06 marzo 2007

RiSPosTa ai CoMMenTi su °° LA RUOTA E IL FRENO "COINCIDONO" °°


Mi ero accinta a rispondere ai commenti sul post de "La ruota e il freno coincidono" sull'apposita pagina (comment page), quando mi sono resa conto che la scrittura diventava corposa, articolata e lunga... Da qui la decisione di trasformare la risposta in un Post, per prendere agevolmente più spazio, e sviluppare la tematica che ne è scaturita.
Le interpretazione sono varie e in ciascuna sento di rispecchiarmi, e da ciascuna ho preso per me qualcosa! Così, per rispondere alle varie interpretazioni, farò un collage dei vostri commenti agganciandomi a ciascuno, e creando nell'insieme un tessuto patchwork che, intrecciando Ruota e Maschera, crea nel suo complesso un nuova strada, altrettanto affascinante!

Da CasaRussia prendo:
”Ognuno di noi è qualcosa di unico e irripetibile e di conseguenza di incomprensibile a qualsiasi essere esistente in quella che è la nostra totalità. La nostra trasparenza a volte non è tale neanche a noi stessi figuriamoci al prossimo. Il prossimo avrà sempre una vaga idea di quello che abbiamo dentro ma questa non sarà mai completa, resterà sempre leggermente torbida. E non per un difetto di qualcuno ma semplicemente perchè va al di là della comprensione umana."


Sono molto d’accordo! E devo dire che, dopo aver pubblicato il post, ho avuto un’illuminazione sul significato di questa frase, che si avvicina a tratti, e a volte coincide, alle riflessioni raccolte dai commenti.
Come dice Grig: La nostra trasparenza a volte non è tale neanche a noi stessi figuriamoci al prossimo. Il prossimo avrà sempre una vaga idea di quello che abbiamo dentro ma questa non sarà mai completa”,
sì, e non può esserlo! Siamo persone in eterno mutamento…come una ruota che lentamente gira, come la vita che va sempre avanti… E' difficile afferrarci da dentro, e chi è fuori può cogliere un piccolo aspetto di noi, ma mai nella profondità completa.

E mi riallaccio all’ANONIMO che ha detto:
a me piace la foto in cui sei semi nascosta dalla foglia secca...sembra che quella foglia stia li' apposta per celare, o meglio, per difendere ...

Questo è vero di me. Non penso però sia solo una MIA verità!
C’è una verità nel fatto che ciò che ci poniamo “davanti” serva a difendere… Velo, filtro, foglia o maschera?, per difendere una parte di noi che, percepita fragile, se viene esposta, vediamo in pericolo…
Ma volte non è neppure per “fragilità” che difendiamo; piuttosto -invece- perché sentiamo che è giusto non svelare tutto di noi! Ciò non equivale -però- all'adottare maschere!

E da Pier prendo:
“Decisamente direi che non dai interpretazioni superficiali, in quello che scrivi e pensi, e quindi in sostanza in come vivi. Mi sembra che osservi attentamente le cose che ti circondano e come dici tu stessa hai la vocazione ad allargare le tue conoscenze e i tuoi confini.
…La frase in questione credo spieghi il destino di uno spirito profondo, in continuo conflitto con sè stesso e alla ricerca di cose che spiriti superficiali non immaginano... e quindi sembra diverso, sembra indossare una maschera dai lineamenti indefinibili, che possono spaventare. Per questo, paradossalmente, lo spirito superficiale e sensibile è costretto a portare una maschera per potersi far riconoscere...”

Sì, a volte finisce che una spirito troppo sensibile si ponga una maschera davanti, un filtro, un velo, una foglia? Però, andando a scavare, non è una maschera che utilizza unicamente per gli altri, probabilmente è una maschera che, nella fragilità, lascia emergere anche per se stesso… Per poi, riflettendosi sugli altri, comprenderlo e quindi passare nuovamente allo smascheramento.
Uguale al processo della ruota che gira e poi si arresta; uguale alla vita che va tra espansione e contrazione, tra dinamica e blocco, tra maschera e smascheramento.

E tutto ciò, giungendo ad un traguardo di percorso, mi ha donato una visione aggiunta, capendo che molte volte mi sono ritrovata addosso maschere affibbiate dagli altri.
E questo penso accada a tutti!
Maschere adattate al nostro viso, ovvero “proiezioni” da parte di chi ci è di fronte: a seconda di come ci vive in base alla propria indole, o limiti, o paure. C’è chi mi ha odiato per questo. C'è chi è convinto che sia una "falsa".
Buffo per una che desidera essere una "pura"! O forse è giusto così!

