02 marzo 2008

Da dandapit silente e latitante...Un sorriso per tutti!



"DARE TO BELIEVE"

Dare to believe there's a song in your heart
Dare to believe in your dreams
Nothing can stop you from playing your part
As long as you dare to believe.

Too many people hold themselves back
When they should be reaching out
Too many people on the wrong track
Led astray by a seed of doubt
We don't have to live that way
The sun is up on a brand new day.

Dare to believe...

Too many people say it's alright
Never see a need to change
Too many people hiding their light
Underneath a cloud of pain
We don't have to bow our heads
Lift them up sing for joy instead.

Dare to believe...

And there's no time like the present time
I'm gonna go non-stop
Right now
I've found something that I know is mine.

Dare to believe...

"OSA CREDERE"

Osa credere che c'è un canto nel tuo cuore.
Osa credere nei tuoi sogni.
Niente potrà impedirti di fare la tua parte
finché continuerai ad avere il coraggio di credere.

Troppe persone si tirano indietro
quando invece dovrebbero buttarsi
troppe persone sono sulla strada sbagliata
sviate dai semi del dubbio.
Noi non dobbiamo vivere così.
Il sole è sorto su un giorno nuovo di zecca.

Osa credere...

Troppa gente dice che va bene così
e non vede la necessità di cambiare.
Troppa gente cela la sua luce
dietro una nube di dolore.
Non dobbiamo chinare la testa.
Alziamola, invece, e cantiamo di gioia.

Osa credere...

Nessun momento vale quanto quello presente.
Voglio mettermi in moto e non fermarmi,
proprio ora.
Ho trovato qualcosa che so essere mio.

Osa credere...

[Tratto da "Alice", spettacolo composto e messo in scena dai membri della SGI-UK (Soka Gakkai Internazionale/Regno Unito) negli anni ottanta. Autori: Ian Whitmore, Indra Adnan e Philip Sawyer.]



RISVEGLIO

Qualunque fiore tu sia,
quando verrà il tuo tempo, sboccerai.
Prima di allora, una lunga e fredda
notte potrà passare. Anche dai sogni
della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò, sii paziente verso quanto ti accade
e curati e amati, senza paragonarti
o voler essere un altro fiore.
Poiché non esiste fiore migliore
di quello che s'apre alla pienezza
di ciò che è.

E quando ti avverrà,
potrai scoprire che andavi sognando
di essere un fiore che aveva da fiorire.

[di Walter Gioia, da "Alle sorgenti dell'essere"]

17 febbraio 2008

= = Carteggi 1900 # # Carteggi 2000 = =

Stati Uniti d’Europa - anno 2135 – Ricerca su scambi epistolari dei secoli 1900 e 2000.

Analisi da due fonti:

  • archivi cartacei
  • files da Diskteche



1911 – 1923 Lettere di Kahlil Gibran a Mary Haskell.


26 nov 1911 «Mia amata Mary, sarà un autentico Giorno di Grazia, perché stai venendo qui! Pensavo di invitarti personalmente, ma ho avuto paura di sentirmi rispondere un “no”, e ho pregato Charlotte di farlo per me. Mi ha detto che hai accettato. Allora durante tutti questi giorni non ho fatto che mettere in ordine la casa. Sto riordinando i mobili, ma, insieme, sto ripulendo le cose antiche del mio cuore e dei miei pensieri,liberandoli da vecchie ombre che non dovevano esserci più. Forse l’allontanamento che siamo stati costretti ad accettare durante questi giorni è stato benefico: le cose molo grandi si possono vedere solo a distanza.»

14 marzo 1915 «La vita non è solo “una storia raccontata da un idiota, piena di suono e di furia, ma che non significa niente”, come diceva Macbeth. La vita è un lungo pensiero. Ma non so perché, a me non piace condividere questo pensiero con gli altri. Loro lo tirano da un lato e io dall’altro, e nessuno può sostenere questa lotta mentale per lungo tempo. Mary, una delle tante cose che ci avvicinano è che il pensiero della Vita noi lo tiriamo dalla stessa parte, e non temiamo la solitudine che ciò comporta. Adesso devo uscire, e camminare al sole. Porterò con me il quaderno degli appunti, per scriverti. Quando lo faccio, riesco sempre a riordinare le idee.»

26 e 28 dicembre 1922 «In tutta la mia vita ho conosciuto solo una donna con cui mi sentissi intellettualmente e spiritualmente libero, e con la quale potessi essere soltanto me stesso: quella donna sei tu. Il momento più divino di un essere umano è quando riesce a meravigliarsi davanti alla vita, dinanzi alla totalità dell’esistenza, nella sua forma integra e pura. In te io ritrovo tutto ciò che cercavo: uno spirito che ha fatto spiccare il volo alla mia anima, che ha gettato nuova luce sulle cose antiche, che ha offerto il proprio grembo perché il mio capo potesse riposare. Adesso tu sei più vicina di prima, e sento che Dio si manifesta in tutto ciò che ci unisce.»

