quando Anita crescerà
- Anita! Fai giocare tuo fratello, su!Con innocente pazienza Anita prende tra le mani la scatola del Monopoli che il fratellino le porge, e sul tavolo apparecchia il tabellone, i segnaposto, le carte delle Probabilità e degli Imprevisti, distribuisce le mazzette dei soldi, poi si occupa della spartizione dei contratti.
- Mamma, uffa! …non mi va, vuole vincere sempre lui!
- Su Anita, tu sei più grande! Che ti importa di perdere, fallo vincere, no? Su, su, vai a giocarci, altrimenti si annoia… Sei la donnina di casa, tu! Sono stata tanto contenta che sei nata per prima, così mi aiuti… Lucio! Lucignolo!! Vieni, ché Anita ora gioca con te…
Lei ha tre anni di più, gioca con mosse da economista e imprenditrice, e prende via via vantaggio. Il fratellino resta senza soldi, accumula debiti, perde.
La bocca di Lucignolo si spalanca e dall’ugola escono urla e strepiti, pianti d’elevata potenza.
La madre accorre. Forse Anita l’ha picchiato sovrastandolo con la sua altezza, ah, povera creatura vittima delle violenze d'una spietata sorella maggiore! …No, lui strepita nella disperazione più accorata perché non accetta perdite, vuole giocare e vincere, e così ogni volta.
E ogni volta quelle urla schiacciano la bambina alla sedia, colpevole.
La madre è spazientita.
- Lo sai che fa così! Senti che strilli! Potevi farlo vincere! Ma cosa ti costa? Almeno sta zitto, e stiamo tutti in pace!Sbuffa Anita.
È confusa, nell'animo prova sensazione d'ingiustizia, eppure resta colpevole.
Lei è la sbagliata.
Deve dargliela vinta, perché? Perché è la più grande? È questa la sorte dei primogeniti? Deve solo far finta di giocare, non impegnarsi, e annoiarsi nel perdere? Perché?
Deve intrattenerlo e preoccuparsi che si diverta. Si annoia lei, così! Si tratta di far piacere alla mamma e al fratellino? Forse è un'egoista con i suoi pensieri e le sue delusioni…

- Anita!Anita segue le istruzioni incuriosita. Va in salone e attende che Lucignolo bussi alle porte. Poi fa esattamente quanto lui le ha spiegato e si affaccia sporgendo il viso:
- Che c’è Lucignolo?
- Vieni!
- Dove? Che c’è?
- Senti, facciamo un gioco…vai in salone e chiudi le porte. Quando busso sporgi solo il viso chiedendo: «chi è?»…
- E poi?
- E poi, aspetta! È una sorpresa…
- Chi è?Lucignolo, più basso di lei, le è di fronte con espressione di gioia furbesca, la fissa e suggerisce contento:

- Sorridi!Anita s’apre al sorriso con i denti in mostra. Da dietro alla schiena il fratellino fa emergere il braccio, atterrando con soddisfazione il martello stretto nella mano sul bianco smalto d’Anita.
SDENG! Colpo secco sugli incisivi.
- Ma sei scemo? Mi hai fatto male!Lucio si sganascia dalle risate.


Squilla il telefono di casa... ah, quel telefono posizionato in corridoio, vicino alla cucina!
La madre è lì che traffica ai fornelli, non ci sarà intimità per la sua conversazione.
È il suo ragazzo, e lei è arrabbiata. La voce è alterata nel rispondere, parla ostentando quanto è seccata.
Appena maggiorenne, Anita è alle prese con i primi bisticci di cuore.
Lui promette sempre che la chiamerà, poi sparisce. Quante scuse! Ogni giorno c’è un motivo.
La madre sta in attento ascolto.
Si avvicina, si apposta.
Interviene.
- Ma non lo trattare così, no? Non lo trattare male, poveraccio!Anita si concentra sulla conversazione interna alla cornetta, tenta di ignorare ciò che è esterno, eppure la presenza materna lì di fronte le crea disturbo.
Vorrebbe fare di testa sua, lo sa lei come stanno le cose! Volta le spalle alla madre, cerca di raggomitolarsi per proteggersi.
La donna non si muove, fedele alla sua osservazione come una sentinella in vedetta. E quando lei dimostra ancora disappunto al ragazzo, s'intromette affilata e certa:
- Ci resta male! Non lo mortificare! Non essere cattiva…

Anita ha imparato che gli uomini non possono perdere.
È necessario lasciarli vincere. Anche quando le carte vincenti sono nelle mani femminili, anche quando sono prepotenti, incuranti, sono sempre dei bimbi.
Occorre colmarli d'attenzioni e rassicurarli, offrendo loro la vittoria affinché non provino delusioni, mortificazioni, arresti.
Anita ha imparato che le donne sono sorelle maggiori nella vita.
