14 ottobre 2007

Omaggio al Nonsense

- Ehi, Chuck!
Urlava con rabbia da un capo all’altro d’una piazza gremita di gente.
- Sai quella scheda telefonica, sì, quella sim card che t’avevo regalato l’inverno scorso e che a maggio m’hai restituito?
- Sì, ho capito! ...Ma perché strilli da laggiù?
- Sei un bastardo! Un bastardo! Me l’hai ridata senza neppure cancellare un sms che avevi ricevuto!
- Cosa vai urlando? Cosa urli qui in mezzo a tutta questa folla? È passato un sacco di tempo!
- Non importa quanto ne sia passato! Me l’hai restituita con un sms in memoria, senti qui: «Ma che hai sbroccato? Perché non mi vieni a prendere stasera…sulla tua torpedo bleeu?».
- Allora? Che vuoi adesso?
- Il numero non era registrato sotto un nome! Tre-tre-nove, nove, quattro, zero, due, otto, uno, sette… Di chi è questo cellulare? A cosa t’è servita la sim card che t’avevo regalato per le nostre telefonate? Eh??
- Dina! Sta’ zitta! Stai armando una caciara! Non c’è persona che non si sia voltata a guardare!! Quanto ti odio!

Dina trasalì e improvvisamente aprì gli occhi. Un incubo. Aveva il collo bagnato di sudore. Si alzò, andò in bagno ad asciugarsi, poi in cucina a bere dell’acqua.
Chuck era partito per alcuni giorni. …Voleva parlargli di quell’orribile sogno. No, anzi. Doveva raccontarlo alla psicoterapeuta, quale inquietante significato celava?
Andò al tavolo cercando carta e matita e appuntò il sogno finché lo ricordava nei particolari. Cosa diceva l’sms? Ah sì, la torpedo blu… e il numero…incredibile! Si rammentava addirittura la sequenza numerica: 339…940, 28, 17 come la leggesse ancora dal cellulare!
Controllò l’appuntamento con la dottoressa, era per le 11,30. Bene. L’ansia si placò. Tornò a letto con un bicchiere d’acqua in mano e l’asciugamano appoggiato sulla spalla.