26/27 maggio 1923 «Il matrimonio non permette a nessuno di schiavizzare l’altro, se non in quelle aree dove tu permetti di essere soggiogato. Tantomeno concede altra libertà oltre quella che tu stesso hai deciso di consentire. Noi possiamo ricevere solo quello che diamo. Per le persone intelligenti la base del matrimonio è un’amicizia schietta, in cui si lotta per i propri sogni e per i sogni della persona che si ama. Senza questi sogni, il rapporto matrimoniale si trasforma in una serie di pranzi e cene nella cucina di casa. Non esistono due anime gemelle. Nell’amicizia e nell’amore, le due persone alzano le mani insieme per afferrare una cosa che, se fossero separate, non riuscirebbero a raggiungere.»

23 giugno 1923 «Il dolore può essere creativo. Cerchiamo di essere franchi e analizziamo il nostro caso: io ho sofferto molto per causa tua, e lo stesso è accaduto a te. Ma proprio grazie a questo abbiamo scoperto delle cose, dentro di noi, di cui non conoscevamo neppure l’esistenza. Certuni ottengono quanto di meglio esiste nella vita servendosi della gioia, altri usano la sofferenza. Ma la maggior parte degli esseri umani non si permette né una cosa né l’altra: queste persone, allora, non ottengono niente, e si limitano solo a passare per questa vita.»











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2006 - 2010 C@rteggio fra Giacomo Fortis e Gemma Arduino

10 marzo 2006 «Allora, Gemma, pensi che ci vedremo? Lascia perdere di preoccuparti dei sentimenti, e viviamoci le nostre 3 o 4 ore felici insieme! Aspetto fiducioso la tua risposta, bacini bacini»

11 marzo 2006 «Giacomo, amore, volevo chiederti una cosa… Fra pochi giorni è il mio compleanno, è da molto tempo che vorrei farmi un tatuaggio sulla caviglia e mi piacerebbe che fossi tu a regalarmelo, così mi resterebbe il tuo ricordo… Che dici, amore, ti va? Un bacio appassionato»

12 marzo 2006 «Gemma, perché non rispondi alle mie domande? Pensi che ci vedremo? Sai che i nostri incontri mi fanno molto bene, mi rinvigoriscono lo spirito!
Mi chiedi un tatuaggio per il compleanno? Ma certo, sì, ti faccio questo regalo. Non domandarmi però di venire ad accompagnarti mentre stanno lì a bucherellarti! …Allora ci si vedrà? Rispondi senza rigirare i discorsi. Tuo, almeno per il momento, Giac»

7 luglio 2006 «Ho capito d’amarti, Giacomo, e sono felice, felice d’amarti!»

7 luglio 2006 «Tu sei pazza Gemma! T’avevo avvertito di non innamorarti, ora te la dovrai cavare da sola. Per me l’amore non esiste, se esistesse, chi ama dovrebbe fare tutto ciò che desidera l’amato. Tu sei disposta a fare ciò che io voglio?»

4 settembre 2007 «Mi sono spaventata nel sapere dei tuoi problemi di salute, ed io che ero distante! Ti voglio molto bene Giacomo, e desidero che adesso restiamo in contatto»

5 settembre 2007 «Mi ha fatto piacere risentirti. Anch’io ti voglio molto bene. Sei la mia amica di sempre, Gemma, e sempre lo sarai»

31 gennaio 2008 «Cara la mia Gemma, tu che mi chiami “amore” e che dici d’amarmi, non fai che scrivere cose brutte di me! Che non mi piacciono i cambiamenti, che preferisco che ogni cosa resti ferma, dici che sono un individuo pieno di paure, parli di mie imposizioni… In conclusione sulle tue lettere risulto essere quello che vuole gestire e tenere tutto sotto controllo! Ma ti sei chiesta chi ami, Gemma, un barbaro del genere? Questo è amore, per te, cara Gemma?»



12 febbraio 2010 «Giacomo... mi hai detto che desidereresti rivedermi, ma io non vorrei che lo scopo fosse unicamente sessuale. Mi piacerebbe che ci facessimo le coccole, e scambiassimo parole, sorrisi, sguardi… Ti andrebbe se ti invitassi a pranzo? Preparerei un bel piatto di pasta al forno, come facevo una volta, verresti uno di questi giorni?»

