non riesco a credere che gli italiani scambino ciò che riguarda le loro tasche con il gossip, non posso pensare che gli italiani riescano ancora a dare credito e addirittura "fuducia" a un tale personaggio, solo perchè non se ne può più di partiti, di destra, sinistra, o ci si trovi delusi e confusi nel non sentirsi rappresentati da nessuno!

Mister "S.B." ci rappresenta invece?

Io spero solo che l'opinione mondiale non pensi che tutti gli italiani siano come lui.
(seppure è vero che se lo votano, ci si rispecchiano)

27 maggio 2009

Financial Times & Independent sul Premier dell'Italia

Editoriale del quotidiano finanziario britannico: "Rifiuta ogni critica indipendente"

Stampa e siti internazionali continuano a riprendere il silenzio del premier sulle "dieci domande"

Berlusconi "un pericolo per l'Italia"

l'affondo del Financial Times

El Pais: "Esecutivo più populista che mai, minata la credibilità italiana"

da La Repubblica, articolo di ENRICO FRANCESCHINI


LONDRA - "Un pericolo" per l'Italia. Due grandi giornali inglesi, il Financial Times e l'Independent, usano stamane la stessa espressione parlando di Silvio Berlusconi, alla luce delle vicende che hanno recentemente coinvolto il primo ministro e del suo rifiuto di rispondere alle domande che gli ha posto la Repubblica.

Dopo i numerosi servizi dei corrispondenti da Roma della stampa britannica, e due editoriali molto critici verso Berlusconi apparsi sul Times di Londra, quotidiano filoconservatore, e sul Guardian, quotidiano filolaburista, oggi a occuparsi del caso sono il quotidiano della City, considerato l'organo di informazione più autorevole d'Europa, e l'Independent, che dedica alla questione un ampio ritratto del premier italiano su due intere pagine.

Silvio Berlusconi "non è chiaramente un altro Mussolini" e il suo potere non comporta il rischio di un ritorno al fascismo, "ma è un pericolo per l'Italia e un maligno esempio", afferma l'editoriale non firmato, dunque espressione dell'opinione della direzione del giornale, collocato al primo posto frai tre commenti del giorno nella pagina "Op-Ed" (opinioni ed editoriali) del Financial Times, subito al di sotto del motto del Ft, "Without fear and without favor", ossia senza timori reverenziali e senza fare favori a nessuno. "Mentre vengono poste pesanti domande sulla sua relazione con un'adolescente che sogna di diventare una star, domande che sua moglie è stata la prima a sollevare, Berlusconi si è rivolto contro il suo più ostinato interrogante, il quotidiano di centro-sinistra la Repubblica, ha lanciato velate minacce tramite un suo associato e ha cercato di invalidare le domande sostenendo che sono viziate da un pregiudizio politico. Egli ha mostrato simile belligeranza verso i magistrati che lo hanno giudicato corruttore dell'avvocato inglese David Mills, definendoli militanti di sinistra, sebbene il parlamento lo abbia reso immune dall'essere processato. E insoddisfatto anche di un così utile parlamento, ha detto che dovrebbe essere drasticamente ridotto a 100 deputati, mentre il potere del premier dovrebbe essere accresciuto".

Il pericolo rappresentato da Berlusconi, prosegue l'editoriale del quotidiano finanziario, è di "svuotare i media di serio contenuto politico, rimpiazzandolo con l'intrattenimento, di demonizzare i nemici e rifiutare di accettare la legittimazione di ogni critica indipendente". Il pericolo è "mettere una fortuna al servizio della creazione di un'immagine di massa, composta da affermazioni di successi ininterrotti e sostegno di popolo". Che Berlusconi sia così dominante è "in parte colpa di una sinistra titubante, di istituzioni deboli e talvolta politicizzate, di un giornalismo spesso subalterno. Ma più di tutto è colpa di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato. Non un fascista, ma un pericolo, in primo luogo per l'Italia, e un esempio maligno per tutti".

Il lungo articolo dell'Independent, firmato dall'ex corrispondente da Roma, Peter Popham, ricostruisce punto per punto tutti gli sviluppi della "Berlusconi's story", chiedendosi se un leader coinvolto in così tanti scandali, controversie e processi, possa finire per perdere il potere a causa di una vicenda apparentemente minore, come la partecipazione al compleanno di una ragazza diciottenne, riportata inizialmente in un trafiletto di giornale da Repubblica, ma poi gonfiata dalla decisione di Veronica Lario di chiedere per questo il divorzio, sostenendo che suo marito ha incontri "con minorenni", che "non sta bene" e che "ha bisogno di aiuto". L'implicita allusione dell'Independent è allo scandalo Watergate, anch'esso iniziato con una piccola notizia di cronaca, un apparente tentativo di furto nel quartier generale del partito democratico americano, ma poi terminato con le dimissioni di Richard Nixon. Il quotidiano londinese conclude che oggi Berlusconi è di fronte al "rischio reale" di perdere consensi alle prossime elezioni europee, particolarmente dopo le critiche espresse da alte autorità della Chiesa cattolica per il suo comportamento. La questione dei suoi rapporti con Noemi Letizia, afferma il giornale, "non è triviale". Vivere in Italia oggi è "come essere intrappolati in un campo di lava che sta lentamente ma inesorabilmente scivolando giù da un pendio". Gli scandali di Mani Pulite, anziché portare alla nascita di una rivitalizzata "Seconda repubblica", hanno condotto a una "Età di Silvio e al lento ma costante degrado delle istituzioni democratiche della nazione". Se il primo ministro può "mentire così spudoratamente" sulla sua relazione con una teen-ager, allora l'Italia "è in pericolo".