Alle 11,30 pigiava fremente sul nome «Dott.ssa Anna Gambiolini».
- Buongiorno Dina, come sta?
- Sono abbastanza turbata dottoressa, ho avuto un incubo.
- Ah, bene, abbiamo materiale sul quale lavorare…
- Veramente, oltre al mio incubo, sono rimasta ancora più turbata quando ho sentito Chuck, il mio ragazzo…
- Dobbiamo lavorare sui sogni.
- Sì, infatti! La cosa particolare è che anche lui ha avuto un incubo, stamattina ce li siamo raccontati a vicenda!
- Ve bene, Dina… Però ho in cura lei, non il suo fidanzato.
- Dottoressa, so bene che tutto ciò è al di fuori del razionale, le assicuro però che questa particolare coincidenza mi scuote molta ansia…
- Se la può tranquillizzare, mi parli anche del sogno del suo “Chuck”…
- Lui non si chiama così, è il soprannome che gli ho dato io…
- Questo non interessa all’analisi, andiamo avanti.
- Chuck ha detto che ieri sera si è bevuto una birra fredda dopo cena, mentre era in digestione, perciò durante la notte si è sentito male…
- Dina, evitiamo particolari non pertinenti.
- Sto arrivandoci! Insomma, lui ha avuto un incubo contemporaneo al mio. Ha sognato un uomo in auto con la moglie, litigavano, e quello la buttava giù dalla vettura per poi cercare d’investirla. Chuck guardava la scena e vedeva che la donna restava a seno nudo sul cofano dell’auto, con i vestiti strappati nell’impatto. Poi si accorgeva che l’uomo nell’auto provava a investire anche lui…
- Non conoscendo il suo ragazzo non posso cogliere il significato di tali immagini, vogliamo parlare del motivo per cui la agita?
- Sì, ecco… Ho sognato che ero in una piazza grande, come un’antica agorà, affollatissima. Lì vedevo lui dall’altro capo della piazza, e da quella distanza prendevo a urlargli contro accusandolo forse d’avermi tradita. Gli rinfacciavo d’aver trovato sulla sim card il messaggino non cancellato d’una donna…
- Questa dimenticanza di cancellazione d’un sms la interpreta come qualcosa che l’inconscio vuole suggerirle? Ha forse sentore che il suo fidanzato vorrebbe farle sapere ciò che le ha precedentemente occultato?
- Non saprei… Aspetti, completo il racconto del sogno. La mittente del messaggio gli proponeva di passarla a prendere sulla sua “torpedo blu”. Nella piazza gli urlavo che era un bastardo, tutti ci guardavano, ero così furibonda che non mi importava! Pensi che stranezza: mi è rimasto impresso il cellulare che ho letto nel sogno, almeno mi sembra sia quello!
- Un numero che non ha dimenticato neppure cessando la fase onirica… – ripeté meccanicamente la psicoterapeuta, poi, quasi giungesse da altrove, replicò:
- La donna diceva «vieni a prendermi stasera sulla tua torpedo blu»? …La canzone di Gaber?
I lineamenti del viso della dottoressa si irrigidirono, il suo busto si raddrizzò legnosamente sulla sedia.
- Sì. C’è qualche indizio significativo?
- No, no… Interessante. Mi stava spiegando che le è rimasta impressa una sequenza numerica?
- Sì, eccola, l’ho scritta subito: tre-tre-nove, nove-quattro-zero, due-otto, uno-sette.
La dottoressa Anna Gambiolini parve impallidire.
- Ma non vedo collegamento tra il suo incubo e quello del fidanzato…
- Veramente io ho una strana sensazione… Guardi che caso! Ho sognato che lui mi teneva nascosto qualcosa e che aveva bluffato con me, mentre lui sognava una coppia che litigava e un uomo che voleva investire una donna. Nel suo sogno è espressa una forte aggressività nei confronti di quella donna, moglie o amante che fosse, ma la stessa aggressività l’ha diretta poi verso un uomo… Forse un altro se stesso?
- Brava Dina. – esordì la psicoterapeuta deglutendo - potrebbe sedersi sulla mia poltrona. È diventata abile nell’analisi dell’immaginario inconscio…
- Sono turbata, ci dobbiamo sposare... il sogno mi ha messo in allarme! Poi stamattina s’è aggiunto l’incubo di Chuck…
- “Chuck”. – ripeté la psicoterapeuta.
- Dottoressa? Mi sembra scossa anche lei… Come interpreta tutto ciò?
Anna Gambiolini si agitava con visibile disagio, lanciando insistentemente occhiate al pacchetto di sigarette sul tavolo.
- Eh, Dina, dal tuo sogno emerge che non hai fiducia in Chuck. Più profondamente direi che non ti vuoi sposare. L’inconscio sta inviando chiari messaggi. Non vuoi chiuderti nel vincolo matrimoniale, temi d’essere tradita. Dovresti riflettere prima di fare questo passo! Inoltre, osservando il sogno del fidanzato in particolare coincidenza col tuo, ma è solo una banale casualità, sembrerebbe che anche lui tema il passo del matrimonio… Mi dispiace, l’orologio dice che la seduta è terminata. Abbiamo già un appuntamento per la prossima volta?
La psicoterapeuta l’accompagnò alla porta.
Prima di uscire, con fare riflessivo, Dina precisò:
- Dottoressa, si è accorta che ha iniziato a darmi «del tu?»
- Oh! Mi è sfuggito… Mi scusi Dina. Buona giornata… -, ribattè Anna Gambiolini sorridendo affettuosamente e chiudendo l’uscio.
Finalmente sola. Appoggiata la schiena contro lo stipite scivolò con lentezza giù, fino a sedersi a terra. Non riusciva a capacitarsi. Il suo amante era il fidanzato di Dina. Era sotto shock. Come poteva essere che Dina avesse sognato il suo numero di cellulare? E la battuta sulla torpedo blu? Lei gliel’aveva fatta per l’acquisto della nuova auto! Cosa poteva saperne la sua paziente? Cosa stava accadendo nell’universo? Era l’inconscio collettivo? Quel bastardo! Non le aveva mai detto d’avere una fidanzata. Non solo, l’incubo di lui rivelava il desiderio di sbarazzarsi dell’amante, proprio di lei!

