20 dicembre 2006

Dangerous Liaisons

La seduzione.
Seduzione al maschile, e al femminile.
Perché relazioni pericolose?
Perché alla base c’è una seduzione giocata.

Per dare immagini al sottile quanto invisibile gioco, mi muovo col pensiero tra le scene e i ruoli del film "Dangerous Liaisons". La seduzione, dunque, come arte d'affascinare e richiamare su di sé attenzioni, mentre in modo affettuoso e carezzevole se ne elargiscono altrettante, cercando con intenzione di trasmettere il rapimento che l’altro ha esercitato su di noi.
Nella seduzione si gioca il potere d’attrarre, il potere di diventare importante per l’altro, il potere di farsi pensare e di farsi aspettare: si creano vuoti, attese, innescando il gioco d'un ritrarsi che senza dare, riesce ad avere, fascino ambiguo dell'esserci senza esserci, creando aspettative sospese e il conseguente vantaggio d'avere la conduzione del gioco sotto il proprio controllo.

Ho dovuto pensare a determinate immagini per esprimere queste parole.
Nel film “Le relazioni pericolose”, l’arte seduttiva è la carta da gioco su cui si innesca ogni evento della storia.
Ho ricordato alcuni sguardi di uomini nel loro intento di seduzione, i gesti, le attenzioni, il modo di parlare…
Ho pensato ai modi femminili di lasciare che l'interesse giungesse chiaro all’altro…
Di seduzioni ce ne sono infinite nel nostro quotidiano, nel vivere, da quando si è piccoli in poi.
Una madre può sedurre una figlia offrendo un’apertura da amica. In realtà ciò è uno strumento per conoscere cosa va attraversando l’adolescente, è un modo per avere un controllo sulla sua crescita che va sfuggendole di mano, sulle amicizie e amori; questa seduzione piena di potere è completa quando la madre sa come ferire la figlia conoscendola nell’intimo, nelle sue fragilità e difficoltà col mondo con cui sta imparando a confrontarsi… La madre lusinga, tenendo in pugno l’adolescente insicura e dipendente: dipendente dalle sue attenzioni, dalla false promesse di comprensione e protezione. False, perché ciascuno deve affrontare il mondo da sé, per crescere.

Parole dure? Tutto ciò ha un senso.
Il senso delle relazioni difficili.

Chi è che non cade nel tranello della seduttività?
Chi è che non ha bisogno d’attenzioni e affetto?
Usare la seduzione per ottenere qualcosa mi ripugna, e tardi ho imparato a riconoscermi la capacità di averla, e il potere che ne derivava.
Questo mi ha permesso di riconoscerla negli altri, e di capire le mire oltre le quali si muovevano le attenzioni, gli sguardi gentili e pieni di calda dolcezza…
A riconoscerla non solo per fini sessuali nell’eterno gioco tra uomo e donna, ma anche solo per pure aspettative comportamentali, nell’intreccio delle relazioni umane.

A volte non ci si muove in modo lucidamente cosciente nel sedurre, ma intanto si dà quel poco che serve per continuare ad alimentare la liaison, il filo, il legame.
È stuzzicante sapere che una persona tiene a noi, e sapere che dipende da noi muovere i fili della liaison: vogliamo continuare? Quanto vogliamo dare? Quanto impegnarci? Se non serve, si risparmia, tanto l’altro ci sta aspettando… Un vantaggio creare vuoti, aspettative, attese, farsi desiderare…
Di solito si innesca il gioco delle parti:
il seduttore e il sedotto.
Colui che conduce, e colui che sa che deve stare negli argini della conduzione guidata!
L’annoiato e il passionale.
Colui che non sa amare, sa solo giocare, in contrapposizione a colui che ama col piacere di dare, fino ad amare disperatamente e perdutamente.
Colui che non ha mai amato, perché amare è perdita di controllo, in contrasto a colui che ama senza alcun limite, a briglia sciolta!

Nel dare immagini alle varie situazioni, ho ripetuto sempre e solo "colui", affinché ci fosse neutralità nel ruolo, senza alcuna appartenenza al femminile o al maschile.
Per lo più dipende dall'indole!
Indole, desiderio di affrontarsi, onestà con se stessi, valori interiori.

Ho dovuto rifletterci per imboccare la strada verso l’argomento a cui voglio approdare.

Ho postato “Racconto di un uomo”, che non è un mio scritto (ma vi sono intervenuta con un lavoro di sintesi per postarlo). Avevo accennato al fatto che avrei ripreso l’argomento, poi però ho lasciato scorrere del tempo.
Chi lo ha letto ha commentato che ha il sapore dei racconti della “Harmony”.
Non ho mai letto quei racconti, immagino sia letteratura rosa, in cui si narrano attrazioni brucianti e pene d’amore, in cui si vive la passione dei sentimenti attraverso gli interpreti con le loro storie cariche di difficoltà… Immagino anche, come associazione, che le telenovele si affianchino molto nelle loro sceneggiature a questi romanzi.

Essendo intervenuta sul contenuto dello scritto per poterlo postare, non riesco a vederci un’affinità con la letteratura della “Harmony”.
Vi ho colto invece i dubbi di un uomo prigioniero delle proprie pulsioni e sentimenti, senza capacità di esternare, prigioniero della chiusura della sua indole. Dubbi ed ermetismo che lo isolano nella sua interiorità, lasciando decadere l’attenzione e l’ascolto per l’altro; indolenza ed inerzia che schermano la sua vita come fosse un oblò; e una ricerca infine, nella propria clausura, di vie d’uscita che si rivelano effimere, basate su contatti umani che sono liaison a senso unico: la ragione sessuale. La via più facile per una boccata d’ossigeno è quella della seduzione, giunti al traguardo, il gioco decade.