13 febbraio 2010 «Tesoro, sì, a pranzo verrei volentieri, ma tu sai che per me non sono importanti le coccole e la pasta al forno, vero? Sai bene che è altro di te ciò che voglio assaporare… Gemma, non te la tirare! Dimmi, tesoro, mi desideri? E quanto? Già il mio corpo è sull’attenti al solo pensiero… Ti bacio con passione»

**(14 febbraio 2010)**

15 febbraio 2010 «Amore, desidero coccole, carezze, baci e tenerezze, sguardi affettuosi, momenti dolci. Ci vogliamo bene, molto bene, e mi fa piacere rivederti dopo così tanto tempo. Sono stata io a ricercarti nonostante le cose accadute, e le coccole le ho chieste a te, non a a caso… Vediamoci, viviamoci i nostri bei momenti, poi sai, dalle coccole si può arrivare in modo naturale ad altro…»

15 febbraio 2010 «Gemma, tu mi stai ricattando! Mi stai dicendo che, o ti faccio le coccole, o non me la dai, non mi sta bene come poni la faccenda. Se io vengo da te non voglio solo coccole. Sai che non ti amo e che il coccolarsi non è roba per me, ma ti desidero. Anche tu una volta mi desideravi, mi ricordo quali cose carine mi dicevi per invitarmi a venire da te… Non penso ci vedremo se continui con questo ricatto! Non più tuo, Giacomo.»


**Riferimento Parentesi**:
La data del 14 febbraio 2010 viene riportata in seguente segmento, risultando elemento discordante nella seguenza dello scambio tra il Fortis e l’Arduino.

Dalla registrazione del file emergerebbe che in tale data Giacomo Fortis inviò a Gemma Arduino un video con una canzone cantata da celebrità di metà del ‘900: Frank Sinatra.

Gemma Arduino avrebbe riposto inviandogli la traduzione del testo in italiano.
Si riporta integralmente contenuto e-mail dell’Arduino:

"Come Rain or Come Shine" (traduzione)

«Sto iniziando ad amarti, come nessuno ti ha amata
Venga la pioggia o venga il sole a brillare
Alto come una montagna, profondo quanto un fiume
Venga la pioggia o venga il sole a brillare

Immagino che quando mi hai incontrato, era soltanto una delle tante cose
Ma non hai mai scommesso su di me, ché sto iniziando ad essere vero se tu me lo permetti

Tu stai iniziando ad amarmi come nessuno ha amato me
Venga la pioggia o venga il sole a brillare
Saremo lieti insieme, infelice insieme
Ora non si vorrebbe che ci sia solamente lo star bene?

I giorni possono essere nuvolosi o soleggiati
Noi siamo con o senza denaro
Ma io sono sempre con te
Sono con te con la pioggia o il brillare del sole

I giorni possono essere soleggiati o nuvolosi
Noi siamo con o senza soldi
io sono con te, baby
sono con te con la pioggia o il sole che brilla»

«Buon S.Valentino, baby!»




La ricerca condotta è puramente a fini di studio analitico-comportamentale nell’ambito dello sviluppo affettivo dell’individuo attraverso l’evoluzione storico-sociale.
- a cura di "Elite scientifica Stati Uniti d'Europa"-

04 febbraio 2008

“You make my day Award”

You make my day Award”


«blog capace di trasmettere gioia e ispirazione e che fa sentire bene quando lo si visita»


Questa è la traduzione dell’AWARD “You make my day”, di cui Janas ha voluto gentilmente e affettuosamente titolarmi.

Con i miei racconti sempre un po’ duri e lunghetti, spero sia veramente meritato tale “Award”! Certo, sarei felice di trasmettere gioia e ispirazione quando sono visitata.
Ringraziando Janas che mi ha nominata anche per questo meme, riporto ora le regole del “You make my day Award”:

"Dai il premio a 10 persone
che hanno un blog
capace di trasmetterti gioia ed ispirazione,
un blog che ti faccia sentire bene quando lo visiti.
Fai sapere a queste persone di averlo vinto lasciando un commento sul loro blog.
Attenzione: puoi vincerlo piu' volte!"


Ebbene, prenderò l’iniziativa di modificare questa catena di trasmissione e invece di nominare 10 persone a cui donare il premio “Tu trasformi la mia giornata”, parlerò di alcuni bloggers con cui ho trascorso in modo gradevolissimo, divertente, amichevole e affettuoso, lo scorso sabato.

Erano giorni e giorni che viaggiavano mail per organizzare un week-end romano, e in programma c’erano cene, pranzi ai Castelli Romani, visite forse al Colosseo, forse al Museo Orientale, forse al piccolo cimitero acattolico (dove è la tomba di Gramsci e di famosi letterati inglesi).