Suonò il campanello. Guardò l’ora. Le 12,30. Non aspettava altri pazienti. Forse il postino con una raccomandata?
Aprì la porta. Dina le era davanti ferma sul pianerottolo.
- Dottoressa, mi scusi, ho ricordato un particolare. Per un periodo Chuck si sbagliava quando doveva pronunciare il mio nome. Senza accorgersene, interloquiva spesso con un «Anna». Pensavo si confondesse con la sorella che si chiama così…
- Ah… ah… – La psicoterapeuta trattenne il respiro.
- Ascolti, desidero provare a digitare quel numero, ma voglio farlo qui con lei. Da sola mi sentirei stupida, posso? Ci metto un attimo, tanto non può rispondermi una Anna, sarebbe il colmo! Il mio era solo un sogno, che diamine!
Dina aveva già composto il numero e la Gambiolini era ancora con una mano in aria per fermarla, in un fallito intento.
Gli accordi d’una celebre “Per Elisa” presero a risuonare all’interno dello studio.
- Uh, dottoressa, sono veramente inopportuna! La stanno chiamando, forse è suo marito e io la sto disturbando. Vado…
Nell’attimo in cui Dina interruppe la linea e notò contemporaneamente che la musica nell’aria si spegneva, lo sguardo volò sulla targhetta del campanello: «Dott.ssa Anna Gambiolini».
Gli occhi cambiarono istantaneamente traiettoria, in un lampo furono sul volto sbigottito della psicoterapeuta.
Anna nel panico gridò: «Non sapevo nulla!», sbattendo la porta in faccia alla ragazza.


Dina non sposò Chuck. Sparì dalla sua vita. E smise di andare in analisi.

Anna Gambiolini tornò in terapia dal suo vecchio analista, cessando per anni di lavorare. Non si separò dal marito.

Chuck andò a vivere in un paesino dell’entroterra, si innamorò d'una fioraia e le regalò l’intero negozio. Fu con lei che scoprì l’amore, e per esprimerlo non gli sarebbe bastato un mazzo di rose, ma un luogo ricolmo di Fiori… sì.

26 commenti:

danDapit ha detto...

** DEDICATO a:
Chuck, Dina, Anna Gambiolini, Esegesi e Rivelazioni-7-Marzo **


Racconto di completa invenzione e opportunamente "Nonsense".

Perchè "nonsense"?
Per sorridere, come con le favole...

(p.s. - mi raccomando, non componete quel numero, nonostante l'invenzione potrebbe rispondervi veramente una Anna! ^_^ )

angelo ha detto...

Che bel racconto che trovo tornando sul tuo blog dopo tanto tempo!
Una piccola storia completa giostrata molto bene nel finale... chissà quante volte le nostre vite si sfiorano senza arrivare ad intrecciarsi come quelle di Dina e di Anna, quanti amanti comuni, matrimoni salvati all'ultimo istante.

Bello! E' piacevole ritrovarti in grande forma :-)

danDapit ha detto...

@Angelo
Ciao!! Bentornato! Sono contenta di rivederti qui!!
..sai che mentre pubblicavo questo racconto alcuni pensieri sono andati a te? Sì, ripensavo al discorso dei post finalizzati ad ottenere un gran numero di commenti...
Sghignazzavo tra me e me pensando che davanti a un racconto così nonsense forse le persone resteranno senza parole da lasciare! ^__^
Mi stupisco di ciò che dici: che è un bel racconto...!
Io mi sono divertita a comporlo, indubbiamente... chissà, magari il mio divertimento serve anche a divertire chi legge! Ne sarei felice ;o))
E poi, detto fra me e te: lo sappiamo che tutto è unito, no?
Gli intrecci spesso sono invisibili, ma ben esistenti!
Grazie per "la gran forma"!
A presto...

hertz ha detto...

come analista 'sta anna lasciava proprio a desiderare, è un bene che abbia smesso ;)

danDapit ha detto...

@Hertz
...Scusa, perchè dici così?
Dai, non fare il moralista! ^__^

hertz ha detto...

no no, non è moralismo, è che sono "del mestiere" (frequento psicologia all'università) e secondo me come ha condotto il colloquio, anche prima della "notizia" non è che fosse proprio eccellente...ma lascia stare, uno non dovrebbe fare commenti del genere su un racconto :)

danDapit ha detto...

