26 aprile 2007

^^^^ RESILIENZA ^^^^


RESILIENZA
è
la proprietà che hanno i metalli di tornare alla loro forma iniziale.

Questa proprietà non è solo dei metalli, può essere anche degli esseri umani.
Spesso viene detto, e si perpetua come cosa nota e legge dell'esistenza, che gli eventi della vita possono cambiare il nostro modo d'essere...

Un paio di post fa ho argomentato intorno a tale tematica, associando alla pubblicazione del post anche il testo della canzone di Fiorella Mannoia: "Come si cambia per non morire".
Il mio intento era parlare della trasformazione come un'evoluzione e un miglioramento: la metamorfosi del bruco in farfalla.
C'è un altro tipo di cambiamento che non è evolutivo: quando si rinucia a se stessi piegati dagli eventi.
Anni fa, leggendo "La Repubblica" incappai in un articolo di Umberto Galimberti molto interessante.
Mi piacque così tanto che lo copiai parola per parola su Word, e lo inviai a delle persone per condividerlo!
Ultimamente ripensavo a quell'articolo, ma non riuscivo più a trovarlo tra i file sul Pc.
Piccola ricerca su Google, ed eccolo che riemerge!

E' così interessante che stavolta lo condivido con "tutti voi", e qui lo pubblico!
E' tratto da La Repubblica del 24 febbraio 2003.

(Per leggere direttamente il link dal sito in cui l'ho trovato cliccare 8
QUI)

SEGUITE IL VOSTRO CUORE
LA BUSSOLA E' NEI SENTIMENTI
di Umberto Galimberti

Oggi si chiama "resilienza", una volta si chiamava "forza d'animo", Platone la nominava "tymoidés" e indicava la sua sede nel cuore.
Il cuore è l'espressione metaforica del "sentimento", una parola dove ancora risuona la platonica "tymoidés". Il sentimento non è il languore, non è la malcelata malinconia, non è struggimento dell'anima, non è sconsolato abbandono.
Il sentimento è forza. Quella forza che riconosciamo al fondo di ogni decisione quando, dopo aver analizzato tutti i pro e i contro che le argomentazioni razionali dispiegano, si decide, perchè in una scelta piuttosto che in un'altra ci si sente a casa. E guai a imboccare, per convenienza o per debolezza, una scelta che non è la nostra, guai ad essere stranieri nella propria vita.
La forza d'animo, che è poi la forza del sentimento, ci difende da questa estraneità, ci fa sentire a casa, presso di noi. Qui è la salute. Una sorta di coincidenza di noi con noi stessi, che ci evita tutti quegli "altrove" della vita che non ci appartengono e che spesso imbocchiamo perchè altri, da cui pensiamo dipenda la nostra vita, semplicemente ce lo chiedono, e noi non sappiamo dire di no.
Il bisogno di essere accettati e il desiderio di essere amati ci fanno percorrere strade che il nostro sentimento ci fa avvertire come non nostre, e così l'animo si indebolisce, si ripiega su se stesso nell'inutile fatica di compiacere agli atri.
Alla fine l'anima si ammala, perchè la malattia, lo sappiamo tutti, è una metafora della devianza dal sentiero della nostra vita.
Bisogna essere se stessi, assolutamente se stessi. Questa è la forza d'animo.
Ma per essere se stessi occorre accogliere a braccia aperte la nostra OMBRA. Che è poi ciò che di noi stessi rifiutiamo. Quella parte oscura che, quando qualcuno ce la sfiora, ci sentiamo "punti nel vivo". Perchè l'ombra è viva e vuole essere accolta. Anche un quadro senza ombra non ci dà le sue figure. Accolta, l'ombra cede la sua forza. Cessa la guerra tra noi e noi stessi.
Siamo in grado di dire a noi stessi: "Ebbene sì, sono anche questo."
Ed è la PACE così raggiunta a darci la forza d'animo e la capacità di guardare in faccia il dolore senza illusorie vie di fuga.
"Tutto quello che non mi fa morire, mi rende più forte", scrive Nietzsche. Ma allora bisogna attraversare e non evitare le terre seminate di dolore. Quello proprio, quello altrui. Perchè il dolore appartiene alla vita allo stesso titolo della felicità. Non il dolore come caparra della vita eterna, ma il dolore come inevitabile contrappunto della vita, come fatica del quotidiano, come oscurità dello sguardo che non vede via d'uscita. Eppure la cerca, perchè sa che il buio della notte non è l'unico colore del cielo.
Di forza d'animo abbiamo bisogno soprattutto oggi perchè non siamo sostenuti da una tradizione, perchè si sono rotte le tavole dove erano incise le leggi della morale, perchè si è smarrito il senso dell'esistenza e incerta s'è fatta la sua direzione. La storia non racconta più la vita dei nostri padri, e la parola che rivolgiamo ai figli è insicura e incerta.
Gli sguardi si incontrano solo per evitarsi.
Siamo persino riconoscenti al ritmo del lavoro settimanale che giustifica l'abituale lontananza dalla nostra vita. E a quel lavoro ci attacchiamo come naufraghi che attendono qualcosa o qualcuno che li traghetti, perchè il mare è minaccioso, anche quando il suo aspetto è trasognato.
Passiamo così il tempo della nostra vita, senza sentimento, senza nobiltà, confusi tra i piccoli uomini a cui basta, secondo Nietzsche:
"Una vogliuzza per il giorno, una vogliuzza per la notte, fermo restando la salute."
Perchè ormai della vita abbiamo solo una concezione quantitativa.
Vivere a lungo è diventato il nostro ideale. Il "come" non ci riguarda più, perchè il contatto con noi stessi s'è perso nel rumore del mondo.
Passioncelle generiche sfiorano le nostre anime assopite. Ma non le risvegliano. Non hanno forza. Sono state acquietate da quell'ideale di vita che viene spacciato per equilibrio, buona educazione. E invece è sonno, dimenticanza di sè. Nulla del coraggio del navigare che, lasciata la terra che era solo terra di protezione, non si lascia prendere dalla nostalgia, ma incoraggia il suo cuore.
Il cuore non come languido contraltare della ragione, ma come sua forza, sua animazione, affinchè le idee divengano attive e facciano storia.
Una storia più soddisfacente.