Perciò mi rendo conto che essere integralmente me stessa non significa non avere maschere per gli altri!

E quindi arrivo a Lucia:
“Come ruota non indosso maschere. A volte lucido i raggi o cambio il copertone che avvolge la camera d'aria, ma non potrei nascondere la mia forma a disco.
"Ogni uomo mente - diceva Oscar Wilde - ma dategli una maschera e sarà se stesso".
E allora penso che per continuare a essere ruota, forse farei meglio a mascherarmi da freno.”

Rispondendo ad Oscar Wilde: No, non voglio una maschera per essere me stessa.
Però, tornando alla riflessione di Grig, non sarò mai vista come realmente sono, e io stessa continuerò a stupirmi nello scoprire cose di me in netto contrasto con ciò che tempo addietro opinavo, quasi a smentirmi, o a dover pensare di me di essere stata bugiarda e ambigua nel mio intimo! Sì, d'aver indossato una maschera nella mia anima!


E ancora, da Daniela:

Ultimamente mi viene da pensare che se è vero che tutti portiamo delle maschere, è anche vero che ce le scegliamo con un certo criterio... così che spesso dalla maschera si può evincere quel che sta sotto.”

Una maschera che si adatta al viso, che ne prende le forme, che corrisponde all’anima, che lascia trasparire, per poi annebbiare…
Da tutto questo comprendo che dentro, nel profondo, siamo poliedrici, e nel cercare una coerenza con noi stessi, una sincerità e verità, nel ricercare di essere se stessi, la maschera non è qualcosa di vile, bensì una metamorfosi naturale che a volte ci copre come il momento in cui il bruco deve divenire farfalla…
L’importante è non cercare la maschera, ma passarci attraverso…!

Rispondendo a K:


A dire il vero Giuliana aveva avuto un’iniziativa carina per quel Natale, e sulla tavola aveva posto una ciotola con dei biglietti da pescare a sorte. Ogni biglietto conteneva una citazione di vari autori. A me capitò quella di Nietzsche. Non erano segnaposti già preparati in stile commerciale… E l’idea creava un diversivo per alleggerire l’atmosfera di un pranzo natalizio tradizionale, che a volte ha anche sapore amaro e forzato…
E' pur vero che Nietzsche non sia interamente apprezzabile, come è vero che fosse un narcisista che ha lavorato per creare una maschera intorno a sè, però nel caso del Natale a casa di Giuliana, non c'era la ricerca d'un mito tra i biglietti e i segnaposti!
E caro il mio "Che", finito sulle magliette! Non penso fosse un suo obbiettivo! Ma quando viene creato un mito… Le immagini vanno a ruba!
(Quella nella foto sono io, al di sotto di un'immagine del "Che" in una casa dell'entroterra sardo, prestata da amici sardi)

Seguendo le parole di Assu:
Neppure a me piace l’idea di adottare una maschera! A tal motivo ho lasciato il post con una domanda aperta…

Vivo cercando di essere me stessa, e cercando la sincerità dentro e fuori.
Eppure attraverso lo scambio qui avvenuto ho compreso che “una sorta di maschera” esiste sempre! Non perché la cerchiamo, ma perché è sufficiente omettere solamente un piccolo particolare nel parlare di noi, che già può apparire che abbiamo voluto nascondere.
Non basta forse, affermando un giorno una cosa e il giorno dopo inseguendo un pensiero trovarsi ad affermare il contrario, per sembrare già falsi e contraddittori?
Eppure siamo sinceri! Anzi, senza badare a cosa pensino "gli altri" siamo proprio noi stessi!
Ed è questo che ci fa apparire allora falsi, contraddittori, maschere opportuniste!
Assu tu hai affermato:
”Sono profondamente persuasa della necessità di liberarci delle tante maschere e conoscere e far conoscere la nostra unica faccia."
E a questo, riflettendo, rispondo: Non so se possiamo dire di avere un'unica faccia… Ecco, forse più siamo complessi nella nostra interiorità, e meno unica è la nostra faccia…!

Riprendo la frase di Sonia:
"Siamo solo noi gli artefici della nostra vita, e lo diventiamo soprattutto se impariamo a non mettere i freni nella nostra vita. "
Sì, sono d'accordo, molto d'accordo! Siamo gli artefici quando non abbiamo paura a vivere, quando non mettiamo limiti, quando, anche se abbiamo paura, sappiamo tirare fuori il coraggio di andare senza usare il freno.