@Hertz
No no! Non lascio stare!!!
Scherzi?
Avevo capito che non ti riferivi alla vita privata dell'analista, e sapevo anche dei tuoi studi, se ne era parlato al Guado... Quindi avevo ben compreso!
Ho voluto creare una battuta nella mia risposta appositamente provocatoria (e la provacazione diciamo che ha avuto esito "positivo")... provocazione al tuo essere lapidariamente sintetico! ^__^ Cosa che a volte dà scarsa soddisfazione all'autore d'un racconto!
Sorry!! Mi scuso, ognuno dà ciò che desidera dare, no? ;o))
Comunque il racconto è un'invenzione, e il dialogo tra le due donne, anche nella prima parte, era strumentale per l'evoluzione della conduzione, non volevo essere realistica, altrimenti addio humor!
(eppure sapessi quante piccole chicche occulte ci ho infilato!! =__= )

Grazie Danilo!! :-*

Diego D'andrea ha detto...

Dandina, il racconto promette bene, ma è un pò lungo e voglio dedicargli tutto il tempo che merita e che ora purtroppo non ho!
Ripasso più tardi(anche perché la foto conturbante m'incuriosisce alquanto ;-)

Ciao D

danDapit ha detto...

@Diego d'A.
..Allora anch'io ti aspetto, eh eh! (ma ho fatto prima ioooo!!)
...circa la foto conturbante, ehm... forse promette, ma non mantiene!!! ^_^ )

Dani ha detto...

intrigante racconto...succede...nella vita tutto può succedere...un sogno che rimette le cose a posto...
ciao.

Dani ha detto...

PS
mi piace l'uso delle immagini ,come un film muto al contrario...

daniela ha detto...

Ehy Dani ma lo sai che ti trovo cambiata nel tuo modo di scrivere? Stai tirando fuori nuove bellissime arti che non sapevo tu avessi!
Questo racconto è divertentissimo, scorrevole e particolare. Da pubblicazione, guarda.
Mi piace un sacco quando parli dell'inconscio collettivo, "quel bastardo"! Io approfondirei il tema e ci scriverei qualcosa di più.
Brava Dani!

Sergio ha detto...

Tra l'onirico, l'intrigante ed il metafisico.
Per me è ben condotto e di eccellente fattura.
Brava!

danDapit ha detto...

@Dani
Sì, è vero, tutto PUO' succedere nella vita! Se poi consideriamo che "il pensiero influenza l'ambiente", ovvero l'argomento del post di Daniela verso il quale tu hai concordato, allora niente è un caso! Neppure un sogno che racconti la realtà circostante... da cui prendono il via addirittura nuove situazioni, e rivoluzioni! ^__^

E grazie per l'osservazione sulle immagini!
Solo una curiosità... ho cercato di interpretare, però mi piacerebbe sapere cosa t'abbia ispirato tale particolarità: perchè "al contrario" (il film muto)?
Ciao ciao!!

@Daniela
Ohi, quante cose belle mi dici!!!
"da pubblicazione"?? Caspita, arrossisco....*__*

Inconscio collettivo...? Eh eh, uuhh, quanta roba ci sarebbe da tirar fuori dal cappello!! Ma non sono ferrata in materia...
^__^
Le mie sono intuizioni e "unioni" tra ciò che so della psiche, e ciò che studiamo attraverso il buddismo, non è poco, ma sai, davanti al razionale, occorre capacità di confutazione, mi mancherebbe Nichiren!! ;o))
Anyway, "quel bastardo" la Gambiolini lo stava indirizzando al Chuck, come sopra Dina nel sogno... e due! eh eh!!
Non era riferito all'inconscio collettivo, il bastardo... ma volendo... =__=
Un baciooooooo!

@Sergio
Grazie! Veramente Many Thanks!
Intrigante? :-)
...Mi piace l'introduzione del "metafisico", ci sta bene, sì sì!!!
Un salutone!

Dani ha detto...

cerco di spiegarmi...nel film muto le immagini in movimento cercano di essere raccontate dalle sintetiche didascalie,in questo racconto le immagini spiegano,rafforzano il contenuto scritto,come dire lo incorniciano egregiamente,la forma fusa al contenuto...
IMHO
...spero di essere stato comprensibile...spesso non lo sono...ma questo è un problema mio.:-)
ciao

ASSU ha detto...