32 commenti:

Anonimo ha detto...

ohhh che bell'articolo!! Scusa se sto divenendo onnipresente ma proponi argomenti cos' vicini al mio sentire/vivere che non posso fare a meno di leggerti.
Prometto solennemente che non proferiro' altro, per ora necessito di tempo per elaborare quelle parole.
Ciao da Mara l'impicciona :-)
(perchè mi sento un po' cosi' a non possedere un blog mio: un po' ladra e un po' guardona)

juliette ha detto...

Ciao,
mi ci voleva questo articolo oggi! Sai, uno di quei giorni in cui ci si sente impantanati nelle decisioni che altri hanno preso, nelle decisioni prese tempo fa e non sentite più come vere, nelle ripetizioni abitudinarie.
Sento molto, ultimamente, il bisogno di libertà.
Grazie per questo scorcio di speranza :-)

lucia ha detto...

Cara Danda,
si possono versare lacrime per un articolo pubblicato su "Repubblica"?
E' splendido, da incorniciare.
"guai ad essere stranieri nella propria vita", dice Galimberti. E credo sia il rischio più grosso che corriamo ogni giorno.
Ora lo rileggo.
Grazie

un'anima che non vuole ammalarsi

Baci e un mazzo di roselline rampicanti.

Pier ha detto...

Leggendo questo articolo mi viene da pensare che il sentimeno è la luce, la ragione la sua ombra. Un'ombra che non è solo il colore del buio ma l'indicatore del nostro cammino, colei che attraverso la sua distensione ci dice a che punto è la luce del giorno. Un indicatore di direzione che evita di perderci quando l'ago della bussola del cuore deriva attratto da sirene di imperscrutabili campi magnetici.

danDapit ha detto...

@Mara
Ciao!
Guarda che sei welcome! Nient'affatto "impicciona"!
Il blog in fondo è "una vetrina" con le cose esposte! E mi fa piacere che l'artcolo ti sia piaciuto!
Vieni e intervieni...A presto!!

@Juliette
Oh, che bella sorpresa!
è da molto tempo che non ti vedo...
Sì, il contenuto di questo articolo è veramente bello...
Grazie per le tue parole!
Un bacio!

giulia ha detto...