Per mia esperienza: i freni spuntano come funghi, se li mettiamo anche da noi,
quando andiamo avanti? Quando progrediamo?

Ritorno alla voce di Lucia:
"Spesso sono ruota, raramente freno. Conosco il dolore di cui parla Nietzsche ma la voglia di "divorare la vita", a volte, me lo fa ignorare. [...] Come ruota non indosso maschere"...
Mi chiedo: "Può una Ruota indossare Maschere?"
Chi è impegnato a girare, a divorare la vita e la strada, ha tempo per indossare maschere?

Come in un canestro intreccio giunghi. La Ruota si fa Maschera senza volerlo, forse solo per girare e poter essere se stessa, per vivere senza fermarsi, per celare il dolore dato dal freno, per trasformarsi da crisalide in farfalla...

...Come infatti conclude Lucia:
"E allora penso che per continuare a essere ruota, forse farei meglio a mascherarmi da freno."

Chiuderò il post prendendo in prestito nuovamente le parole di Lucia:
"La ruota abile e ben allenata conosce il pericolo della strada e può viaggiare anche senza freno. Mentre il freno, senza il girare della ruota, sarebbe solo e annoiato."

...Rido!
Scherzando o sul serio: il destino dei Freni, non è quello di cercare le Ruote? ...Per poi dover indossare delle Maschere!!

Grazie a tutti e ...Buone pedalate!


18 commenti:

k ha detto...

Ma guarda, ti faccio un esempio di cosa vuol dire una maschera che permette di dire la verità. Non so recitare, non ho studiato per farlo, non so impostare la voce e devo fare affidamento a tutto il mio poco istinto.
L'ultimo anno di liceo mi hanno coinvolto nel laboratorio di teatro della scuola. All'inizio ero poco convinto. "Non so recitare" mi dicevo "quindi che recito a fare se mi riesce male?"
Per la fine dell'anno dovevamo interpretare una commedia di Campanile che si chiama "Il povero Piero". Commedia leggera e dall'umorismo geniale. A me avevano affidato un ruolo poco importante, che compare solo nel secondo atto. Facendo le prove mi sono accorto che era un ruolo molto divertente e che la gente si metteva a ridere al mio ingresso. Merito più di Campanile che mio.
Mi sono affezionato al ruolo.
Prima dello spettacolo mi ha preso un leggero turbamento. Sarei stato in grado di recitare? Avrei ricordato le battute? Avrei fatto, in fine, bella figura?
Poi ho capito una cosa: che lo spettacolo non era centrato su di me e che se pure recitavo male non avrei rovinato l'insieme; che le battute erano poche e le ricordavo benissimo; che avevo un'occasione irripetibile perchè il mio personaggio era un perfetto idiota. All'epoca passavo per uno piuttosto serio. Avrei potuto fare l'idiota a mio piacimento e liberare una parte di me che si diverte molto a fare lo scemo e a fare ridere gli altri. Mi sono detto "Ma quando mi ricapita un'occasione così? Mica che tutti i giorni uno può fare il cretino così tanto e passare impunito."
Sono uscito, ho recitato le mie battute, c'è stata pure una qualche risata.
A fine spettacolo qualcuno mi ha fatto i complimenti. Non si aspettavano che io così timido riuscissi a essere a mio agio sul palco. Ho capito che la timidezza era una maschera e che molti di essi non riuscivano a vedere al di là di essa. Sono anche un cretino e ho senso dell'umorismo dentro di me. Per molto tempo molti lo ignoravano.
Quando ho fatto lo spettacolo non conoscevo la frase di Wilde. L'ho scoperta solo qualche anno dopo e l'ho trovata veritiera.
Nessun'intento di muovere critiche per i biglietti di Natale. La filosofia di Nietzsche è fatta anche di brevi aforismi che rimangono impressi. Però non me la sento di bollarlo come narcisista o fascista.

danDapit ha detto...

"Il povero Piero"...mi sa che la conosco!!
Devo consultarmi con "qualcunA" che forse l'ha recitata!!

Sì, nel caso che citi e di cui racconti la tua esperienza, la frase di Wilde risulta verissima!
(Anche per me)
In effetti per anni ho fatto l'Animatrice per le feste dei bambini, e, anche se alle prime feste ho dovuto fare uno sforzo per superare un freno interiore all'impatto quando mi trovavo i bambini a fissarmi in attesa delle mie buffonate, poi ho scoperto che l'essere clown è dentro di me, e mi piace essere anche così!
Mi mancava una parte, che sono riuscita a tirare fuori scegliendo io stessa una certa strada!
(Per quanto ti riguarda, faccio il tifo affinchè tu presto deponga la tua maschera da timido! ^___^ )

Circa Nietzsche e i bigliettini...
grazie della precisazione!