Eh sì Dandina, ti sei proprio divertita a giocare con quelle coincidenze che ti piacciono tanto.
Mentre leggevo il dialogo fra paziente e analista, già stavo pensando a un commento un po’ acidulo, in cui ti avrei suggerito di indagare un po’ di più nella professione dei tuoi personaggi: un analista non interagisce mai con il proprio paziente; non dà interpretazioni dei sogni, ma domanda al paziente come lo interpreta; non dà consigli, né ammonisce o incalza suggerendo la risposta…
La sorpresa sul volto della dottoressa però ha fatto scoccare la scintilla intuitiva. Là (circa a metà racconto, quindi) era già tutto chiaro. Quindi il commento è variato: non più note sul dialogo paziente-analista, ma – forse – un accenno sulla caratteristica “stupore” bisogna farlo. Cioè, se l’effetto voluto – come mi pare – era quello della sorpresa, forse avresti dovuto rendere meno evidente (giocando sull’interesse della dottoressa più che sulla sua perplessità) il suo diretto coinvolgimento. Che ne pensi?

danDapit ha detto...

@Dani
Sì, ti sei spiegato benissimo!!
E spiegato così, è ancora più bello! Grazie!!
...adesso avrei da chiederti un'altra cosa, ma verrò a chiedertela direttamente su Formepensiero...
Thanks, 'bye!!

@Assu
Esercizi di scrittura?
^_^ eh eh!!


Non saprei, sai?
Ho ricontrollato i vari passaggi inserendo ciò che tu suggerisci nell'immaginare delle variazioni...
No, forse non volevo giocare sull'effetto sorpresa... Mi piaceva giocare sul ruolo professional-rigido-cattedratico dell'analista che pian piano s'andava invece smarrendo nel proprio sbigottimento, scoprendo improvvisamente di far parte d'un insospettabile triangolo (ehm, quadrato!), e ciò le veniva svelato dalla sua stessa paziente! (Il lettore sta seduto sulla sedia dell'analista mentre la osserva e contemporaneamente -insieme a lei- "capisce")
Ribaltamento dei ruoli!
Il divertimento forse fa più leva sullo "sfaldamento" della "cortina da analista".
E, a dire il vero, questo particolare Esercizio di scrittura è nato da un gioco, un mio gioco interiore...coinvolgente uno dei personaggi a cui è dedicato.
Così l'Esercizio si complicava (non si limitava all'exercise) divenendo quasi quasi una partita a scacchi, no, anzi: facciamo "a dama", va, senza Scacco Matto!
Altrimenti qualcuno se la potrebbe prendere!
...
Sibillina? eehh i misteri delle psiche sono infiniti!
;o))
(vera schiacciata d'occhiolino!)

danDapit ha detto...

@Assu_bis
Ho dimenticato una cosa che volevo dire all'interno della mia risposta...
Nel dialogo tra paziente e terapeuta avevo in mente anche alcune scene del film "Prime" del regista Ben Younger, con Meryl Streep e Uma Thurman, in cui Meryl è l'analista e Uma la paziente.
Il film è spassoso! Per caso il figlio della terapeuta incontra e si innamora della paziente della madre; nel corso delle sedute di terapia la madre capisce che l'uomo così felicemente incontrato dalla Uma, è il figlio (di 13 anni più giovane)! Ma deve tacere, ascoltando sulle spine anche racconti terribilmente intimi!
=__=

Diego D'andrea ha detto...

Eccomi, come promesso.
Molto bello il racconto, senza moralismi e ben architettato. Nel senso, ciò che sta capitando è chiaro al lettore, non c'è sorpresa, eppure si avverte una sensazione persistente di suspense.
Ad un tratto, quando Dina si presenta, inattesa, dalla dottoressa, ho persino pensato ad un epilogo thriller... una direzione che, secondo me, potrebbe essere carino esplorare, non trovi ?

Ciao D

Pier ha detto...