Non voglio accusare, ma contemporaneamente desidero non avvallare “usi e costumi” placandomi con la motivazione che “tanto, normalmente le cose così vanno”, occorre accettarle: inutile persino parlarne.

Il racconto è una voce maschile, e l’idea di postarlo nasce proprio dal fatto che le sue righe scavano nella tematica dell’ambiguità di relazione fra uomo e donna.
Ed anche se all'inizio ho mantenuto i ruoli del sedurre e dell'essere sedotti nella neutralità della differenza sessuale, ora invece punto l'attenzione su quanto possa apparire "impenetrabile" l'universo maschile nel suo gioco di toccate e fughe.

Per l’idea che coltivo sull’amicizia, non potrei affermare che io e l’autore del racconto siamo amici (restiamo sul terreno dell'ambiguità).
L’amicizia per me comprende uno scambio reciproco e aperto della vita, spontaneo, senza sottrazioni e silenzi debitamente scontati.
Fra me e l'autore c’è stato uno scambio di discorsi, di confidenze di vita, poi, apprezzando il mio modo di scrivere, mi ha inviato il suo fitto racconto da leggere.
Ciò che di lui avevo intuito, lì l’ho ritrovato palese.
Così l’irritazione interiore per l’ambiguità di un comportamento che non dà possibilità di accesso, ha improvvisamente fatto scaturire l’idea di estrarre un paio di brani e postarli.
Per parlare dell’ambiguità!
Affinché questo modo prettamente maschile (chiusura interiore, evasione, carenza di interesse oltre il gioco facile) sfociasse in emersione, in parole tradotte in racconto, in parole tradotte in immagini, in parole con l’entità di un percorso, che infine dà forma a ciò che nell’esperienza di vita spesso ho sottilmente percepito, per poi con l’udito ascoltarne la negazione.

Non è letteratura, è un percorso umano. Non riesco ad affiancarla ad un raccontino d’amore rosato.
Per lui il ricordo diventa uno scavare dentro di sé, dentro la propria ambiguità, che trasforma la paura d’amare nell’onda d’una pulsione sessuale, che infine non genera niente, solo un’eterna aspettativa senza iniziative.

E postarlo per me è significato una mia ribellione all’ambiguità.

6 commenti:

danDapit ha detto...

Per chi abbia delle difficoltà a postare commenti (io ne ho appena avute su altri blog), consiglio di registrarsi come "Altro", e poi inserire l'indirizzo del proprio blog nella stringa: "Pagina Web".
Così si viene accettati!!
Ciao!

Francesco ha detto...

Sono io quello che l'ha definito racconto "rosa" e nonostante lo spigone continuo a definirlo tale... lo faccio perchè non è per me un dispregiativo... questo racconto tanto è intrigante potrebbe avere un discreto valore commerciale... ecco tutto!

La seduzione è come tu stessa hai ben chiarito compagna della nostra vita con tutte le sue mille sfumature... importante come il sale... è importante però non diventarne schiavi... troppo sale rende ciechi!

danDapit ha detto...

Nonostante lo "spiegone", o lo "spigone", Francesco? (sono andata a guardare il significato di spigone/=Asta che serve a prolungare antenna!!)
;o))
Sì, certo, sei stato tu a definirlo "rosa", ma gli altri hanno concordato!...e riguardo alla seduzione...è un bel gioco, affascinante! Dipende dall'uso!!...Come si dice: "Un bel gioco dura poco!"...quel poco che va dosato, qua e là, nel momento giusto, ma sempre senza lasciare nulla in sospeso! Quando invece se ne fa uso nel modo in cui ne ho parlato nello "spigone"...ecco, lì la cosa mi fa alquanto ribollire!!!
*---* GGGRRR...

Francesco ha detto...

ah, mi prendi in giro:)
ahahahahah... fai bene...!

angela ha detto...

Concordo con la decisione di aver postato "Racconto di un uomo" per mettere allo scoperto un po’ di realtà interiore maschile. Una realtà chiusa, introversa e spesso difficile da decifrare, che nel racconto si rende più palese agli occhi delle donne, che cadono nello sbavar dietro a degli uomini egoisti e anaffettivi.
Il gioco della seduzione!...Chi può dire di non esserne stato vittima nelle sue mille sfaccettature? Tutti siamo stati sedotti e perchè no, talvolta siamo stati seduttori… A guardar bene alla fin fine la seduzione può essere considerata come il motore del mondo inteso come interesse, propensione verso l’altro, e gioco delle relazioni interumane.
Nel rapporto uomo/donna la seduzione diventa un proporsi all'altro in modo ricercato e studiato: un gesto, uno sguardo fatti apposta per mirare ad un obbiettivo preciso. Il fatto che vi sia una corrispondenza ed uno scambio comunicativo che esula dalla comunicazione verbale, riscoprendo così la gestualità, l’atteggiamento, credo sia una cosa eccezionale!
Mi piace quello che hai scritto, tema interessante ma insidioso al tempo stesso, e che rischia d’essere concepito unicamente nella sfera del rapporto di coppia, quando invece sappiamo benissimo che la seduzione fa parte della nostra vita!

ventodiprimavera ha detto...

Penso che potrei definirmi come una passionale sedotta che ama senza riserve uomini annoiati...