Dopo lanci e rilanci, accordi sugli orari d’arrivo, mi giunge l’e-mail di un’altra blogger (Assu) che annuncia che per quel sabato sarà a Roma, diretta a Frascati ove avveniva la presentazione d’un libro (di due scrittrici, blogger anche loro).
Come spesso accade: quando troppo e quando niente!

E’ stato un sabato pieno, e così popolato di bloggers che è proprio il caso di dar loro l’Award di “aver letteralmente fatto la mia giornata”!

Nel primo pomeriggio l’incontro fra me e Assu, acquisto di bottiglie di vino per la cena da Zephirina, e ci avviamo verso Frascati.
Eh, però, l’avventura andando alla presentazione del libro di Laura e Lory la racconto poi.

Anzi, no, la racconto ora!

Pigrissima io, non m’ero premunita nel guardare una cartina (da anni non capitavo a Frascati). Ho preferito andare a intuito. Frascati è verso Sud, così ho imboccato l’Appia. Fatti alcuni chilomentri, mi sono chiesta per quanto dovessi seguire la segnaletica in direzione di Albano… Cellulare alla mano, Assu s’informa, veniamo così a sapere che avremmo dovuto prendere la Tuscolana. Che problema c’è? Appena vedo una freccia svolto a sinistra. Di lì a poco scopriremo - ritrovandoci più volte su incroci improvvisi, o destra o sinistra - che Frascati non gode d’indicazioni stradali. Nessun cartello. Si va svoltando a caso, seguivano manovre azzardate e conversioni a U, indi si proseguiva all’avventura.
Come per magia ci scopriamo in un centro abitato all’entrata del quale non avevo notato alcun «Benvenuti a Frascati».
Assu s’affaccia al finestrino e si informa su via Marconi, indirizzo del Municipio di Frascati presso cui si svolgeva la presentazione del libro. Riceviamo indicazioni mentre mi chiedo: “Ma saremo a Frascati?”.

Avviandomi con le nuove istruzioni, domando perplessa a Assu:
“Scusa, tu sei sicura che siamo a Frascati? Lo dai per certo?”

E lei: “Sì, ovvio!”
Parcheggiamo e con calma ci dirigiamo verso una gustosa cioccolateria adocchiata poco prima. Erano le cinque, avevamo tutto il tempo.
Prendo una cioccolata con cioccolatini d’accompagnamento. Mi servono una tazzona di cioccolata densa… e per fortuna era all’acqua (non al latte) e da bere! Avvicino le labbra alla tazza sorseggiando, mentre sorridente parlo con Assu di fronte, senza che mi sfugga una strana espressione sul suo viso. Mi sento le labbra un po’ impastate, ma cerco di continuare il discorso. Assu mi fissa esordendo:
“Tu lo sai, vero, che hai cioccolata dapertutto? Mi ricordi mia figlia quando mangia il gelato! Sei piena di cioccolata ovunque!”

Con dignità ho cercato di finire la mia super tazza di fondente col cucchiaino, evitando di parlare troppo.
Puntuali alle 18 eravamo in piazza Marconi cercando il Municipio, Assu vede delle bandiere in un giardino e le indica come localizzazione certa. Una signora lì fuori ci dà notizia che quella è una scuola materna. La piazza era deserta, buia, silenziosa. Nessuna ispirazione. Assu, cellulare alla mano, chiama di nuovo.
Lory risponde: “Aspetta, scendo, vi vengo incontro”. Ancora un attimo e aggiunge: “Sono qui sotto ma non vi vedo”.
Mi volto verso la signora della Scuola materna con inevitabile domanda: “Scusi, questa è Frascati?”
“No, Grottaferrata”

Di nuovo in auto per le strade ormai buie, finalmente si legge il cartello “Frascati”!
Questa piazza pullula di gente, ragazzi, adolescenti, auto in fila serrata, vigili, altro che la piazza a Grottaferrata!
Arriviamo alla presentazione con qualche minuto di ritardo ma Laura e Lory ci hanno aspettato.
“Roma 1944. Lo sposo di guerra”
, un romanzo storico di cui spiegano come hanno cercato fonti e notizie per ricostruire la storia di Roma, e Frascati distrutta, appena avvenuta la liberazione.
Felice dell’occasione, conosco così anche Laura e Lory!