DanDapit, visito per la prima volta il tuo sito, attratta dalle informazioni del profilo. Scopro di condividere con te una grande passione della mia vita, M. Duras e questo mi porta qui da te naturalmente. Leggo l'articolo di Galimberti sulla "resilienza" e riesco forse a focalizzare il motivo per cui ho aperto un blog circa un mese e mezzo fa. Forse per uscire meglio dal senso dell'essere "straniera nella mia stessa vita" grazie alla scrittura e alla condivisione. Quando arrivo poi all'"ombra" che vuole essere accolta, capisco anche qualcosa in più ... ma non voglio eccedere. Ti invito a venire a dare un'occhiata al mio blog se ti va. Ultimamente si parla di ... libri. La catena di Diego, Assu, ecc. ecc. A presto.

Morgan ha detto...

Interessante questa... la resilienza... grazie

danDapit ha detto...

@Lucia
Sì, guai ad essere stranieri nella propria vita!
E...
"Bisogna essere se stessi, assolutamente se stessi.
Questa è la forza d'animo."

Sono contenta che tale scritto "ti abbia coinciso dentro", come ritrovare un pezzetto che cercavi...ma in fondo lo sapevo!
La cosa bella sai qual'è?
Che queste parole contengono la "ricerca del Budda che è in noi"!
La Forza d'Animo è la nostra essenza che, illuminata, è faro!

Ma che profumo queste roselline!!!
Grazie!
Vuoi una biglia colorata in cambio?
^____^

danDapit ha detto...

@Pier
Leggendo il tuo commento rifletto...
Ciascuno di noi ha proprie immagini interiori, a volte si specchiano l'un l'altra e ci si stupisce di aver la stessa immagine; a volte no, ma ci si stupisce ugualmente!
L'ombra, come ne parli tu, mi si associa alla razionalità, a cui affidarsi per lasciarsi guidare...
Mentre dallo scritto di Galimberti sentivo venirmi incontro, come ombra, la parte di me che è desiderio doloroso, nascosto, l'inconfidabile, il reietto, parte di cui mi rendo monca per piacere all'esterno, per compiacere il mondo con una parvenza di me pulita.
Nell'abbraccio con l'ombra sarò meno bella, eppure intera! Anzi, forse per un attimo mi smarrirò nel disorientamento, ma per guadagnare -dopo- la saldezza dell'integrità...

Molte parole (ho usato) per dire che l'immagine dell'ombra-bussola mi stupisce!
Che dici? Sono andata fuori strada?

danDapit ha detto...

@Giulia
Ciao! Che piacere trovarti qui!
Benvenuta!
Sì, io ero già venuta a sbirciare da te, e avevo scoperto che in comune avevamo Marguerite Duras!
Scrittrice non amata da tutti...!
Però sono stata una lurker, e zitta zitta sono passata senza lasciare traccia!
Tornerò e apporrò commenti!
Mi fa piacere che ti sia ritrovata in questo tematica, tra le parole di Galimberti! E mi fa piacere che tu sia capitata qui proprio "al momento giusto" per trovare un "bilancio" con le tue motivazioni interiori...!
La catena?...eh eh!!
Verrò!
Anche io sono stata coinvolta, e parteciperò!
A presto presto!

@Morgan
Salve!
Contenta di rivederti qui, e felice del tuo intersse!!
Grazie a te...
Ciao!

Henry ha detto...

ho letto con molta attenzione il post e l'articolo e ci ho trovato un sacco di cose a me vicine.

"la fatica di compiacere gli altri" che ci fa ammalare, l'abbracciare la propria ombra (io parlo sempre di abbracciare il proprio bambino), per riconoscersi e far pace con noi stessi.

son tutti temi molto familiari. grazie.

e grazie anche per avermi linkato. solo una cosa: potrsti usare l'indirizzo: www.suedive.com ?
cambiero' presto il provider e se non usi questo indirizzo presto il link non funzionera' piu'.

grazie ancora

Alberto ha detto...

Bell'articolo, bella filosofia di vita, bel post...
...bella lì!!! :-D

Un abbraccio belladipadella :-)

danDapit ha detto...

