18 giugno 2007

_______fotografia d'un interno_______


La casa è vuota.
Mi sveglio fra attutiti rumori di strada, poi lontane grida giocose dalla piscina del centro estivo, la casa resta silente. Neppure il calpestìo dei passi sul soffitto, né il parlare dei vicini dalla parete sottile.
E’ estate.
Inconfondibili segni di luce e suoni nell’aria fluttuano liberi dalle finestre aperte. I sensi colgono e traducono il proprio mondo interiore tra frammenti di vita che cercandosi si uniscono uguali a disconnessi ritagli di puzzle, per restituire memoria.
Prende forma la nostalgia.
Richiami di luci, sapori, profumi creano un cocktail di nuovi desideri allacciati al filo d’equilibrista teso tra passato e futuro. Così la mente danza, temeraria artista circense, passeggiando e vacillando in punta di piedi sul cordino, seguendo i propri colori, fra musiche, amori, parole, poesie.


Le prime emozioni non si scordano mai!

Chiuse le scuole, ogni mattina mia madre buttava giù dal letto me e mio fratello; avevo sonno, ma si andava al mare!
Quando, a pochi chilometri dal litorale, l’auto galleggiava per qualche secondo su di un dosso della Cristoforo Colombo, sempre lo stesso, iniziavamo a cantare -inalterato rituale infantile- :
“Siamo arrivati, siamo arrivati, siamo arrivati!”

La prime due ore sulla spiaggia erano una tortura, sotto al sole a giocare senza poterci bagnare, nell’attesa d'aver digerito la colazione.
“Quanto manca?”
“Che ore sono?”
Poi arrivava l'aspirato momento!
E dopo aver sguazzato tra le onde marine, prese rincorse per tuffi e spruzzate, dopo aver inevitabilmente bevuto sorsate inaspettate, quando le dita erano ben bene strinate, ecco che mia madre ingiungeva l’uscita dall’acqua. Quello era l’attimo in cui, a contatto con l’asciutto, si scatenava nel mio stomaco una tromba d’aria, l’abisso! Il vuoto parlava emettendo rumori sinistri di contorsioni a vite, mentre anelavo la merenda.
Sempre la stessa, che adoravo e già pregustavo golosa: panino all’olio farcito di burro e zucchero.
Memoria di sensazioni ed emozioni.

Panino farcito al burro nel 2007?
Burro ormai fuso sotto al sole, appiccicoso di zucchero sciolto? Panino con mollica impregnata di denso sapore burroso impastato a liquefatta melassa zuccherina?
Orrore!
Ma so che per me era delizioso, e non dimentico i granelli dello zucchero rimasti ancora sani che scricchiolavano sotto ai denti come avrebbe fatto la sabbia se fosse stata incollata al burro sciolto di quel panino!
Ricordo il gusto dolce e morbido, morbido come il mio essere bambina.
E la luce di giugno, l’azzurro del cielo, l’odore della salsedine nell’aria e sulla pelle, la mattina tra la sabbia ferrosa e l’acqua bianca e celeste.

L’orario dell’inferno iniziava alla mezza, quando venivamo infilati nell’auto rovente di sole e, conclusa l’avventura marina, tornavamo svuotati d’ogni energia, cotti dal calore della canicola.


La casa è vuota.
Le scuole hanno chiuso i battenti. C’è silenzio attorno, non si sentono neppure i clacson impazziti. Una calma diffusa si allaccia al ripetersi del ciclo, il ritmo d’ogni estate alla fine dell’anno scolastico.

L’adolescenza, i primi amori.
Stessa luce, stessi colori, un fremito interiore.
Tre anni fa, solamente tre anni fa, i sensi sono stati attraversati dai sapori dell'adolescenza, scossi, penetrati dal suo vergine trasporto.
Giugno, inizio estate, principio di libertà.
Il puzzle delle sensazioni si ricompone, restituisce il suo cocktail, l’equilibrista si avventura sul filo, gaio nel sorriso, ogni passo è una gioia, le emozioni felici colmano l’essere.
Lui era emerso dal passato, era un frutto pieno da assaporare, la comune adolescenza si presentava con un inchino, insieme alla passione.
I raggi solari accarezzavano i capelli, lasciavano brillare gli occhi degli incontri dove passato e presente si miscelavano in turbini d’immagini, odori, gusti, memorie. Volti e colori si sovrapponevano, il cuore batteva a ritmo danzante, spensierato! Come tutto fosse caduto all’indietro, eppure qui: nell'incredibile mondo adulto del presente, dove gesti, carezze e dita conoscono sapiente arte.