E dai Castelli, via di corsa, meta il centro di Roma.
A casa di Patty (Zephirina) ci aspettano i bloggers da Perugia
(Claudia, Luigi), da Firenze (Lophelia, Rodocrosite, Gabriele), da Calcata (Hertz), e persino da Frascati (Antonio e Fabio)!
Alcuni dei bloggers di Stravaganza per il week-end romano! Ma la pigrizia e l’inverno giocano risoluzioni sonnolente. Il programma viene stravolto anche a causa del blocco della circolazione per domenica. Uniche mete salve: per alcuni il Colosseo, per altri Porta Portese.
La cena è luculliana, e di bottiglie di vino ce n’è in abbondanza. La casa di Zephi è calda, accogliente, e ricca di meraviglie, anche la gastronomia!
Abbracci, sorrisi, e il calore dello stare insieme condividendo delle ore e delle chiacchiere.
Ore che trascorrono piacevoli fra volti che, non comprendo per quale magia, ormai mi sono familiari!

E per concludere, raccomando a tutti la strepitosa cioccolateria di Frascati!
Ophs!! Volevo dire: di Grottaferrata, è un posto molto carino e bbbuono!

02 febbraio 2008

TRE... DUE... UNO... partenza, Viaaaa!


Riuscirò a pubblicare tre post contemporaneamente?

Ho ricevuto due nomination a cui adempiere.
Uno dei due meme a cui sono stata invitata, da Janas, è
“The Birthday Month Personality Meme”,
ovvero:
“Meme della personalità del mese di nascita”.

Le regole del Meme sono:

  1. Cita la persona che ti ha invitata al meme e crea un link al suo blog/sito. (Janas)
  2. Copia le caratteristiche del tuo mese di nascita dal sito di partenza. ("Life") (Lingua originale: inglese)
  3. Scegli una foto per quel mese.
  4. Metti in luce e commenta queste caratteristiche relativamente alla tua persona.
  5. Invita 12 persone (tante quanti i mesi dell’anno) al Meme.
  6. Fai in modo che la persona che ti ha invitata sappia che tu hai partecipato. (Lo farò, prometto!)
Il mio compleanno è a marzo, sono un Arietaccio.
e questo è ciò che riporto:

MARCH:

  • Attractive personality. Personalità affascinante. Ho una personalità affascinante? Bisognerebbe chiederlo in giro, e se chiedessi in giro mi risponderebbero che ho una personalità piuttosto da rompiscatole!! Le due cose si equivalgono?
  • Sexy. Sensuale. Forse… qualcuno dice così, mah!
  • Affectionate. Affettuosa. Sì, lo sono, se non prevale il lato “rompiscatole”, eh eh!
  • Shy and reserved. Timida e poco espansiva. Timida un poco sì, in fase iniziale prima di conoscere, poi tutt’altro! Poco espansiva? Dipende! Dipende dal periodo che attraverso, se è roseo allora sono molto espansiva!
  • Secretive. Riservata. Sono riservata nel senso che so mantenere i segreti di chi si confida con me, questo sì!
  • Naturally honest, generous and sympathetic. Naturalmente onesta, generosa e comprensiva. Oh yeah! Sì sì sì, sono così! Onestamente sono proprio così!
  • Loves peace and serenity. Ama l’equilibrio e la serenità. (o: “Ama equilibratamente e con serenità”?) Allora… diciamo che aspiro all’equilibrio e alla serenità, ma sono tutt’altro che equilibrata, anzi sono abbastanza inquieta! Per la traduzione tra parentesi: assolutamente falso! Il mio modo di amare è: caoticamente, inquietamente, ansiosamente!
  • Sensitive to others. Sensibile verso gli altri. Molto vero! Sì.
  • Loves to serve others. Le piace aiutare le persone. Vero anche questo, da sempre.
  • Easily angered. È facilmente adirabile. Verissimo!! Sono un’iraconda!
  • Trustworthy. È affidabile. Sì, vero, e ci tengo pure ad esserlo.
  • Appreciative and returns kindness. È riconoscente e ricambia le cortesie. Corrisponde, sì, fa parte della mia innata onestà.
  • Observant and assesses others. È attenta e rispettosa verso gli altri. Sì, almeno ci provo. Cerco di essere attenta e di considerare gli aspetti in cui ciascuno si muove, nel positivo e nel negativo.
  • Revengeful. Ha spirito vendicativo. Vero! Lo so, non mi fa onore, ma è la verità! Sotto sotto tendo a prendermi soddisfazione per le offese ricevute.
  • Loves to dream and fantasize. Ama sognare e fantasticare. Sììììììì!!! Come una bimba mai cresciuta! Di più nei periodi rosei, che in quelli bui, ma fa lo stesso, la radice è questa.
  • Loves traveling. Ama i viaggi. Sì, mi piace molto, e anni fa viaggiavo abbastanza. Ora di meno, molto meno, causa: carenza monetaria e d’energie, ma con la fantasia ogni attimo salirei su un arereo per andare a visitare paesi nuovi.
  • Loves attention. Le piace essere considerata. Sì, molto assai, parecchio.
  • Hasty decisions in choosing partners. Mi diverto a lasciare la traduzione avuta dal web: “Decisioni affrettate in soci di scelta”. Carina, no? La mia traduzione è: “Opera decisioni affrettate nella scelta dei partners (amici/che, compagni, fidanzati, mariti, colleghi/e…??)” – Non saprei… Diciamo che la mia tendenza è orientarmi secondo il classico “colpo di fulmine”, sia nelle amicizie, sia negli amori. Ovvero, mi piace seguire intuito e istinto, ciò rende le mie decisioni affrettate? O impazienti? Mah, forse sì…
  • Loves home decors. Ama disporre la mobilia domestica. Mi piace, avendo disponibilità economica, ristudiare gli spazi e rinnovare, sì! Siccome -però- non «tengo dinero», ho una casa da bohémienne!
  • Musically talented. Ha talento musicale. Assolutamente no.
  • Loves special things. Ama le cose speciali. Ehm…quali? Amo l’inconsueto, le sorprese, l’invenzione, i colori e la varietà, le novità, l’improvvisazione e le persone che sanno vivere con creatività viva e propositiva. Sono cose speciali?
  • Moody. È lunatica (o bisbetica, o bizzarra?). A volte sì, molto lunatica. A volte bizzarra, sì! Bisbetica? Pure!! Se sono di cattivo umore sono assai bisbetica!