@Henry
Ciao!
Sono contenta di vederti "da queste parti"!
E grazie a te per le parole che hai lasciato...Noto che l'argomento trattato da Galimberti affascina a macchia d'olio! Ne sono felice perchè è bello condividire... ^___^

Per il cambio indirizzo al link: "fatto!", missione compiuta, e grazie a te d'avermi avvisata...
(ho visto però che andando sul tuo sito appare ancora l'altro, o uno simile...)
A presto!!
;o)

@Alberto
"bella" il tuo commento;
specialmente "bella lì",
è certamente condivisibile...

ASSU ha detto...

Sono sempre interessanti gli spunti di riflessione e dialogo che offri. Oggi sono di corsa e di passaggio, ho letto velocemente, ma tornerò ad approfondire.

daniela ha detto...

Quest'articolo è bellissimo... non avrei mai pensato che Umberto Galimberti la pensasse così... ho sempre avuto un'idea di lui come uomo cervellotico, mentale e poco concreto. Mi devo ricredere!

Credo che la resilienza sia qualcosa di connaturato all'essere umano e di quasi salvifico, direi anzi che tutta la vita non è altro che un ritorno alle origini.
"Il sentimento è forza", sarebbe bello se tutti ricordassero più spesso queste parole; non ci sarebbe bisogno di negare i sentimenti, di lasciarsi sopraffare dalla paura e dalla malattia.
Credo che me lo rileggerò... anche se quello che dice ce l'ho ormai inciso nell'anima.

casa russia ha detto...

Ciao Dandadada!!!
L'articolo me lo sono letto due volte (che poi sono state di più in verità) uno sul linck e l'altro sul tuo blog. Leimmagini sono perfette, parlano quasi da sè.
La tua versione è più meglio!!! Sul contenuto non posso che non essere daccordo. La pigrizia, prima di tutto, è una delle cause di questo sonno. Siamo troppo pigri a capire ciò che vogliamo e quindi ci si accontenta della visione di altri. Come prima cosa (e qui torno su un discoso a me molto caro) dobbiamo spegnere i televisori, perchè la tv è come una mamma, una mamma che fa tutti i figli uguali.

so' ha detto...

ciao sono un amica di Juliette. Bellissimo post,toccante. Mi ha colpito molto. grazie. ciao da sonia

so' ha detto...

ps. è molto in tema al mio ultimo post, a non farsi scegliere dalle scelte degli altri..ad ascoltare la propria voce.
Ciao So'

danDapit ha detto...

@Assu
Ciao!
Contenta di ascoltare ciò che mi dici!
Mi fa piacere, of course!!
E, circa il "di corsa", voglio dirti che presto mi accingerò al post sui libri!
(sono lenta, lo so... è un periodo -questo- che sto poco sul pc!!)
Un bacione!

@Daniela
Mi piace molto ciò che hai espresso:
"...non ci sarebbe bisogno di negare i sentimenti, di lasciarsi sopraffare dalla paura e dalla malattia..." SE...si credesse nella FORZA del sentimento!
Secondo te, non scorre La Legge dell'Universo in queste parole?
^___^

Sono proprio contenta che ciascuno ci riconosca un pezzetto della "propria anima" dolente!! (e piena di desiderio di "cantare"!)
BaxiniBaxoni!!

@CasaRussia
Grig...la tua esuberanza mi fa sempre ridere/sorridere!
Bella!!
La mia versione è "più meglio" ?
ah, ah!!! eppecchéé??
Sono uguali!!!...A parte le foto!!!
E, ad un amante dei particolari come te, non potevano sfuggire le immagini correlate!
GRAZIE di tale attenzione!!!
...Per quanto riguarda la TV... (sorrido ripensando a Gregoria...)da tempo non la seguo più! Forse dall'adolescenza!
Tu hai ragione nel profondo...Sono programmi per addomesticare la mente (spesso penso al Colosseo e ai gladiatori, agli spettacoli per tenere buono il popolo romano)...
;o))
Un baciotto, ciao!

@So'
Bentornata!
Mi ricordo, sai? Venisti a leggere la favola tratta dal libro di Pinkola Estes!
Fai capolino sui post particolari!
Verrò a trovarti, e grazie d'essere passata e aver lasciato un segno...
A presto!

Cilions ha detto...

Per i metalli è la resilienza, per noi cocciuti è la tenacia... la stessa che serve per leggere i tuoi post... lunghi ma eccezionalmente belli e significativi!!!
Guai a te se ti arrabbi!!! è un complimento;)

Un abbraccio a colei che si piega ma non si spezza!!!

danDapit ha detto...

