05 dicembre 2006

- Racconto di un Uomo -

Posto un racconto.
Non è opera mia.
Un amico mi ha inviato un suo scritto
chiedendomi di leggerlo e di fargli sapere cosa ne pensassi.
Dopo averlo letto mi è venuta l’idea di estrarne dei brani e postarli.
Naturalmente ho avuto il nulla osta.
Ecco i brani ritagliati dalla cornice in cui sono inseriti (6 pagine fitte).
Non potevo però lasciarli al loro stato vergine!
Quindi ho dovuto lavorarci un poco e,
sopra e intorno a ciò che non è mia ideazione,
ho tagliato e creato aggiustamenti…
lasciando comunque intatti il percorso e l'impronta d'origine.
Il tono di scrittura non è il mio,
seppure nel traguardo finale vi è una certa miscela.
Ho avuto l’idea di postarlo
semplicemente perchè è una voce umana,
voce di un uomo che, attraversando
i suoi pensieri, va e viene con
dubbi, sogni, intenzioni…
Buona lettura!


Si tolse lentamente la giacca, si sfilò la cravatta e appese tutto senza molta cura nel grande armadio bianco, unico mobile insieme ad una presenziale lampada da terra vicino al letto. Si stese accendendosi l’ennesima sigaretta. Il filo di fumo che saliva verso l’alto si mischiava ai suoi pensieri, ricordandosi della giovane ragazza conosciuta alcuni giorni prima nel locale in cui usualmente pranzava con alcuni colleghi. Lei serviva ai tavoli alternandosi alla cassa; l’aveva notata per i suoi modi, ma soprattutto per gli sguardi intriganti che lei gli lanciava. Era sensuale, non così bella, ma la sua giovane età e l’abbigliamento provocante avevano suscitato in lui forti desideri. Conoscerla era stato facile e dopo averle lasciato il numero di telefono, invitarla a casa era stato semplice. Aveva accettato senza alcuna titubanza.
Una cenetta da lui con dell’insalata e del formaggio, tutto veloce e crudo; in compenso, forse in onore della giovane età della ragazza, aveva comprato un dolce, che tirò fuori quasi come una sorpresa inestimabile.
Parlarono a lungo, anzi, come al solito lasciò parlare la sua ospite. Era un ottimo ascoltatore all’inizio, ma si trovava poi puntualmente a rincorrere i propri pensieri, perdendo filo e nesso dell’interlocutore. In molti, delusi dalla prima apparenza interessata e sensibile, glielo avevano fatto notare. Sì, in principio seguiva calandosi negli stati d’animo ma, catturato dalle sue proiezioni personali e, causa la sua incostanza, andava poi a smarrirsi nei propri sogni e illusioni. Ciò traspariva in modo evidente.
La invitò a sederglisi accanto sul divano, lei accettò continuando a raccontargli cose che a lui ormai non interessavano più. Nella sua mente stavano prendendo sopravvento pensieri di lussuria sfrenata, e forse, anzi sicuramente, lei lo percepiva. E stava al gioco, stuzzicandolo.
Era rimasto colpito dall’età della ragazza, non riusciva ancora a capacitarsene! La seduttrice al suo fianco era una diciannovenne. La sua vita era al doppio di quella della giovane ospite, e se questa cosa l’aveva reso in un primo tempo rigido e intimorito, poi giocò a suo vantaggio, sentendosi con tutti i suoi anni padrone delle emozioni, più di lei certo, padrone di poterla guidare dove lui avesse voluto.
La prese per mano per condurla verso il letto, lei con moine adolescenziali lo seguì fingendosi recalcitrante. Si stesero. Iniziarono a baciarsi, a toccarsi.
Era proprio come aveva percepito dal primo momento, le voglie della ragazza erano come le sue se non addirittura più lussuriose. La spogliò e quando il suo giovane sesso gli apparve nudo e puro come alla nascita, un ilare stupore, frammisto all’ardente desiderio di possederla, gli fecero quasi perdere il controllo del gioco. Ma non faticò più di tanto, la passionalità di lei era così intensa da lasciarsi guidare ad ogni fantasia erotica.
Fecero l’amore.
Lui rimase stupito che, dopo tanto tempo d’attesa e d’oblio smarrito in stravaganze lisergiche in cui decadeva anche l’interesse verso la sessualità, la sua fantasia e il suo ardore fossero sempre quelli in cui si riconosceva! Perciò quale importanza poteva avere che lo avesse fatto con una diciannovenne e non con una coetanea?

Il filo di fumo che saliva verso l’alto si miscelava alle sue immaginazioni.
La giovane ragazza era stata per quella sera. Solo una sera.
La mente ospitava ora un’altra donna, poco più grande di lui…
Ricordava l’inizio, il cellulare che aveva vibrato con l’arrivo d’un messaggio:
“Ci vediamo per caffè? A che ora puoi?”.
Era lei.

Da quando era accaduto l’inimmaginabile, aveva iniziato sempre più ad occupare i suoi pensieri. Giorno dopo giorno la dimensione di lei era cresciuta in maniera esponenziale, i sentimenti nei suoi confronti fluttuavano dal desiderio erotico alle passioni spiritualmente più elevate.
Era accaduto così velocemente, che ancora faticava nel credere di aver vissuto dei momenti tanto intensi!
Iniziato dalla sera in cui lei gli si era presentata a casa dichiarandogli l’interesse che provava per lui. Aveva avuto coraggio nel mostrare il suo desiderio... Tanto da disorientarlo. Lui le piaceva così prepotentemente da stuzzicarla, da incuriosirla al punto di mettersi talmente a nudo, da rendersi limpida! E a lui era sembrato di poterla guardare attraverso una vetrata trasparente e vederla in un panorama bellissimo, in un mare azzurro, chiaro, immerso nella luce d’un sole estivo quasi accecante.