La casa è vuota.
Con leggerezza mi sposto fra le stanze ora sciolte dalle presenze in vacanza.
Il mio disordine mi porta ad accumulare oggetti senza mai trovare un posto alle cose. Il pavimento si riempie, finisco coll’essere circondata dalla confusione, col sentirmi assediata.
Nel silenzio del vuoto tranquillo ho iniziato il sistemare.
L’inverno caotico di corse, pensieri ed affanni ha aperto la finestra all’estate, allo spazio, al vento.
Mentre liberavo angoli, toglievo polvere, e gettavo inutilità accumulate, non potevo far a meno di ricordare l’ultimo colpo di lama sulla bambina di burro.

Nel mettere a posto si butta via. Si guarda, si valuta, si pondera, e la memoria chiede cosa trattenere. Ed anche se alcune cose le getteresti via volentieri, sai che quelle, come il pane con la sua farcitura ormai fusa, restano incollate, appiccicose, dolci e assolutamente delinquenti.
Scricchiolano sotto ai denti, rumore sinistro, ma non puoi accartocciarle come carta, lettere vecchie, o scatole ormai vuote.

Le brutte notizie arrivano sempre per telefono.
Così sono giunti annunci su persone care che se ne erano andate dalla vita.
Allo stesso modo in primavera s'è recapitata la sgradevole nuova. Per telefono.
Una chiamata dopo mesi di silenzio, poi parole per riannodare gli accadimenti della rottura.
Le brutte notizie così giungono! Per telefono ho saputo che mentre ancora credevo alla nostra passione (quale passione? Quale differenza tra amore fisico e amore emozionale?), lui, agganciato da un’altra, s'era tuffato nel mare delle occasioni da non perdere.

“Mi hai raccontato sempre ciò che ti faceva comodo: sotterfugi, scuse, bugie… in questo tempo di distanza l’ho capito. E magari mi hai anche tradita... Dai, dimmi!”

“Sì. È vero, due estati fa”

La casa è vuota.
Mi muovo bene qui ora. Mi sento libera, come se la vita fosse soltanto mia, almeno per pochi giorni.
Luce, colori, rumori, odori, musiche sollecitano emozioni.

E le prime emozioni non si dimenticano mai!

Eppure c’è chi ha il coraggio di tradirle. Fino in fondo, pugnalando il proprio cuore per primo.
Poi anche l’altro.
Serrato nella convinzione d’aver risposto a domanda:
“È stata lei a chiederlo!”.
“E poi era passato tanto tempo, ci eravamo lasciati…”.

Scricchiola la sabbia sotto ai denti. Quel bambino me ne ha lanciata una manciata in faccia, ne ho la bocca piena anche se sputo…
Eppure lo amavo…

Accidenti se lo amavo!
Ma a lui che importa?
Mi guarda e mi pensa pazza. Me lo aveva detto che di lui non mi dovevo fidare, me lo aveva detto! Sono io che ci ho voluto giocare…

La casa è vuota.
È piacevole muoversi a piedi nudi sul pavimento pulito, e pensare che sgombrando ogni angolo c’è spazio per aria nuova.
Le prime emozioni non si dimenticano mai, anzi, loro solerti attendono dolci stimoli per essere richiamate in emersione…
Con un fresco bagaglio da aggiungere.

Sempre migliore.

23 commenti:

panzabiker ha detto...

bello bello bello!veramente..gli agguati che ogni tanto ci fanno i ricordi...le prime volte ci si dimena e si cerca invano di difendersi. con il passare degli anni poi si sa che si lanciano sempre dalla stessa pianta. allora si fa finta di essere sorpresi come giocando con un bambino, ci si rotola e ci si riesce pure a divertire con loro. con il tempo, a volte però troppo tempo.
"la casa è vuota" ma non lo è.un abbraccio

rosex ha detto...

...semplicemente perfetto. Stupendo.





Ho bisogno di assaporarlo ancora un po' in silenzio....poi tornerò, a raccontarti cosa mi ha raccontato.

giulia ha detto...

Questo lungo monologo mi ha trasportata come onda d'acqua di mare ... con quella tristezza lieve che alcune onde hanno. Ho visto lei (sei tu quella lei?), l'ho vista vividamente, tra la memoria di un panino al burro e grani di zucchero e la rabbia (attutita sembrava, appunto come un'onda triste) per un tradimento ... mi hai fatto emozionare moltissimo danDapit e te ne ringrazio, di cuore.

danDapit ha detto...