@Cilions
Mmmmmhhh ..."qualcuno" teme la mia ira funesta?
^___^

Francis!
Grazie del tuo passaggio, del "noi" testardi e tenaci, e del riferimento alla mia "gommosità"!
(in questo caso...positiva!
...Una volta si diceva:
"Mi spezzo ma non mi piego",
come un fatto d'onore e d'rgoglio, di fermezza e di carattere... Ma in questo ambito, il significato è ben altro!)

Un abbraccione a te,
caro "fuggiasco"..eh eh..!!

Pier ha detto...

Fuori strada? No, non direi!
E io comunque vedo un'analogia tra "la parte di te che è desiderio doloroso, nascosto", che dipende dagli altri e la ragione, cioè tutto ciò che viene dopo il primo istinto.
Per me i conti tornano, o quantomeno le bussole non indicano direzioni contrastanti...

Diego D'andrea ha detto...

Ciao... ho letto i tuoi commenti su alcuni blog che frequentiamo entrambi e così sono passato a trovarti... e sono contento di averlo fatto :-)
Torberò!
Ciao D

so' ha detto...

Ciao sono dinuovo io ;) volevo chiederti, ti scoccia se prendo il link dell'articolo? Mi piace troppo! Ovviamente metterlo sul mio blog mi sembra di copiare.. magari lo mando ad alcuni amici. Grazie. Ciao! So'

lucia ha detto...

passo a lasciarti un pò di quest'acqua piovana. Usala per annaffiare le rose che nascondo dietro la schiena.
Una carezza e un bacio

danDapit ha detto...

@Pier
Mmmhhhh... quanti sentieri che si aprono da una strada!!
E io mi ci smarrisco!!
"La parte di me che dipende dagli altri" ?
Non potrei dire:
"no, non intendevo questo!",
ma rispondere con brevi parole mi è complicato...Il sentiero vorrebbe allargarsi in altra strada che si allunga e poi si amplia, per permettere d'osservare dove porta!
Inoltre...forse ho un certo conflitto interiore con ciò che è "ragione" dopo lunghe camminate su tale strada!
D'istinto sono portata ad ascoltare più il sentimento (prima e dopo! -Ricordi la ruota e il freno-? Ecco, se non fosse per i freni che incontro, neppure nel "dopo" userei la "ratione"!)...
Puntini di sospensione...
Discorsi da fare in un dialogo dal vivo?
"Botta e risposta", alla: "che intendi?", seguendo il filo che si dipana ...
Così è complicato intendersi!
Baci!!! ^____^

@Diego D'Andrea
Ciao Diego!
Benvenuto! Anch'io sono passata sul tuo blog, varie volte... Anche se non ho lasciato il segno!
Però l'ho lasciato qui sul mio, perchè ti avevo linkato!
Tornerò pure io da te, a presto e grazie!

@So'
Ma figurati se mi scoccia!!
Non sono io l'autrice dell'articolo, purtroppo!
Il mio "merito" è solo quello di averlo reso noto un po' di più!..
Ma, come vedi, la rete si allarga...
CIAO!!!!

@Lucia
Oooohh!
Che belle!!!
Sono così rosse rubino...! Le mie preferite, e che profumo!
Vado in soffitta a cercare nel baule un cimelio per te!
Due baci, tre carezze...
=___=

Rosex ha detto...

Davvero un bell'articolo... Che fa riflettere. Quante volte ho pensato di ritrovarmi prigioniera degli impegni che mi tengono lontana dalle cose che amo fare, dalle persone con cui mi piace stare. Quante volte mi ci sono rifugiata per fuggire altri pensieri. E quante, tante volte, ho lottato contro l'ignavia che quasi inconsapevolmente prende le persone, che preferiscono far finta di nulla piuttosto che ammettere di non vivere... Complimenti per le foto che metti nei post, sono stupende :)

ASSU ha detto...