Dal Paìs a Abc, tam tam sui media. E' sempre vivo l'interesse su stampa estera e siti web di informazione internazionale sul'inchiesta di Repubblica e il silenzio di Berlusconi sulle dieci domande che il giornale ha posto al presidente del Consiglio. Così come ha fatto il Financial Times, anche in Spagna il quotidiano El Paìs dedica alla vicenda il suo editoriale. Notando che "la condotta politica e personale di Berlusconi mina la credibilità italiana", e sottolineando come l'esecutivo guidato dal Cavaliere sia "più populista che mai". "La sua relazione con una aspirante vedette della tv - prosegue il quotidiano spagnolo - gli è costata il divorzio e rivelato un clima decadente che pure la Chiesa ha iniziato a criticare".

Il network americano Abc News, sul suo sito web si chiede se è vero che Berlusconi abbia avuto un "affair", una relazione , con "una modella minorenne". Il sito della maggiore tv Usa pone l'accento sulle tante incongruenze nelle storie raccontate dal premier e dalla famiglia Letizia e nota: "Nonostante il suo fermo controllo sulla copertura giornalistica italiana, le domande poste da Repubblica lo hanno in tutta evidenza scosso".

L'agenzia di stampa Reuters dedica al caso un articolo del corrispondente dall'Italia Philip Pullella, in cui si evidenziano le reazioni dell'opposizione e della Chiesa e come Berlusconi stia cercando di contrattaccare anche in vista delle prossime elezioni europee e del G8 in Abruzzo.

Anche in Germania il tema è oggetto di attenzione. Sul del quotidiano conservatore Die Welt di oggi il corrispondente dall'Italia Paul Badde scrive che " tutta l'Italia segue tra sdegno e divertimento il presunto affair di Silvio Berlusconi con una diciottenne. Anche quando alla berlina, è il premier dei cuori. Berlusconi incarna l'Italia reale, la speranza che non tutto deve essere sempre corretto e pulito pur di raggiungere l'obiettivo che ci si propone. Alle Europee - prosegue Badde - il suo partito si aspetta comunque un risultato da sogno attorno al 40 per cento. Alcuni voteranno per lui anche per compassione".

Il principale quotidiano argentino, El Clarìn, scrive: "Nonostante lo scandalo della sua presunta relazione con Noemi, Berlusconi si presenterà come candidato testimonial alle elezioni europee". "Comunque vada - aggiunge il corrispondente dall'Italia Julio Alganaraz - sarà un plebiscito. Pro o contro di lui".

(27 maggio 2009)

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Stesso contenuto tratto da Yahoo News.

Financial Times: Berlusconi un cattivo esempio per tutti

Il fascismo non è il futuro più probabile dell'Italia, ma quello che succede oggi resta comunque un cattivo esempio per tutti.
Lo sostiene il Financial Times in uno dei suoi editoriali di oggi prendendo spunto dal dibattito intorno alle polemiche su Silvio Berlusconi.


"Berlusconi chiaramente non è Mussolini: ha plotoni di veline, non di Camicie nere", dice l'editoriale. "Nessun fascismo, ma un pericolo - innanzitutto per l'Italia - e un cattivo esempio per tutti".

Secondo l'Ft il pericolo che l'Italia corre "consiste nel fatto che i media sostituiscano i contenuti seri della politica con quelli dello spettacolo. E' quello di una spietata demonizzazione dei nemici e il rifiuto di accordare una base di indipendenza ai vari poteri. E' quello di investire una fortuna al servizio della creazione di una immagine forte, fondata su un successo senza fine e sul sostegno popolare".

Che Berlusconi sia così forte, prosegue il quotidiano, "è in parte colpa di una sinistra tentennante, di istituzioni deboli e talvolta politicizzate, di un giornalismo che ha troppo spesso accettato un ruolo subalterno. Molto di tutto ciò è il difetto di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato".

Intanto, il segretario del Pd Dario Franceschini, oggi impegnato in un tour elettorale in Liguria, ha attaccato il premier chiedendo ironicamente agli elettori: "Fareste educare i vostri figli da quest'uomo?".

Non c'è dubbio che Berlusconi sia un imprenditore e un politico di successo, ricco, furbo e potente - ha detto Franceschini, le cui dichiarazioni sono riportate da un comunicato stampa del Pd, "(ma) chi guida un paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi".

REUTERS mercoledì 27 maggio 2009 14:36