@Panzabiker
grazie grazie grazie, del "bello bello bello!"
Veramente, non scherzo!
Gli agguati dei ricordi?...ah, non saprei che dire! Un romanzo da scrivere, o, come si dice alla Dogana: "Nulla da dichiarare!"
^___^

E la casa da domani non sarà più vuota, no no!!!
Si aprirà un uovo di Pasqua e uscirà la sorpresa... *___*
Un abbraccio anche a te!

@Rosex
Semplicemente felice di ciò che mi dici!
...E ti aspetto per il tuo raccontarmi cosa ti ha raccontato, molto curiosa...

@Giulia
Oh, come sono contenta di rivederti! Grazie di essere passata!
Sono io quella lei?
Io sono quella che si scatta una foto allo specchio, ma lì erano vari anni fa, seppure sono sempre io!! Dentro e fuori...E sempre allo specchio ! ;o)
Grazie per avermi partecipato la tua emozione...allora qualcosa riesco a trasmettere!!
Ironia a parte, grazie a te! Ne sono felice!
Un bacio... (di cuore)

ASSU ha detto...

Emozionante questo viaggio insieme a te, fra ricordi d'infanzia e amori adolescenziali che ti restano appiccicati addosso.
Bello sempre leggerti.

Hai fatto emergere in me bei ricordi, cara Danda. Come sempre.

Ti abbraccio e spero di tornare presto. Sono spesso nella tua Roma, anche se non ho mai il tempo per un caffè. Prima o poi...

assu

danDapit ha detto...

@Assu
Grazie anche a te! Bello sapere di riuscire a far emozionare e partecipare!
Sono passata da te, vedo ogni giorno nuovi post, ma litigo col tempo per fermarmi!!

Sei ancora a Roma? un caffè?? c'è "qualcuno" qui da me............ Siamo in due ad aver piacere di un caffè a trois!!! ^___^
Un abbraccioooooo

myRandAe ha detto...

Eppure lo amavi...
Accidenti se lo amavi!
Adolescenza attuale? Infanzia al burro?
E amore di burro e zucchero?
Lo ami ancora? ...Le occasioni da non perdere si ha paura che non tornino, si afferrano! ogni donna è una nuova scoperta, ci hai pensato?

Pier ha detto...

E' più facile sfuggire ai ricordi o alle proprie responsabilità?
«Nel mettere a posto si butta via», hai assolutamente ragione. Sensazioni che si sfidano per trovare posto nel bagaglio da portarsi appresso, il cui peso dipende dalla capacità di sognare. Chi non ama forse viaggia con un grosso bagaglio vuoto.

angelo ha detto...

La casa è vuota. Bello questo ritornare ad un punto fermo, l'ancora dei tuoi ricordi, che ruotano sempre intorno a quella casa, a quelle sensazioni. Poi, i ricordi che si snodano, come le varie fasi della vita, da quelli semplici, lineari, da bambina, a quelli più complessi e tormentati dell'adolescenza, dove alle persone si attribuiscono idee nostre, che spesso non collimano con le loro o con quello che loro intendono fare.

E poi, infine, la sana accettazione dei ricordi per quello che sono, momenti belli e brutti del passato, da rivivere con dolcezza per non sgualcirli.

Bella anche l'immagine di te che cammini a piedi nudi sul pavimento, che io immagino fresco... un modo delizioso per rappresentare il contatto fisico con quella casa vuota, ma che ti appartiene da sempre.

rosex ha detto...

Sai Da'? Ci ho provato.. ma appena iniziavo a scrivere ciò che mi ha raccontato la ragazza che si scatta una foto allo specchio, mi perdevo nei miei ricordi.
Ho provato una, due, tre volte... Alla fine mi sono arresa. Rivivo così tanto parte del tuo post da non riuscire a commentarlo. E spero mi perdonerai se, in preda al flusso inarrestabile dei miei pensieri, ho deciso di scriverli dandogli un loro spazio sul mio blog.. una parte di essi, almeno. Quella più spensierata.
Un grande bacio, a te che sai come raccontare ad ogni lettore i propri ricordi..

daniela ha detto...