Dopo aver letto il racconto ed il primo commento (il tuo) ho pensato che una dedica anonima potrebbe essere rivolta a tutti quelli che stanno scappando.
Il racconto è come sempre avvincente e dedicato alle coincidenze, in questo caso travestite con l'abito giallo delle premonizioni.
Il finale mi sembra un pò affrettato ma forse la cosa è voluta, perchè gli accadimenti del racconto tagliano come un coltello la vita dei protagonisti.
Bellissima la foto della foglia morta che sembra emergere dall'acqua, come se un ricordo, volesse a tutti i costi riemergere dal passato...

danDapit ha detto...

@Diego d'A.
Mi fa piacere sapere che si avverte una costante "suspence", è una cosa che mi elettrizza... ;o)) Proprio così!!
Direzione da thriller, suggerisci? mmhhh... ci sto pensando, ma non su questo racconto, su uno ex-novo! Mi stai dando ispirazione...Anzi, già me l'hai data!
Va bene anche il Noir? ^__^
Ciao, bax!

@Pier
Riescono sempre a colpirmi le tue incredibili intuizioni! Talmente "intuitive" da diventare degli svelamenti anche per me!
Sì, il finale è come dici tu: "accadimenti che tagliano come un coltello la vita dei protagonisti."
Il fatto è che i racconti dedicati ai post sono spesso con finali "affrettati", per esigenza di brevità richiesta da una lettura sul web!
Altrimenti lo stesso racconto, sai quanto lo avrei potuto sviluppare? Anche nel dialogo tra le due donne... Invece: zac zac, si taglia, tutto immediato e verso l'efficacia!
Per il mio essere fin troppo prolissa è un bell'esercizio! =__=
Poi mi dilungo sui commenti, ah ah ah!! ;-DD

Mi colpisce ciò che dici sulla foglia morta... ecco l'intuizione che arriva a svelare qualcosa addirittura a me!
Hai ragione, è proprio così: quella foto, la sua scelta, la sua posizione, mi accorgo da come tu la guardi, è una coincidenza molto inconscia!
Un bacione!

rosex ha detto...

Di questo tuo racconto, Danda, mi � piaciuta tantissimo la fine.. per la precisione, le ultime quattro righe: �Chuck and� a vivere in un paesino dell�entroterra, si innamor� d'una fioraia e le regal� l�intero negozio. Fu con lei che scopr� l�amore, e per esprimerlo non gli sarebbe bastato un mazzo di rose, ma un luogo ricolmo di Fiori� s�.
� e la fotografia...

:)

danDapit ha detto...

@Rosex
ah ah ah!!! ;-DD
...e perchè ti è piaciuta così tanto?
Perchè è "come nelle favole"?...
...o ha a che vedere con i discorsi sviluppati "altrove"?
Io CURIOSA... ^.^

lucia ha detto...

Queste Sim Card ne combinano di danni. Per non parlare degli sms e dei sogni...
Bello il racconto! L'ho letto più volte. Evocativo.
Vedo Anna, vedo Chuck e vedo Dina intenta ad archiviare pensieri ed emozioni davanti a un negozio di fiori.
Un mazzo di rose un giorno arriverà anche per Dina. Arrivano sempre. L'importante è che siano profumate.
Ti lascio le mie, sono rose rosa, quelle che preferisco.
Un bacione e una carezza
:-)

lucia ha detto...

Adoro l'immagine della foglia addormentata sull'acqua. Vorrei seguire il suo vagare con lo sguardo, seduta sulla terra bagnata...
Magari in compagnia della bambina di Trastevere. :-D

danDapit ha detto...

@Lucia
eh eh, Madama...non è mai troppo tardi!
O anche: "Meglio tardi che mai"!
A parte che, finchè non pubblicherò un altro post, i commenti su questo sono sempre benvenuti, non è roba "avariabile"!!! ^__^

"Dina", eh, "Lucia", sai che tale nome l'ho preso in prestito da mia nonna?
Quella che mi chiamava "la putea"... ;-)
Nonna Dina: chissà se ha mai ricevuto un mazzo di fiori dal marito finchè stavano insieme! Era l'epoca del "me ne frego", motto fascista, e mio nonno corse a aderire!!!
Raccolgo le rose rosa che lasci, e le invio col pensiero a Dina, la nonna sorridente...
Grazie!
...
La foglia che in piedi naviga, dorata e illesa, ha colpito anche Pier... un ricordo che resta e viaggia...
Un bacio bimba degli affreschi!