Mia cara,
non ho il tempo di leggere gli altri commenti, quindi mi limito a dirti ciò che penso della "resilienza", della forza d'animo.
Ho sempre sostenuto, anche in qualche post, l'importanza di conoscere se stessi, di guardarsi dentro e talvolta indietro senza rimuginare ma con la forza della riflessione. Quella riflessione che fa crescere attraverso la conoscenza di noi, l'accettazione di ciò che siamo nel bene e nel male perché di entrami siamo fatti, di bene e di male, di buono e di cattivo, di bianco e di nero.
E' l'equilibrio che ci rende ciò che siamo e siamo ciò che abbiamo costruito. Che ci piacciamo o no, dobbiamo accettarci e poi decidere se vi sono cambiamenti che vogliamo in noi, ma in base a ciò che ci farà stare meglio (meglio con noi stessi) e non per alimentare quella voglia di apparire che sempre subdolamente ci pervade anche quando ci nascondiamo sotto la nube della coerenza.

Ti abbraccio cara Danda. Ci sentiamo al mio ritorno da Madrid. Intanto vi ho lasciato un post e una piccola confidenza...

assu

danDapit ha detto...

@Rosex
Ciao! Contenta di rivederti!!
Sto pensando a "qualcosa per te" nel prossimo post... eh, eh!!!
(non scherzo! ma gioco...)
;o]
Sono felice di tante riflessioni, veramente!!
E assai d'accordo con la tua:
"l'ignavia che quasi inconsapevolmente prende le persone, che preferiscono far finta di nulla piuttosto che ammettere di non vivere..."
:-O!
...Naturalmente sono anche "gongolante" del tuo parere sulle foto che uso per i post!!!
...Sta per arrivarne un altro con (ancora) immagini "azzardate"!!
A presto!!

@Assu
Riprendo ciò che hai scritto:
"E' l'equilibrio che ci rende ciò che siamo e siamo ciò che abbiamo costruito".
Verissimo!!

Quando parliamo di percorsi di vita, di scelte, di bilanci, del modo di guardare alla vita, resto sempre un po' basita davanti alle tue dichiarazioni...!
Non riflessioni, ma dichiarazioni: come perfette sagome o figurine ritagliate, con una forma precisa e delineata!
Mi trovo d'accordo, moltissimo, con ciò che esprimi, ma resto stupita dalla fermezza e sicurezza con cui lo dici.
Io mi sento come se cercassi il filo a cui dare i nomi, le forme, che vedo cangianti, e mai del tutto riesco a dire: "SONO"!
Tu lo emani con chiara certezza.
:-)
Ti ringrazio molto, per le tue parole, e per ciò che lasci!

Infine riporto:
"...e non per alimentare quella voglia di apparire che sempre subdolamente ci pervade anche quando ci nascondiamo sotto la nube della coerenza."
Ecco, forse è questo che non mi fa essere così sicura, ma resto sempre ad inseguire una forma cangiante:
"La Coerenza"!
La mia coerenza interiore, che non è certo quella che deve apparire, essere data in pasto!
E' una battaglia a tu per tu con me stessa, perchè, come dice Galimberti:
"in una scelta piuttosto che in un'altra ci si sente a casa."
Un abbraccio a te, cara Assu, ora verrò a "sbirciare" la confidenza, e buon viaggio per Madrid!!!

Anonimo ha detto...

in punta di piedi. articolo notevole. oggi mi ha gelato il sangue nelle vene!!

frankye64 ha detto...

alle prime luci dell'alba, o meglio quando è ancora buio, quando il freddo dentro mi sveglia ancora una volta, è lì che penso a come sia fatta la forza d'animo.bel concetto la resilienza...il filtro cognitivo!!! terribile l'estraneità a se stessi...

aurora ha detto...

l'articolo è interessante, è vero che solo attraverso l'accettazione delle nostre parti, si può trovere la VERA ARMONIA si, dico le nostre parti, perchè penso che siamo come un diamante con tante sfaccettature e solo accettando "tutte" le nostre componenti che possiamo trovare il nostro "intero" .La reale ARMONIA, senza rinunciare a nulla, ACCOGLIENZA . Sono un pò stanca di questa menata della perdita dei valori ne parlava anche Virgilio rimproverando i romani. Spero che prima o poi l'umano trovi delle reali alternative percorrendo nuove strade a questi cosidetti valori, io non ho nessuna verità e penso che solo "insieme" lo si possa fare.Qualche anno fà sono riuscitta ad attivare la mia resilienza, non so come, ma vi posso garantire che ora riesco a vedere la magia della vita e riesco anche se non sempre, a essere felice.
aurora