Rifletteva.
Accendeva ora un’altra sigaretta il cui fumo si perdeva nello spazio della stanza. Il proprio naturale nascondersi, la diffidenza a mostrarsi, le ataviche insicurezze, le ambiguità di fondo che avevano caratterizzato la sua vita, si intrecciavano come giunchi d'un canestro, insieme alla confusione della sua mente. Tutto ciò gli evitava di mettersi in gioco, riservandogli aperte vie di fuga.
L’ultima volta che si erano visti era stata in presenza d’un amico comune, e certo non aveva dato il meglio di sè. Gli sbalzi d’umore l’avevano attratto nelle insidiose trappole che soffocavano il desiderio di mostrare quanto lei fosse importante per lui. E più esponeva il non vero sentire, più il dolore lo faceva trincerare dietro uno spesso muro d’indifferenza. La stessa che aveva spiaccicato da sempre i suoi sentimenti.

Si rifugiava allora nel ricordo dell'incontro amoroso, come un marinaio si protegge dalla tempesta nella prima baia protetta: una sera in cui lei era andata a trovarlo, e alla luce soffusa s’erano seduti sul divano scherzando, parlando, guardandosi negli occhi, scambiandosi effusioni e carezze come due innamorati del primo momento. Così le loro voglie avevano cominciato a danzare intorno forsennatamente. Sotto le lenzuola s’erano abbracciati delicatamente. Respirandosi avevano fatto l’amore intensamente. Intensamente, tanto da restare senza respiro con i corpi sudati e tremanti.

Spense la sigaretta.
Si alzò e aprì la finestra per dare aria alla stanza.
Si riadagiò supino sul materasso e guardò con insistenza il display del cellulare. Ancora una volta.
Capì di essere prigioniero di un desiderio che in lui non voleva prendere forma.
Decise che avrebbe deciso, che avrebbe deciso di guidare se stesso senza più caroselli.
Lo avrebbe fatto?
Si addormentò lasciando cadere il cellulare dal letto.

11 commenti:

Francesco ha detto...

Bella storia...
sembra tratta da uno di quei romanzi rosa... Harmony se non sbaglio ;)

danDapit ha detto...

Bel complimento!!!!
;))
Non ho mai letto quei romanzi, neppure da adolescente, quindi non posso dire se hai ragione!
Ho sempre pensato che quelli siano più romantici e meno "hard", e -ho l'idea siano anche- poco dediti all'introspezione come invece il protagonista/autore cercherebbe...
Anyway... thanks, Fransis!!

daniela ha detto...

Non ci riesco a leggere il racconto.... è scritto troppo piccolo e troppo colorato! :-(

danDapit ha detto...

Ingranditi caratteri, schiarito il cupo del colore.
Attendo tua lettura, mon amì!!
^___^

ROKKO ha detto...

ciao belè! sono ancora vivo...ma sai con sto lavoro....che pallle!!!
Volevo in primis ringraziarti per avermi linkato!
Ho postato qui perche' devo dire che la foto che hai pubblicato è molto interessante, il racconto bello, ma mi avvicino alla considerazione fatta dal mitico francesco..."un po' armoni questo" detto a modo Lino Banfi.
:-])

danDapit ha detto...

Uhe, Rokko..cominciavi a mancarmi... ;)
La foto è bellissima, è di Newton!!!
...Circa il racconto... bè, ho i miei motivi per averlo postato...
I miei racconti li hai letti, invece?
kiss!!
(per la linkata...ma figurati, il piacere è tutto mio! :)))))))))

daniela ha detto...

Mmmm.... concordo col giudizio comune. Ma di chi è il racconto?

angela ha detto...

Non mi piace molto questo "scrittore asettico"..mi riferisco alla scelta dell'autore di fare dello scrittore un ermetico e sintattico narratore di fatti; soprattutto per
quanto riguarda l'analisi dei sentimenti.
Devo comunque dare atto dell'eleganza della scrittura, l'uso di termini che scorrono linearmente agli occhi del lettore.

Ma di chi si tratta?

danDapit ha detto...

Avevo pensato di dedicare un post all'argomento, all'argomento circa il racconto "Harmony", e circa la motivazione di postare un racconto non mio...
Prossimamente posterò! ..Ho da maturare...
Salutoni, e gracias a tutTI!

patrizia ha detto...

AL FINE LESSI; TROVO IL RACCONTO PIACEVOLE, NON SONO D'ACCORDO CON NESSUNO DEI COMMENTI HARMONY, MI SEMBRA ANZI CHE GLI UOMINI SONO PROPRIO COSI': SCHERMATI, RIMANDANTI, DEI GRANDI COSTRUTTORI DI DIGHE. FORSE DISCENDONO NON DALLE SCIMMIE MA DAI CASTORI. MESSO COME LO HAI ASSEMBLATO TU E' GRADEVOLE, NON MI PARE ROMANTICO MA REALISTICO E ...CASTORINO, APPUNTO. BE' CIAO

danDapit ha detto...

Oggi ho finalmente postato il "famoso" discorso (Dangerous Liaisons) che volevo approfondire partendo dallo spunto di questo racconto...
Il commento di Patrizia per me ha colto in pieno, in modo umoristico, ciò che sento anch'io. Lo ha postato solo qualche giorno fa! Però la ringrazio molto per la partecipazione! E così mi sono accinta anch'io a creare il nuovo post correlato a questo!