E ora che ho svolto il mio Birthday Month Personality Meme, affido la continuità dello stesso a 5 persone (non a 12 - sono troppe!):


Chiunque voglia partecipare può farlo come se fosse stato nominato, in fondo lascio ben 7 posti vacanti!

20 gennaio 2008

La Torre di Babele


Mia madre usava dire: «Prima il dovere poi il piacere!», e aveva ragione, è esattamente così.

Che piacere c’è nella vita se non si adempie al proprio dovere?
Ho sempre fatto ogni cosa in modo regolare, ordinato. Il mio lavoro, la mia casa. Tratto con educazione le persone e mi guadagno lo stipendio che ricevo. Ho quasi sessant’anni, e guarda come sono in forma! Ciò è frutto del mio autocontrollo, del seguire le regole.
Ogni mattina arrivo molto presto in ufficio. Alle otto inizio il mio lavoro, alle undici faccio la pausa col caffè e una sigaretta, all’una smetto di lavorare, mangio, una sigarettuccia, e il giornale. Alle tre vado via. Il dovere per lo stipendio che ricevo è stato portato a termine. Ci sono altri doveri.
Il piacere è un gustoso pranzo con gli amici, le sigarette al momento opportuno, e qualche digressione su argomenti vari.
Mi piace la precisione. Rispetto le norme e stimo le persone che ne tengono conto. Se nella vita non ci fossero dei binari precisi da seguire, dove si andrebbe a finire?
E cosa doveva improvvisamente succedermi? Che il mio viaggiare con ritmi discreti ma certi s’è ritrovato minato. Per carità, tolleranza innanzi tutto! Un ufficio non è casa propria, se giunge una nuova collega devi farle spazio… ma che diamine di sfortuna m'è capitata con quell’Antonia! Caotica, distratta, menefreghista. Arriva in ufficio alle dieci ogni mattina, è disordinata e non fa che perdersi le cose con la testa fra le nuvole. È sempre assente, sempre malata o in ferie. Ecco, anche le ferie. Io ne usufruisco ad agosto, l'intero mese e via. Regolare. Lei no! Avvisa a sorpresa, e all’ultimo istante prende un giorno di ferie. Inammissibile.
Insopportabile è pure che la chiamino al telefono e lo tenga occupato un’ora intera. L’apparecchio telefonico in ufficio non serve per chiacchierare. Io non lo uso mai. Fra l’altro se qualcuno dovesse comunicare con me? Troverebbe occupato.
È talmente anarchica, che non mangia mai.
Le squilla il cellulare ed esce sul balcone, capace di restare a parlare là fuori per un tempo interminabile. Ma quando lavora? Meno male che non se ne va in giro come tante altre colleghe che escono! Sono certa che fa solo finta di lavorare. Sta nascosta dietro a quel computer senza portare avanti nulla. Scrive. Cosa scrive? Prima, quando si andava a prendere il caffè alla macchinetta almeno veniva con noi, si scambiavano due parole, ora va da sola. Se ne sta per fatti suoi. E non fa che lamentarsi del freddo. Possibile che si ammali in continuazione? Assenze su assenze, non c’è giornata che non faccia tardi, non lavora, e occupa il telefono per ore. L’ho detto alla direttrice, eh, non si può mica andare avanti così. E poi alza il riscaldamento con la scusa che sente freddo. Io così sto male, ma che gliene importa? Si soffoca dal caldo qua dentro. Lei insiste che ha freddo! Se mangiasse, invece di digiunare, forse sentirebbe meno freddo. Guarda come sono precisa io, ogni giorno alle tredici in punto mi fermo, tiro fuori il mio pranzetto, e dico: “Buon appetito!”.
Eh, ma non è l’unica irregolare, anche le altre non mangiano mai alla stessa ora. Noto tutto, io. E riconosco i passi sul corridoio. Quelli di Giulia, quelli di Valeria, anche quelli felpati di Sergio.
I passi di Antonia, che veloci percorrono il corridoio alle dieci di mattina, sono un indelebile timbro per le mie orecchie.
Le abitudini sono piacevoli, scandiscono il ritmo della vita. A mezzogiorno e mezza d'ogni dì rientra nella stanza il carrrello con i libri. Un orario che mi dà serenità, quello delle dodici e trenta, il pranzo è ormai prossimo, ne pregusto l’idea mentre il carrello fa il suo ingresso e io lo saluto con la mia solita battuta:
“Ohh, ecco il pupo che torna!”.
Difatti quelle rotelle che girano, spinte dalle mani dei colleghi, mi ricordano una carrozzina che rientra dalla sua passeggiata quando è l’ora della pappa da dare al bambino. È il mio modo di scherzare, il segnale felice della giornata lavorativa che si sta per concludere.