Bellissimo Dani... questa sei proprio tu, il meglio di te.
Il mare, il pane burro e zucchero, le emozioni che non si scordano mai.
Non ti preoccupare, non si scordano e si rinnovano sempre. Fanne una scorta in questi giorni, insieme alla donna che balla da sola! :-)
Un abbraccio forte a tutte e due, mi dispiace non aver condiviso del daimoku con voi.

panzabiker ha detto...

buongiorno!!oggi sono troppo sfasato. stavo per scriverti i racconti del week end ma oggi è sabato!.. è sabato, vero? giornate intense di lavori e concerti.passa un buon week end a divertirti con la sorpresa ricevuta^.^
ti abbraccio !!

danDapit ha detto...

@Myrandae
Caustico/a sei?
Lo amo ancora? Ecchilosà!...se anche fosse, sarebbe l'elogio alla follia del caro Erasmo!
"Ogni donna è una nuova scoperta", dici?
Bene!
prosit!!

@Pier
Bella sfida lanci!
E' più facile sfuggire alle proprie responsabilità o ai ricordi?
Questa domanda mi fa riflettere, ed ecco che mi trovo a pensare che in fondo chi sfugge alle responsabilità sfugge anche ad una certa valutazione dei ricordi.
I ricordi sono utili come BAGAGLIO, appunto, per un'evoluzione migliorativa di noi stessi; altrimenti, come sguardo rivolto all'indietro, assolutamente no! Ciò significherebbe vivere nel passato e non nel presente e futuro.
Quindi responsabilità è anche saper valutare il contenuto dei ricordi, ovvero pezzi di vita importanti!
Ma, come dici tu, scegliendo ciò che ha valore tenere per camminare in avanti, non per restare ancorati lì, illudendosi di fermare il tempo, e anche le responsabilità!
Tu dici:
"Chi non ama forse viaggia con un grosso bagaglio vuoto."
Chi non ama viaggia con il grosso bagaglio delle paure, è pieno!! Pieno di vuoto! Con l'illusione che così non si faccia fatica a portarlo.
:-(

danDapit ha detto...

@Angelo
Mi colpiscono queste tue parole:
"...dove alle persone si attribuiscono idee nostre, che spesso non collimano con le loro o con quello che loro intendono fare."
...mi colpiscono perchè questo "traguardo" è lucidamente razionale, e il suo contenuto mi si è presentato spesso di fronte, fornito da menti ascoltatrici...
Mi viene da fermarmi e riflettere: ma io sono forse colei che coincide con le idee altrui o con ciò che gli altri intendono fare?

No neppure io lo sono, guardando da questa visuale....
Ricordi, esperienze, rapporti a due: o si evolve insieme, o le strade si dividono, altrimenti ci si illude a vicenda!
Non penso di essere chiara con queste parole, perchè nel mio ragionare ci sono punti di riferimento precisi, ma comunque lascio qui lo stesso il mio pensiero da te stimolato.

Sì, il pavimento è fresco, infatti l'avevo anche scritto, ma poi ho cancellato l'aggettivo! Tu l'hai colto comunque!
Contatto fisico,...sì, i piedi che toccano nudi erba, sabbia, pavimento, marmo, sono un conttatto fisico necessario al corpo! Per sentire la vita che si muove, e la realtà e ciò che ci circonda.
Per sentire l'inizio dell'estate, ed un vuoto che è ricordo ma anche apertura.
Grazie !! ;o)

@Rosex
Perdonarti?
ma figurati! Sono felice che addirittura da qui possa nascere altro!
E grazie per queste belle parole, attribuendomi la capacità di "saper raccontare ad ogni lettore i propri ricordi..."
Che bello!!!
Verrò a leggerti (nonostante la mia assenza in questi giorni dal web e distanza dal pc!)!!
Un bacione!

danDapit ha detto...

@Daniela
Che belle cose mi dici!
Grazie!...Sono proprio io, eh? pane burro e zucchero, ma sì, sono io!
In effetti ciò che uno è, resta, è vero... emozioni che si ha la capacità di vivere e creare da dentro! ^___^

La Donna che balla da sola mi ha persino trasportata ad un concerto, gli Incognito!!
Coma profondo della mattina dopo...
(Peccato tu non abbia raggiunto l'Oasi, tutto molto bello!)

E stasera?...
Altra occasione!
Un super bacio!

@Panzabiker
Sì, oggi è sabato, è vero.
Anche da queste parti c'è sfasamento, ma si vive a buon ritmo!! =___=
Un abbraccio anche a te!

ilealj ha detto...

cara dandapit
il tuo post è favoloso mi fa vivere tutto ciò che è scritto veramente complimenti
tornerò baci: ilealj

danDapit ha detto...