Un bacione!

ventodiprimavera ha detto...

Ciao,,,,scusami se sono sparita.
Cerchero' di ricompormi.

sonia ha detto...

Non dirlo a me...anche a me i freni sbucano come funghi, ciò significa che ho, abbiamo paura. Avere paura è importante ed giusto che ognuno di noi ne abbia, la paura ci aiuta a crescere ad andare avanti...l'importante perô è non farsi comprire troppo e solo dalle paure, come spesso io mi ritrovo a fare.

Un abbraccione cara dan

Pier ha detto...

Dunque i piccoli semi di un post, cioè i commenti, hanno a loro volta dato vita ad un altro post... Mi piace l'idea di questo continuo rifiorire di parole! :-)
Il tuo commento al mio commento ( :-) ) l'ho trovato molto pirandelliano, a metà tra "uno nessuno e centomila" e "il berretto a sonagli"; ognuno di noi ha un pregiudizio che gli pende sulla testa (diverso a seconda di chi ti guarda) e ciascuno di noi è uno, nessuno e 100.000, cioè, in pratica, nessuno. Ma in realtà è proprio questo modo di essere che ci rende unici e, quindi, irripetibili.
Quindi concordo con te quando dici che essere "integralmente te stessa non significa non avere maschere per gli altri"!
C'è un significato o una dedica particolare anche nelle foto che hai associato ad ogni commento/commentatore? Quella vicina al mio commento dà un'idea di grande libertà!

danDapit ha detto...

@Ventodiprimavera
Ciao Laura!
Ti aspetto grillo e folletto!!!
Mi piacerebbe sapere "a che punto sei"!...
un bacio!

@Sonia
Sì! Un motivo può esser che abbiamo paura, perciò "troviamo" freni che corrispondono a paure interiori...
L'ho pensato spesso...
Ultimamente però sto mettendo a fuoco anche qualcos'altro!
Che "chi è ruota" ha dentro di sè una forza propulsiva tale da attirare chi è freno!
La Ruota, come un'Ariete (il mio segno zodiacale) ha la spinta ad agire, andare avanti, sfondare, correre, ed è "generosa" in questo...verso chi, come Freno, si presenta per imparare "un poco" a correre -un poco, solo un poco- prima di tornare al proprio ruolo frenante.

I freni che "spuntano come funghi", era riferito anche al fatto che nella vita di ostacoli ce ne sono a bizzeffe: non occorre cercarli!
(improvvisamente mi viene in mente l'argomento del tuo ultimo post, mentre mi si gela il sangue...)

Un grande e libero bacio !

danDapit ha detto...

@Pier
Sorrido anch'io nel leggere il tuo commento!
Come non potrei?
E' vero, ciò che dico ha sapore pirandelliano, in effetti mi sento aderire molto alla tematica pirandelliana, non è stata geniale?
COSI' E' SE VI PARE!
;o]

E sì, mi piace il tam tam delle parole che si ripercuote a catena, trovando spunti continui per sviluppare riflessioni infinite...

Le foto?? ^___^

Ma che buon osservatore!

Sì, le ho scelte "ad hoc", un po' giocando di fantasia...

Il discorso sulla Maschera l'ho associato ai mascheroni che mostrano la lingua (usati come insegne tra fine 800 e inizi 900 in Olanda per segnalare una farmacia);

in risposta a K che citava Che Guevara, ho ripescato quella foto fatta per gioco a 18 anni!

In risposta ad Assu che dichiara l'importanza del tendere assolutamente ad essere se stessi, ho associato la nudità e purezza di una bimba, spontanea e birichina, e sicura del proprio sorriso;

per quando si torna a parlare di Ruote, ho abbinato nuovamente biciclette in parata, e per quando si parla di Freni ho posto un uomo dalle movenze folli che blocca tre biciclette fra le braccia;

a Lucia, che parla di sè come ruota, ho associato la ruota di una bici con un girasole comprato per lei da un ragazzo;

alle parole di Daniela che dice che le maschere ce le scegliamo..."...così che spesso dalla maschera si può evincere quel che sta sotto.”...
...Irrefrenabile associare un'immagine come quella!!
-Si può evincere ciò che c'è sotto?-
;oD


Infine alle tue parole "...sembra che osservi attentamente le cose che ti circondano e come dici tu stessa hai la vocazione ad allargare le tue conoscenze e i tuoi confini", ho associato due bimbe spontanee, libere, che giocano sulla spiaggia, nella vastità della vita e dei suoi colori...allargando conoscenze e confini...
(l'una di papà africano, l'altra di mamma francese)

(ti piace questa associazione?
...in effetti sembra che il mio intento sia giunto!)
^______^

un bacione Pier!!