Non parlo di me. Cosa c’è da dire? C’è già tanta cronaca di cui parlare… e ho sempre opinioni da aggiungere sui fatti del mondo. Osservo. Osservo ogni cosa. E Antonia è arrogante, irrispettosa, egoista. Chi crede di essere? È l’ultima arrivata e si comporta da padrona.


Anche stamattina ho fatto tardi, appena varcherò la soglia della stanza il silenzio sarà esauriente. Assenza di verbo che satura lo spazio senza pronunciarsi. Che strazio, vorrei non avere questo rumore di tacchi affrettati, Giovanna è lì, con le orecchie tese verso il mio arrivo. I primi tempi si vantava di riconoscere i miei passi. Adesso tace. Non alza lo sguardo, finge nonchalance. Sarà china sulla scrivania intenta al lavoro, diligente e precisa già da due ore.

- Ciao Giovanna
- Buongiorno Antonia
Sono una peccatrice, una ritardataria cronica.
Soliti gesti, dissimulo il disagio regalando teatralità alle azioni che mi conducono alla scrivania. Tolgo la giacca, sfilo la sciarpa, accendo il pc, sistemo la borsa, estraggo gli occhiali.

Mamma mia, se ripenso a quando sono arrivata qua! Un nuovo ufficio, un nuovo ambiente, un nuovo lavoro, temevo le incognite da affrontare… come d’incanto, invece, l’impatto con la diversa realtà ha attutito e sfumato i suoi toni in un rapimento improvviso. Solo due sere prima l’uscita con un’amica ha prodotto l’inaspettato col sopraggiungere d’un ragazzo. Simpatico lui, intraprendente, bel tipo, ma guarda! Mi corteggiava, e… poteva non accadere? Due calamite! E che calamite! Ah, che storia! Sono seguite notti quasi insonni! Mi viene da ridere ora se ripenso al primo giorno qui! Tre ore avevo dormito, e le palpebre traditrici volevano scendere. Era il mio segreto. Il segreto davanti a colleghe e colleghi appena conosciuti.
Un segreto felice nel soffio dell’estate. Sorriso interiore col sonno da mascherare. Che spensierata bellezza! Si dormiva insieme, e la mattina arrivavo tardi pensando fosse tutta colpa sua. Ero convinta che passato quel periodo non avrei più ritardato. Invece adesso lui non c’è, ed io persevero colpevole e mancante. Che peccato! Almeno prima, dietro al timbrare fuori orario il cartellino, si celava il ritemprarsi del corpo e dello spirito!
Un piacere!
Com’è quel detto? «Prima il dovere poi il piacere!».
Ecco, per me valeva il contrario: «Prima il piacere, poi il dovere!». Sì, mi viene da ridere a ripensarci. Che bello prendere la vita così.