@Ilealj
Ile è una briccona!!!
ma grazie per aver voluto lasciare il tuo pensiero qui!!!
Facendomi una sorpresa...! ^___^
Bacini malandrini
:-*

angelo ha detto...

Ci si evolve al massimo per vie parallele, mai insieme del tutto. Lo dico con coscienza perché questo è stato uno dei miei miti adolescenziali finché, dopo tanti anni, ho capito che era la paura a farmelo credere possibile.

Il tempo scorre incessantemente, ma ognuno di noi trae suggerimenti diverse dalle proprie esperienze. In questo modo due persone possono diventare estranee anche vivendo la stessa vita.

Però io credo che l'elemento che salda i rapporti sia la volontà di condividere esperienze di vita nella diversità, ed ecco che la maniera migliore per farlo è curare ognuno la propria crescita senza preoccuparsi delle eventuali perdite che possiamo dover affrontare.

Non è nelle nostre possibilità determinare il futuro degli altri, e pretendere di farlo sarebbe solo una triste illusione: è meglio lavorare per costruire il nostro nel modo migliore, così potremo offrire a chi verrà o a chi vorrà restare il meglio di noi stessi.

panzabiker ha detto...

alla fine gli arretrati rimarrano tali ancora per un pò..^.^

Ciao!faccio un giretto per blog e poi spero mi torni il sonno.un abbraccio forte!

ASSU ha detto...

Ci si evolve da soli, io penso, facendo tesoro di quanto apprendiamo dall'altro. Ma da soli perché è in noi stessi che stanno le risposte. Sempre. Ma forse non lo sappiamo, forse non le vediamo.

Ciao cara BAMBINA DI TRASTEVERE. :)

assu

lucia ha detto...

Quando la casa è "vuota" sentiamo la voce del silenzio. Ci parla. Ci conforta. A volte ci ristora.
Ma la casa non rimane mai vuota a lungo. Se lasci la porta aperta, prima o poi qualcuno arriverà, e qualcun'altro mi risulta sia già passato.
,-)

ps
il post è bellissimo

danDapit ha detto...

@Angelo
Mi rendo conto che sviluppare discorsi fra poche righe è impresa ardua.
Nelle stringhe che lasciamo si concentrano dense esperienze di vita, percorsi di anni, emozioni e riflessioni masticate a lungo e maturate lungo curve e tornanti delle nostre strade...
Per "evolversi insieme" intendevo una condivisione di percorsi e di maturazioni: una vera condivisione! Non una semplice condivisione di vita materiale...
Ma non mi addentro, o finiamo per giocare a quel gioco in cui ognuno scrive un rigo su un foglio, piega e passa a lato... Il risultato è un patchwork bellissimo e ricco, anche colmo di spunti, divertente, ma...
In realtà è difficile portare avanti tra i commenti uno scambio su argomenti tanto densi di vissuto!
Sono d'accordo che non possiamo determinare il futuro degli altri, d'altronde che buddista sarei se mi illudessi così?
Ciascuno si alza sulle proprie gambe, e mosso dal proprio desiderio... Senza il desiderio, nulla si muove!
;o)

@Panzabiker
Arretrati di sonno?
Tornato, il sonno per l'appunto, col giro sui blog? (contate le pecorelle?)
Goodnight per la prossima notte che arriva! ^_^

@Assu
...qualcosa mi dice che hai letto il post di Lucia...eh eh!!

Ci si evolve a tu per tu con se stessi, con lenta e sudata maturazione...

"EVOLVERSI INSIEME" è qualcosa che accade, ma forse non ci si rende conto finchè ci si sta dentro!
Importante è il traguardo, la direzione: è la stessa o no?
Se non è la stessa, sicuramente le strade si dividono...
Ciao Bella Assu!
(grazie per il ritorno!) ^____^

@Lucia
La casa non è rimasta vuota a lungo, no!
;o*
E sono tornata ai tempi del liceo, scorazzando per Roma, scattando foto, ridendo, e ballando... Con un'amichetta frizzante e vivace ancheggiante sui suoi tacchi alti! =___=

Baci dai colori delle stanze, insieme ad abbaiate, leccate e scodinzolate da un cane color miele!
;o))

panzabiker ha detto...

ciao!!!!!!! purtroppo dormo sempre meno, sarà il caldo sarà il tempo che stringe,non lo so. sarò innamorato^.^ho visto la foto del nuovo post...hi hi hi^.^torno a lavorare che sono di turno fino alle due stanotte. un abbraccio gross gross