Sara Sidle ha detto...

Passo al volo per lasciarti un saluto e mandarti un bacione!

Pier ha detto...

L'idea di libertà assoluta e sconfinata emerge completamente dalla foto associata al mio commento. Il messaggio è arrivato, sì, e mi è piaciuta molto questa idea. Come mi è piaciuta l'associazione che hai fatto anche per gli altri commenti; niente accade per caso, nemmeno le tue foto e le tue parole sul blog...

Alberto ha detto...

Auguri per la festa delle donne! :-D

Un abbraccio conformista :-)

gidibao ha detto...

buona Festa della Donna :-)

danDapit ha detto...

@Sara
Un bacione anche a te! E uno spicchione di sole giallo, come il tuo blog e le mimose che oggi s'affollano!

@Pier
Un abbraccio! C'è sempre un sorriso che si apre nel trovarti, leggerti, scambiare con te!
;-*

@Alberto
Sorry,
non sono conformista,
indirizzo non trovato!

@Gidibao
Che piacere!!
Grazie del pensiero...se non altro perchè mi fa piacere vederti passare di qui!!!

ASSU ha detto...

Cara Danda,
siamo moltitudini, siamo fatti come ci vediamo noi e come ci vedono gli altri. Non sono queste le maschere, queste sono le interpretazioni che noi diamo di noi stessi e gli altri danno di noi.
Le maschere sono le proiezioni che costruiamo in base a quello che vorremmo gli altri pensassero di noi.
Non scoprirsi completamente è riservatezza o timore, non è una maschera.

Ti abbraccio e come vedi, sono ritornata dal mio viaggio stressantissimo.

gidibao ha detto...

ciao dandapit,
il piacere è anche mio :-)

grazie per l'ospitalità!

buona giornata ;-)

danDapit ha detto...

@Assu
ciao! Bentornata!
Dunque:
"Le maschere sono le proiezioni che costruiamo in base a quello che vorremmo gli altri pensassero di noi."
..sai? in questi giorni sto toccando con mano la mia profonda, incurabile, incredibile, ingenuità!

Non sono capace di mentire, di fingere, di costruirmi un ruolo da vestire.
Sono capace solo di essere me stessa: a volte non mostrando ompletamente, a volte non capendo bene neppure io i miei sconfinati confini; se le maschere sono ciò che tu qui definisci, non posso dire di farne uso!
In compenso improvvisamente vedo la mia vita come dentro ad un Circo, o ad un eterno Carnevale:
circondata da Maschere!

Incredibile la coincidenza in cui finisce questa tematica, ad un mese dall'aver ricevuto l'e-mail di Giuliana!
Finisce con la caduta delle Maschere!

Lo so, è un discorso confuso e pieno di allusioni, ma per una volta lascerò queste parole che significano, senza dire...

Un bacio, a prestissimo!

danDapit ha detto...

@Gidibao
...Un inchino... ^___^

giuseppe pilates ha detto...

...ciao ciao.... indovine indovinello chi e' che bussa al tuo castello?
...riusciro' a lasciare anche io un commento? sigh
.....certo che se il povero Nietzsche potesse leggere quello che scriviamo.......
......a me i due oggetti fanno pensare all'istinto ed alla razionalita' ...... sono un po' come il cerchio e la botte prendono entrami botte ...... ne soffriranno? penso di si.......

danDapit ha detto...

GIUSEPPE!!!
Ohilà!
Ci sei riuscito! Mi hai fatto sorridere per il nome con cui ti sei identificato, ah ah!!
Perchè dici che "se Nietzsche potesse leggere ciò che scriviamo"...???
...Inorridirebbe?
E' riuscito nel suo intento, no? Essere immortale!
;-))
Istinto e razionalità, sì, infatti è così!
Per questo "ho lamentato" il mio essere ruota che incontra freni...Ma quando uno è ruota...se incontrasse un'altra ruota, si diventerebbe carretto!!! ^___^

Botte e cerchio: si fanno male?
Sì!
Sì, tanto è così:
si fa male l'istinto, si fa male la razionalità; si finisce a botte!
A domani!!!
Baci!
;-*