Vediamo un po’ le mail…chi mi ha scritto? Devo mettermi al lavoro, va bene, inizio fra cinque minuti. Tanto sono nascosta dietro al pc, Giovanna non vede lo schermo, non sa che faccio. Ma l’aria è pesante, come se il suo sguardo e il suo pensiero mi penetrassero.
Stamattina c’è un’atmosfera particolare, eh, già! È qualche giorno che non vengo, sicuramente si è lamentata dietro le mie spalle che sono una lavativa. Mamma mia che freddo fa qui! Non posso però aumentare il riscaldamento, che scherziamo? Anche la porta spalancata, senti che corrente… Fortunatamente all’ora di pranzo la chiude. La mattina sempre spalancata, come se fosse buona educazione tenerla aperta. All’una s’alza dalla sua postazione, spegne il riscaldamento e chiude la porta. Precisamente così ogni giorno, ritmato come le lancette d’un orologio, come una poesia recitata a memoria, come gli orari d’un convento, come i treni svizzeri, la sicurezza della metodicità. Sicurezza. Ed io non faccio che perdermi la chiavetta del distributore del caffè! E quando sto al telefono sento l’aria che si fa tesa, tesa, tesa… Le dà proprio fastidio. Il silenzio d’una cripta sotto controllo mentre l’aria si rarefà. Quando si consumerà, ci sarà lo scoppio?

- Antonia, eh, no! Non possiamo stare con il riscaldamento acceso e la porta chiusa. Così io mi sento male. Le altre colleghe pure dicono che qui dentro si soffoca!

- Sì, è vero si scoppia…

- Occorre trovare una soluzione. Dobbiamo parlarne con la direttrice. Non si può andare avanti in questo modo! Puoi spostarti nell’altra stanza con Valeria e Giulia.

- Dove non c'è l’attacco per questo pc?

- Ci sono i pc di Valeria e di Giulia, no? Potrai usare a turno uno dei loro.

- Giusto. Hai ragione, in fondo sono l’ultima arrivata, che pretendo?

- Non ho detto questo.

- È vero. Non l’hai detto. Tu non parli.

- Non capisco a cosa vuoi arrivare, io vado al concreto.

- Ne sono certa, sono io a non essere concreta. Ho una soluzione migliore, però. Mi licenzio!

- Sì, come no! Una barzelletta, vero?

- No, sono seria. Mi licenzio! Sono incompatibile col lavoro d’ufficio!

- Ah, certo! E cosa farai?

- Non so… ancora non lo so. Qualcosa m'inventerò! …chissà, potrei fare come Irina Palm!

- Irina Palm?

- Esatto. Irina Palm era molto ligia sul lavoro, chissà lo potrei diventare anch’io…










nota - racconto di fantasia. Fatti e persone senza riferimenti reali.

12 gennaio 2008

THINKING BLOGGER AWARD


Thinking Blog award


Onorificenza che viene insignita ai blogger che stimolano riflessioni nel leggerli.
Eccola qui! Anche io me la sono meritata!
E sorrido… Sì, perché proprio grazie a tale iniziativa, partita a febbraio 2007 da “Curiosity, is the key to all wisdom”, e poi diffusasi fino a riempire ogni blog a breve raggio, mi sono resa conto ancor di più di quanto scarsamente viandante sono nel mondo bloggers!
Sorrido perché…
Daniela mi ha nominata, anzi, mi sono addirittura vista apparire come la prima del suo elenco di blogger meritevoli! E sorrido anche al pensiero che sono talmente latitante dalla blogsfera, che se non ci avesse pensato lei… Perciò la ringrazio, comprendendo nel ringraziamento le belle parole usate per motivare tale scelta!

Poi, andando contro la mia sedentaria pigrizia, mi sono accinta a una passeggiata fra gli amici bloggers, scoprendo che quasi tutti, nel giro di pochi giorni, hanno ricevuto la targa, nominando a loro volta altre cinque persone!
Il gioco si fa complicato! Ahi, ahi!

Rispettiamo le Regole:

  1. -partecipare solo se si è nominati (sì, fatto!)
  2. -creare un link al post originario (già fatto)
  3. -inserire nel post il logo Thinking Blog Award (ok, fatto anche questo)
  4. -indicare 5 blog che hanno la capacità di farti pensare (ecco, lo faccio subito!):

  • Bianca C. di “Simplest”, che ho conosciuto da poco, e subito ho scoperto post che ti prendono per mano conducendoti alla riflessone.

  • Giulia di “Se non ora quando”, che ha sempre scritto racconti coinvolgendo i lettori nella creazione dei personaggi, quindi lasciando fluttuare riflessioni su ruoli e vite.

  • Janas di “Janas”, un neo blog, che muove i primi passi ponendo domande sulla quotidianità.

  • Daniele di “22 passi d’amore e d’intorni”, blog scoperto recentemente, ricco di scrittura, di citazioni, riferimenti, indicazioni, spaziante nei svariati stimoli che la vita offre, e in cui chiunque può trovare un angolino di sé, rispecchiarsi, e riflettere su quel pezzetto scovato.

Un saluto a tutti, e mi raccomando: lucidiamo queste targhe, eh!!

02 gennaio 2008

Buon 2008!



To everyone...
2oo8
with Love!